Trasformazioni di dolore.
Lui ti lascia e tu decidi di essere la migliore e inizi a curare pure la tua estetica; lei ti lascia e tu ti fai i muscoli e stabilisci routine di potere. A lavoro ti trattano di merda e finalmente trovi la forza di andartene, in famiglia non ti rispettano e tu ti ti sposti e ricominci altrove.
Queste sono tutte trasformazioni di dolore. Cambiamenti spesso radicali nati da spinte non cercate, sofferenze protratte e verità brutali. Mutamenti tali dove si ottiene un ruolo personale quattro volte più definito e in cui di base si crea una forma di miglioramento.
Eppure raramente le persone si rendono conto che quel "dolore" li ha portati a essere artefici e responsabili di sé stesse. Non capiscono che sono uscite da un torpore esistenziale e che senza quella causa, probabilmente sarebbero rimaste sempre in una scusa.
Perciò invece di dire "quello stronzo mi ha cambiato", impara a vedere che le situazioni che sceglievi ti hanno costretto alla responsabilità e al cambiamento.
Invece di sfoggiare oggi un bel corpo, una pelle perfetta e una vita di abbondanza, ricordati cosa ti ha fatto scattare la molla e rifletti chi eri davvero tu prima di tutto questo.
Perché è vero che i problemi non derivano tutti da te, ma il modo in cui li risolvi parlano delle scelte che hai nutrito per superarli. E quelle sì, dipendono da te.
Anche qui tuttavia ci sono differenze tra addormentati e realizzati.
Lo zombi edifica il suo ego, vuole essere invidiato e chiude il cuore, svincolandosi da chiunque pur di arrivare ai nuovi obiettivi.
L'evoluto edifica la sua autostima, impara da ogni esperienza (cuore aperto) e non infrange il rispetto delle relazioni.











