> -----Messaggio originale-----
> Inviato: giovedì 13/01/2022 18:07
> Abbiamo sempre parlato tanto io e te, tanto e di tutto. Di noi soprattutto. Sappiamo molto l’uno dell’altra. Ci sono ancora tante cose che non ci siamo detti, sono sepolte tra i ricordi, non vengono fuori perché non sono importanti o perché sono solo nostre. Ci siamo fatti mille domande, dati altrettante risposte, alcune ci hanno ferito, altre ci hanno fatte ridere, alcune piangere ma tutte ci hanno portato a delle consapevolezze, a conoscere i nostri limiti, i nostri pensieri più profondi, a rispettarci. Mi piace parlare con te. Mi piace la tua voce mentre lo fai, come mi guardi, come mi tieni la mano quando sai che le tue parole potrebbero graffiarmi, diciamo così, come le scegli per farmi capire e non creare equivoci. È importante per me che tu sia così accorto nei miei confronti, non mi fa sentire stupida quando mi domandi ‘hai capito?’. Mi fa tenerezza la dolcezza che vedo nei tuoi occhi di solito così freddi. Voglio sapere ancora molto da te. Voglio che mi parli di ogni donna di cui sei stato innamorato. Dimmi perché le hai amate (ora sono pronta!), poi dimmi perché le hai lasciate. Parlami di un giorno della tua vita che non pensavi di vivere. Dimmi cosa significa per te la parola “casa”. Voglio sapere la prima volta che hai sentito il peso della cattiveria e se quel giorno ti fa ancora male. Preferisci saltare nelle pozzanghere o buttarti sulla neve? E se dovessi costruire un pupazzo di neve, strapperesti due rami da un albero per fargli le braccia? O lasceresti il pupazzo senza per non far del male all’albero? Dormiresti accanto ad una tua amica se fosse triste, anche se fa arrabbiare me? Pensi che la rabbia sia un’emozione sincera o semplicemente il timido movimento di un cuore fragile che cerca di sconfiggere il dolore? Voglio sapere se stai sveglio la notte a ricordare quando mi hai parlato per la prima volta? Voglio che tu mi dica tutti i modi in cui sei stato scortese. Dimmi tutti i modi in cui sei stato crudele. Voglio sapere quanta parte della tua vita trascorri a dare. E se ti ami abbastanza da ricevere anche. Voglio sapere se sanguini attraverso le ferite degli altri…
Il giorno 13/gen/2022, alle ore 00:15,
> Ragazzina, Ragazzina sai che non perdo tempo a dare spiegazioni, soprattutto se mi riguardano. Non con te. Con te mi prendo tutto il tempo necessario per raccontarmi, per farmi ascoltare, per spiegare non perché tu sia stupida (sei fin troppo arguta per i miei gusti), ho bisogno che tu capisca quello che ho da dirti e quanto sei importante. Voglio che tu sappia tutto quello che vuoi sapere, mi sono messo a nudo con te anima e corpo. Devo e voglio essere un libro aperto per quella tua testolina macchinosa, per il tuo cuore innamorato. Inoltre, penso sia un privilegio avere qualcuno con cui confrontarmi e confidarmi, qualcuno di cui ci si fidi e sono fortunato che sia tu. È bello parlare con te, guardare le tue espressioni, aspettare una tua parola di conforto o di presa in giro, il tuo sorriso triste o allegro, comunque, un sorriso per me ed è anche per questo che continuerò a rispondere ad ogni tua domanda ma soprattutto perché finché avrò qualcosa da svelarti vuol dire che noi due abbiamo ancora tanto da dirci e non trovi anche tu che sia meraviglioso dopo tanti anni avere ancora cose da rivelarsi?
Sono e sono stato innamorato solo di te, non ricordo un’altra persona che mi abbia fatto battere il cuore in modo così intenso. Penso di aver amato altre donne ma non come amo te. Ho scoperto con te cosa vuol dire amare. Le ho lasciate per noia, per esasperazione ma credo mi abbiano lasciato loro quando hanno capito che non potevo dargli amore.
Non ho mai sentito il peso della cattiveria e sai che non mi guardo indietro, se qualcuno mi ha fatto del male sono andato oltre.
Il giorno della mia vita che non pensavo di vivere… quando sei andata via da me. Non immaginavo che una dolce ragazzina potesse farmi così male.
“Casa” sei tu amore mio, sei dove voglio tornare in ogni momento.
No, non dormirei con un’amica, le starei vicino certo, ma non dormirei con lei e non perché tu ti arrabbieresti ma non è nella mia indole. E poi so che tu non ti arrabbieresti se questa fosse un’amica vera. Io si mi incazzo se dormi con i tuoi amici!
La rabbia è un’emozione sicuramente. La rabbia che mi hai provocato tu erano stilettate profonde e dolorose, per paura di perderti, di ferirti, non certo timidi movimenti del cuore. Piuttosto una pressa sul cuore, la perdita della ragione, cercare di trovare soluzioni senza trovarle, paura di non riuscire a darti ciò che meriti. La rabbia è paura di non riuscire a sconfiggere il dolore.
Certo che sto sveglio la notte a ricordarmi di quando ti ho parlato la prima volta, spero di non dimenticarmi mai la tua espressione che diceva “Ma quanto odioso è questo?”. Quanto eri bella quel giorno!
No, amore mio non sanguino per le ferite degli altri, non sono così empatico. Possono contare su di me, farò tutto il possibile per aiutarli ma non so condividere la sofferenza altrui. Condivido la sofferenza della mia famiglia, la tua che mi annienta ogni volta.
Mi accusi di essere scortese con chi ti manca di rispetto, non credo di esserlo, potrei essere un pochino più diplomatico ma non me ne frega un cazzo di trattar bene chi non lo merita.
Non sono mai stato crudele, stronzo sicuro!
È tutto dare e avere nella vita. Dici sempre che ho dato tanto, non so se sia così ma ho comunque ricevuto altrettanto e va bene così.
Buttarmi sulla neve decisamente.
In terrazza c’è quel che resta del pupazzo di neve che hai fatto quanto è nevicato. È senza braccia. Tu non spezzeresti mai rami agli alberi per non fargli del male. Come non hai messo la carota per fare il naso: ‘Che senso ha far congelare una carota quando possiamo usare un sasso e fargli il naso a patata, invece che lungo?’. Non entro nel merito del tuo ragionamento, a me basta vederti sorridere, felice pure per sciocchezze come queste, lungi da me contraddirti. E poi guardo questo pupazzo mezzo sciolto con una vecchia coperta sulle spalle (“Così non prende freddo" parole tue, un pupazzo di neve che sta su per il freddo che non deve prendere freddo!!), il naso quasi caduto, il capello che gli copre un occhio e sorrido e vorrei che fossi qui e noteresti come quell’albero piange per te perché il pupazzo di neve non ha braccia per abbracciarti ogni volta che lo baci sulla guancia. No, amore mio non spezzerei i rami ad un albero, raccoglierei quelli a terra. E invece sai cosa? Nemmeno quelli niente braccia per il tuo pupazzo nessuno deve abbracciare la mia ragazza, solo io. A domani Ragazzina.