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Seppuku/Notte prima degli esami
Slash!
Taglio netto,
tacito.
Permette al cielo
finalmente
di leggermi dentro
commosso.
Riposo in questo rosso amniotico.
Mi desto sudato.
18/06/2026
In principio era il demone.
In lui era la vita,
la mia vita.
Da bambino
sorvegliava
ogni
mia mossa
e bacchettando
formava
le spaventate ossa.
Poi la schiena incallita
è divenuta corazza
dinanzi le due maschere
del mostro che schiamazza.
Risulta impossibile azzardare la fuga.
Restando immobile,
con un mero sguardo
la creatura scaglia il macigno
che più di tutti grava:
la colpa
del ridurre a brandelli
la fatica del nido.
Come in una tromba d'aria
vengo prelevato
e di nuovo erro nel campo di battaglia.
A turno, un'ira si sublima
mentre l'altra trae in inganno:
dapprima dà riparo,
poi diventa protagonista
dell'ennesima
ripetuta
infernale
pantomima.
Un giorno
sull'orrido spettacolo
graverà perenne il sipario.
Ma all'unico,
fedele,
membro della platea
mancherà
eseguire il doloroso canovaccio.
14/06/2026
La pezza
Nella piccola cucina
la luce fioca
per la tenda trasparente
rivela cocci e terriccio
sparsi
tra pavimento e davanzale.
La tavola coperta di avanzi
putrefatti,
culla organica di insetti,
sovrasta la pezza
costretta
a pulire.
Chi la usa
alla fine
se ne lava le mani,
solo lei io
resto sporco.
14/06/2026
Vedo una figura
allontanarsi
con la tetra stagione:
sguardo torvo,
un mantello sudicio,
rattoppato,
copre le
mutevoli
mani scheletriche
(spesso le mie).
Quando il caldo
mi sfiora dolcemente
la pelle
risanata,
come Orfeo
la figura si volta
ed è di nuovo inverno.
13/06/2026

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Entità dissipante.
Sguardo vermiglio
gelido.
Danza
macabra
librando, molcendo
violenta
la coscienza.
Sprizza aria
malata
che divide, gonfia e impera
la pelle livida.
Si palesa
nitida
al di fuori.
Mi incarna
sigillando il cunicolo illuminato.
Mancherà l'aria,
solo lei,
io no.
Si seccherà la pelle,
non uscirò a riveder le stelle.
06/06/2026
Avete presente quel social di casa Meta che sembra Twitter?
Stavo proprio girovagando su quella piattaforma negli ultimi giorni, tra account fake e persone in cerca disperata di attenzione, quando ho recuperato un paio di profili appartenenti ad alcune persone che conosco da tempo. Tra i post di uno di questi, ho assistito a una di quelle crisi reputazionali di cui tanto parlano i social media manager; il brand in questione, però, è la persona stessa di cui vi vado a raccontare.
La vita è fatta di dispiaceri e piaceri. Attimi, periodi di felicità e serenità. E periodi o momenti di sofferenza e tristezza.
È così per tutti, pare.
Ma su questo non questiono, oh no! Siamo umani, siamo complessi, e anche il più stupido e piatto umano possiede comunque una sfera emotiva in grado di fargli provare molteplici emozioni, attraversando tutte le sfumature da quelle gradevoli a quelle sgradevoli.
Tuttavia, quello che cattura la mia attenzione - e che fa nascere la mia preoccupazione - riguarda i motivi del perché un umano percepisca dolore e tristezza.
Chiaramente la fonte della sofferenza di un individuo è puramente soggettiva. Ecco però che qui vado in tilt: sono purtroppo convinto del fatto che soffrire situazioni concrete, intese come fatti reali o comunque che vengono propagati attraverso la realtà, sia più sofferenza di chi invece ha del disagio per...il nulla.
Nel mio caso il nulla è l'incapacità di scegliere. Io sono incapace di tuffarmi, incapace di prendere scelte se non sono sicuro che lo sforzo verrà appagato a pieno. E allora mi chiedo: tra me, che soffro perché implodo nella mia estrema libertà tossica che non voglio perdere ma che allo stesso tempo mi priva della sensazione di star vivendo, e un individuo (per esempio) che ha perso la famiglia in un incidente (fatto concreto che genere sofferenza) o che soffre di ansia per cui fa fatica a realizzare i suoi obiettivi (ma almeno gli obiettivi li ha, perché una strada l'ha scelta!!!) non ha più diritto di soffrire lui?
E ancora, perché io ho tutti questi privilegi e rimango fermo immobile?
Mi sento un intruso nel mondo, un eterno astenuto nel gioco della vita, a cui, ironia della sorte, la vita stessa ha anche dato delle belle carte.