♠️_Il conto non è ancora stato aperto.
Ma il gioco è già avvincente..🖤🌹
©️Licaonia Lupe

#iwtv#interview with the vampire#amc tvl#sam reid#jacob anderson



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Il problema non è il corpo. Se metti in mostra il corpo attirerai chi è interessato al corpo.
È un'equazione semplice.
Ed è altrettanto semplice capire che in mezzo alla folla di chi guarda un corpo, ci sono risposte diverse.
Quello che invece pare impossibile da CAPIRE è quanto sia distorto credere che, poiché qualcuno espone il corpo, allora deve accettare qualsiasi insulto, offesa, denigrazione, come se fosse l'esternazione di una lecita opinione.
In realtà SE NON SAI DISTINGUERE TRA LIBERO PENSIERO E VOLONTÀ DI OFFENDERE, IL PROBLEMA NON STA NEL CORPO ESPOSTO, MA NEL TUO STATO DI COSCIENZA.
È assurdo considerare che i porci abbiano ragione perché un corpo esposto "costringe" a certe reazioni. È inquietante giustificare i porci e accusare chi espone. È inaccettabile credere che gli insulti siano la prassi dovuta a chi mette in mostra una parte di sé. È inconcepibile attribuire a un corpo la responsabilità delle proprie parole, pur di portare avanti una sconcertante inversione di responsabilità.
LA LIBERTÀ DI GUARDARE NON ELIMINA IL DOVERE DI RISPETTARE.
Un corpo può attirare uno sguardo, ma non genera offesa, che è invece una scelta deliberata di chi vuole fare male. Ed è proprio in questa scelta che si manifesta il mostro o l'essere umano che ciascuno VUOLE essere.
Pronti…
…partenza
via con lo SPID*!!!
*in realtà non si tratta dello SPID ma di un’app fatta apposta

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"Continuerai a soffrire se reagisci emotivamente a tutto ciò che ti viene detto.
II vero potere sta nel restare indietro e osservare tutto con logica. Se le parole ti controllano, significa che chiunque può controllarti.
Respira e lascia che le cose passino."
— Bruce Lee
se ti impunti a voler controllare ciò che non puoi controllare, soffrirai sempre.
*pf*
Amore sano: come riconoscerlo prima che sia troppo tardi
L'amore sano non fa rumore. Non travolge, non confonde, non tiene in allerta. Non isola, non spaventa, non chiede di rinunciare a parti di sé per essere accettati. Non pretende sacrifici silenziosi né prove di resistenza. Eppure, paradossalmente, è proprio questo a renderlo poco riconoscibile. In una cultura che associa l’amore all’intensità, alla gelosia, alla fusione totale, l’amore sano viene spesso scambiato per noia. Mentre le relazioni disfunzionali, instabili, dolorose vengono romanticizzate e chiamate “passione”.
Riconoscere un amore sano richiede uno spostamento di sguardo. Non bisogna chiedersi quanto l’altro ci faccia battere il cuore, ma come ci fa sentire nel quotidiano. Ci sentiamo liberi di dire no? Di esprimere un dissenso senza paura di ritorsioni emotive? Possiamo mantenere legami, interessi, spazi che non ruotano attorno alla relazione? Dove c’è rispetto, non c’è controllo. Dove c’è ascolto, non c’è paura. Dove c’è amore, non c’è bisogno di annullarsi.
L’amore sano non chiede di essere sempre d’accordo, ma di essere autentici. Non impone, non invade, non svaluta. Accoglie i confini e li riconosce come segni di maturità, non come minacce. È uno spazio in cui la sicurezza emotiva permette di crescere, non di restringersi. E proprio perché non genera ansia costante, può sembrare meno eccitante a chi è abituato al caos relazionale.
Educare all’amore sano significa smettere di romanticizzare la sofferenza. Significa interrompere la narrazione per cui “se fa male è vero”, “se è difficile è profondo”. Significa insegnare che l’intensità non è una misura di valore, che il conflitto continuo non è passione, che la gelosia non è prova d’amore.
L’amore vero non toglie spazio. Lo amplia. Non chiede di diventare meno, ma permette di essere di più. Riconoscerlo in tempo è uno degli atti di prevenzione più importanti che possiamo fare, verso gli altri, ma soprattutto verso noi stessi.