Once upon a time...
C'era una volta una bambina, che amava la natura e sognava la vita come un immenso campo di fiori... un giorno raccolse un enorme fascio di fiori di campo, li scelse ad uno ad uno, immaginando che ogni fiore fosse un giorno della sua vita a venire. Cercò con molta attenzione e scelse prima un fiore per ogni specie che il prato produceva, poi cercò per ogni fiore un suo simile, ma di colore diverso, in modo da averne uno di ogni specie e tipo. Si divertì molto quel giorno.Le facevano compagnia le api, che svolazzando da un fiore all'altro, le indicavano i fiori più belli, più ricchi di nettare... e lei le seguiva correndo a zig zag tra la fresca erba primaverile, raccoglieva solo quei fiori , già visitati alle api, convinta che non avrebbe rubato così il nettare per il giorno dopo. Il cuore della bimba scoppiava di gioia, la primavera era al culmine, lei gioiva di quei momenti meravigliosi che la isolavano dal mondo e la conducevano a perdersi tra la natura, si sentiva parte di quel mondo:infatti lo amava alla follia, niente la incuriosiva di più che guardarsi intorno e scoprire come il mondo fosse colorato, profumato, come la vita sorgesse da un ovetto che schiudeva a pelo della terra, in un nido di quaglie, come fosse deliziosa la musica del canto degli uccelli. Le piaceva correre tra l'erba alta, le piaceva essere solleticata da quegli steli, buttarsi giù e ,sdraiata, guardare il cielo, leggere le favole che le nuvole scrivevano lassù, mentre scivolavano via, spinte dal vento che giocava a rimpiattino con loro. Era un pomeriggio davvero magico, tutte quelle meraviglie e il mazzo di fiori che diventava sempre più grande. Era quasi il tramonto quando rientrò a casa, la mamma incominciava a preoccupasi evidentemente, infatti era venuto il cane a cercarla e a sollecitare il suo rientro.Convinta di avere raccolto la sua vita, decise che quei fiori avrebbero dovuto mantenere la freschezza molto,molto a lungo. Non sapendo come fare chiese consiglioal giardiniere ed imparò così ad immergerli nalla glicerina, che sostituendo l'acqua li avrebbe seccati mantenendoli ancora belli e colorati. Quei semplici fiori di campo si irrigidirono, drizzarono i capolini e divennero superbi fiori che presero posto in un grande cesto di vimini in camera della bambina. Lì rimasero a lungo, la bimba crebbe, diventò ragazza, donna, moglie, mamma , ebbe giorni facili e difficili,ma non dimenticò mai, ogni sera, di cercare il fiore che rappresentava la giornata appena vissuta, lo sfogliava e raccoglieva i petali in scatole diverse , catalogate per colore. Ora quel grande cesto è quasi vuoto, ogni sera una anziana signora cerca ancora il fiore della sua giornata, lasciando al suo posto uno stecco, i giorni a venire che saranno sempre più spogli di foglie, di fiori, ma sempre giorni da vivere con il colore che è la somma di tutti gli altri, il bianco dell'inverno , che tanti rametti trasfomeranno in un fuoco immenso, l'amore di una vita che riscalda i giorni freddi dei ricordi, della nostalgica malinconia di una vita diventata un mucchio di petali appassiti.












