" Se l'uomo è buono, il principio di eguaglianza dovrebbe agire all'esterno tanto quanto all'interno. All'uguaglianza del corpo cittadino dovrebbe corrispondere quella di tutti gli uomini sulla terra. La sinistra democratica avrebbe applaudito una vittoria del protezionista Sanders, ma essa ha il dovere di considerare Trump un abominio. Allo stesso modo, in Francia, avremmo preferito una classe operaia sedotta da Mélenchon piuttosto che da Le Pen. Siamo qui vittime di una visione falsa della storia, di una concezione deduttiva e filosofica della democrazia piuttosto che empirica e antropologica. La storia ci mostra attraverso numerosi esempi […] che la democrazia non è, alla sua base, di essenza universalista.
Prima che emergesse il concetto di isonomia (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge), la nascita della democrazia ateniese fu violentemente etnica, con un corpo di cittadini definiti contro gli schiavi, contro i meteci, contro i cittadini delle altre polis greche e contro i barbari. L'Inghilterra rivoluzionaria di Cromwell, protestante e nazionalista, trattò i cattolici come dei paria e fu capace di commettere, nel nome della superiorità del nuovo popolo eletto, molte atrocità in Irlanda. La democrazia americana aveva invece trovato la sua dinamica propria di ostilità nei confronti degli indiani e dei neri, per arrivare a maturità con il razzismo del presidente Jackson, idolo di Trump e suo pari per il livello di volgarità. La crescita generale della democrazia in Europa, tra il 1789 e il 1900, è stata accompagnata da una progressione non meno generale del nazionalismo, vale a dire della definizione del corpo sociale contro l'Altro, il più delle volte un popolo vicino percepito come minaccioso in modo specifico. Per quanto riguarda la Francia, questo Altro fu rappresentato dagli inglese nel 1793, dai tedeschi nel 1914. "
Emmanuel Todd, Breve storia dell'umanità. Dall'homo sapiens all'homo oeconomicus, traduzione di Julie Sciardis, LEG Edizioni, 2019, pp. 300-301.












