Che poi quella con problemi sono io perché quando li ascolto voglio aiutarli a "guarire". E indovinate poi chi va in terapia?
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Che poi quella con problemi sono io perché quando li ascolto voglio aiutarli a "guarire". E indovinate poi chi va in terapia?

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Nessuno:
Io col mio cane: "MA QUANTO SHEI BELLO?! CHE CUCCILILLOBELLINOCARINO, SEI L'AMORE MIO, SHI? SEI L'AMORE MIIIIIOOOO"
Io: "aspetto ancora cinque minuti prima di rispondergli altrimenti poi sembra che io non faccia altro che attendere i suoi messaggi"
Il mio cervello: " ma è così..."
Non c'è nulla che io possa fare, nessuno contro cui competere. Non esiste nessun nemico, sono solo io il problema.
L'elefante legato ad un palo
[ L'ELEFANTE LEGATO AD UN PALO ] 🔗
Quando ero piccolo andavo al circo soprattutto perché mi piacevano gli animali.
Ad attirarmi era in particolar modo l’elefante 🐘, perchè durante lo spettacolo quel bestione faceva sfoggio di un peso, di una dimensione e di una forza davvero fuori dal comune.
A colpirmi tuttavia era anche il fatto che dopo il suo numero, e fino a un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato a un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe.
➡️ Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno per pochi centimetri. ⬅️
E anche se la catena era grossa e forte, mi pareva ovvio che un animale in grado di sradicare un albero potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.
Era davvero un bel mistero...
Che cosa lo teneva legato allora? Perché non scappava?
Fu solo quando crebbi ed ebbi la fortuna di imbattermi in chi riuscì finalmente a dare una risposta a queste mie domande, che scoprii questo:
L’elefante del circo, nonostante la sua forza e le sue monumentali dimensioni, non scappa perché è stato legato a un paletto simile quando era molto molto piccolo...
Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato al paletto.
Immaginavo che in quel momento l’elefantino provasse con tutte le sue poche forze a spingere, a tirare, nel tentativo di liberarsi, ma che nonostante gli sforzi non ci riuscisse perché quel paletto era troppo saldo per lui. 😣
Lo vedevo addormentarsi sfinito e il giorno dopo provarci di nuovo, e così il giorno dopo e quello dopo ancora…
Finchè un giorno, un giorno terribile per la sua storia, l’animale accettò l’impotenza rassegnandosi al proprio destino...
E’ dunque questa la conclusione di questa triste storia: l’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché, poveretto, crede di non poterlo fare ‼
Reca impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata subito dopo la nascita.
E il brutto è che non è mai più ritornato seriamente su quel ricordo. E non ha mai più messo alla prova la sua forza, mai più…
Anche noi esseri umani abbiamo i nostri paletti che ci tengono imprigionati.
Anche noi siamo un po’ tutti come l’elefante del circo: andiamo in giro inconsapevoli, incatenati a centinaia di paletti che ci tolgono la libertà.
Viviamo pensando che “non possiamo” fare una serie di cose semplicemente perché una volta, quando eravamo piccoli o nelle nostre esperienze passate di adulti, ci abbiamo provato e abbiamo fallito, oppure perché, qualcuno ci ha detto e ripetuto che non saremmo stati in grado di farlo.
🧠 Allora abbiamo fatto come l’elefante, abbiamo inciso nella memoria questo messaggio: non posso, non posso e non potrò mai!
Siamo cresciuti portandoci dietro questo messaggio che ci siamo trasmessi da soli, perciò non proviamo più a liberarci del paletto.
Quando a volte sentiamo la stretta dei ceppi e facciamo cigolare le catene, guardiamo con la coda dell’occhio il paletto e pensiamo: “non posso e non potrò mai…”
Viviamo condizionati dal ricordo di qualcosa accaduta durante la nostra infanzia o nel nostro passato, nonostante oggi non esista più.
Cosa sono dunque questi paletti che ci tolgono la libertà?
Questi paletti sono le nostre credenze o convinzioni limitanti che non ci permettono di accedere alle nostre risorse interiori imprigionandoci in limiti che noi stessi abbiamo creato.
Spero che questo possa darvi riflettere, qualunque siano i vostri "Paletti Mentali".

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Non ho ancora capito se sono io ad avere dei problemi o la gente. Nel dubbio andate tutti a fanculo
Omicidio di Novara
Omicidio per rivalità in amore
"migliori amici"
Confessione sui social
Dici pure che ti dispiace per lui, per quello che ha fatto (tu lo hai ammazzato🙄)
Parli come se fossi uno youtuber che si rivolge alla sua fanbase
E poi "volevo dimostrare alla gente che mai per amore bisogna mettersi in mezzo agli affari altrui"
SEI SERIO?! CIOÈ È TUTTO SBAGLIATO
Misantropia che sale🙄
La poesia nasce da un amplesso tormentoso e oscuro tra l'indicibile e il vacuo, mai da una mente miseramente in pace.
Luigi Mancini