Che ci si salvi l'anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa.
“Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino

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Cosimo Galluzzi

Janaina Medeiros

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he wasn't even looking at me and he found me
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@onlylove-here
Che ci si salvi l'anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa.
“Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino

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Così ho messo tutto a posto. Sulla pagina, almeno. Dentro di me tutto resta come prima.
“Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino
Cosa dice? Dice: - Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge all'incontrario. Tutto è chiaro.
“Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino
If personality is an unbroken series of successful gestures, then there was something gorgeous about him, some heightened sensibly to the promises of life, as of he were related to one of those intricate machines that register earthquakes ten thousand miles away.
“The Great Gatsby” by Fitzgerald
"Il solo inconveniente era che poi non sarei stato in grado né di vedere né di sentire tutte queste scene: come avrei potuto, da morto? E che soddisfazione c'è essere morto, se non è possibile godersi lo spettacolo del rimpianto e del rimorso di chi è in lutto?"
“Il Giorno del Ringraziamento” di Truman Capote

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Pensieri su “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf
In “Una stanza tutta per sé”, Virginia Woolf rintraccia la storia delle donne artiste, in particolare scrittrici e poetesse, cercando di capire cosa serva ad una donna per essere una artista a tutto tondo.
Sconvolgente è il fatto che delle donne non si sappia nulla prima del Settecento.
Amavano? Come trascorrevano il tempo libero? Ce l’avevano del tempo libero? A cosa pensavano? Come vivevano? Ce l’avevano questa tanta rinomata stanza per sé?
A quanto pare non sappiamo niente di tutto ciò, non ci è arrivata nessuna testimonianza, negli archivi storici non abbiamo niente se non delle leggi che impongono alla donna il ruolo di una proprietà di un uomo all’interno della famiglia, che sia il padre, il marito o il fratello.
Eppure viene naturale chiedersi come molti protagonisti di grandi opere siano di sesso femminile, e non solo, svolgono un ruolo cruciale nella narrazione, la loro importanza è pari a quella dell’uomo, anzi, è maggiore.
Abbiamo protagoniste come Antigone, Fedra, Cleopatra, Lady Macbeth, Madame Bovary, Anna Karenina...
Ma quella è la donna della letteratura.
Nella realtà veniva picchiata, maltrattata.
E da cosa nasce così tanta rabbia verso le donne nel corso della storia?
Per Virginia Woolf la risposta è semplice: nello stesso modo in cui i ricchi spesso si arrabbiano con i poveri perché sospettano che essi vogliano impadronirsi della loro ricchezza, i patriarchi, coloro che affermano l’inferiorità della donna, in realtà si sentono minacciati dalla sua superiorità.
Ma c’è anche un’altra ragione meno evidente: forse i patriarchi non sono arrabbiati, ma semplicemente sono pieni di ammirazione e devozioni per la donna.
Così la donna diventa lo specchio che riflette la figura dell’uomo, ed è proprio per questo motivo che Napoleone e Mussolini insistevano tanto nell’inferiorità della donna, era l’unica possibilità che avevano per ingrandire se stessi.
Eppure sia per un uomo che per una donna la vita è ugualmente difficile.
Soprattutto quando cercano di reprimere un grande genio dentro di loro.
Specialmente durante gli anni creativi della loro giovinezza, lo scrittore come ogni altro artista ingegnoso, deve sopportare ogni sorta di distrazione e scoraggiamento proveniente dal mondo esterno.
Ma per la donna tutte queste difficoltà erano ( e purtroppo ancora oggi in certi casi lo sono ancora) innumerabili.
Aggiungiamo anche tutti i diritti che le sono stati tolti e non le rimane più nulla.
Il denaro non le apparteneva, era privata da ogni tipo di consolazione come un viaggio, un’escursione, una semplice passeggiata.
Ma l’uomo non era privato da tutto ciò!
Come dice lo stesso Flauber in Madame Bovary (da sottolineare che è stato scritto da un uomo!): “ Un uomo, almeno, è libero, può andare attraverso passioni e paesi, superare gli ostacoli, aspirare alle più inattingibili felicità. Una donna, no: una donna è continuamente impedita. Inerte e flessibile nello stesso tempo, ha contro di sé le debolezze della carne e le ingiunzioni della legge. La sua volontà, come la veletta del suo cappellino, palpita a tutti i venti, ma è trattenuta da un nastro. C'è sempre un desiderio che la trascina, una regola sociale che la trattiene!”.
Alla donna non viene data la possibilità di fare esperienza, osservare il mondo, trovare personaggi per le sue storie!
Se Tolstoj avesse vissuto rinchiuso in una casa, tagliato fuori dal mondo, difficilmente avrebbe potuto scrivere la sua più grande opera Guerra e Pace.
E come poteva fare qualcosa del genere senza un po’ di libertà materiale?
Solo nel 1800 si arriverà alla donna scrittrice che scrive come una donna, non come un uomo, con Jane Austen e Emily Bronte.
Entrambe scrivono di donne, e per la prima volta sono le donne a scrivere la loro storia e non gli uomini!
I loro libri saranno scritti con rabbia, entrambe le scrittrici sono in guerra con il loro destino, cercano di ribellarsi, eppure non possono nascondere le ingiustizie che hanno provato come donne!
In conclusione, Virginia Woolf vuole disfare il mito dell’artista senza soldi: l’effetto della povertà e della ricchezza sulla mente sono fattori cruciali.
Il consiglio che dà a tutte le giovani scrittrici è che vi servono cinquecento sterline l’anno e una stanza con la serratura alla porta.
Le cinquecento sterline l’anno rappresentano la possibilità di contemplare, la serratura della porta invece la facoltà di pensare per contro proprio
Perchè come dice Virginia Woolf: “La libertà intellettuale dipende da cose materiali. La poesia dipende dalla libertà intellettuale.”
Dovremmo lottare per questo, per la libertà intellettuale!
Non lo amo perché è bello, Nelly, ma perché è ancora più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche...
“Cime tempestose” di Emily Bronte
“E grido Grido per te Grido per me Ti supplico Per te per me per tutti coloro che si amano E che si sono amati”
— Jaques Prévert
“Quei due abbracciati sulla riva del Reno a Gotthlieben potevamo essere anche tu ed io, ma noi due non passeggeremo mai più su nessuna riva abbracciati. Vieni, passeggiamo almeno in questa poesia”
— Izet Sarajlić
"Più si ama qualcuno, meno lo si lusinga; l'amore vero è quello che non perdona nulla."
-“Il misantropo” di Molière
Questa frase mi ha fatto riflettere…
Non perdoniamo forse tutto alle persone che amiamo? Eppure c’è una parte di noi che quando la persona amata si trova in errore se ne accorge, ci rimane male, perché sappiamo che può fare di meglio, io so chi sei, ti conosco, io voglio che tu sia perfetto in modo imperfetto, voglio che tu dia il meglio di te perché ci credo, credo in te, so il tuo valore, conosco la tua forza e so che ce la puoi fare. Ma forse a volte siamo troppo ostinati e questa sorta di stima non porta a nient’altro che a una relazione tossica.
Non ti perdono perché ti conosco, so che non sei così, o forse è un’illusione? Chissà..
-nora @onlylove-here

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La mancanza di diritti della donna non consiste nel non poter votare, o fare il giudice. Occuparsi di queste cose non costituisce nessun diritto, bensì d'essere eguale all'uomo dal punto di vista sessuale, di avere il diritto di usare l'uomo e astenersene a proprio piacimento, di scegliere a proprio piacimento l'uomo e non esserne scelta. Voi dite che è un'indecenza. Va bene. Allora che anche l'uomo non abbia questi diritti. Mentre adesso la donna è priva del diritto che ha l'uomo.
“La sonata a Kreutzer” di Lev Tolstoj
One of my favourite poems of jacques Prévert
Traduzione italiana :
Per te, amore mio
Sono andato al mercato degli uccelli
e ho comprato degli uccelli
per te amore mio.
Sono andato al mercato dei fiori
e ho comprato dei fiori
per te amore mio.
Sono andato al mercato delle ferramenta
e ho comprato delle catene
delle catene pesanti
per te amore mio.
Poi sono andato al mercato degli schiavi
e ti ho cercata
ma non ti ho trovata
amore mio.
English translation :
For you, my love
I went to the bird market
and I bought birds
for you, my love.
I went to the flower market
and I bought flowers
for you, my love.
I went to the scrapiron market
and I bought chains
heavy chains
for you, my love.
Then I went to the slave market
and I looked for you
but I couldn't find you
my love.
“U deshme, e njeri s'na diti.”
“Ci siamo incrociati e nessuno l'ha saputo”
“We come across and nobody knew.”
-thenje shqiptare
"Mentre il mondo discute, tu vivi;
mentre il mondo ha paura di pensare, tu non hai paura di parlare;
mentre il mondo disprezza la gente buona, tu aiuti quella cattiva."
- una me dodicenne, nora @onlylove-here
È strano... non sono cresciuta in Albania, ci vado qualche volta d'estate visto che i miei genitori e gran parte dei miei parenti sono albanesi, ma pur non essendo mai stata una patriota ostinata, sono molto ma molto dispiaciuta per quello che è successo in Albania, mi piange il cuore...
🙏🏼❤️🇦🇱

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"Ah questo vuoto! Questo tremendo vuoto che sento qui nel petto!.. Spesso penso, se potessi
stringerla, una sola volta stringerla al cuore, questo vuoto verrebbe colmato."
- "I dolori del giovane Werther" di Goethe
Senza sangue di Baricco
Semplicemente.. una vicenda particolare raccontata in maniera semplice per spiegare un’esperienza comune a tutti: il ritorno alla paura, a ciò che ci ha spaventati durante la nostra infanzia, qualcosa che nemmeno ci ricordiamo ma per cui proviamo una grande attrazione. Un ritorno senza sangue.
Il libro è abbastanza corto, 100 pagine all’incirca, luogo e tempo imprecisati, nessuna introspezione psicologica dei personaggi: li conosciamo soltanto attraverso le loro vicende che vengono raccontate in modo oggettivo, come se fossero dei semplici fatti di cronaca, e sono quelle loro azioni che ci fanno capire il loro carattere, le loro paure, i loro pensieri.
Due capitoli.
Nel primo troviamo Manuel Roca, suo figlio e sua figlia Nina, la protagonista della storia. Vivono in una fattoria. Una vecchia Mercedes passa vicino alla fattoria. Arrivano quattro uomini. Sparano e uccidono Manuel Roca e suo figlio, mentre Nina è nascosta in una botola. Uno dei quattro uomini, Tito, trova la bambina rannicchiata sul fianco, con le mani nascoste tra le cosce. La lascia lì. Escono dalla fattoria. Il capo della banda dà fuoco alla fattoria. Nina si salva.
Nel secondo capitolo troviamo come protagonisti una vecchia signora, Nina e un vecchio che vende biglietti per la lotteria in un chiostro, Tito. I due personaggi si rincontrano, parlano del passato, Nina non se ne ricorda, sa solo quello che le hanno raccontato. Eppure si ricorda di Tito, quel giovane ragazzo che l’aveva trovata nella botola. Vanno in una stanza d’albergo, fanno l’amore.
Passano la notte insieme. Nina si tira le ginocchia verso il petto, stessa posizione che aveva quando stava nascosta sotto la botola. La posizione di una vecchia bambina. Dalla finestra si vede l’insegna rossa dell’albergo, che assomiglia ai bagliori di una casa in fiamme, che ricorda l’incendio da cui Nina si è salvata per miracolo. Ma lei non si ricorda niente, glielo hanno solo raccontato. Si ricorda solo di Tito.
Per concludere, ecco una delle frasi che meglio spiega il succo della storia: “Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l'unico desiderio di ritornare all'inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell'inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell'assurda fedeltà all'orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte dell'istinto di tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d'improvviso clemente. E senza sangue.”
Una lettura da fare!!
- nora @onlylove-here