Ma torniamo un attimo alla donna. Fu proprio a Genova che iniziò il mio calvario di Don Giovanni. Da allora in poi l’assenza della Madonna che era in me, e in che ormai consistevo, meritò tutta la prassi fin troppo ossessiva della presenza della donna nella mia vita e sulla scena.
Essere Don Giovanni per mortificare la frequenza del presente di un corpo di donna, di più corpi di donna.
Non ne ho mai, se non rarissimamente, per distrazione, ammesso una sola. Sempre in tante eravamo. Perché forse ci si illude perennemente che mettendone più insieme si possa prendere l’occhio destro da una, il sinistro da un’altra, un orecchio, i capelli: è un mixage che si fa tra due o tre corpi per ottenere quel cenere disiato. Così le gambe, il seno ecc.”
Carmelo Bene, Sono apparso alla Madonna


















