“Quando ci lasciavamo, non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.”
Cesare Pavese, “L'estate” in “Feria d'agosto”.

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“Quando ci lasciavamo, non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.”
Cesare Pavese, “L'estate” in “Feria d'agosto”.

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Il potere.
Evitare difficoltà. Non piangere mai. Mostrarsi sempre forti. Non avere paura. Vincere sempre. Essere invulnerabili. Controllare tutto. Abbattere ogni conflitto.
Questo per molti è "potere personale". Per coloro che connettono l'Io all'ego, ovvero al plesso solare, distorcendone la funzione.
Ma il vero potere è la capacità di restare fedeli a sé stessi, di agire con integrità e di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Aspetti che si assumono andando oltre il plesso solare.
Se vuoi iniziare a vivere smettendo di essere un bamboccio/a in piena crisi emotiva e in ostaggio del tuo ego, impara a osservare seriamente le tue risposte all'ambiente, e renditi conto di quanto tu sia poco più che il player di un videogioco.
— Mattia Ollerongis
Ma perché non parliamo mai di quanto sia difficile voler bene a una persona, farci progetti, pensare ad un futuro con lei e poi, piano piano, rendersi conto che non siamo fatti per stare con lei? Perché non parliamo mai del dolore che si attraversa quando vuoi bene a qualcuno, ma starci insieme va contro i tuoi ideali? Perché non parliamo mai di quanto male faccia la decisione di troncare tutto? Perché non parliamo mai di quanto sia logorante sperare di rimanere legati a quella persona anche solo in amicizia? E perché non parliamo mai di quanto spezzi il cuore vedere che l’altra persona, a contrario nostro, non ci vuole più vedere?
Perché non parliamo mai di quanto non sia bello per nessuno? E perché viene consolata solo una delle due parti? Perché non parliamo mai di quanto fa male tutto questo?

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" Come si può tornare indietro e ripercorrere un'altra strada, fare un'altra scelta? Anche cosi, solo per curiosità, dire: «Guarda, solo un momento, fammi vedere cosa sarebbe accaduto se quella volta lì fosse andata diversamente. Dai, fammi vedere, così, per scherzo, poi ritorno esattamente sulla mia strada, in questa vita qua, riprendo tutto da dove avevo lasciato, senza cambiare nulla». Ma no, non si può, sono tarli della mente. E a chi chiederlo dopotutto? Nessuno può sapere come sarebbe stata la propria vita se in quel momento, a tale giorno e a tale ora, avesse preso una decisione diversa, ma non una decisione importante come, ad esempio, scegliere un lavoro o la città dove abitare. No, non una così, ma ben più lieve, una cosa da niente, insomma, una variazione che lì per lì apparentemente non comporta nulla. È da queste inezie che svolta la vita. No, sapere come sarebbe andata non è possibile. Chi diceva che dobbiamo essere noi a costruire la nostra vita? Siamo sicuri che davvero potremmo? Non è piuttosto vero che siamo trascinati come pesci dall'acqua del torrente? Si, forse possiamo fare delle scelte, scartare di lato se c'è un poco di spazio, ma restiamo sempre intrappolati. Siamo nati nel fiume e non possiamo sfuggire alla corrente. A meno che, a meno che non salti l'argine. "
Bepi Mele, Contrappunti, Progedit (Collana Romanzi e racconti), Bari, 2024¹; p. 56.
Oggi è il compleanno di una persona che non fa più parte della mia vita ma che in passato è stata la più importante. Ammetto che fa abbastanza ancora male ripensarci anche perché è il primo anno in cui, dopo tanti, non gli faccio il regalo. Ci ripenso anche se non vorrei e per quanto mi abbia provocato dolore questa separazione, spero che stia bene, nonostante tutto e nonostante la rabbia che ancora provo. 😔💔
così mi sposo all' uso giapponese, per novecentonovantanove anni
[A Lughnasadh, festa celtica del raccolto celebrata il primo di agosto,] nell'antica Irlanda si celebravano i cosiddetti matrimoni di prova che duravano un anno e un giorno. [...] Vicino a una fossa dove sgorgava una sorgente era eretto un muro con un foro: uomini e donne stavano sugli opposti lati del muro, senza potersi vedere ma spingendo insieme le mani attraverso il foro. Se agli uomini piaceva l'aspetto delle mani delle donne le afferravano e ciò sigillava il patto matrimoniale. Il contratto era rinnovabile, ma se alla scadenza del periodo la convivenza aveva avuto cattivo esito, la coppia non doveva far altro che ritornare al luogo della cerimonia, mettersi schiena contro schiena e allontanarsi in direzioni opposte. Una separazione consensuale e tranquilla, senza spese per il divorzio!
(da R. Fattore, Feste pagane. Alla riscoperta della Ruota dell'Anno e della dimensione magica del Tempo)
(che poi resta tutto da vedere se si riesce a convincerli, certi coniugi pentiti, anche solo a "ritornare al luogo della cerimonia"...)