a nessuno importa dei tuoi limiti
per tutti sarà solo pigrizia o debolezza
poca voglia di fare le cose
incapacità
pf
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“I limiti del linguaggio sono i limiti del mondo”
- Ludwig Wittgenstein
“Rinunciare a capire tutto è spesso il gesto più vicino alla cura”
“Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E Immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto.”
— Ayrton Senna
C’è un momento in cui smettiamo di combattere i nostri limiti e iniziamo a riconoscerli. Quel momento è prezioso: ci insegna l'umiltà, ci mette in ascolto, ci fa diventare più autentici. Ma la vera trasformazione avviene quando, pur conoscendo i nostri confini, decidiamo di sfidarli. Quando ci muoviamo un passo oltre la paura, oltre la stanchezza, oltre il "non ce la faccio", lì, spesso, incontriamo versioni di noi che non sapevamo nemmeno di avere.
Arianna Marcelli

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Solo perché quando abbiamo iniziato a parlare non ero impegnata e ora lo sono, non significa che io sia ancora disponibile a fare da cassonetto emotivo e sessuale.
Il passato non è un “ricordo condiviso = accesso illimitato”.
La confidenza non è un contratto a tempo indeterminato.
E no, il “ma l’abbiamo sempre fatto” non è una formula magica che trasforma il disagio in flirt.
Melanzane in chat, messaggi espliciti, allusioni buttate lì come se fossero ironiche:
non sono chimica,
non sono spontaneità,
non sono nostalgia.
Sono solo imbarazzo con la connessione attiva.
E ora, senza sarcasmo perché non serve:
se non ti ho invitato, non stai flirtando.
Se ti sto ignorando, non è strategia.
Se ti dico basta, è basta.
La chat non è consenso.
Il silenzio non è un sì.
Il rispetto non è opzionale.
ci stavo riflettendo, penso che delle volte sentiamo il bisogno di conoscere gli altri perché abbiamo bisogno di conoscere noi stessi, che delle volte abbiamo bisogno di amare per capire come amarci, abbiamo bisogno di abbracciare per colmare il vuoto degli abbracci che non abbiamo ricevuto.
Ci stavo riflettendo, pensavo a tutto quello che di me ancora non comprendo e a quanto mi faccia paura non comprendermi. Forse, però, è giusto, è normale, è naturale non sapere sempre chi sei al 100%, il problema è che in questa società non ce lo insegnano. Ci dicono solo che qualcosa è giusto o sbagliato, senza leggere all'interno dei sentimenti per trovare una spiegazione.
Ecco, io ho fame di spiegazioni, ho un bisogno matto di capire, di guardare in faccia i miei lati bui senza chiudere gli occhi.
Ci stavo riflettendo su quanto poco spesso riflettiamo su noi stessi, perché ci hanno fatto credere che l'importante è "fare la cosa giusta" anche se non la senti tua, senza chiederti perché sei invece attratto da quella sbagliata.
Non so nel mio sguardo cosa vedo, forse perché non mi sono mai davvero guardata negli occhi senza chiuderli.
zoe.
La normalità non è mai esistita ❥
La parola 𝒏𝒐𝒓𝒎𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀ è spesso utilizzata per descrivere ciò che è considerato "comune" o "accettabile" dalla maggioranza della società. Tuttavia, è importante capire che 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 e che non esiste una 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ universale quando si tratta di comportamenti umani.
È una mia riflessione, perché vedo spesso utilizzata la parola "normale" in più ambiti.
La moralità è una brutta bestia da estirpare: anche una persona molto colta più essere bigotta.
Quel limite, a cui ti riferisci, di cui stiamo parlando, lo stabilisce la moralità: è un difetto imparato, non naturale.