Se non ci fossero le Parole,
quelle buone, che riparano le fragilità,
quelle commestibili, che saziano la fame di amore,
quelle che raccontano le storie, trasportandoci dentro le memorie del tempo che fu,
quelle che ci fanno riabbracciare i nostri cari,
quelle che infettano il cuore di compassione e come virus creano pandemie di solidarietà,
quelle che hanno la missione di lasciare un'impronta per le generazioni future,
quelle che sono balsamo quando scende la notte e ci sembra troppo grande la sua ombra,
quelle che sanno meravigliare gli occhi dei bambini e come ninna nanna li accompagnano nel mondo di Hermes che come buon pastore protegge il loro sonno,
quelle che ci portano in dono audaci intuizioni,
quelle che ci fanno uscire dalla prigione dell'apatia per ispirarci a vivere come eroi del nostro tempo,
quelle divinatorie che portano con sé le tracce del futuro.
Ecco, se non ci fossero le parole,
il mondo si ridurrebbe a uno spazio senza stagioni e la sua bellezza smetterebbe di fiorire.
Dunque lasciamo alla parola il dono dell'eternità
e non dimentichiamo di essere impeccabili mentre la esprimiamo.