«Ti auguro tanta felicità e qualche rimorso, pensò»
"I wish you much happiness and some remorse, he thought"
(Peter F. Winter)
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«Ti auguro tanta felicità e qualche rimorso, pensò»
"I wish you much happiness and some remorse, he thought"
(Peter F. Winter)

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E' inutile indagare le occasioni mancate. Non sai mai se ti sei salvato dalla morte, o ti sei perso la vita vera.
Margaret Mazzantini
Alla domanda: meglio un rimpianto o un rimorso? oggi ho trovato la risposta.
Meglio un rimpianto tutta la vita.
I rimorsi, lo dice anche la parola stessa, continuano a morderti dentro proprio come un verme nascosto all'interno di una mela. Fuori rimane tutto liscio, invariato. E' ciò che succede dentro, il vero problema. Da fuori non si vede nulla.
E' più facile romanticizzare un rimpianto, l'idea di cosa sarebbe stato se. Ma romanticizzare qualcosa che non puoi più cambiare e di cui ti penti amaramente ogni singolo istante è così lacerante che non so come possa ancora reggermi sulle gambe e restare in piedi.
Non riesco a perdonarmi.
Quindi eccomi qua,
di nuovo.
Dunque sono qua si, raccapricciato da questioni sociali,
che non mi appartengono più,
ma comunque si, tiro,
avanti.
Come disse il tipo di trainspotting scegli la vita,
io feci lo stesso, pero non come lui.
Ma pero si, ho scelto, ho scelto di
essere quel stronzo arrogante con una
gentilezza genuina, rendendo confuso
e dubbioso qualsiasi individuo affianco
a me. Ho scelto di farmi di sostanze
più dannose del mio stato d’animo e
mentale, e poi smettere nuovamente
e rimanere con le canne e i pensieri.
Ho scelto di fatturare mese dopo mese,
nel peggior lavoro possibile, per
costruire un futuro migliore per me e per
i miei cari. Ho scelto di frequentare una
modella pseudo pornografica,
comprendendo le sue scelte,
e sbattendomene i coglioni per qualsiasi
passato o anche futuro che veniva, solo
dal fatto come mi baciava con gli occhi,
frantumava lo scoglio di furia e rancore
che viveva in affitto dentro di me, pur
essendo al corrente della storia come
andava a finire. Ho scelto e riscelto,
e sceglierò sempre i momenti più
stoici con i miei boccia, con il ritmo delle
formiche, la generazione sbagliata, e
soprattutto, con la mia gente. Ho scelto
sapendo anche le conseguenze,
pentimenti, e le lacrime che potevano
avvenire da i miei atti, e posso dire che
continuerò cosi, fino alla fine dei miei
giorni. Posso rimanere qua a narrare di
ogni passo,
ogni sogno soffocato, ogni speranza
lasciata demordersi dal vuoto che portai
nel mio ego; posso stare qua a dirti di
quante volte il mio ego sia stato ucciso
e poi resuscitato dal volere di vivere,
perché alla fine, l’ego ci rende comuni
mortali. Posso passare serate, giorni,
after dopo after, gocce di ricordi
oppressi
da eventi sottolineati come
esperienze
In qui, io sono protagonista e anche
antagonista, e sarò sempre qui,
stanco, sdraiato da qualche parte,
scegliendo la traccia seguente,
per poi godermi questi attimi,
alzando la testa,
guardando il cielo.
Ma mi lasceresti cadere dal qualche parte?
Da un edificio per esempio,
oppure anche da un altezza inimmaginabile,
oppure no no,
mi lasceresti
cadere nel
profondo scuro della tua pupilla?
Anche se si trattasse di sprofondare
nel eternità di un minuto, lasciandomi
girovagare nel buio,
il quale
abbracciato
dal azzurro celeste della tua iride,
e poi precipitare su un asfalto sporco
come
un serpente morto sopra la strada.
Se avessi modo, potresti mangiarmi l’anima?
Fino al punto di farmi abbandonare
ogni speranza di poter sfuggire dal
tuo sorriso, i tuoi baci, i tuo mondo.
Togliendo pezzo dopo pezzo di quel
stato d’animo marcio, che nei tuoi
occhi sembra la purità assoluta.
Infatti si, hai fatto un tentativo,
pero notando
che non era pane per i tuoi denti,
hai scelto di ritirarti,
nel tuo oblio di privatezza.
Perché? Perché me?
Perché una testa di
cazzo come me?
Mi faccio anche domande retoriche oltre che le canne,
domande le quali ho gia le risposte in testa.
Avvolte desidererò scrivere nel cielo tutti i sentimenti che provo per te, in tal modo che,
rimangono impresse nelle nuvole, cosi tu le possa sempre leggere.
Ma poi penso che non te lo meriti.
- in che senso non te
lo meriti?
- ma cosa dici Jack?
L’erba e l’amante più onesta tra tutte, perché almeno sai che se la fanno tutti.
- Invece tu?
A quanto pare tu sei quel caso particolare, più riservato, un po strana anche,
che si fa accompagnare dalla
depressione;
e lo sappiamo benissimo che
proviene da un uncino
arrugginito pieno di pensieri e
ricordi tristi del passato, che
non ti molla,
finché non
deciderai
tu
di mollare;
- E quindi sono molto confuso, non dal fatto
che forse hai i cazzi tuoi per la testa e non
hai voglia di niente, ma dal fatto che non
dici un cazzo proprio, perché?
- ma stai bene?
Direi bene, ma in più direi che,
in una stanza piena di dipinti, in mezzo a centinaia d’anni di belle arti, sarei proprio gli,
mirando te,
e ciò che ti rende il punto di attenzione dei miei occhi.
- Ma poi ricordo che,
tu forse,
tutto questo,
non lo vuoi.
- E allora cosa vuoi?
Godimento
Mi sento la febbre di questa piena di luce
Accolgo questa giornata come il frutto che si addolcisce
Avrò stanotte un rimorso come un latrato perso nel deserto
Giuseppe Ungaretti

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Ore spese a guardare gli ultimi
Attimi in cui tu eri qui con me
Dove ho sbagliato e perché?
Ma poi mi son risposto che
Non ho nessun rimpianto
Nessun rimorso soltanto certe volte
Capita che appena prima di dormire
Mi sembra di sentire
Il tuo ricordo che mi bussa e mi fa male un po'
[...]
Però mi ha aiutato a chiedermi
Se era giusto essere trattato così
Da una persona che
Diceva di
Amarmi e proteggermi
Prima di abbandonarmi qui
L'amore folle
è come un peccato che si ripete...
ma senza rimorso.
Poiché dopo ogni caduta
c'è la fede di un volo più libero.
đÐ
Sono fatto di tutti gli innumerevoli, piccoli rimpianti che hai seminato nel corso della vita. Rappresento il dubbio di come saresti diventato se avessi deciso di imboccare e percorrere l’altra strada. Ecco che cos’è il Diavolo. Quello che avresti voluto diventare ma non hai potuto, quello che è allo stesso tempo più vicino e più lontano da te.
Genki Kawamura