Scontri e violenze a Torino. Le comunicazioni del Ministro Piantedosi ci consegnano una realtà dei fatti gravissima. Le opposizioni facciano il mea culpa.
Le comunicazioni del Ministro Piantedosi in occasione degli scontri di sabato scorso a Torino, promossa dagli esponenti dell'antagonismo locale, per esprimere solidarietà al centro sociale Askatasuna, occupatore illegittimamente di un immobile pubblico, ci consegnano un clima da guerriglia urbana intollerabile in uno Stato democratico e di diritto come l’Italia.
Premeditazione degli scontri, cooperazione da parte di numerosi partecipanti alla manifestazione che hanno agevolato i soggetti che si sono sganciati dal corteo per potersi lasciare andare alla violenza sono questi fatti non soggetti ad interpretazione. Del resto gli stessi organizzatori e promotori dell’evento, lo scorso 17 gennaio, in una assemblea nazionale indetta da Askatasuna, in cui erano presenti, tra gli altri, rappresentanti della CGIL e del partito di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno pubblicamente dichiarato che “il corteo avrebbe costituito una resa dei conti con lo Stato democratico” in quanto “lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro” e chiunque ha aderito lo ha fatto consapevolmente.
Per questo, i tentativi di spostare l’attenzione dalle violenze da parte delle opposizioni sono incomprensibili e ingiustificabili. Se partecipi ad una resa dei conti con lo Stato non puoi dire che manifesti pacificamente. Le forze politiche che hanno partecipato ed appoggiato il corteo, che, dobbiamo ricordarlo, era in solidarietà di un centro sociale protagonista degli scontri più violenti degli ultimi trent’anni e che occupava abusivamente un immobile pubblico, oggi, non possono venirci a raccontare che si trattava di una manifestazione pacifica, rovinata da pochi facinorosi. Peggio ancora, l’atteggiamento di tentare di scaricare la responsabilità della violenza ad una inventata mancanza di prevenzione è deplorevole. I sequestri ed i fermi precedenti il corteo e la dinamica degli incidenti ci dice che la prevenzione c’è stata e ha evitato conseguenze ben più gravi.
Dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa per aver avallato una simile violenza. Dovrebbero buttare la maschera e dire con chi stanno, se con lo Stato o con chi vuole con lo Stato una resa dei conti, violenta e antidemocratica.















