Italia a pezzi, come Pamela.
Una ragazza è stata fatta a pezzi.
Una giovane ragazza è stata fatta a pezzi, mentre scrivo non si sa ancora la causa della morte.
Quindi non si sa se è morta di overdose o uccisa, se ha subito anche violenza o solo il vilipendio del suo povero corpo.
Una ragazza è morta e fatta a pezzi, in un mondo giusto ci sarebbe orrore per tale crudeltà e unanime condanna. Ci sarebbe anche compassione per la vittima.
Ma il mondo che viviamo giusto non è, anzi ha varie interpretazioni dell’essere giusto.
Come oramai siamo abituati da anni, anche in questo caso, entra in scena la politica.
Subito dopo la diffusione della notizia da parte dei Media si indica il colpevole come colpevole non dell’assassinio ma del fatto di essere “negro”; poi subito si estende la colpa a tutti gli immigrati, che siamo invasi e che questi ci porteranno la violenza e criminalità. Che la colpa è di chi ha voluto riempire le città italiane di gente diversa da noi, diversa non solo d’aspetto ma anche di cultura e religione e di buone intenzioni. Solo queste brutte cose, perché si è in campagna elettorale e queste cose alzano le percentuali. Bisogna battere il ferro finché caldo.
L’altra parte politica tace. Non hanno argomenti per ora, meglio tacere poiché sminuire o ribattere rischia solo di essere un boomerang, siamo in campagna elettorale. Bisogna essere cauti in queste cose.
Solo quelli che fanno ironia rispondono, cercando di spostare l’attenzione sugli strali lanciati dai leader di una parte politica. Cercando di renderli ridicoli e stupidi.
Poi i fatti precipitano, un italiano “fascista” spara cercando di fare una strage tra extracomunitari.
Proprio quello che serviva all’altra parte della politica, fino ad ora muta, per alzare la voce. Incolpare una parte di italiani di essere fascisti e xenofobi, che la colpa e dei leader politici che incitano questo odio.
Che il vero pericolo per l’Italia sono gli italiani ignoranti e non chi arriva qui.
I “neutri” invece criticano la ragazza, è una drogata che vi volevate aspettare? Una poco di buono che se l’è cercata. Però era “bona” peccato che sia morta. Mi domando se le “bruttine” meritano una fine così allora.
Che i ragazzi d’oggi sono disagiati, drogati, irriverenti che non ascoltano i consigli di chi li può aiutare. Mah…
Io leggo. Leggo tutti questi commenti, gli insulti ed i litigi che ne scaturiscono sul web. Basito.
Penso e cerco di capire io da che parte stare.
Sento le dichiarazioni del nostro attuale Premier, che dice: “Odio e violenza non riusciranno a dividerci”.
Purtroppo siamo già divisi caro Premier, lo siamo. E se lo siamo è per colpa di tutti.
Di tutti quelli che non leggono e non s’informano prima di esprimere un parere o peggio un’accusa.
Di tutti quelli che della violenza fisica, verbale ed ideologica ne fanno uso smodato. E questo fatto non è pertinenza di una sola parte politica. Assolutamente no, appartiene a tutta la politica da sinistra a destra.
Di tutti quelli che pensano a trasformare fatti di cronaca nera ad uso e consumo della politica.
Di tutti quelli che esaltano l’appartenenza ad una razza, una religione, una ideologia o classe sociale.
Di tutti quelli che stanno sul web a giudicare e osannare, ma che nella vita reale l’impegno di appartenenza e volontariato o militanza non se lo prendono.
Di tutti quelli che non ci danno la possibilità di avere Leggi giuste e severe che non permettano il crearsi di situazioni ad alto rischio per la gente. Leggi che siano rispettate e messe in pratica alla lettera. Perché se le Leggi fossero state rispettate ed eseguite, quell’uomo non avrebbe dovuto essere libero di fare quello che ha fatto.
Una ragazza è stata massacrata, vilipesa. E tutto quello che si è scatenato in queste ore non fa altro che continuare a mancarle di rispetto e della pietà di cui avrebbe bisogno.
La nostra "opinione pubblica" ne esce a pezzi, come il corpo di Pamela.