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un fuoco, un gesto,unâimpronta,un silenzio..
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@cielo-e-voragine
âA volte, le persone credono di conoscerti. Sanno alcune cose sul tuo conto e le mettono insieme, creando un ritratto che a loro appare sensato. E se tu non conosci te stessa molto bene, rischi persino di credere che abbiano ragione loro. Ma la veritĂ ĂŠ che quella non sei tu. Non lo sei affatto.â
â Leila Sales
Resta con me fino allâultima canzone
I trascendentalisti distinguono tra lâintelletto logico, che analizza i fenomeni materiali, e la Ragione in senso trascendentale, intesa come facoltĂ intuitiva superiore capace di cogliere lâassoluto.
Giacomo Leopardi opera una distinzione che può apparire analoga, soprattutto nello Zibaldone. Per lui, la ragione meccanica (o âragione strettaâ) è la facoltĂ logico-analitica che seziona la realtĂ , distrugge le âamene illusioniâ e conduce allââarido veroâ, ossia alla consapevolezza del nulla e dellâinfelicitĂ umana.
Leopardi sostiene che le grandi scoperte e la vera conoscenza non derivino da questo calcolo freddo, ma da unâaltra facoltĂ : lâimmaginazione, unita al sentire. Solo chi possiede una forte capacitĂ immaginativa e una profonda sensibilitĂ può infatti giungere a quelle intuizioni originarie che precedono e rendono possibile la successiva dimostrazione logica.
Secondo Leopardi, il vero genio - come Newton o Galileo - non è un mero calcolatore, ma un individuo dotato di entusiasmo e di una forza creativa che gli consente di scorgere connessioni lĂ dove la ragione meccanica vede soltanto dati isolati. Sebbene la ragione sia necessaria per confermare la veritĂ , senza lâimpulso vitale del sentimento e dellâimmaginazione lâuomo resterebbe in uno stato di paralisi intellettuale e spirituale.
Per Leopardi, dunque, la ragione, se isolata, è distruttiva; solo lâunione tra la profonditĂ del sentire e il rigore dellâanalisi permette di accostarsi alla complessitĂ dellâesistenza.
Lâindagine razionale cosĂŹ come è concepita da Leopardi non tocca mai il trascendente, ma resta sempre circoscritta ai meccanismi della natura, intesa come ente impersonale e privo di finalitĂ . Da qui nasce la necessitĂ di affiancare allâintelletto logico-razionale unâaltra facoltĂ , il sentire, capace di restituire profonditĂ e vitalitĂ allâesperienza umana.
La Ragione dei trascendentalisti, invece, non richiede unâintegrazione tra logica e sentimento, poichĂŠ si configura come unâunitĂ originaria: essa è espressione della persona divina e rappresenta una facoltĂ alla quale lâintelletto umano può in qualche misura attingere. In questo senso, la Ragione trascendentalista è giĂ sintesi, mentre in Leopardi la sintesi resta sempre incompiuta.
A mio parere, Leopardi ha vissuto entro un limen storico e culturale che non gli ha consentito di trovare uno sbocco compiuto, oltre lo scetticismo espresso attraverso il dubbio, per la propria filosofia. Se la sua breve esistenza si fosse prolungata, è plausibile che sarebbe entrato in contatto con nuovi stimoli filosofici capaci di sviluppare ulteriormente il suo concetto di sentire, rafforzandone il primato - da lui stesso riconosciuto - sulla fredda ragione analitica.
âFa che sia il tuo cuore a scegliere la meta, la ragione a cercare la vita." Proverbio indiano

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Scegli bene le tue battaglie.
Dicono che âdiscutere con certe persone sia come giocare a scacchi con un piccione: puoi essere anche il campione del mondo, ma il piccione farĂ cadere tutti i pezzi, sporcherĂ la scacchiera e poi se ne andrĂ camminando impettito, come se avesse vinto luiâ.
Di piccioni in giro ce ne sono parecchi: spesso si comportano cosÏ per limiti di analisi, cattiveria o ottusità mentale. Non spetta nÊ a me nÊ a te cercare di convincerli: è semplicemente impossibile.
In questi anni ho capito che non puoi batterli. Loro vincono e basta.
Non esistono argomenti, dati o suggestioni in grado di farli ragionare.
Lâunica cosa sensata da fare, dopo un primo tentativo in cui ti rendi conto che hai davanti un piccione, è allontanarti e metterti il cuore in pace.
Non si vince mai contro un piccione.
Scegli bene le tue battaglie: a volte la tua pace vale piĂš dellâavere ragione.
(Edoardo De Blasio)
âA questo servivano i libri, a sfogliare le storie infinite che uomini del mondo raccontavano ad altri uomini dello stesso mondo perchĂŠ ognuno riconquistasse la propria vita con la ragione o con la forza dei giusti sentimenti.â
â Remo Rapino, âDi nome faceva Arturoâ.
" Preferisco le trasformazioni circoscritte che possono aver avuto luogo da ventâanni a questa parte in alcuni ambiti che concernono i nostri modi dâessere e di pensare, le relazioni dâautoritĂ , i rapporti tra i sessi, il modo in cui percepiamo la follia o la malattia; preferisco queste trasformazioni, anche parziali, che sono state fatte correlando lâanalisi storica e lâatteggiamento pratico, alle promesse dellâuomo nuovo ripetute dai peggiori sistemi politici nel corso del XX secolo. Caratterizzerò dunque lâÎľÎ¸ÎżĎ filosofico proprio dellâontologia critica di noi stessi come una prova storico-pratica dei limiti che possiamo superare, e quindi come un lavoro di noi stessi su noi stessi in quanto esseri liberi. "
Immanuel Kant, Michel Foucault, Che cos'è l'illuminismo?, Mimesis Edizioni (Minima/Volti n° 28, collana diretta da Pierre Dalla Vigna e Luca Taddio), 2012.