“Io non voglio far male a nessuno, ma voglio salvare me stesso, e non so come.”
Lev Tolstoj, “Anna Karenina”.
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“Io non voglio far male a nessuno, ma voglio salvare me stesso, e non so come.”
Lev Tolstoj, “Anna Karenina”.

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Di tattoo e indecisioni
Non mi è mai venuto il desiderio di tatuarmi, sebbene mi piacciano sugli altri. Non che non avessi idee, ma ho sempre preferito inciderle su bracciali e anelli, piuttosto che sulla pelle. Inoltre, ho sempre creduto che, per tatuarmi qualcosa (una frase, un simbolo, qualunque cosa) avrebbe dovuto essere qualcosa di estremamente significativo e personale (confesso che non amo tattoo tipo Spongebob - sì, conosco persone che ce l'hanno - o "la vita è dura ma io sono più dur* di lei!" - sì, conosco persone che ce l'hanno).
Ho però due frasi (una di Tolstoj e una di Camus) che ho sempre visto come mantra personali, oltre al mio animale-guida e al mio simbolo-guida. Le uniche opzioni previste per un ipotetico tattoo, che però è sempre rimasta idea lontanissima.
Poi quando è morta mamma ho pensato che un giorno, se mi fossi mai tatuato, mi sarei tatuato il numero di giorni in cui le nostre vite si sono sovrapposte dalla mia nascita alla sua morte. Negli ultimi mesi, dopo una scoperta sconvolgente e un abbandono traumatico, l'idea di tatuarmi è sempre più presente nella mia testa, e stavo pensando ad un modo per far convivere graficamente: il numero dei giorni di mamma nella mia vita; il simbolo-guida; l'animale-guida; la frase di Camus. E ci sono quasi riuscito, ma so già che poi il prezzo del tattoo mi farà desistere. Magari però proverò con l'hennè, come prova. O magari non ancora.
Spisy Gregora Tajovského, Zväzok 3 - Smutné nôty.
On the first pages, it has a guide on how to read a book the proper way.
Someone who used to own this book has also glued what Tolstoj said about how to read books and what to take away from them.
«Buon giorno, buon giorno!»
«Schön gut Morgen! Schön gut Morgen!»
L. Tolstoj, [Война и мир - Vojnà i mir, 1865-1869], Guerra e pace, Roma, Newton Compton, 1995 [Trad. A. Polledro]
Ecco qua, come da copione, battono le lingue sui tamburi di guerra e tante colombe si trasformano in falchi e avvoltoi con il beneplacito delle TV di Stato che, a voci unificate, soffiano sul fuoco della corsa agli armamenti.
Un gran bell’affare per le industrie del settore.
Una volta di più ci faranno credere che la pace si conquista con la guerra, ripetendo fino allo sfinimento la solita solfa sulle operazioni chirurgiche, sulle bombe intelligenti, sulla difesa della libertà e sulla necessità di innalzare muri e baluardi democratici contro la demoniaca disumanità del nemico.
Alla fine della storia, una volta di più, dopo la guerra, tra i vincitori e i vinti la povera gente farà la fame ugualmente. Brecht docet. Lo avete citato in tanti in questi giorni, mentre cantavate "La Guerra di Piero" e "Il mio nome è mai più", mai più, mai più. Ma molti di voi oggi li vedo sempre più inclini a pensare che l’Europa debba partecipare al conflitto mandando armi all’Ucraina. E poi magari anche eserciti. Di pace, beninteso.
[...]
Quasi nessuno riconoscerà che bombardare per la pace è come fottere per la verginità.
Quasi nessuno penserà che dopo millenni di distruzione e disastri di guerra, sia venuto il momento di puntare verso il disarmo, approfondendo le tecniche di difesa popolare nonviolenta (oggi resa ancora più efficace dalle potenzialità del digitale) e trovando strade per mettere in pratica strategie di peacekeeping civile e metodi di interposizione nonviolenta nei luoghi di conflitto.
Quasi nessuno ci dirà che dovremmo renderci indipendenti dai Paesi produttori di idrocarburi e dalla loro energia inquinante e sporca di sangue.
[...]
Ma tutto questo sempre dopo aver svuotato gli arsenali e riempito i granai.
[...]
Personalmente, sono 40 anni che sulla base di questi principi esprimo la mia obiezione dalla mia umile sediolina, pur sapendo che il Vaticano, L’ONU, Mafalda, Tolstoj e la mia sediolina hanno lo stesso potere di persuasione.
____________
La riflessione è un po' più lunga e argomentata di così.
Se volete leggerla nella sua interezza, il link è questo:
Alle armi, alle armi!

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I just wanted to remind the world that Zawe Ashton, who you may know as Tom Hiddleston's girlfriend (and you may do, if you follow my page that is mainly about Loki), is an Amazing Actress (yes, double capital A) and you should check out literally every production she has worked in because her talent is unimaginable.
I am a fan of Tim Hiddleston, I knew about her through Tom, and let me tell you: the guy has taste. I am watching a literary debate of Dickens vs Tolstoj, in which both Tom and Zawe recite and when she started acting a piece from Great Expectations I was more than impressed.
Her Estella and her Kitty gave me the chills.
I berate myself for not finding out about her sooner, I knew she must have been good 'cause I knew she was casted for Betrayal on Broadway, but I would never thought that good.
Please, do yourself a favour and, if you aren't a fan of her work yet, you'll become one as soon as you go check her.
I'll link the debate I was watching (also, a very interesting debate, though you could just skip to her acting, I highly recommend to watch it entirely):
Tolstoj e l'educazione
Tolstoj è conosciuto come scrittore ma non pedagogo, lo stesso è autore di un metodo radicalmente innovativo per insegnare ai bambini a leggere e scrivere e per fornire loro le prime nozioni sul mondo, sulla realtà circostante; Tolstoj fu anche autore di un Abbecedario, in sintesi affermava che non bisognava fare violenza all'intelletto e al carattere del bambino, affinché egli studiasse solo ciò che lo interessava e che riteneva utile per sé.
Coaching per le scuole
https://www.giacomogallo.it/
#educarebambini #tolstoj #coachingragazzi
È davvero possibile dire a qualcun altro come ci si sente? Probabilmente no, così come, nonostante la buona volontà, è difficile consolare davvero chi soffre.