L’attesa sta finendo, Babbo Natale sta “venendo”…🤪🤭

seen from Malaysia
seen from United States

seen from United States
seen from Russia
seen from France
seen from China

seen from Austria

seen from United States
seen from Türkiye
seen from Vietnam
seen from China
seen from United States
seen from Australia

seen from Australia
seen from United States

seen from India

seen from Philippines
seen from China
seen from Saudi Arabia

seen from Australia
L’attesa sta finendo, Babbo Natale sta “venendo”…🤪🤭

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attesa, 1968,
Waterpaint on canvas,
21⅞ x 18¼ in (55.5 x 46.2 cm).
“Quando ci lasciavamo, non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.”
Cesare Pavese, “L'estate” in “Feria d'agosto”.
C’è un’attesa quieta
che profuma già di caffè
e di te che stai tornando.
...la gente che impreca perché non sa aspettare. L'attesa costringe all'ascolto, è vuoto non riempito, osservazione e silenzio, preparazione.
È fatica.
Lorenzo Marone

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Musica sottile attraversa il mattone,vibra nell'aria, una dolce canzone..
mentre fuori il sole, di giallo vestito,accende il mondo, un richiamo infinito...
La voglia di uscire mi morde la pelle,contare le foglie, guardare le stelle..
ma qui resto ferma, il corpo è legato,a questo divano, a un tempo sospeso...
La vita scorre, frenetica e piena,sento il suo rombo, una dolce catena...
e dentro la stanza, nel silenzio profondo,aspetto la guarigione, il mio nuovo mondo...
Spero che il raggio che entra dal vetro,porti via il male, mi lasci indietro...
la mia anima vola, nonostante la porta,e la musica suona: la vita non è morta.
- 📷 Magdalena Wasiczek
[...] Mi sei mancata, il tuo silenzio, il tuo ritardo mi hanno angustiato assai più di quello che tu possa immaginare. Ti scrivo subito, scendo subito a spedire, perché se non vieni domani, come spero con tutta l’anima, possa ricevere questa mia, lunedì. Voglio dirti che se ti ho salutato affettuosamente alla partenza, ti accoglierò al ritorno – la dirò quella parola amara e squisita, quella parola diffidente e fantastica, ti accoglierò con amore. Non amo questo telefono vedovo della tua voce. Per lavorare bene, ho bisogno che tu interrompi spesso il mio lavoro con parole, domande, tenere molestie. Il tuo corpo ha popolato questa casa; la tua voce è appesa al mio orecchio; la tua pazienza e insieme – come dirò? – il tuo esserelì, insieme sommessa e inevitabile, ha colmato i miei labirinti di tappeti e di segni, sotto i quali forse non c’è più traccia di pareti. Non ti avevo mai scritto in questo modo, non ti avevo mai parlato in questo modo, mai sentito così bruciante, insinuante, magra e languida abitatrice di un cervello che volta a volta ha forma di forca, di letto, di casa, di pianoforte a coda, di acqua, di giardino. Tutto ciò è lievemente risibile, vero? No, non lo è. Ho passato giorni istoriati di solitudine, di assenza; ora leggo il precipitoso riaffiorare di segni densi, intricati, allusivi e fitti. Sono i segni, gli ierogrammi con cui, lentamente, colmo il bianco della tua assenza coi primi indizi del tuo ritorno. Ti abbraccio.
Giorgio Manganelli
“Kitai, dicono i giapponesi, attesa. Ciò che è bello si fa sempre attendere, mentre ciò che di bello arriva subito, subito se ne va.
...
Ogni vera rinascita ha bisogno di tempo.”
— Giovanni Allevi