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♠️_Essere veramente autentici è un viaggio.
Non si tratta di raggiungere la perfezione,ma di avere il coraggio di essere completi, anche quando si è imperfetti.
Le vere connessioni non nascono dalle maschere,ma dalla vibrazione dell'anima riconosciuta in un'altra anima.
Forse questo significa perdere molte persone lungo il cammino,ma significa anche che quelle che rimangono... sono veramente tue...🖤🌹
©️Licaonia Lupe
In questo Sistema ogni persona si incarna in un Programma che gli permette di "vivere" in una struttura sensoriale.
Tale programma è come un codice dentro cui si "incastra" l'Essenza.
L' estratto di nascita è la struttura del tuo codice di collegamento alla Matrice e di extra collegamento con la Fonte.
Le tante pratiche antiche con cui si leggono le caratteristiche di nascita non sono altro che sistemi di analisi capaci di tradurre un codice. Molte pratiche sono state largamente distorte.
Capire il Programma di nascita significa fare un passo verso la comprensione del proprio Sé. Ovvero della propria Essenza in forma stabile con la scelta dell'esperienza terrena. Il Programma non può essere mutato fino al trapasso (ritengo inoltre che spesso si torni a completare cose irrisolte); anche chi cambia nome in realtà conserva sempre le energie di nascita.
Ignorare il proprio Cammino è la prassi per l'80% degli abitanti di questo Sistema, che sopravvivono abitualmente in frustrazioni varie o profonde, non accorgendosi mai di quale sia l'origine della loro insoddisfazione.
La morale della storia, se ce ne fosse una, sarebbe che qualsiasi vita portata avanti senza avere alcuno Scopo di sè stessa, è una vita condannata a reiterare l'illusione della Matrix.
L'unico modo per uscire dal tuo Programma è compierlo in evoluzione.
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@scogito
“Le persone si incontrano per rinascere. Nascere non basta mai a nessuno.”
— Franco Arminio
“ Tu piangevi quando eri neonata? Da neonata. Sí. Ma poi hai smesso. Sí. E dopo cosa facevi? Non facevo niente. Te ne stavi sdraiata lí e basta. Pensavano che avessi qualcosa che non andava. Se infilavano la testa nella culla alzavo gli occhi su di loro ma in pratica questo era quanto. Si intrufolavano in camera mia alle tre del mattino e io ero lí sdraiata che mi tenevo i piedi. È andata avanti cosí per circa due anni e mezzo finché un giorno mi sono alzata e sono scesa a prendere la posta. Non è vero. No. Ma qualcosa del genere. C’erano altri neonati intorno? No. Solo io. E cosa ti passava per la mente? Non mi ricordo. A quanto pareva non ero granché interessata al mondo. Avevo un paio di animali di pezza. Presumo che il motivo per cui i neonati non inorridiscono ancora di piú quando li scaricano nel mondo sia semplicemente che la loro facoltà di provare orrore e paura e indignazione non è del tutto sviluppata. Non ancora. Il giorno prima di nascere i bambini hanno lo stesso cervello del giorno dopo. Ma tutto il resto è diverso. Probabilmente ci mettono un po’ ad accettare che quella cosa che li segue ovunque sono loro. Dopotutto non l’hanno mai vista. Devono collegare la vista al tatto. È probabile che i nuovi nati non siano cosí veloci nell’attribuire realtà alle immagini. E attribuire realtà è essenzialmente quello che sono sollecitati a fare. Cosa pensano che siano le immagini? Non ne hanno idea. L’utero è il posto piú buio che ci sia. Quando chiudono gli occhi potrebbero perfino immaginare di esserci tornati. O sperarlo. Hanno bisogno di tregua. Scusami. Sto solo pensando ad alta voce. Io lo faccio di continuo. Ma secondo te è solo che non gli va di star qui. Secondo me dopo un po’ vogliono individuare un responsabile. È la prima cosa che impari quando impari come funziona il mondo. Certo, le cose possono semplicemente accadere da sole. Ma è molto inconsueto. Tu pensi che quando le cose non vanno bene tendiamo a cercare qualcuno a cui dare la colpa. Sí. Tu no? Se non c’è nessuno a cui dare la colpa come può esserci giustizia? Mi sa che in questi termini non ci avevo pensato. “
Cormac McCarthy, Il passeggero, traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi (Collana Supercoralli), 2023; pp. 354-355.
[Edizione originale: The Passenger, Alfred A. Knopf Inc., 2022]

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Nascere era un terribile azzardo. Si parlava della paura della morte. Nessuno pensava alla paura della vita. L'embrione senza coscienza prende forma nel ventre materno, senza sapere cosa lo aspetta all'uscita del tunnel. Si crea la vita e, precipitosamente, si nasce. Meno male che non siamo coscienti, allora, pensò. Perché uno poteva essere destinato all'amore o al disamore; a vivere senza cure o negli agi; anche se, certamente, la vita non ne era responsabile: il principio vitale svolgeva il proprio ruolo di unire l'ovulo e lo spermatozoo; erano gli esseri umani che creavano le condizioni in base alle quali la vita seguiva il suo corso. E gli esseri umani sembravano segnati dal destino di aggredirsi gli uni con gli altri, rendersi la vita difficile, ammazzarsi.
Gioconda Belli, da "La donna abitata", cap. 8
“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo
avesse come ultimo orizzonte il tuo volto,
e se così fosse... mille volte vorrei nascere
per mille volte ancor morire.”
-William Shakespeare
@waterfallsofsensations
C'è chi si lamenta di essere nato nella generazione sbagliata, io mi lamento di essere nato, non siamo uguali