Si osservò nello specchio, non si trovò nessuna ruga in più. Ce l’ho dentro, di sicuro, pensò.
José Saramago

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Si osservò nello specchio, non si trovò nessuna ruga in più. Ce l’ho dentro, di sicuro, pensò.
José Saramago

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«Da giovani ci si convince troppo facilmente delle idee altrui e da vecchi ci si convince troppo rapidamente delle proprie. Quando tutto ti sembra subito chiaro stai attento, perché è probabile che tu sia già rincoglionito».
- Francesco Pecoraro, La vita in tempo di pace
Once upon a time...
 C'era una volta una bambina, che amava la natura e sognava la vita come un immenso campo di fiori... un giorno raccolse un enorme fascio di fiori di campo, li scelse ad uno ad uno, immaginando che ogni fiore fosse un giorno della sua vita a venire. Cercò con molta attenzione e scelse prima un fiore per ogni specie che il prato produceva, poi cercò per ogni fiore un suo simile, ma di colore diverso, in modo da averne uno di ogni specie e tipo. Si divertì molto quel giorno.Le facevano compagnia le api, che svolazzando da un fiore all'altro, le indicavano i fiori più belli, più ricchi di nettare... e lei le seguiva correndo a zig zag tra la fresca erba primaverile, raccoglieva solo quei fiori , già visitati alle api, convinta che non avrebbe rubato così il nettare per il giorno dopo. Il cuore della bimba scoppiava di gioia, la primavera era al culmine, lei gioiva di quei momenti meravigliosi che la isolavano dal mondo e la conducevano a perdersi tra la natura, si sentiva parte di quel mondo:infatti lo amava alla follia, niente la incuriosiva di più che guardarsi intorno e scoprire come il mondo fosse colorato, profumato, come la vita sorgesse da un ovetto che schiudeva a pelo della terra, in un nido di quaglie, come fosse deliziosa la musica del canto degli uccelli. Le piaceva correre tra l'erba alta, le piaceva essere solleticata da quegli steli, buttarsi giù e ,sdraiata, guardare il cielo, leggere le favole che le nuvole scrivevano lassù, mentre scivolavano via, spinte dal vento che giocava a rimpiattino con loro. Era un pomeriggio davvero magico, tutte quelle meraviglie e il mazzo di fiori che diventava sempre più grande. Era quasi il tramonto quando rientrò a casa, la mamma incominciava a preoccupasi evidentemente, infatti era venuto il cane a cercarla e a sollecitare il suo rientro.Convinta di avere raccolto la sua vita, decise che quei fiori avrebbero dovuto mantenere la freschezza molto,molto a lungo. Non sapendo come fare chiese consiglioal giardiniere ed imparò così ad immergerli nalla glicerina, che sostituendo l'acqua li avrebbe seccati mantenendoli ancora belli e colorati. Quei semplici fiori di campo si irrigidirono, drizzarono i capolini e divennero superbi fiori che presero posto in un grande  cesto di vimini in camera della bambina. Lì rimasero a lungo, la bimba crebbe, diventò ragazza, donna, moglie, mamma , ebbe giorni facili  e difficili,ma non dimenticò mai, ogni sera, di cercare il fiore che rappresentava la giornata appena vissuta, lo sfogliava e raccoglieva i petali in scatole diverse , catalogate per colore. Ora quel grande cesto è quasi vuoto, ogni sera una anziana signora cerca ancora il fiore della sua giornata, lasciando al suo posto uno stecco, i giorni a venire che saranno sempre più spogli di foglie, di fiori, ma sempre giorni da vivere con il colore che è la somma di tutti gli altri, il bianco dell'inverno , che tanti rametti trasfomeranno in un fuoco immenso, l'amore di una vita che riscalda i giorni freddi dei ricordi, della nostalgica malinconia di una vita diventata un mucchio di petali appassiti.
Clint Eastwood ha detto qualcosa sull’invecchiare che mi ha gelato.
Invecchiare non è gentile.
Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi. Ma il corpo che ti ha portato attraverso tutto — le guerre, il lavoro, la follia della giovinezza — inizia a chiedere più di quanto tu possa dargli. Le articolazioni che non si sono mai lamentate ora parlano al mattino. Gli occhi che un tempo assorbivano tutto ora sobbalzano alla luce. Il respiro, che non richiedeva mai un solo pensiero, inizia ad avere bisogno di piccole pause.
Ma niente di tutto questo è la parte più difficile.
La parte più difficile è il silenzio.
A una certa età , allunghi la mano verso il telefono e ti ricordi che non è rimasto nessuno da chiamare. Le persone che ti conoscevano da giovane — che ricordavano le stesse estati, le stesse strade, gli stessi volti — se ne sono andate. Una per una, poi tutte insieme, finché i ricordi che porti con te non hanno più nessuno con cui condividerli.
Così racconti comunque le storie.
A chiunque sia disposto ad ascoltare. Con un po’ più di colore di quanto forse la verità meriti. Con un tocco di orgoglio che ti sei guadagnato e un dolore che non nomini sempre. Sai che la persona di fronte a te non c’era. Sai che non può sentirlo proprio come te.
Ma glielo racconti. Perché raccontarlo è trattenersi.
Quelle storie non sono solo ricordi. Sono la prova che una vita è stata vissuta. Che le persone sono state amate. Che le cose contavano. E se nessuno le chiede — le offri comunque, in silenzio, come se mettessi qualcosa su un tavolo sperando che qualcuno la raccolga.
La vecchiaia non è semplicemente ciò che succede a un viso o a un corpo.
È la memoria che cerca un posto dove riposare.
E ciò di cui ha bisogno una persona anziana — più dei consigli, più delle soluzioni, più di qualcuno che le dica come sentirsi — è semplicemente qualcuno disposto a sedersi, stare fermo e ascoltare.
Non per aggiustare niente.
Solo per esserci.
Questo è tutto il dono. E non costa nulla.
La vecchiaia si introduce con garbo, tipo quando una lavatrice che va e la casa pulita ti sembrano già poesÃa.

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"Quando mi sveglio ogni giorno, non lascio entrare il vecchio. Il mio segreto è lo stesso dal 1959: tenermi occupato. Non lascio che il vecchio entri in casa. Ho dovuto trascinarlo fuori perché il tipo si era già comodamente sistemato, infastidendomi tutte le ore, senza lasciarmi spazio per altro che non fosse la nostalgia. Bisogna rimanere attivi, vivi, felici, forti, capaci. È dentro di noi, nella nostra intelligenza, attitudine e mentalità . Siamo giovani indipendentemente dall'età . Bisogna imparare a lottare per non lasciare entrar il vecchio! Quel vecchio che ci aspetta stanco sul ciglio della strada per scoraggiarci. “
Clint Eastwood
CAPAREZZA - COME LA MUSICA ELETTRONICA
(revisione febbrio 2026) Nella mitologia greca, Geras non è soltanto il dio della vecchiaia: è la sua personificazione più cruda e insieme più rivelatrice. A di
(revisione febbrio 2026) Nella mitologia greca, Geras non è soltanto il dio della vecchiaia: è la sua personificazione più cruda e insieme più rivelatrice. A di