Buongiorno a tutti, ho pubblicato il terzo capitolo... Buona lettura 💫
Questa storia parla di ciò che ereditiamo senza saperlo. Di ricordi incompleti, cieli troppo affollati per essere vuoti e verità che preferi
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Buongiorno a tutti, ho pubblicato il terzo capitolo... Buona lettura 💫
Questa storia parla di ciò che ereditiamo senza saperlo. Di ricordi incompleti, cieli troppo affollati per essere vuoti e verità che preferi

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♠️_La felicità è reale solo quand’è condivisa.
🖤🌹
©️Licaonia Lupe
Sai perché le persone comunicano? Perché fanno video, propongono idee, portano esperienze, scrivono, condividono quotidianità?
Perché cercano affinità.
Perché siamo inconsciamente guidati dal desiderio di sentirci in sintonia con gli altri, di confrontarci sugli stessi valori, di sollevarci dalle stesse problematiche, di riconoscerci simili... di parlare la stessa lingua, di "costruire" società come prolungamenti della nostra essenza.
Esprimiamo pezzi di esperienza che cerca, che vuole risposte, che esplora risorse, che si specchia nell'altro per capire se stessa.
Lascia stare per un momento il tipo di contenuti e le modalità della maggioranza distorta, lascia perdere per un momento la vanità dei deviati, l'arrivismo degli egoici, ci sono tantissime persone che mandano nell'Etere qualcosa di Superiore.
E più sei vicino al tuo Scopo, più hai l'istinto di avvicinarti agli altri. Più vuoi creare umanità vera.
La comunicazione non è altro che l'espressione del proprio nucleo di appartenenza dentro un Sistema di (auto) selezione.
Bresh · Album · 2025 · 16 songs
“Mio padre ha provato a insegnarmi la libertà, mia madre ad usarla senza invadere quella degli altri, così da piccolo, come un alchimista, ho mescolato l'immaginazione agli istinti e da lì ho creato i miei sogni. Nessuno è indispensabile e chi non lo capisce rischia di cadere. Ma è vero anche che tutti meritano una propria dimensione, così ho costruito un pianeta tutto mio, da modellare a mia immagine e somiglianza. E ho iniziato a correrci sopra per metterlo in funzione e a farlo girare come un rullo gira sotto i piedi dell'equilibrista, fino a vederlo fluttuare in aria, come quando il palloncino si allontana dalla mano di un bimbo. C'è il vento per riflettere, la pianura per scappare, il sole per sorridere e i lampi per combattere, gli animali, gli alieni, i fratelli e gli amici, tutto sotto controllo. Prima o poi però, sulla terra, bisogna tornare, a costo di cadere. Sceglierò, anche lì, un luogo dove posso illudermi di essere libero, condividendo la solitudine in compagnia, nel mio mare preferito”.
― Bresh
Confidarsi con qualcuno significa fidarsi davvero. Non è scontato, perché va oltre il semplice raccontare emozioni o momenti della vita. È essere compresi, accolti senza critiche, non solo ascoltati come davanti a un giudice. È parlare in modo naturale, anche se fuori sembri sereno mentre dentro regna un caos emotivo, un groviglio di sentimenti contrastanti. Come lo scontro tra due galassie, che genera miscele gassose, ovvero ansia. Quella che ti gonfia. È sentirsi capito, tanto da provare l'ebrezza di non essere incapace, quando chi ti ascolta ti guarda con una comprensione che supera le parole. Con un sorriso che riscalda, una mano che asciuga le lacrime accarezzandoti le guance. È dire "ho bisogno di aiuto" senza parole, perché l'aiuto arriva prima ancora di chiederlo. È lì, presente. Confidarsi, sì, ma solo se le parole diventano due flussi, come se fossero due fiumi impetuosi, ma che si annullano a vicenda, creando pace e una condivisione equilibrata. Ascoltare, parlare, comprendere, accogliere, capire ed essere trasparenti come meduse. Senza filtri, senza fingere di stare bene. Confidarsi e chiudere con un abbraccio stretto, come a dire: facciamolo ancora, sono stato davvero bene. Chiedere, ascoltare una versione diversa dalla tua, che non avevi considerato ma che ti apre la mente. Il cuore e l'anima respirano meglio. Non farlo è come infilare cose in una valigia sotto il letto, con la vana promessa di riordinarla un giorno. Senza che accada mai. Così la polvere si accumula sulla valigia, e le emozioni si insabbiano nella routine. Una vita che non ascolta, con cui non puoi confidarti.
Confidarsi: Con (qualcuno) - fidarsi.

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Non ho mai avuto paura di amare. È sempre stata la mia direzione naturale, come se dentro di me abitasse una missione silenziosa: credere che l’amore potesse davvero salvare, che fosse la forza che muove ogni cosa, la legge segreta che regge il mondo.Per anni ho vissuto così, senza misura, senza esitazioni.
Donavo amore come se ne avessi una riserva inesauribile, come se camminassi con una cassa piena e ogni incontro fosse un’occasione per distribuirne ancora un po’. Era spontaneo, quasi inevitabile, e non mi sono mai chiesta se stavo dando troppo, o se stavo dimenticando qualcosa di me per strada.
Poi, lentamente, ho capito che l’amore non è solo questo slancio luminoso.Ho scoperto che esiste un lato diverso, più profondo, più crudele in un certo senso. L’amore è anche quella forza che ti squarcia il petto, che ti fa tremare, che ti costringe a guardare proprio la parte più brutta di te. Quella che non mostri mai, che nascondi persino a te stessa.
L’amore ti apre, sì, ma non solo verso l’altro: ti rovescia dentro, ti mette davanti alle crepe che speravi di aver ricoperto, alle paure che non volevi nominare.Ed è lì che capisci che amare non è soltanto donare.È anche esporsi, perdere l’equilibrio, rischiare di cadere. È accettare che la luce che offri agli altri possa illuminare anche le tue ombre.
Agosto è arrivato. Aspettavo le ferie con trepidazione, ho sperato con tutta me stessa che tu mi sorprendessi, ma anche questa volta hai disatteso le mie speranze. È stato un anno difficile, complicato, intenso, incalzante, stressante e... lo sai. Abbiamo vissuto da estranei, prima avrei detto coinquilini, ma ecco credo che il termine esatto sia estranei. No conoscenti, estranei! Hai notato l'impegno e il sacrificio che ho profuso tra lavoro e formazione? No, nulla vedi, nulla ti tocca. Non importa che io esca alle 7 del mattino e torni alle 21 ogni giorno e mi sposti tra due città... nulla ti importa. Mi aspettavo un riconoscimento, sì un riconoscimento perlomeno per i benefici futuri che, spero arriveranno e, ovviamente ricadranno sulla nostra famiglia e, invece no, ho ricevuto silenzio. È vero è stata una mia scelta intraprendere un nuovo percorso lavorativo e mi assumo l'onere che ne è conseguito, ma a volte un incoraggiamento serve anche a me. Sentirsi amati è il balsamo che allevia la stanchezza e rinfranca lo spirito. Io mi sento arida, avvizzita. È vero ho raggiunto pienamente il mio obiettivo, ma a che serve se non posso gioirne con chi mi ama? Mi ami? La nostra famiglia... mi chiedo: siamo ancora una famiglia? Se non ci si saluta, se non ci si occupa e preoccupa per l'altro, se non si condivide più lo stesso letto si può ancora parlare di famiglia? Non lo so più davvero. Mi sento sola ora più che mai. Le ferie dovrebbero essere il tempo da dedicare ai propri cari, a noi e invece tu mi ignori. Stai progettando le tue vacanze senza considerare i miei bisogni, i miei sentimenti. Non mi hai nemmeno chiesto come volessi passare il mio tempo di riposo. Hai deciso senza chiedere, come sempre. Ho sempre ceduto, ma questa volta non lo farò. Se vuoi andare, vai... Imparerò, non so quanto tempo ci vorrà, ma imparerò: l'amore non esiste. Tuttavia, perché ho sempre questo peso sul cuore? Perché non rido più? Mi manchi, ma non so più se sarò in grado di perdonarti, se mai ti interessasse, ma, soprattutto, non so se sarò in grado di perdonare me stessa per averti permesso di rubarmi l'allegria.