Alberto Camerini è un cantautore e chitarrista italo brasiliano, protagonista della scena rock e pop elettronica italiana tra anni settanta
Alberto Camerini: l’Arlecchino elettrico che ha fatto ballare il rock italiano
C’è stato un momento, tra la fine dei Settanta e i primi Ottanta, in cui il rock italiano ha smesso di essere solo impegno e sudore, per diventare anche gioco, colore e maschera. In quel passaggio c’era lui: Alberto Camerini.
Nato a San Paolo del Brasile e cresciuto artisticamente a Milano, Camerini porta nella musica italiana una miscela unica di radici latine, rock europeo e spirito teatrale. Prima ancora del successo, è un chitarrista richiesto: suona, accompagna, sperimenta, costruisce un linguaggio musicale che non appartiene mai a un solo genere.
Poi arriva la trasformazione. La carriera solista lo porta a muoversi tra rock metropolitano, suggestioni brasiliane e una crescente attrazione per l’elettronica. Ma è negli anni Ottanta che tutto esplode: il suono diventa più sintetico, immediato, quasi futurista, e nasce il suo alter ego artistico più riconoscibile, l’“Arlecchino elettronico”.
Con brani come Rock ’n’ Roll Robot, Camerini non si limita a fare musica pop: costruisce un immaginario. È un artista che unisce ironia e tecnologia, ritmo e teatralità, anticipando in parte quel modo “visivo” di vivere la musica che diventerà tipico nei decenni successivi.
La sua carriera non segue una linea retta: alterna successi, pause, ritorni, sperimentazioni e contaminazioni. Dal pop elettronico al rock più ruvido, fino a nuove incursioni in reggae, ska e linguaggi indipendenti, Camerini resta sempre fedele a una sola idea: la musica come trasformazione continua.
Più che una semplice carriera discografica, la sua è una storia di identità multiple. Un artista che non ha mai avuto paura di cambiare volto, perché il volto, per lui, è sempre stato parte della scena.










