♠️_Cogliere con uno sguardo un’immagine del mondo è arte. Ma quante cose entrano in un occhio!
Pranzo 🖤🌹
Karl Kraus

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"Continuerai a soffrire se reagisci emotivamente a tutto ciò che ti viene detto.
II vero potere sta nel restare indietro e osservare tutto con logica. Se le parole ti controllano, significa che chiunque può controllarti.
Respira e lascia che le cose passino."
— Bruce Lee
Pensavo di stare solo osservando il panorama. Poi ho scoperto che stavo già scegliendo un posto dove sedermi.
Il salotto di quel caffè in centro sembrava una zona franca, ma l’aria era così carica di elettricità che le tazzine rischiavano di incrinarsi. Elena e Sofia erano sedute allo stesso tavolo. Ridevano.Fino a sei mesi prima, se Elena avesse visto Sofia per strada, avrebbe cambiato marciapiede solo per non respirare la sua stessa aria. Si erano scambiate insulti che avrebbero fatto arrossire un pirata, avevano usato amiche comuni come informatrici e avevano cercato, a turno, di trascinarmi nel loro fango. "Non crederai a quello che ha fatto Elena...", mi sussurrava Sofia. "Non fidarti di lei, è una vipera", ribatteva Elena il giorno dopo.E ora? Ora eccole lì.«Cara, ma quel colore ti sta divinamente!» trillò Elena, sfiorando il braccio di Sofia con una confidenza che pareva studiata a tavolino. Sofia ricambiò con un sorriso che non arrivava agli occhi: «Detto da te, che hai un gusto impeccabile, è un onore».Io le guardavo dal tavolino accanto, invisibile dietro il mio libro.
Sembravano due attrici che recitavano un copione di cui avevano perso le ultime pagine. Non c’era calore in quel tavolo, solo una cortesia chirurgica.Ogni complimento era un colpo di sonda. Ogni risata, un modo per vedere se l'altra abbassava la guardia. Era una tregua armata: si erano unite perché restare nemiche era diventato troppo faticoso o, peggio, perché avevano capito che restando vicine potevano sorvegliare ogni sospiro dell’altra.L’ipocrisia colava come melassa, densa e nauseante. Non c’era pace, solo una strategia: si erano unite per spiarsi da vicino, convinte che il miglior modo per affondare il coltello fosse trovarsi a distanza di un abbraccio. La loro "amicizia" non era altro che cattiveria travestita da perdono, un patto di sangue tra vipere che aspettano solo di vedere chi morderà per prima.Mentre pagavano il conto, scambiandosi un bacio sulla guancia che sapeva di formalina, Elena mi lanciò un’occhiata. Un secondo soltanto. In quello sguardo non c’era pace, ma l’invito silenzioso a non interferire nel loro nuovo, pericolosissimo gioco.Uscirono a braccetto, ma non potei fare a meno di notare che entrambe tenevano la borsa ben stretta dal lato opposto all'altra. Non erano amiche; erano solo due spie che avevano deciso di condividere lo stesso quartier generale.È solo questione di tempo: la prima che si volterà per un istante sentirà il morso del veleno dell'altra, ancora più letale perché servito con un bacio.
- foto 📷 Altphotos_pl
La mia più grande condanna sarà sempre l’estrema attenzione ai dettagli.

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Ai fissatori.
Io non sono una di quelle che se la fissi si sente contenta e lusingata. Io se tu mi fissi penso solo che sei un cretino. Quando uno sguardo diventa invadenza l’unica cosa che penso è che non sei capace di stare al mondo senza occupare lo spazio a spese degli altri.
Non sono un televisore, né una vetrina, evitate pure la replica che le cose belle o le cose strane si guardano, perché significa che non distinguete nemmeno la differenza tra osservare e fissare.
Non so se il problema sia dovuto a un caos energetico a cui si risponde come ai bambini delle elementari, ma in ogni caso a molte donne lì fuori certi comportamenti fanno schifo… E non è per tirarsela che quando portate avanti certi atteggiamenti non vi si filano di striscio: vi state semplicemente auto etichettando come invadenti, inconcludenti, ineducati e anche parecchio coglioni.
✍️❄️☃️☕️🔥😍
Prima neve
La neve scende senza fretta,
come un sussurro che attecchisce nell’anima.
Ogni fiocco è una pausa concessa al mondo,
un silenzio che si posa
e trasforma il rumore in attesa.
I tetti, i rami, le strade stanche
si lasciano coprire,
diventano più semplici, più veri,
quasi sacri sotto questo velo bianco
che non giudica, ma accoglie.
Guardo, e nel guardare imparo:
la bellezza non ha bisogno di correre.
Esiste nella lentezza di ciò che cade
senza sapere dove arriverà,
fidandosi del tempo.
Dentro, il camino respira luce e calore,
il fuoco racconta storie
di pazienza e trasformazione.
Tra le mani, una cioccolata calda
è promessa di conforto,
piccola felicità che basta.
Così è la vita:
a volte neve che ferma,
a volte fuoco che custodisce.
E noi, nel mezzo,
chiamati a restare,
a osservare,
a scaldarci il cuore
mentre il mondo, lentamente,
diventa nuovo.