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Lei diversa da loro Era notte fonda e i suoi occhi si facevano lucidi al solo pensiero di quanto tempo avesse perso gettando lacrime nell’universo. Era sempre stata un po’ diversa, lo aveva capito fin da bambina, e per anni aveva creduto che, una volta cresciuta, avrebbe fatto qualcosa di importante, qualcosa di costruttivo. Ora, invece, osservava in solitudine ciò che era riuscita a realizzare. Meditava in silenzio, con le mani tremanti, perché bastava che si spostasse una sola virgola del suo delirio clandestino affinché tutti si svegliassero nelle vie del paese prima dell’alba. Era nata ad agosto ed era sempre stata molto riservata. Aveva spesso respinto le amicizie, condiviso con gli altri le proprie ossessioni e demolito tutto ciò che rischiava di allontanarla dalla sua natura. Non aveva mai compreso fino in fondo le proprie lune storte, il suo atteggiamento o le paranoie che l’accompagnavano. Non avrebbe saputo spiegare che cosa le fosse accaduto nel corso degli anni. Non aveva mai capito a quale mondo appartenesse davvero e sentiva su di sé una pressione sempre più pesante. Avvertiva una costante sensazione di pericolo, come se il controllo le stesse sfuggendo dalle mani. Si sentiva smarrita in un buio assoluto, tanto interiore quanto esteriore. Non riusciva a trovare la luce. Eppure, nei suoi pensieri esistevano parole che nessuno avrebbe mai potuto sottrarle, perché rappresentavano ciò che stava diventando. La persona in cui si trasformava era una scelta sua; ciò che le spettava, invece, lo pretendeva con determinazione. Ferita, talvolta fragile, ma mai arresa, sapeva che se un giorno fosse arrivata in alto non avrebbe più accettato di scendere. Nel tempo aveva litigato con molti giovani del suo paese. Era convinta che, quando gli altri l’avessero compresa davvero, forse sarebbe stato ormai troppo tardi. Un po’ come era accaduto a lei stessa: fino a qualche anno prima non era minimamente consapevole di ciò che stava per succedere, né di ciò che sarebbe riuscito a cambiare per sempre la sua esistenza. Considerata la sua età, una bambina avrebbe dovuto pensare poco. Lei, invece, aveva sempre pensato troppo, fin dai tempi dell’asilo, almeno per quanto riuscisse a ricordare. Le circostanze della sua vita non le avevano concesso molte alternative. E, a ben vedere, era stata soprattutto la scuola a non offrirle altro che questo, almeno fino al suo ingresso al liceo. Si diceva spesso che fosse importante raccontare le esperienze dolorose solo dopo averle superate, perché erano proprio le parole — quelle che quasi nessuno ascolta davvero — a permettere alle persone di guarire. Per questo motivo aveva deciso di raccontare la sua storia: nel suo piccolo sperava che le sue esperienze e i suoi scritti potessero essere d’aiuto a chiunque, un giorno, si fosse riconosciuto nelle sue stesse ferite. Fino a quel momento non aveva idea che un singolo avvenimento avrebbe spezzato in due la sua vita: tutto ciò che era stata prima e tutto ciò che sarebbe diventata dopo. Lei con le unghie si prende ciò che le manca. Perché lei è una sognatrice, una fortissima segretezza che scrive per far rumore. Lia non si è mai perdonata che tutti sono diversi da lei; questo perché ha sempre pensato che non erano gli altri diversi da lei bensì lei che era diversa da loro.
Versi, the Oracle A series of NPC portraits for my Odyssey campaign. In my game Versi is a male as a reference to Tiresias.
Il salterio
Oh che chiacchiere e cose di poco conto la risacca mi svacca ei sbianca il cancellabile conteremo poi i canti? divenga carne la spiga salterio la cancellata: ci cambia il petto nella respirazione come canna sapere di amore raggiunto tutto nostro tutto nostro.
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Mio nonno diceva
che il sole mangia le ore
mia madre, meglio tardi che mai
mio padre lo si aspettava sempre
mia nonna si alzava spesso tardi.
Io non so quale sia il tempo per ogni cosa
so solo che l’ora
in cui si accendono i lampioni
è il momento che vorrei in ogni dove.
- Anna Toscano
Ma dove ve ne andate, povere foglie gialle, come tante farfalle spensierate? Venite da lontano o da vicino? Da un bosco o da un giardino? E non sentite la malinconia del vento stesso che vi porta via?