I tassisti italiani sono spesso accusati di evasione fiscale, dichiarando redditi molto bassi nonostante i guadagni reali siano significativamente più alti.
Le truffe dei taxi sono un problema diffuso in tutta Italia: i tassisti possono affermare che il tassametro non funziona o chiedere contanti per tariffe esorbitanti.
La truffa ai danni dei turisti da parte dei tassisti non è un fenomeno esclusivo dell'Italia, ma è sicuramente presente e diffuso nel nostro paese: in Italia, soprattutto nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano, ci sono stati numerosi casi di tassisti che hanno truffato i turisti con sovrapprezzi o metodi scorretti.
A Roma, ci sono state segnalazioni di tassisti che praticano truffe ai danni dei turisti, come ad esempio rifiutare di utilizzare il POS per incassare in nero, o organizzare taxi collettivi con prezzi esorbitanti.
Recentemente, sempre a Roma, un tassista è stato multato per aver chiesto a sei turisti cinesi una somma triplicata rispetto alla tariffa fissa da Fiumicino al centro storico di Roma, ovvero 165 euro invece di 55 euro; i tassisti a Fiumicino sono stati denunciati per aver fatto pagare ai turisti il prezzo pieno della corsa anche quando venivano divisi in gruppi.
A Napoli, un tassista locale ha confessato di utilizzare vari escamotage per aumentare le tariffe, come non accendere il tassametro durante il traffico o scegliere clienti con tratte più lunghe.
Come evitare le Truffe dei tassisti italiani:
controllare il tassametro: assicurarsi che il tassametro sia acceso e funzionante
conoscere in anticipo le tariffe standard per evitare sorprese - usare app di ride-sharing, dove disponibili, come Uber per ridurre il rischio di truffe
chiedere al personale di hotel o ristoranti di indicarci un taxi affidabile non è una buona scelta, perché in Italia i tassisti spesso prendono accordi con le strutture di accoglienza e ristorazione "per lavorare"