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#extradirty
Cosmic Funnies

Janaina Medeiros
Stranger Things
I'd rather be in outer space 🛸

⁂
Alisa U Zemlji Chuda
One Nice Bug Per Day
Not today Justin
styofa doing anything

if i look back, i am lost
ojovivo
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will byers stan first human second
Lint Roller? I Barely Know Her
NASA

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NAPROSYN
Se solo potessi curare con così tanta semplicità tutto il resto dei miei dolori. Far sparire la confusione così come poter smettere di zoppicare.
Puntualmente in ritardo.
Mi spiace doverti dare appuntamento. Il pensiero di essere libero 'per un caffè', o per chiederti semplicemente come stai; Si perde, nei miei molteplici ed inconsistenti impegni. Sai che difficilmente sarò io a dirti come sto, e che di solito preferisco il gelato al caffè.
A volte sì, posso pur sembrare quello che passa sotto casa e ti urli di scendere. Ma la verità è che anche io a volte ho bisogno di tornare con i piedi per terra. Però...! Se vuoi ci vediamo domani, non so dirti l'orario. Tanto sarò puntuale. Puntualmente in ritardo.
Fallire è sempre meglio del non provarci affatto.
C’è chi trova la felicità in un piccolo stagno
ed io che continuo a cercarla in un immenso oceano.

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Non sono mica venuto per salvarti da te Io che non cerco nessuno che mi salvi da me Nessuno che mi salvi davvero.
Ma io ad essere felice non ci riesco proprio.
C’eri tu ed ora ci sei te. Ma se ad esserci ci fossi solo io?
Tre mesi fa passavo pomeriggi interi a montare video, suonare o mixare. Perché c’eri tu.
In questi ultimi tre mesi passo i pomeriggi a leggere, scrivere ed a fotografare. Perché ora ci se te.
A volte mi chiedo come sarebbe senza te. Se ad esserci ci fossi solo io e non più tu.
La maggior parte delle volte
ero io che avevo bisogno di te
che tu di me.
Un costante senso di paura torna a farmi visita di tanto in tanto.
Incapace di affrontarlo finisco sempre per fuggire. Ritrovandomi a vagare senza meta, in cerca di un luogo da dove poter trovare il mio me stesso.
Tutto quello che mi ritrovo però sono solo scatti in più aggiunti alla galleria della mia macchina fotografica.
Ti prego, la prossima volta diamoci appuntamento. In balia di me stesso non ci voglio più stare.

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Depersonalizzazione -
Torno a interrogarmi su tutto.
Dal giorno in cui persi la testa Non cantai più nessuna canzone d’amore.
Ogni giorno dimenticando sempre più Sono finito nel dimenticarmi persino di quei giorni pacifici.
Ora che non ho più nulla d’amare Ne tanto meno da odiare Tutto mi è distante di una stessa distanza.
E di quella canzone d’amore io non ricordo ne il verso, Ne le parole.
Vorrei tornare a quei giorni pacifici Ma non ne sono più in grado.
Non sono più capace di ascoltare o sentire, Solo.
Come se nulla fosse mai successo Continuerò a seguire una luce che mi porterà altrove, Interrogandomi di nuovo su tutto.
Alla ricerca di certezze che certe non lo saranno mai.
In fondo siamo un po’ tutti uguali dopotutto.
Ultimamente mi viene più facile trovare conforto in scenari vuoti. Vagando tra i palazzi, che parlando con le persone.
Chissà come deve essere partire senza i propri bellissimi girasoli.
Invece di dormire fino a tardi oggi decisi di vedermi con una mia amica che sarebbe dovuta partire presto. Non’ostante la forte sensazione di apatia generale scesi di casa determinato a dare un senso alla mattina che mi sarei ritrovato davanti. Una sorta di forza ultimamente mi opprime e quando esco di casa preferisco perdermi tra le tante persone che non conosco o rimanere con le poche, con le pochissime che magari in minima parte conosco.
Scesi di fretta, leggermente in ritardo come al mio solito, incerto sul da farsi e sul come trascorrere la giornata, colpa anche della moltitudine di pensieri confusi che si contrastavano a vicenda all’interno della mia mente. Tutto sommato una volta con lei riuscii ad essere abbastanza a mio agio. L’ascoltavo attentamente mentre mi parlava con la consapevolezza che sarebbe stata una delle ultime volte in cui avremmo passato del tempo insieme prima di un incerta e lontana prossima volta. Finimmo con il provarci dei capi scelti l’uno per l’altro in una catena di negozi d’abbigliamento molto popolare, stranamente guardandomi allo specchio trovai che ciò che lei ebbe scelto per me non era per nulla male, anzi trovai particolare l’accostamento dei vari capi scelti. Il riflesso del mio volto attraverso lo specchio però mi disturbò alquanto e cercai di non impiegarci più del tempo dovuto per cambiarmi ed uscire da quel camerino pieno di mie immagini riflesse.
Una volta fuori, con il vento freddo che scorreva tra i capelli e la mia larga giacca di jeans, mi sentii molto più libero ed a mio agio. Di solito non avevo di questi problemi ma è come se una sorta di ansia sociale mi stesse attanagliando in questi ultimi giorni. Senza accorgermene era già ora di pranzo ed entrambi eravamo abbastanza affamati, la mia amica mi offrì le mie patatine preferite che teneva segretamente nascoste in borsa, il tempo di mangiarne un paio e decisi di dover prendere qualcosa per fare una sorta di pranzo veloce. Senza pensarci troppo decisi di recarmi presso un fornaio che si trovava lì vicino. Era da un bel po’ che non prendevo da lì, la roba non costa troppo, è buona e mi trasmette una certa sensazione di semplicità, mi ricorda un po’ l’infanzia. Di solito vado lì solo quando mi trovo in zona e sono con persone con cui mi sento a mio agio, per mangiare qualcosa dove capita e senza troppe pretese. E’ il tipo di cose che preferisco fare, in qualche modo mi sento più rilassato. Presi anche per lei e ci sedemmo su degli scalini di fronte alla fermata da dove passano le corriere. Il centro città era pieno zeppo di ragazzini che stavano tornando a casa dopo la loro giornata scolastica. Tutto quel brusio e quella esuberanza che c’era nell’aria mi riportò indietro di svariati anni, il tempo in cui anche io aspettavo il mio autobus immerso in quella marea di ragazzini chiassosi, come me, in attesa di poter tornare a casa con quei grandi mezzi di colore blu. La maggior parte delle volte me ne stavo per conto mio con un sorriso stampato in faccia al solo di pensiero che a distanza di una manciata di minuti mi sarei potuto rivedere con la mia allora ragazza. E’ una sensazione d’attesa e di tripudio che onestamente non ricordo nemmeno più tanto bene per poterla descrivere con esattezza. Mangiammo un paio di paninetti e dividemmo un toast di patate in due, il tutto mentre chiacchieravamo disinvolti di varie cose senza entrarne troppo nei dettagli.In quegli istanti ebbi il tempo di apprezzare quel momento che si era appena creato e mentre lei contava le monetine per prendere un biglietto dell’autobus per tornare a casa io mi guardavo intorno in cerca di un qualcosa che non riuscivo più a raffigurare. Era come se avessi lasciato un qualcosa da qualche parte e non riuscivo più a ricordarmi dove, non so perché quel luogo e quella situazione mi diedero come l’impressione che tutto ciò si trovasse proprio lì, da qualche parte.
Ci recammo alla fermata, consci che avremmo dovuto prendere un autobus pieno zeppo e di dover soffocarci all’interno. Così fu, e correndo contro il tempo cercammo di recarci il più rapidamente possibile al banco che vendeva i girasoli. A pensarci quello era l’obbiettivo della giornata, lo prefissammo proprio il giorno prima. Dovevamo prendere quegli stupendi girasoli prima di dover tornare a casa. Io onestamente non so quanto erano belli, lei mi aveva detto così e tanto mi bastava per farmelo credere. Arrivammo, un po’ più tardi del previsto e guardammo il camioncino contenenti quei bellissimi girasoli allontanarsi proprio davanti a nostri occhi.
Lei subito dopo se ne andò, e così anche io. Senza troppi saluti, tornammo alle nostre vite. Mentre tornavo a casa percorsi molta più strada del dovuto mentre mi chiedevo Come deve essere partire per un posto lontano senza i propri bellissimi girasoli.

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“Un giorno mi sono accorto che non mi importava più di nulla, e che tutto mi feriva a morte.”
Sei rara per come ti comporti, perché sorridi anche quando non c’è da ridere. Per quello che fai senza farlo vedere per le volte che ti perdi dentro i tuoi pensieri. Sei profonda e parli troppo con te stessa fino a non trovarti più.