éć „ć°ç [Return to Dust] (Li Ruijun, 2022)

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éć „ć°ç [Return to Dust] (Li Ruijun, 2022)

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" Se l'uomo Ăš buono, il principio di eguaglianza dovrebbe agire all'esterno tanto quanto all'interno. All'uguaglianza del corpo cittadino dovrebbe corrispondere quella di tutti gli uomini sulla terra. La sinistra democratica avrebbe applaudito una vittoria del protezionista Sanders, ma essa ha il dovere di considerare Trump un abominio. Allo stesso modo, in Francia, avremmo preferito una classe operaia sedotta da MĂ©lenchon piuttosto che da Le Pen. Siamo qui vittime di una visione falsa della storia, di una concezione deduttiva e filosofica della democrazia piuttosto che empirica e antropologica. La storia ci mostra attraverso numerosi esempi [âŠ] che la democrazia non Ăš, alla sua base, di essenza universalista.
Prima che emergesse il concetto di isonomia (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge), la nascita della democrazia ateniese fu violentemente etnica, con un corpo di cittadini definiti contro gli schiavi, contro i meteci, contro i cittadini delle altre polis greche e contro i barbari. L'Inghilterra rivoluzionaria di Cromwell, protestante e nazionalista, trattĂČ i cattolici come dei paria e fu capace di commettere, nel nome della superioritĂ del nuovo popolo eletto, molte atrocitĂ in Irlanda. La democrazia americana aveva invece trovato la sua dinamica propria di ostilitĂ nei confronti degli indiani e dei neri, per arrivare a maturitĂ con il razzismo del presidente Jackson, idolo di Trump e suo pari per il livello di volgaritĂ . La crescita generale della democrazia in Europa, tra il 1789 e il 1900, Ăš stata accompagnata da una progressione non meno generale del nazionalismo, vale a dire della definizione del corpo sociale contro l'Altro, il piĂč delle volte un popolo vicino percepito come minaccioso in modo specifico. Per quanto riguarda la Francia, questo Altro fu rappresentato dagli inglese nel 1793, dai tedeschi nel 1914. "
Emmanuel Todd, Breve storia dell'umanitĂ . Dall'homo sapiens all'homo oeconomicus, traduzione di Julie Sciardis, LEG Edizioni, 2019, pp. 300-301.
The Middle Man (Bent Hamer, 2021)
" Il modo in cui raccontiamo le vicende del nostro passato Ăš fondamentale per la costruzione delle identitĂ collettive â per lo piĂș nazionali â e dĂ un senso e una direzione al presente e al futuro. Gli storici si sono spesso comportati da guardiani dei cancelli del passato o, per dirla con meno poesia, da vigili urbani che tentano di guidare i flussi di memoria che passano per quei cancelli. Riflettendo da dietro le lenti del Wasteocene, sostengo che gli storici hanno spesso contribuito alla creazione dell'infrastruttura narrativa che garantisce la riproduzione di wasting relationships. Alcuni racconti, ricordi o addirittura fatti devono essere scartati: non sono considerati meritevoli di essere rievocati. Lâaltra faccia di questa sistematica selezione delle storie da gettare tra i rifiuti Ăš stata la produzione di una «narrazione del padrone», come lâha definita Stefania Barca (2020) riferendosi all'Antropocene; in altre parole, una narrazione che nasconde lâintersezione sistemica di razzismo/colonialismo, eteropatriarcato, disuguaglianza di classe e supremazia degli umani nella produzione della crisi del pianeta. Identificando lâUmanitĂ come padrona della Natura, sostiene Barca, questa narrazione egemonica nasconde i soggetti che non sono padroni, riducendoli a componenti irrilevanti del racconto.
Una narrazione del padrone, quindi, non rivela semplicemente quali memorie e soggettivitĂ vengono scartate; rivela anche il modo in cui quella stessa narrazione funziona per giustificare tale esclusione. Le storie del Wasteocene riproducono le wasting relationships che rendono alcuni luoghi e persone da cestinare. Per essere giusti, va detto che, a partire dagli anni Sessanta e Settanta, gli storici sociali hanno lavorato per cambiare la narrazione storica dominante, recuperando frammenti e storie dalla discarica della memoria. I gruppi subalterni sono entrati cosĂ nel discorso storico grazie alla ricerca condotta su lavoratori, donne, schiavi, popoli nativi, poveri, contadini e molti altri soggetti, o oggetti, marginali. La convergenza tra la Nuova sinistra e il movimento degli studenti negli anni Sessanta e Settanta spiega questa democratizzazione della storia e lâampliamento della categoria dei soggetti «accettabili». La nascita della storia ambientale ha ulteriormente ampliato lo sguardo degli storici, introducendo temi di cui precedentemente non si sentiva parlare e rendendo accettabile scrivere dei topi a New York, delle foreste del Brasile o dei salmoni nell'America nord-occidentale. Lâapertura non Ăš stata facile e la battaglia non Ăš ancora conclusa. "
Marco Armiero, Lâera degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale, traduzione di Maria Lorenza Chiesara, Einaudi (collana Passaggi), 2021. [Libro elettronico]
 [Edizione originale: Wasteocene. Stories from the global dump, Cambridge University Press, 2021]
Volaða land / Vanskabte Land [Godland] (Hlynur Pålmason, 2022)

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Sistemi di terrore
" Il vero volto del colonialismo francese si svelĂČ in Algeria, dove si erano insediati un milione di coloni francesi che dominavano ogni aspetto della vita del Paese. Le terre piĂč fertili appartenevano ai francesi. Parigi considerava lâAlgeria territorio francese. Nel 1945 vi fu una prima sollevazione popolare in cui rimasero uccisi un centinaio di coloni. La Francia reagĂŹ con una brutalitĂ indescrivibile, uccidendo almeno quarantacinquemila algerini. Da qui ebbe inizio la lotta armata del popolo algerino contro lâesercito francese costituito da oltre mezzo milione di soldati. Fu la piĂč spaventosa guerra di liberazione in Africa. Almeno un milione di algerini pagĂČ con la vita lâindipendenza, ottenuta il 5 luglio 1962. "
Alex Zanotelli, Lettera alla tribĂč bianca, Feltrinelli (collana Serie Bianca); prima edizione marzo 2022. [Libro elettronico]
Eighth Grade (Bo Burnham, 2018)
" Most nations have let slip the opportunity, and by that means have been compelled to receive laws from their conquerors, instead of making laws for themselves. First, they had a king, and then a form of government; whereas the articles or charter of government should be formed first, and men delegated to execute them afterwards: but from the errors of other nations let us learn wisdom, and lay hold of the present opportunityâto begin government at the right end. When William the Conqueror subdued England, he gave them law at the point of the sword; and, until we consent that the seat of government in America be legally and authoritatively occupied, we shall be in danger of having it filled by some fortunate ruffian, who may treat us in the same manner, and then, where will be our freedom ? where our property? "
Thomas Paine, Common Sense.
[ 1st edition: January 10, 1776; printed in Philadelphia by Robert Bell ]
El jockey [Kill the Jockey] (Luis Ortega, 2024)
L'ora piĂč bella
" Esiste, o viaggiatore, lâora piĂč felice della tua vita? Forse ti deluderĂČ ma ti dico che Ăš impossibile trovarla, nei labirinti del tempo umano. Te lo dimostrerĂČ. Se Ăš nel passato, essa non esiste. PoichĂ© non possiamo prevedere se unâora ancora piĂč bella non possa esserci riservata nel futuro, e anche se viviamo nella sventura e nellâombra, non possiamo escludere che domani qualche luce la illumini. Inoltre, ricordando il passato, i pensieri si confondono. PuĂČ esistere, insieme allâora vissuta che riteniamo piĂč felice, unâora nascosta ancora piĂč bella, di cui abbiamo perso il ricordo, e che tornerĂ improvvisa nella memoria. Non possiamo trovare questâora nel presente. Il presente corre veloce, ci sfugge e scorre, toglie ai pensieri ogni distanza. Possiamo dire: questo attimo Ăš felice, ma giĂ si Ăš dileguato, e subito un altro attimo incombe, lâombra di un patibolo ci appare nel sole. Non possediamo una misura che possa dirci che stiamo vivendo lâora piĂč felice, il tempo degli orologi Ăš infinitamente piĂč misero del tempo del nostro cuore. Unâaltra persona puĂČ suggerirci: questa Ăš lâora piĂč bella della tua vita, ma potrebbe mentire e il fatto stesso che ce lo dica giĂ ci introduce al rimpianto, al pensiero che questâora svanirĂ , che stiamo per perderla. Non possiamo evidentemente trovarla nel nostro futuro. Non possiamo prevedere in modo credibile ogni sventura o fortuna. Sappiamo bene che ogni guerra puĂČ finire con la nostra morte o con lâannuncio della pace, ogni malattia prevede una guarigione o altra sofferenza, ogni notte di viaggio ci fa sognare una tempesta o una locanda. Anche nel cuore piĂč ferito câĂš sempre la speranza che unâora felice superi tutte le ore vissute, facendoci dimenticare ogni dolore. Nessuno puĂČ trovare questâora, e forse per questo gli uomini la collocano fuori della vita, in un paradiso o in un indicibile altrove. Ma questa speranza non puĂČ escludere che lâora piĂč felice ci sia riservata nella vita terrena. E nessuno Ăš mai tornato da uno dei tanti immaginati aldilĂ , per darci lâannuncio che ha trovato oltre la vita lâora piĂč felice. Di GesĂč noi conosciamo lâora piĂč terribile, lâora della croce. Ma nessuno ci ha mai detto quale fu la sua ora piĂč felice. Nessuna religione puĂČ svelarci questo segreto, puĂČ solo sussurrare la povera speranza dei suoi libri e dei suoi profeti, non puĂČ inventare questa ora che non le appartiene. "
Stefano Benni, L'ora piĂč bella, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano, 2012.

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Tótem (Lila Avilés, 2023)
" «Sa, Johann,» disse Hemingway «accusano cotinuamente anche me. Invece di leggere i miei libri, ora scrivono libri su di me. Sul fatto che non amavo le mie mogli. Che non mi sono dedicato abbastanza a mio figlio. Che ho preso a schiaffi un critico. Che mentivo. Che non ero sincero. Che ero orgoglioso. Che ero macho. Che ho dichiarato di aver ricevuto duecentotrenta ferite, mentre erano solo duecentodieci. Che mi masturbavo. Che facevo arrabbiare la mamma». «Questa Ú l'immortalità » disse Goethe. «L'immortalità Ú un eterno processo». «Se Ú un eterno processo, allora ci vuole un giudice come si deve. E non un'ottusa maestrucola con la bacchetta in mano». «Una bacchetta in mano a una maestra ottusa, ecco cos'Ú l'eterno processo. Che altro immaginava, Ernest?». "
Milan Kundera, L'immortalitĂ , traduzione di Alessandra Mura, Adelphi (collana gli Adelphi, n° 47), 2023ÂČÂč; p. 95.
[Testo originale: Nesmrtelnost, 1988]
ăă©ă€ăă»ăă€ă»ă«ăŒ [Drive My Car] (RyĂ»suke Hamaguchi - 2021)
" Any behavior that might result in continued economic growth and prosperity is counterproductive: the higher you jump, the harder you land. It is traumatic to go from having a big retirement fund to having no retirement fund because of a market crash. It is also traumatic to go from a high income to little or no income. If, on top of that, you have kept yourself incredibly busy, and suddenly have nothing to do, then you will really be in rough shape.
Economic collapse is about the worst possible time for someone to suffer a nervous breakdown, yet this is what often happens. The people who are most at risk psychologically are successful middle-aged men. When their career is suddenly over, their savings are gone, and their property worthless, much of their sense of self-worth is gone as well. They tend to drink themselves to death and commit suicide in disproportionate numbers. Since they tend to be the most experienced and capable people, this is a staggering loss to society.
If the economy, and your place within it, is really important to you, you will be really hurt when it goes away. You can cultivate an attitude of studied indifference, but it has to be more than just a conceit. You have to develop the lifestyle and the habits and the physical stamina to back it up. It takes a lot of creativity and effort to put together a fulfilling existence on the margins of society. After the collapse, these margins may turn out to be some of the best places to live. "
Dmitry Orlov - Closing the Collapse Gap (2006)
The Black Power Mixtape 1967â1975 (Göran Olsson, 2011)

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" La sera del 29 giugno [1857], quando il "Cagliari" operĂČ lo sbarco a Sapri, non trovĂČ quasi nulla. Lo sbarco avvenne in quella dolce costa di Sapri, dov'Ăš tanto cielo e tanto mare, in cui gli aranci sono boschi ed Ăš come una primavera eterna. Dopo aver dichiarato decaduto il Governo di Ferdinando II, Pisacane e i suoi compagni cercavano smuovere le popolazioni. Ma non trovarono che indifferenza. Chi erano costoro? donde venivano? che cosa volevano?
Il cardinal Ruffo era uomo di Chiesa, e avea il prestigio della rossa porpora e della croce d'oro e parlava il linguaggio della passione e della violenza ed eccitava gli odii locali e metteva il popolo contro la borghesia. Ma che cosa volevano coloro che sbarcavano a Sapri? Il drappello procedette nella indifferente avversione popolare. Dopo Sapri il paesaggio diventa montuoso. Sono monti petrosi, piccole pianure piene di sterpi, alberi nani. La spedizione sbarcata cosÏ giocondamente nelle vie di Sapri, dové provare un presentimento di morte traversando quel paesaggio di malinconia.
L'avviso era stato dato in tempo, e i soldati e i gendarmi erano in moto. La piccola spedizione non si era accresciuta che di pochi uomini, quando sulla collina detta Morge del Piesco, incontrĂČ le forze regie. Dopo accanito combattimento in cui era per vincere, l'arrivo di truppe reali del settimo cacciatori costrinse la spedizione a ritirarsi, lasciando sul terreno cinquantasei morti, oltre trenta feriti e circa duecento prigionieri. Nella ritirata Pisacane contava internarsi nei boschi e andare a far insorgere il Cilento. Ma a poca distanza gli uomini della spedizione, giunti sotto il passo di Sanza, cosĂŹ triste con le sue case nere, furono assaliti da una turba di contadini e in gran parte uccisi, o feriti, o presi. Pisacane stesso fu ucciso: ed egli che avea sognato il trionfo o una morte eroica, combattendo in pieno sole, giacque ucciso dai contadini in una campagna triste. Era per essi uno straniero? era un nemico? "
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Brano tratto dal saggio breve Eroi (1898) raccolto in:
Francesco Saverio Nitti, Eroi e briganti, Edizioni Osanna (collana Biblioteca Federiciana n° 3), Venosa (PZ), 1987Âč; pp. 24-25.
Universal Language (Matthew Rankin, 2024)