Una frase vergognosa inneggiante Nadia Desdemona Lioce e Mario Galesi, i due esponenti delle nuove Brigate rosse coinvolti nell’omicidio di Emanuele Petri avvenuto il 2 marzo 2003, è comparsa nei giorni scorsi al cimitero di Tuoro sul Trasimeno. La notizia è stata anticipata da Umbria24. La scritta non sarebbe stata fatta su una delle cappelle della famiglia Petri, ma è stata notata da un passante che ha denunciato il tutto ai carabinieri che adesso proveranno a risalire all’autore dell’ignobile gesto. Il gesto è stato condannato via social dal sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali: "Esprimo a nome mio e dell'amministrazione di Passignano sul Trasimeno la più ferma condanna nei confronti di questo gesto, e la totale vicinanza alle famiglie delle vittime del terrorismo, unitamente alla vicinanza ai cittadini di Tuoro, al Sindaco ed amministratori comunali. La democrazia e la libertà appartengono al confronto, alle forze politiche e sociali che siedono nelle istituzioni, alla società che ha avuto ed avrà sempre gli anticorpi contro il terrorismo. Un particolare abbraccio ad Alma e la sua famiglia, immagino il loro stato d'animo in queste ore, vi siamo accanto". Emanuele Petri, sovrintendente della Polfer, venne ucciso il 2 marzo 2003 dalle nuove Br sul treno Roma - Firenze all’altezza della stazione di Castiglion Fiorentino durante una normale operazione di controllo documenti dei due terroristi. Entrambi avevano partecipato agli omicidi di Massimo D'Antona nel 1999 e di Marco Biagi, nel 2002. Lioce sta scontando l'ergastolo in regime di 41-bis nel carcere de L'Aquila, Galesi venne invece colpito nella sparatoria e morì all'ospedale di Arezzo.