Storia Di Musica #433 - Edoardo Bennato, Io Che Non Sono L'Imperatore, 1975
Il concetto di mappa è molto ampio, è per concludere i dischi di Giugno che in copertina hanno una mappa, stavolta ho scelto quella di una linea di comunicazione ferroviaria. Il progetto è opera dello stesso autore delle canzoni di oggi, Edoardo Bennato, che per la sua tesi di Laurea in Architettura immaginò un sistema integrato di trasporti, tra metropolitana e linee già esistenti, per la mobilità della sua città, Napoli. Il progetto fu persino presentato alla città, ma fu clamorosamente rifiutato (con conseguenze di "carattere" del disco).
Nel 1974 Bennato aveva pubblicato Buoni E Cattivi, il suo secondo, che lo impose come uno dei nuovi cantautori italiani più interessanti. Quel disco, tra i 5 che spiegano il complicatissimo decennio degli anni '70 italiano, fu una sorta di schiaffo musicale al Paese, con Bennato che si presenta come un menestrello contemporaneo (chitarra acustica, armonica a bocca, tamburello a pedale e persino un kazoo) sferzando con ferocia la borghesia, il PCI (la storica Facciamo Un Compromesso), le Brigate Rosse (Arrivano I Buoni). In un inedito stile di blues acustico, Bennato si costruisce una nicchia di unicità nel panorama italiano. Nello stesso anno, con le orchestrazione di Vince Tempera, pubblica il singolo Meno Male Che Adesso Non C'è Nerone/Parli Di Preghiere. Inoltre, nelle settimane precedenti, in una decina di numeri di Ciao 2001, Bennato aveva pubblicato alcuni racconti surreali, firmandosi Il professor Cono. Meno Male Che Adesso Non C'è Nerone e Il Professore Cono verranno poi pubblicati nel nuovo disco che uscirà nel Gennaio 1975 (per curiosità, gli articoli sono stati poi raccolti in un volume dal titolo Dirotterotti).
In Io Che Non Sono L'Imperatore c'è più ricchezza di arrangiamenti (con le parti degli archi scritte da suo fratello Eugenio Bennato), e nuovi bersagli nella società colpite dalle frecce infuocate di Bennato: non si salva nemmeno Papa Paolo VI, in Affacciati Affacciati, registrata dal vivo il 28 settembre 1974 all'Università Bocconi di Milano; le canzoni d'amore nella divertente Io Per Te Margherita; Ci Sei Riuscita, con le percussioni di Toni Esposito in evidenza nel finale; la stupenda Festa di Piazza (con testo di Patrizio Trampetti), impeccabile fotografia dei festival di partito, con grande assolo di sax di Roberto Fix; una cattivissima Signor Censore (Signor Censore, ma quello che nessuno sa\È che sei tu quello che ci disegna le città\E poi ogni tanto\Cancella quello che non gli va); la title track è una sorta di blues schizzato con innesti di atmosfere etnorock irresistibile. Insieme a Bennato suonano Gigi De Rienzo al basso, suo fratello Eugenio Bennato, Shel Shapiro, Lucio Bardi, Vince Tempera, Fausta Vetere, Roberto Giuliani, Patrizio Trampetti e il grande Stefano Cerri.
Il disco fu uno dei più venduti nel 1975 e fu un passo decisivo verso una carriera che in pochi anni lo porterà a diventare un artista davvero iconico, tra l'altro dopo una gavetta davvero lunga (9 anni di musica prima di pubblicare il primo disco, Non Farti Cadere Le Braccia del 1973), che culminerà nel leggendario tour del 1980 del suo disco più famoso, Sono Solo Canzonette, che lo porterà, primo artista in Italia, a riempire gli stadi con due concerti storici al San Paolo di Napoli e allo Stadio Giuseppe Meazza di San Siro a Milano.


















