I giorni che non ti ho scritto
Giorno 5
Oggi vorrei scriverti.
Pensavo che fosse brutto non poterti scrivere per le cose belle, non poterti scrivere per quelle brutte è ancora peggio. Mi si è allagata la stanza. Ho pensato di chiamarti per chiederti se potevo stare da te finchè non lo riparano. Ero ancora in dormi-veglia.
Rileggo il messaggio del primo giorno. E’ quello che avrei voluto scriverti. Pero’ non e’ completamente la verita’, le ho sentite le mancanze, non sempre ovviamente, solo in alcuni momenti. Continuavo a dirti che non volevo che facessimo gli stessi errori dell’anno scorso, e invece io ho continuato a farli tutti. Sei in mio punto debole. Volevo aspettarti ma volevo anche spingerti, volevo una reazione. So che non e’ colpa mia a livello assoluto, ma so che per come sei tu il mio comportamento ha avuto degli effetti sul tuo di comportamento.
Puoi dire quello che vuoi, che non ci credi, che non è quello il problema, ma io non ci sono stata al 120% tornati dall’estate, e penso che tu in fondo lo sappia. Il problema e’ che io non ci saro’ sempre al 120%, non e’ possibile. E quando ci sono all’ 80% devi fare tu il almeno il 20% e invece tu non sai farlo. In questo sì, mi hai delusa. E forse e’ davvero perche’ non mi ami più abbastanza, ma allora non mi hai mai amato abbastanza perché non lo hai mai fatto. Allora rimetto in discussione tutto. Allora non è una cosa di adesso, allora è sempre stato così tra noi. E’ così? Non mi hai mai amato abbastanza? Ma allora come fai a dire che prima avevamo di più.
Penso sia piu’ perche’ hai paura. Pero’ devi imparare a farlo. Vorrei dirti che il vero amore non ha paura ma sarebbe una cazzata. Il vero amore e’ terrorizzato.
Forse avresti solo dovuto ammettere che una parte di colpa l’avevo anche io, cosi avremmo avuto qualcosa da aggiustare insieme, perche’ non potevi farlo da solo.
E’ stata dura anche per me nell’ultimo periodo cosa credi? Volerci essere ma allo stesso tempo non volerci essere affatto. Vorrei anche io avere una storia che mi faccia sempre bene, che non mi deluda mai che sia sempre al meglio, vorrei una persona che mi dia tutto quello che mi aspetto sempre, non posso dirti che non lo vorrei. E sono arrabbiata e nei momenti in cui sono piu’ arrabbiata penso che non potro’ mai perdonarti, penso che questa e’ l’ultima cosa che ti permetto di rovinarmi, che staro’ di nuovo bene senza di te, che la mia andra’ avanti, che troverò un altro che mi ama meglio. Ma non scegliamo noi come le persone ci amano, scegliamo solo se vogliamo partecipare. E io volevo ancora partecipare, nonostante tutto. Mi hai detto che avevi paura che “gli invidiosi” mi dicessero che eri una brutta persona. E forse non eri convinto abbastanza che non li avrei ascoltati, così hai deciso di dimostrarmelo tu? Solo per essere sicuro, che nel dubbio, la decisione l’avresti presa tu.
E poi penso che una storia che ti fa sempre bene non esiste, una persona che non ti delude mai e ti dà sempre tutto quello che vuoi e di cui hai bisogno senza che tu lo chieda non esiste. Tu eri la cosa che ci somigliava di piu’ pero’.
Vorrei che tu sapessi quanto e’ raro provare quello che proviamo. Vorrei che tu sapessi quando è raro per me provare quello che provo per te.
Non riesco a conciliare quello che provo, ho pensato spesso a cosa potresti dirmi o meglio a cosa vorrei che mi dicessi per farti perdonare ed andare avanti. Questa volta dirmi che mi ami non basterebbe perche’ anche se ti voglio ancora non vorrei comunque piu’ dover camminare sulle uova. Voglio potermi arrabbiare quando mi deludi, voglio poter essere triste senza aver paura di triggerarti qualcosa che ti allontani da me, non voglio avere paura di te.
Dovresti dirmi che hai capito e che vuoi aiuto, che sai di essere una persona con una facile inclinazione alla depressione, che non riesce a controllare le sue emozioni e men che meno a comprenderle e affrontarle. Dovresti dirmi che vuoi aiuto per imparare a gestirle da solo cosi non dovro’ piu’ farlo io per entrambi. Perche’ quello che provi tu finisce sempre inevitabilmente col confondersi con quello che provo io e distruggi anche me. E se siamo entrambi a pezzi chi rimane a salvarci da noi?
Ora, da un po’ più distante, continuo a pensare a tutto quello che avrei potuto fare, a come avrei potuto gestirla diversamente e noi ora staremo diversamente. La verità è che si potevo, ma non ci riuscivo perché a quel punto ero talmente esausta da non riuscirci più.
Quest’estate ti ho detto: “saranno mesi difficili per me”. E tu li hai resi ancora più difficili.
Te l’ho detto? Forse non l’ho fatto. Non ti ho detto tante di quelle cose per paura di rompere le uova. Non ho neanche accettato il tuo aiuto quando me lo hai offerto per paura di rompere le uova, e non accettandolo le ho rotte comunque. Quando mi hai detto “chiamami oggi in ufficio se stai male” e io non ti ho chiamato, e tu mi hai scritto per sapere come andava e io comunque non volevo dirtelo. Non volevo dirti che mi faceva talmente tanto schifo quello che facevo, che mi trattavano talmente tanto male che pensavo di aver cannato completamente carriera, che mi sentivo in trappola perché ormai era tardi per cambiare strada. Che dovevo rimanere su questa anche se non volevo. Mi sentivo in trappola e non volevo darti la mia ansia per paura che non riuscissi a gestirla. Forse sbaglio sempre a non chiedere aiuto, e a non accettarlo, a non parlarti delle cose quando vorrei.
Non ti ho mai neanche chiesto se davvero vedevi un futuro con me quando hai fatto la battuta sul non avere soldi per sposarci. Te l’ho chiesto troppo tardi. Ti dico sempre le cose belle troppo tardi.
Oggi ti rivoglio nella mia vita, non mi importa a quale costo.
(Non inviato)
















