Una coppia canadese ha intentato causa contro la madre surrogata che ha portato in grembo il loro figlio, due anni dopo che quest'ultima si
Una coppia canadese ha intentato causa contro la madre surrogata che ha portato in grembo il loro figlio, due anni dopo che quest'ultima si era rifiutata di interrompere la gravidanza a causa di una labiopalatoschisi e di possibili anomalie genetiche.
La donna ha insistito affinché la gravidanza venisse portata avanti a seguito di ulteriori controlli fatti dagli specialisti. La coppia, dopo aver ottenuto rassicurazioni sulla buona salute del bambino (che presentava una lieve malformazione congenita), hanno acconsentito a proseguirla.
Presso la Corte Superiore dell'Ontario lo scorso maggio, i genitori sostengono che la donna non li abbia tenuti al corrente sulla salute del bambino, mettendolo in pericolo, e causando a loro un forte stress. Accuse prontamente respinte dalla donna.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha portato alla tensione fra le parti, è giunta quando la donna ha insistito per partorire in casa e ha successivamente intentato una causa presso il tribunale di pace chiedendo ai genitori il rimborso delle spese sostenute.
Secondo quanto riportato dalla donna, la cifra richiesta dalla coppia per il risarcimento danni ammonta a circa 600.000 dollari. Un comportamento ritenuto folle dalla madre surrogata, che si è sentita usata e abbandonata.
Il caso ha messo in luce quanto sia complicata la situazione delle madri surrogate, molto richieste ma legalmente impossibilitate a chiedere compensi commericali. Possono essere rimborsate solo per le spese documentate. La maggior parte di loro intraprende una gravidanza semplicemente per aiutare gli altri, ma a volte non riesce a ottenere il rimborso delle spese o si ritrova letteralmente sola con il bambino quando i genitori se ne vanno.
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