" Il prete si nascose il volto tra le mani come per asciugar via chissà quale stanchezza. «Vuoi sapere una cosa, Fausto?» Disse poi sottovoce: «Ti invidio. Ti ho sempre invidiato. Tu dirai che bestemmio, ma questo penso: che tu sei fortunato perché la tua sofferenza è con te, ogni minuto. Ti stimola. Ti libera. Fammi smettere, per favore, non lasciarmi parlare». «Continua invece» respirò ampiamente lui «di’ di’.» «Davvero non faccio male? Non vorrei… Sapessi, ci ho pensato tanto in questi anni.» Tremava appena sotto le mani levate a tormentare le guance, le tempie. Pensai di alzarmi in piedi, ma quella ghiaia non m’avrebbe permesso di allontanarmi nel silenzio desiderato. «Avanti. Parla» rise quieto lui «niente può farmi ancora effetto. A questo punto: parla.» «Non dire così» si contristava il prete. «Ti conosco. Tu cerchi di difenderti con questa superbia e invece…» «Invece? Coraggio.» «Non so. Non so più niente» parve arrendersi l’altro.
Era pallidissimo, vedevo l’ombra delle occhiaie vibrare nella trama di minuscole vene. La voce scattò come cercando convinzione in se stessa. «Mi sembra che la tua croce ti illumini. Che sia, possa essere la tua ragione di vita. Cioè di salvezza. Sei salvo, tu. Per questo ti invidio. Perché sei già perdonato. Invidio i pazzi, i deficienti, i malati, i bambini innocenti. Solo loro sanno capire e vedere. Più di me.» Lui aveva acceso una sigaretta e fumava lasciandola dondolare dal labbro. «Ci credi al diavolo, cugino?» disse poi soavemente. Il prete ebbe una debole mossa con le spalle. Le mani lasciarono le tempie per sfregare gli occhi. «Non lo sai. Già» seguitò lui senza staccare la sigaretta, il profilo di pietra. «Dovresti crederci invece. Finché il mondo ha avuto paura del diavolo tutto è stato diverso. C’erano i demoni buoni e i demoni cattivi. Briganti e carabinieri, insomma, la vecchia storia. Dico sciocchezze? Finiti i cattivi, anche i buoni hanno perso la faccia. Sparisce il diavolo, e subito spariscono i miracoli. O sbaglio?» «Buono, Fausto, buono» mormorò il prete. "
Giovanni Arpino, Il buio e il miele, Baldini & Castoldi (collana Romanzi e Racconti, n° 5), 1993 [Edizione originale: 1969]; pp. 56-57.














