" Toccava a me. Romano riprese a parlare. Sentivo che era curioso della mia vita, voleva sapere, ma non faceva domande precise al riguardo. Allora disse: «Ma lo sai che c'è una cittadina dove ancora oggi si fanno partite con gli scacchi viventi? Se ti piace viaggiare, devi andarci.» «Marostica.» Bravo! Allora ci sei stato?» «No.» «C'è una storia vera, lì, certamente è vera, è la storia di due giovani signori che si innamorano della stessa donna!» «E sai che novità », mi scappò. Lui rise: «È vero! Siamo sempre alle solite, sono le donne che muovono il mondo, non sei d'accordo?» Mossi velocemente un alfiere al bordo lasciando un varco per il suo attacco. Lui seguì la mia mossa e poi, senza che io avessi aggiunto nulla, disse: «Bene, adesso ti racconto.»
Si sistemò nella poltrona come se dovesse recitare davanti a un gran pubblico. Respirò e, con un pizzico di enfasi, riprese: «Ma, bada bene, stiamo parlando di secoli fa, s'intende. Sta di fatto che questi due signori, com'era costume in quell'epoca adesso, figuriamoci, nessuno torcerebbe più un capello, ma in quell'epoca, non è vero?, dovevano affrontarsi in un sanguinoso duello per stabilire chi avesse il diritto di prendersi la fanciulla. Ma il padre di lei, che non voleva sangue, proibì questo duello. Bene, allora come risolvere la questione? Ecco qua: li costrinse a sfidarsi a scacchi nel campo del castello con pezzi bianchi e neri, grandi e vivi, proprio così fu detto, e fu una vera festa perché la sfida venne abbellita da fuochi, musica e danze.» Guardò la scacchiera, annuì da solo e disse: «Già .» Si fermò ancora un attimo ma subito continuò: «E infine il perdente avrebbe comunque avuto in sposa l'altra sua figlia.» «Tanto per restare in famiglia», aggiunsi io. Romano non sentì, aveva ripreso a studiarsi la scacchiera. Qualche altra mossa ben sistemata e io avrei già perso, ma lui forse faceva finta di poter ancora prolungare la partita. O forse voleva rimandare l'arrivo della sera, l'ora in cui sarebbe rimasto di nuovo immerso nella sua solitudine. "
Bepi Mele, Contrappunti, Progedit (Collana Romanzi e racconti), Bari, 2024¹; pp. 41-43.















