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Mi sembra di passare la mia vita a ricucire gli strappi che qualcun altro ha fatto.
-selene
[spero che ig e whatsapp si riprendano abbastanza in fretta, sono rimasta a metà di un discorso piuttosto importante con una persona :"(]
Se noi trentenni (o quasi) siamo una generazione di inadattati incapaci di intendere e di volere e paurosi, i ventenni di adesso mi sembrano una generazione di iperattivi ansiosi pronti ad esplodere da un momento all'altro.
La distanza aiuta
Ad avvicinarsi troppo a qualcosa per meglio apprezzarne la bellezza, succede invece a volte di notare difetti che non si erano palesati ad un primo sguardo. Con le persone uguale: tanto perfette sembrano alcune da lontano, ma da vicino quella perfezione è piena di crepe e cedimenti.
Ogni forte impressione ci libera e ci lega; è per questo che le nostre impressioni ci formano.
Hugo Von Hofmannsthal, da Il libro degli amici, 1922

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Avec les noisettes!
Sei passata davanti al mio ufficio e ti sei fermata davanti al tavolino su cui un collega aveva posato una barretta di cioccolato incartata d’argento. L’hai vista e con la tua voce setosa hai gridato “avec les noisettes!”, come se quello fosse il momento più bello dell’intera giornata. Poi ti sei dileguata, piano piano, mentre io ascoltavo il rumore dei tuoi passi allontanarsi su quei tacchi severi. C’era qualcosa di poetico nel modo in cui sceglievi di mostrarti al mondo. I tuoi vestiti oltremodo femminili entravano in un contrasto continuo con la scelta del tuo taglio di capelli; capelli grigi, per aver accettato lo scorrere del tempo senza curarti troppo delle sue conseguenze; capelli corti, corti per davvero, come a volerti scontrare a tutti i costi contro i canoni dell’uomo e della donna, perché a te non interessa, tu sei un genere a parte, una donna diversa da qualsiasi altra donna, sei solo Isabelle. E poi ti sei andata a rifugiare dietro la tua scrivania, rialzata come fosse il trono di una regina. Ti sei accoccolata nella tua tana e con dolcezza infinita hai avvicinato il pezzo di cioccolata alla tua bocca delicata, circondata da anni di increspature sensuali.
Una signora anziana percorre sempre lo stesso tratto di strada alla stessa ora. Da una casa all'altra lungo il mare. Oggi l'ho vista citofonare ad un cancello. Ogni volta la guardo camminare. Porta ciabatte di gomma blu elettrico. Un'altra signora con un piumino abbondante e lungo dal colore smorto fotografa il mare con il cellulare. Manderà a qualcuno quella foto? Un signore anziano porta dietro la bicicletta una cassetta di rape. Le foglie svolazzano a destra e sinistra. Due signori di spalle passeggiano sul lungomare. Si voltano all'unisono, in un tempo perfetto, e prendono a passeggiare nel senso opposto. Verso di me. Mi infilo in un tratto di pista ciclabile. C'è una ragazza che cammina. Si sposta sul marciapiede. Ci sono sempre più lupi cecoslovacchi al guinzaglio. Sono ipnotici. Le foto dei polpi arrosto e delle fritture di mare sono scolorite. Mi chiedo se le cambieranno per l'estate. Supero un ragazzo dai tratti indiani che corre. Oggi niente gabbiani. Forse il mare è grosso e i pescherecci non sono usciti. Pedalo. E mentre pedalo scrivo. C'è una donna che lavora in strada. A volte ci salutiamo. Oggi passo dalla sua sedia vuota. Sopra c'è solo un fazzoletto, credo, nero. Da una strada sterrata più avanti vedo spuntare piano un auto. Si ferma al mio passaggio. Controlla se vengono macchine. Alla guida c'è un uomo con la mascherina. La donna è dietro a piedi. Cammina. Si sistema la gonna stretta. A volte c'è un profumo di primavera. Ma è ancora presto non ti fare illusioni.
Il mio suono parla al suo è corrispondenza dissennata, forsennata mancanza e mancamento Sento la mia vita nella sua la sua risonanza nei miei versi il mio vacillare nella sua inquietudine sottesa