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Festeggiando in remoto, causa neve, con le due persone che per me hanno fatto di tutto (o quasi) per farmi sentire amata davvero 💕 🧡
(sì, è un po' strano lo so)
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Festeggiando in remoto, causa neve, con le due persone che per me hanno fatto di tutto (o quasi) per farmi sentire amata davvero 💕 🧡
(sì, è un po' strano lo so)

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Mio padre mi ha insegnato cos'è l'amore. Mi ha avuta a 19 anni, ha studiato medicina e quando faceva i turni in ambulanza mi passava a salutare fuori dall'asilo, rallentava davanti alla cancellata di metallo tutta colorata e mi salutava con la mano. Quando era inverno mi scaldava i vestiti sul termosifone prima di svegliarmi per andare a scuola. Per il mio compleanno era il primo a farmi gli auguri, facendomi trovare sempre un piccolo regalo accanto al letto. Mi ha sempre assecondato in tutte le mie passioni e quando facevo qualche spettacolo era sempre in prima fila. Mi portava in moto con lui stringendomi forte. Giocavamo ai videogiochi fino a tarda sera ma "non dirlo alla mamma". Se non sto bene lo sente anche a distanza e mi manda un messaggio, oppure mi chiama. A Natale addobbavamo il giardino come le case americane, con led e luci che Las Vegas scansati, e ogni anno era la stessa storia "Forse abbiamo esagerato, tua madre ci caccia fuori casa." Andavamo al cinema insieme o ai concerti. Spesso lo guardavano male, perchè abbiamo quell'età in cui lui sembra lo sugar daddy della situazione. L'anno scorso ha perso il suo migliore amico e i suoi genitori nel giro di 12 mesi, e io lo so che non sta bene. Adesso vivo a 350 km, che non sono chissà che, ma sono incompatibili con una serata in memoria dei vecchi tempi. Oggi è il suo compleanno e lo so che sta pensando ai posti vuoti a tavola. "Non ho nessuna voglia di festeggiare, mi sento un po' solo, quest'anno è un giorno qualunque. Vorrei mangiare un panino con te mentre mi racconti qualcosa di stupido." mi ha detto. E così mi farò 350+350 km in una serata per andare a trovarlo, perchè no, non è un giorno qualunque e no, non è solo ma sì, ho un sacco di cose stupide da raccontargli.
Dalla regia mi dicono che oggi sono +28 ✨️
Compleanno un po' diverso oggi, alla ricerca di neve e ghiaccio 🥶, mi sono divertita a fotografare i dettagli (qui gli scatti preferiti) e poi le panoramiche (nel prossimo post). Amo la prima, impostazioni un po' a naso e un po' con consigli AI 😅
Maggio e nuovi inizi.
Non a caso è sempre stato il mio mese.

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TANTI AUGURI A ME
Oggi compio 52 anni e la cosa mi fa un certo effetto.
La cifra tonda dei 50 mi diceva poco.
Questo compleanno mi sembra un altra faccenda, soprattutto quando ripenso a qualche mese fa.
Il linfoma, giunto al quarto stadio, aveva invaso pure le ossa.
Ero una carcassa dolorante.
Ora mi sento molto meglio.
Certo, mi attendono ancora esami e responsi.
Ma festeggio.
E addirittura brindo.
Non è vero, non brindo, sono diventato astemio.
Ieri ho provato a ordinare una birra analcolica.
Ma l'ho chiesta alla persona sbagliata.
Ho riconosciuto l'accento veneto.
Non potevo aspettarmi il suo rispetto.
Il dialogo è andato così:
«Posso consigliarle una birra?».
«Avete la birra analcolica?».
«Abbiamo l'acqua frizzante».
Alla fine ho chiesto uno di quegli analcolici dal sapore agrodolce che non fanno impazzire il mondo, con buona pace della pubblicità.
E ho finto che fosse un cocktail.
Ho alzato il bicchiere.
Con uno sforzo di immaginazione, riesco persino a chiamare «brindisi» un simile atto.
La fantasia non mi manca.
A modo mio, brindo. Ovviamente alla salute.
[L'Ideota]
Oggi iniziano i miei ultimi 20 🥳
21 aprile 2026
Caro diario,
Sessanta anni.
Lo scrivo e lo rileggo tre volte, come se il numero fosse scritto in una lingua straniera. Sessanta. Con la esse maiuscola, perché se lo merita.
Ho passato la mattina a fissare lo specchio con l'aria di chi aspetta una spiegazione. Lo specchio non ha risposto. Ha solo restituito la faccia di uno che ha vissuto, e si vede, e in fondo non gli dispiace.
Sessant'anni non arrivano in silenzio. Arrivano con il bagaglio. Con le cicatrici delle scelte sbagliate che ti hanno insegnato qualcosa, con le risate di quelle giuste, con le persone che hai perso per strada e quelle che sono rimaste, testarde e preziose come certi oggetti che non butti mai via.
Ho ancora la testa di uno che pensa di avere tutto il tempo del mondo. Il corpo, ogni tanto, ha opinioni diverse. Lo ascolto. Poi faccio lo stesso di prima.
La saggezza? È arrivata. Ma si è sistemata in un angolo tranquillo, beve il caffè senza fretta e parla solo quando gliene frega davvero. Il resto del tempo lo passo a fare danni con entusiasmo.
Sessanta anni non sono un traguardo. Sono una prospettiva. Da qui si vede meglio: quello che conta, quello che non contava niente e ci sembrava urgente, le persone vere da quelle di passaggio.
E io, da qui, vedo bene.
La foto è di questa notte, dopo mezzanotte. Avevo appena finito il libro. 280 pagine in formato A5, dieci anni di vita con i miei figli. Dieci anni che ora stanno lì, fermi, e aspettano di essere letti da qualcuno oltre a me. Dovrei pubblicarlo. Dovrei capire con chi e come. Non ho nessuna raccomandazione, nessun talent scout che mi ha notato per strada. Del resto, nella mia vita è sempre andata così: o me la cavo da solo, o da solo me la cavo.
Del resto è sempre stato il leit motiv della mia vita, quando riuscivo in qualcosa alla gente che faceva parte della mia vita restavano due strade: salire sul carro del vincitore (per volatilizzarsi appena le cose non filavano nel modo giusto), oppure la strada dell'indifferenza mista a invidia. Ma fatta passare per "Mi dispiace, sono impegnato. Ho di meglio da fare".
Dicono che nel segno del Toro stia per arrivare una svolta importante. Un pianeta, di cui non ricordo il nome ma di sicuro rompicogl0ni, se ne andrà dopo dodici anni dalla costellazione del Toro, e con lui se ne andrà via qualcosa che pesava. Non ho mai creduto davvero all'astrologia. Ma proverò a pensare che qualcosa possa cambiare davvero, tra pochi giorni. Magari. Intanto lotto. Lotto per me, e lotto anche per chi non ce la fa più fisicamente, e per chi sta combattendo la battaglia più difficile: quella con la propria vita.
Grazie per esserci. Davvero.
P.S. Si, le borse le ho attenuate con il filtro "Borsa mia, ti porto via".