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Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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Stavo pensando di creare un gruppo Telegram per parlare, a qualcuno andrebbe?😘
Scrivetemi il nick in chat
Non raccontare i tuoi traguardi a tutti..
Le persone non possono rovinare ciò che non sanno.
“Se ti devi spiegare troppo,
ti stai raccontando
alla persona sbagliata.”
— Confucio
Quando gli dico che mi piacciono i discorsi profondi, allora lui mi racconta dei suoi sogni, dei progetti, delle cose che “un giorno”. Ma io volevo sapere cosa lo ha portato oggi ad essere così diffidente, in quale punto ha iniziato a non credere più fino in fondo, cosa pensa delle connessioni tra due persone, se crede nel destino o se pensa che le cose accadano solo per caso, dove ha imparato a trattenere le emozioni, chi gli ha insegnato che mostrarsi vulnerabili è pericoloso, di come si costruiscono muri pur di non sentire più male, di quanto sia difficile fidarsi quando qualcosa conta davvero, dei meccanismi che ci fanno scappare proprio nel momento in cui dovremmo restare, e cosa teme della possibilità di scomparire dalla vita di chi ama

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" Forse oggi, in questi brutti tempi che corrono, bisogna dire che si parla troppo; era quello che pensavamo; e le troppe parole (pro, contro, su questo, su quello) diventano un rumore indistinto e assordante di fondo, che non cessa mai, dove una persona annega: la televisione fatta di chiacchiere, dei conduttori, dei tanti opinionisti, che Dio li maledica, questi chiacchieroni che predicono anche il futuro e non ci prendono mai; le zuffe dei politici, che Dio li maledica altrettanto, questi burattini faziosi chiusi dentro le loro ideologie; i telegiornali continui sugli infiniti canali, come fossimo sempre sull’orlo dell’irreparabile, e i telegiornali fossero bollettini di un disastro perpetuo: il clima, la pandemia, lo scioglimento dei ghiacci, la deforestazione e tutti questi allarmi di moda, che poi passano, come il buco nell’ozono, che sembrava la fine del mondo ma poi è passato e non se ne parla più. E la musica! continua, ossessiva, nei bar, nei ristoranti, in taxi. E poi internet, che è il regno diabolico delle fesserie sotto forma di informazione, ma su cavolate, che intasano la mente, sommergono, rendono tutto importantissimo, sia una guerra che una crema per la depilazione; un massacro di civili o gli inestetismi della cellulite; una strage di terroristi con centinaia di morti o le tette rifatte di una valletta, o, dicevo io, peggio ancora, le ultime parole di lady Diana, che solo a sentirle mi viene da impiccarmi a una trave, no! lady Diana no! tra tutte le idiozie che ci riversano addosso lady Diana è la più debilitante, sconfortante, assieme agli amori dei vip e di tutti i reali vivi od estinti. "
Ermanno Cavazzoni, Storia di un'amicizia, Quodlibet (collana Compagni Extra), 2026¹; pp. 38-39.
Haiku #1303
Ora racconta di parole ferite; falle guarire.
Harland Miller, “The me i never knew”. (2018)
“Quando ti chiedo chi sei, raccontami la musica che hai ascoltato, gli incontri che ti hanno stupito, le occasioni che hai sprecato, i fiumi che hai risalito. Allora saprò chi sei”.
— Fabrizio Caramagna