“«Disarmato», era l'unica parola che poteva descrivere il mio cuore mentre era accanto al suo.”
Sylvia Plath, Diari.

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“«Disarmato», era l'unica parola che poteva descrivere il mio cuore mentre era accanto al suo.”
Sylvia Plath, Diari.

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“la Voce del Prato” (2020)
acrilici e segni a matita su stucco su tela cm14,5x21 (tre tele)
E così mi lasci solo
senza una spiegazione,
dopo avermi sussurrato amore.
Mi lasci solo nel silenzio
donato dal dolore
in attesa di una parola
mendicando calore.
🎶🎵🎤💪🏻🐦🔥🌟
Un'emozione da poco
(Anna Oxa)
C'è una ragione che cresce in me
E l'incoscienza svanisce
E come un viaggio nella notte, finisce
Dimmi, dimmi, dimmi che senso ha
Dare amore a un uomo senza pietà
Uno che non si è mai sentito finito
Che non ha mai perduto, mai
Per te, per te una canzone
Mai una povera illusione, un pensiero banale
Qualcosa che rimane, invece
Per me, per me, più che normale
Che un'emozione da poco mi faccia stare male
Una parola detta piano basta già
Ed io non vedo più la realtà
Non vedo più a che punto sta
La netta differenza
Fra il più cieco amore e la più stupida pazienza
No, io non vedo più la realtà
Né quanta tenerezza ti dà
La mia incoerenza
Pensare che vivresti benissimo anche senza
C'è una ragione che cresce in me
E una paura che nasce
L'imponderabile confonde la mente
Finché non si pente
E poi, per me più che normale
Che un'emozione da poco mi faccia stare male
Una parola detta piano basta già
Ed io non vedo più la realtà
Non vedo più a che punto sta
La netta differenza fra il più cieco amore
E la più stupida pazienza
No, io non vedo più la realtà
Né quanta tenerezza ti dà
La mia incoerenza
Pensare che vivresti benissimo anche senza
No, io non vedo più la realtà
Pensare che vivresti benissimo anche senza
No, no, io non vedo più la realtà
Né quanta tenerezza ti dà
La mia incoerenza
Pensare che vivresti benissimo anche senza
“Anche oggi cercheremo una breccia. Una parola che ci possa salvare." E. Montale.

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Il Grande Lettore
Quando leggiamo, vi è un altro che pensa per noi: noi ripetiamo soltanto il suo processo mentale. Le cose stanno qui come quando lo scolaro che sta imparando a scrivere rifà con la penna le righe tracciate per lui col lapis dal maestro. Di modo che, nel leggere, il lavoro del pensare ci viene tolto per la maggior parte. Questo spiega lo stato di sensibile sollievo che proviamo quando non ci occupiamo più dei nostri pensieri e passiamo alla lettura.
A. Schopenhauer, [Parerga und Paralipomena: kleine philosophische Schriften, 1851] Parerga e paralipomena, Milano, Adelphi, 2007 [a cura di M. Carpitella, trad. di M. Montinari ed E. Amendola Kühn]
Notare che la traduttrice di questo capitolo, il 24° del secondo volume, Eva Oscarovna Kühn Amendola, usa la parola "lapis" e non "matita".
Personale: Quando in classe, al liceo, si sparse la voce che io e la mia compagna di banco avevamo letto Schopenhauer, la prof. di Filosofia, al suo primo incarico di supplenza annuale, ci guardò con profondissimo rispetto. Non abbiamo mai saputo chi fosse stato a inventarsi la notizia: sicuramente fu uno scherzo che lei, forse perché insicura di sé, non aveva capito; a Storia e Filosofia vivemmo tutto l'anno di rendita…
“Apricity” nuova parola preferita
♠️_Osserva con un sorriso che denota controllo e attesa. La tua devozione è chiara. Non cerco promesse, solo la silenziosa conferma del tuo desiderio di servire. Che la tua obbedienza sia la tua offerta e il mio piacere la tua ricompensa. Uno scintillio nei suoi occhi accompagna le sue parole, portando con sé la tacita promessa di reciproca soddisfazione, dove ogni atto di sottomissione trova eco nel piacere sperimentato.🖤🌹
©️Licaonia Lupe