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“Il mondo non mi par fatto per me.”
Giacomo Leopardi, Lettera al fratello Carlo.
Il mio giardino è verde.. Questo è tutto ciò che so.. Non so se il tuo è più verde.. Perché il mio è abbastanza per me.. Spero che il tuo sia abbastanza anche per te.
chissà se capirò mai cosa intendono di preciso per 'frequentazione'.. cioè, capisco che voglia dire vedersi con qualcuno allo scopo di conoscersi, quello che non capisco è come sia normale pensare di poterlo fare con 2,3 o più persone a giro... a me passerebbe la voglia, come dovrebbe passare a un ipotetica lei se fossi io a farlo, e anche se ancora non si è quasi niente, come inizio dice già quasi tutto.. se è così che funziona oggi, sto bene cosà

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Mi è stato diagnosticato un tumore. Al momento non risulta maligno, ma la massa è tutt’altro che trascurabile. Sono andata ai controlli da sola, in bus. Le amiche che sapevano il motivo della visita non mi hanno chiamata, si sono limitate a un messaggio frettoloso, scritto in pochi secondi. Mi chiedo: è egoista ritenere questo atteggiamento superficiale? Mi viene risposto spesso che esigo troppo. Eppure, non credo di chiedere molto—chiedo il vero. Una chiamata, anche solo per pochi minuti, può fare la differenza. Dal mio lato, quando loro stavano male, ho fatto ben più che chiamare: ho scritto lettere a mano, spedito piccoli doni, cercato in ogni gesto di offrire presenza, non per obbligo ma per affetto. Non si tratta di soldi, ma di cuore.
Comunque sia, ora ho un tumore. E in questi giorni mi attraversa una fredda certezza: se dovessi morire, nessuno verrebbe al mio funerale. Ho vissuto gran parte della mia vita nell’ombra: quella di mia sorella, quella di mia madre, a cui ho fatto da madre io. Sono stata la figlia modello, quella che reggeva il mondo mentre nessuno le chiedeva se fosse stanca, fin quando non lo sono stata più. Ho sacrificato tanto, per senso del dovere. Per amore. Ma ora capisco che non era affatto dovuto, e non sempre ricambiato.
Non è la solitudine dell’operazione imminente a spaventarmi. Ciò che mi pesa davvero è la consapevolezza che, troppo a lungo, ho creduto che dare fosse sufficiente per essere vista. Scrivo qui, perché a casa non ho mai avuto uno spazio davvero mio. Né fisico, né emotivo. La privacy smantellata dalla smania di mia madre. Qualcosa dentro di me si muove. E' ora di smettere di sacrificarmi. E' tempo di investire le mie energie in me stessa. E se questa operazione sarà l’occasione per farlo, allora che venga pure, qualunque sarà l'esito. Sono pronta a mandare a fanculo un po' di gente. È tempo di tornare a me.
"Dicono che il mondo è di chi si alza presto… balle!!!!!
Il mondo è di chi è felice di alzarsi…"
( Monica Vitti )