“Il mondo non mi par fatto per me.”
Giacomo Leopardi, Lettera al fratello Carlo.
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Germany

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from South Korea
seen from Latvia
seen from Japan

seen from Australia

seen from United States
seen from United Kingdom

seen from United States

seen from United Kingdom
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom

seen from China
seen from United States
“Il mondo non mi par fatto per me.”
Giacomo Leopardi, Lettera al fratello Carlo.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Non ti sazi mai.
Mi cerchi e mi trovi quando nessuno più ha qualcosa da darti, quando ho finalmente qualcosa per nutrire me stessa tu corri e te la prendi.
Non ti è bastata la mia mia infanzia, né la mia giovinezza vero? Vuoi prenderti tutti i miei giorni e tutti i miei sorrisi. Ti prendi la mia gioia quando finalmente io lotto da sola per ottenerla, ti prendi la mia sicurezza quando finalmente me la impongo come standart di vita, ti prendi le mie parole quando finalmente trovo da sola il coraggio di sbagliare davanti a tutti. Non ti stanchi mai, non ti sazi mai, non sei mai felice e cerchi da mangiare dentro di me anche quando sei troppo stanca per entrare da sola nella mia testa, allora ti riduci a mandare qualcun'altro a prenderti uno spuntino.
O insaziata inadeguatezza, sei una sanguisuga dello spirito, sei il male di cui parlano nei testi sacri, ti chiamerò Shejtan perché sei l'incubo di tutti, ti sfami sempre con i più gioiosi, con i più attenti e premurosi, con quelli che sai benissimo riuscirebbero a cancellare la tua esistenza dalla vita degli altri. Sbagli sempre, mangi un po' male, mangi fortuna che non è tua, cibo che non fa e non è per te, cibo che per quanto provi a rubare rimarrà inchiodato sulla mia tavola imbandita, c'è del marcio tra tutta questa fortuna, ma presto arriverà l'ora per me di alzarmi e di ripulire, lascerò qui sopra solo ciò che tu desideri così tanto e ti farò guardare affamata senza concederti nemmeno un avanzo, sarà la cosa più giusta che riuscirò a fare con le mie forze. Ti sei presa tutto ormai, prenditi finché puoi, altre delle mie persone, delle mie cose, delle mie opportunità, io un giorno quando sarai di nuovo alle mie calcagna pronta a sbranarmi, ti lascerò mordere l'aria.
Io SONO fortunata e il SONO felice e seppure sono inadeguata, ti farò morire di fame.
Ho conosciuto la vecchiaia da bambina. […] Si crede di potersi caricare sulle spalle e sulla schiena il mistero della sofferenza altrui e di poterlo trasportare altrove, in un luogo separato e nascosto dove si dissolverà. Si diventa così molto vecchi. Il corpo resta bambino, ma i pensieri, le preoccupazioni, le visioni rapiscono la mente e un senso di grande pesantezza e inadeguatezza ci accompagna un po’ dovunque, e ci si sente molto soli e si contempla da lontano la leggerezza degli altri senza poter partecipare.
Chandra Livia Candiani
09/04
Non sarei dovuta essere qui, e invece ci sono - sempre più logorata, sempre più inerte, sempre più consapevole del fatto che la mia esistenza, molto spesso, si riduce a quei pochi sprazzi di luce che arrivano nei momenti in cui vorrei solo chiudere le persiane e abbandonarmi al buio. Ogni anno c’è questo rituale per cui mi ricordo inesorabilmente della distanza più cupa e della lontananza più accecante che vivo. Anche quando volete raggiungermi, io non ci sono - non ci sarei mai dovuta essere. Come posso conciliare l’esistenza forzata con la gioia di esperirla? Come faccio a non fissarmi sul pensiero che la mia sagoma vuota vaga e non sa mai dove potersi fermare? Posso parlare, posso scrivere, posso cercare tutti i modi più immediati e semplici per aprire il mio viso al sole e lasciarlo scorrere sulle mie guance. Ma tutto brucia e ogni movimento è una sorda fitta che mi trapassa da parte a parte. Credevo che i fantasmi fossero intoccabili - eterei come fluttuazioni opache che il mondo non riesce a tangere - e, invece, eccomi di nuovo qua: ogni lancia scagliata, ogni parola fuori posto, ogni vortice di pensieri mi causa lacrime, scheggiature e lamenti. Quando i gesti non combaciano le dita si chiudono e colpiscono dove vedono traballare. Oggi è il mio compleanno - altri giorni di nulla, altri momenti di assenza, altro tempo perduto nel cercare di essere ciò che non sarei dovuta essere mai. Quest’anno fa particolarmente male vedermi con i miei occhi, perché le mie pupille sono le stesse che concepivano il futuro come la più grande via di fuga. Non ho il coraggio di abbassare le palpebre di chi mi pensava come la più grande realizzazione di sé. Ma non sarei mai dovuta essere qui: la speranza è il più grande degli inganni. Ciò che mi rimane è solo la sconcertante accettazione che un posto non l’ho e mai l’avrò
Nessuno conosce la fatica o il disagio che una persona può provare nell'interagire con gli altri.
Nessuno conosce l'ansia che una persona può provare nel trovarsi in luoghi lontani dalla propria comfort zone.
Nessuno conosce le paure che una persona può provare semplicemente nell'esporsi.
Nessuno conosce cosa c'è dietro l'atteggiamento di una persona, nessuno conosce le ragioni che la spingono ad essere così complessa.
È più semplice giudicare, invece bisognerebbe iniziare a capire che ognuno è fatto a modo proprio, e che la timidezza ci sta stretta, ma non l'abbiamo scelta noi, ci appartiene.
Le persone timide si sentono sempre fuori luogo, mai all'altezza, diverse, limitate in tutto.
Ma spesso dietro la timidezza si nasconde un mostro più grande, un'ansia sociale che non può essere compresa, se non è vissuta.
Quindi, siate gentili, sempre.
-Il diario di Coraline🌙

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
“Ti diranno che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna.
Spesso è vero.
Quel che non ti diranno è che quest'immagine contiene già l'idea di cui cercheranno di convincerti per il resto della vita: che il tuo compito di uomo sia quello di stare sempre davanti.
Non ti diranno che esistono anche uomini, grandi o piccoli che siano, che coltivano la vocazione dello stare accanto, o quella di scomparire, o altri che di donne non ne hanno mai avute e, forse, mai ne avranno. Non ti diranno che, pure dietro un grande uomo, non c'è che una vita con il suo repertorio di inadeguatezze, di dolori, di inciampi e cadute. Di solitudini e incomprensioni, di giudizi taglienti, di immaginari disattesi e aspettative mal riposte. Figuriamoci dietro un uomo piccolo e ordinario. Figuriamoci dietro uno come me. A volte dietro un uomo non c'è che un'ombra, tutto ciò che avrebbe voluto o potuto essere, e invece. Ci sono scie di rimpianti, una manciata di rimorsi, la sensazione di avere compromesso ogni cosa, di avere mancato il tempismo, di essere stato l'uomo giusto nel momento sbagliato o quello peggiore nel momento perfetto. Di avere deluso una donna o un uomo, un figlio o un genitore oppure sé stesso, continuando a ignorare quale fra queste sia la cosa davvero imperdonabile.
Quello che soprattutto non ti diranno è che a volte vinci proprio quando perdi.
Non ti diranno che ci addestrano alle vette, mentre ci sono vallate meravigliose. Ti sentirai forzato alla retorica della sfida, al culto dell'efficienza, al continuo e inappagato desiderio di un altrove, come se la vita stesse sempre da un'altra parte e mai qui, accanto a te. A vincere il mondo anzichè imparare a camminarci dentro. A sognare il cielo piuttosto che perderti in un filo d'erba.”
— Matteo Bussola, "Un buon posto in cui fermarsi".
Sta cadendo tutto, la pioggia in primis
E subito dopo le emozioni, una dopo l'altra come un donimo.
La determinazione, le certezze, si posano a terra con delicatezza, senza far rumore, coperte dal casino delle vite che scorrono.
Vado con loro, cerco di prendere la loro stessa delicatezza. Cerco di non farlo sentire, attirare le attenzioni di tutti non è mai stato un mio bisogno. Eppure una volta a terra mi chiedo se non sarebbe stato meglio far sentire il suono cupo e sordo della mia vita che si abbatteva.
Forse, semplicemente, non sono fatta per questo mondo.
Ho sempre il terrore che chi amo mi abbandoni, ma alla fine sono sempre io che me ne vado.
Il problema sono io. Sono io e nessun altro.