« Se ti sostituissi sarebbe un rapporto superficiale perché quello che eravamo diventati noi in quattro anni… non penso che possa diventarlo con qualcun altro. Non penso che lascerei qualcun altro avvicinarsi così tanto. Sei stato… quello che non potrò mai riavere. »
« Sai cosa? Non mi interessa. Davvero. Non ho intenzione di rincorrerti di nuovo. L`ho fatto. Merlino solo sa se l`ho fatto. Ti ho dato quello che potevo, ho fatto tutto per te, solo per farti stare meglio e come premio mi becco un bel calcio in culo. E non mi sta bene, non mi sta bene per niente. Ma tu vuoi che sia così e ti rispetto abbastanza da appoggiare le tue scelte e se vuoi che sia quella parte che non potrai riavere...bene. Me lo farò andrà bene prendi le tue scelte, Ash, che siano definitive. Ho imparato che se vuoi qualcosa te lo prendi, cascasse il mondo ma te lo riprendi perché è importante per te. »
« Io… » boccheggia, la presa sulle braccia che si fa sempre più forte. Non osare metterti a piangere Ashlyn Whiteheart, non osare farlo. « o-okay. » cosa? « Tu sei una bella persona Shin, non ti meriti di essere rovinato da me e da tutto ciò che mi circonda m-ma » c’è un ma addirittura. « hai ragione. Ho deciso io tutto, quindi sei tu che devi scegliere n-non io. »
E la vede stringersi e se e Merlino solo sa quanta tenerezza e rabbia gli scateni l`immagine di Ash, di questa Ash troppo fragile per qualsiasi cosa, troppo fragile persino per sopportare se stessa e chiunque altro. E vorrebbe prenderla a schiaffi, schiantarla, urlarle addosso quanto male gli ha fatto, quanto gliene sta facendo e quanto probabilmente gliene farà ancora e non perché gliene stia facendo direttamente, ma perché se lo sta facendo da sola con quel suo nuovo modo di atteggiarsi e quel prudere delle mani per prenderla a schiaffi è tanto intenso quanto la stretta al cuore per andare ed abbracciarla, per proteggerla da tutto quello schifo perché è certo come la morte che Ashlyn sarà comunque una delle poche persone che sarà disposto a proteggere a costo di farsi male. E forse è proprio per questa certezza che quella distanza, che dura ormai da più mesi di quanto il ragazzo possa sopportare, viene colmata a grandi passi per andare ad abbracciare quella ragazza che l`ha fatto patire più pene di quanto se ne meritasse. « Per quanto possa importare io ti sceglierei sempre, Ash, non importa quanto tu ti possa atteggiare da stronza »
Vede il corvonero fare quei passi per accorciare la loro distanza - e c’è ancora quell’orribile parte di lei che gli dice che gli farà del male e deve allontanarlo, ma tanto si sa che la parte egoista predilige su tutto. La parte egoista è quella che non appena sente quel contatto, stacca le braccia dal proprio corpo per mettergliele al collo, socchiudendo gli occhi e cercando di infossare il viso nell’incavo della sua spalla e del suo collo. E quella prima lacrime che a quanto pare era rimasta lì fino a quel momento scende definitivamente sulla sua guancia, cade e non vuole piangergli addosso ma è un po’ inevitabile come cosa. Troppe emozioni tutte insieme, scusatela. « E allora n-non lasciarmi a-andare… » un sussurro, un mormorio udibile però dal ragazzo mentre anche la sua presa aumenta. « Mi d-dispiace Shin, m-mi dispiace »