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@soldan56

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Angelina Jolie.
Da Themis & Metis
Ignazio La Russa in una trasmissione tv, alcuni anni fa, affermò che i soldati italiani prigionieri della Germania che, in seguito all’8 settembre 1943, dissero "NO" all'arruolamento nella Repubblica Sociale avevano fatto “una scelta di comodo”, solo per non “rischiare la vita”. Peccato che decine di migliaia di loro non fecero mai ritorno.
Dopo l'8 settembre 1943, i militari italiani presenti nei territori controllati dalla Germania furono disarmati e catturati dalla Wehrmacht. Di questi, oltre 650.000 vennero deportati nei campi di prigionia e di lavoro del Terzo Reich. Per volontà di Hitler furono classificati come "Internati Militari Italiani" (IMI), una categoria giuridica creata appositamente per sottrarli alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra. Ai soldati italiani venne proposta una scelta netta: aderire alla RSI e quindi vendersi alla Germania nazista, oppure affrontare l’internamento: circa il 90% dei militari catturati rifiutò la collaborazione. Il loro rifiuto venne ripagato con fame, freddo, malattie, percosse e ritmi di lavoro massacranti. Tra il 1943 e il 1945 morirono oltre 50.000 internati, molti altri portarono per tutta la loro vita nel fisico e nella mente il prezzo della prigionia.
Per lungo tempo questa vicenda è rimasta in secondo piano nella memoria pubblica italiana.
Quei soldati ricordavano al paese la guerra fascista, con i suoi fallimenti e crimini. Ma gli IMI erano perlopiù umili lavoratori e non soldati di professione, trascinati in un conflitto che non volevano combattere e che col loro coraggio avevano riscattato quella storia orribile.
Dimenticati dalle istituzioni, anche e soprattutto dai vertici militari, gli IMI vennero ovviamente espulsi dalla retorica patriottarda delle destre, che non potevano e non possono accettare il loro rifiuto del nazismo.
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Degli IMI parla il nostro libro “Mio nonno diceva sempre di No”. Partendo dalla riscoperta del diario di suo nonno, l’autore racconta questa storia che non dobbiamo più dimenticare.
da Cronache Ribelli
Stiamo vivendo un momento molto pericoloso e senza precedenti nella storia del mondo moderno.
Negli Usa gli oligarchi stanno comprando il sistema politico.
Come possiamo fare a contrastarli?
Abbiamo il popolo.
Dobbiamo costruire un forte movimento di base in tutto il mondo per affrontarli
Bernie Sanders
Senatore per il Vermont

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20000 bambini trucidati da Israele a Gaza, centinaia di giornalisti ammazzati intenzionalmente, gli ospedali, le scuole e le moschee rase al suolo, i minori usati come bersagli, i double tap, la fame e la violenza sessuale usata come strumento di guerra; gli effetti collaterali di Erri, che sprofonda nell'ignominia
No cazzo, che fa già schifo così com'è
Ora, io capisco lo spirito, ma come si fa a capire dov'è la testa?
punto tutto su Miss ginocchiera aka giorgia, e su merz

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LO SAPETE COSA STA FACENDO LA PREFETTURA A RIMINI?! Sta accadendo un fatto molto grave in piena stagione turistica e con l'alta tensione abitativa della nostra città dovuta all'aumento delle persone in condizione di homelessness (da 300 a 600 in dieci anni) agli sfratti, quasi mille le procedure avviate (spesso con nuclei con minori) e alla rendita immobiliare che preferisce tenere le case vuote o affittarle per brevi e medi periodi.In tutto questo la PREFETTURA DI RIMINI ha avviato DECINE DI REVOCHE dei progetti di accoglienza nei CAS, centri accoglienza straordinari, a persone che pur essendo ancora RICHIEDENTI ASILO, non sono state in Commissione ma già hanno un lavoro nel nostro territorio.Persone che servono alla nostra economia, alcune di esse hanno contratti stagionali ma diverse hanno contratti a tempo indeterminato. Questo dimostra l'assurdità delle politiche migratorie di questo paese, che lasciano nel limbo per anni le persone in attesa della Commissione e di uno straccio di documento, quando potrebbero avere subito un regolare permesso per lavorare. Chi crea allora l'insicurezza ?!Dall'altro avere un lavoro non sempre è la porta per la casa, anzi sempre più spesso se sei un lavoratore o una lavoratrice razzializata, o una madre sola con figli piccoli, o un persona in transizione di genere, diventa difficile trovare anche solo un appoggio, un posto letto, una camera condivisa in qualche hotel riconvertito ad alloggio soprattutto durante l'estate.Revocare oggi l'accoglienza alle persone RICHIEDENTI asilo accolte nei CAS significa creare nuovi Homeless, nuove persone accampate nei parchi, sotto i ponti, negli spazi abbandonati. Sono persone che lavorano qui contribuiscono alla nostra economia, ma per loro non c'è un luogo sicuro, che noi chiamiamo casa, e nemmeno un tetto sotto cui ripararsi. A chi giova allora questa situazione? alla salute e sicurezza pubblica non di certo ma nemmeno all'immagine della Rimini città dell'accoglienza, ma per chi?! Per queste ragioni chiamiamo alla mobilitazione e solidarietà con un presidio pubblico, Giovedì 18 giugno ore 10, presso la Prefettura. Rimini città dell'accoglienza per tuttə
anche qui non si scherza, neh?
Il problema non è il fascistone, immediatamente individuabile, ma gentaccia come questa. diohane
Il Fogno campa col reddito di giornalanza, altrimenti chiuderebbe

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La regione Sardegna dice no al resort dei sionisti davanti all'area marina, la ginocchiera d'Italia dà il via libera