"Delicatezza e dignità sono sentimenti che è il cuore stesso a insegnare"
— Fedor Dostoevskij
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"Delicatezza e dignità sono sentimenti che è il cuore stesso a insegnare"
— Fedor Dostoevskij

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" Giacomo Matteotti vide nascere nel Polesine il movimento fascista come schiavismo agrario, come cortigianeria servile degli spostati verso chi li pagava; come medioevale crudeltà e torbido oscurantismo verso qualunque sforzo dei lavoratori volti a raggiungere la propria dignità e libertà. Con questa iniziazione infallibile Matteotti non poteva prendere sul serio le scherzose teorie dei vari nazionalfascisti, né i mediocri progetti machiavellici di Mussolini: c'era una questione più fondamentale di incompatibilità etica e di antitesi istintiva. Sentiva che per combattere utilmente il fascismo nel campo politico occorreva opporgli esempi di dignità con resistenza tenace. Farne una questione di carattere, di intransigenza, di rigorismo. Così s'era condotto contro tutti i ministerialismi, senza piegarsi mai. Nel '21 al prefetto di Ferrara che lo chiamava in un momento critico della lotta agraria aveva risposto per telefono: "Qualunque colloquio tra noi è inutile. Se lei vuole conoscere le nostre intenzioni non ha bisogno di me perché ha le sue spie. E delle sue parole io non mi fido". Non fu mai visto cedere alle lusinghe degli uomini del potere costituito né salire volentieri le scale della prefettura. S'era così creata intorno a lui un'atmosfera di astio pauroso da parte degli agrari: mentre lo stimavano capivano che l'avrebbero avuto nemico implacabile. "
Piero Gobetti, Matteotti, Piero Gobetti Editore, Torino, 1924, pp. 29-32.
NOTA: il brano è tratto dall'opuscolo pubblicato alla fine del luglio del 1924, nel vivo della crisi politica ed istituzionale scatenata dalla tragica scomparsa del deputato Matteotti. Il testo riproduceva integralmente un lungo articolo comparso un mese prima con lo stesso titolo sulla rivista di Gobetti La Rivoluzione liberale, così come erano tratti da questa pubblicazione i Cenni biografici sullo scomparso posti in calce all'opuscolo.
Già
Incredibile: Un governo stracolmo di indagati e condannati che propone un referendum sulla giustizia!
Sì… stamani vi chiedo gentilmente di osservare questa foto, e fermarvi un attimo a riflettere su ciò che rappresenta: la Repubblica, quella nostra cara vecchia signora dai tratti solenni, che si appresta a compiere il suo dovere più alto, quello di cittadina, infilando nell’urna il suo “No”. Un’immagine di rara dignità, in un periodo storico in cui la dignità, specialmente in certi palazzi,…
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LO VEDO NEI LORO OCCHI
Il padre della mia ragazza è in Italia da 25 anni. La trafila dello straniero in cerca di un luogo migliore dove far crescere le figlie se l’è fatta tutta: dogane, confini, barconi, leggi repressive, paura del fallimento e incertezza sul futuro. Si arrangiava e tirava a campare in attesa di quella fessura di speranza in cui farsi largo a spallate. Falegname instancabile, stirava abiti 20 ore al giorno per gente senza scrupoli, che la fatica l’ha vista solo da lontano. Niente contratti, niente diritti e, sorpresa, niente stipendio. Per il capodanno cinese si fece prestare due soldi per chiamare a casa e tagliarsi i capelli. Lo fece per sentirsi meglio nel giorno che considera ancora il più importante dell’anno. Le sue figlie attesero anni prima di raggiungerlo. Messe su un aereo che erano bambine, atterrarono in Italia da sole, senza conoscere una lingua che ora parlano meglio degli analfabeti funzionali a cui stanno pagando pensioni, sanità e infrastrutture. Cresciute qui, hanno studiato il doppio di noi, sempre sotto lo sguardo di chi le considerava troppo italiane per essere straniere o troppo straniere per essere italiane. Non hanno mai chiesto aiuto e non si sono mai lamentate di niente, riuscendo a graffiare il sistema con la forza di chi viene spesso messo in disparte. Lo vedo nei loro occhi, nei loro gesti, nel loro modo di ripagare quei genitori che, a testa alta, si sono spaccati in due per il loro futuro. Ostacolate da una mancata cittadinanza che le aiuterebbe - senza togliere nulla a noi privilegiati - devono comunque rispettare le leggi di un Paese che vuole tenerle ai margini. Se lo Stato che li ospita non li accoglie, facciamolo noi. Permettiamo a tutti i genitori, fratelli e sorelle del mondo di sentirsi un po’ meno lontani e un po’ più vicini a parole come dignità, lavoro, opportunità e uguaglianza. Se non volete farlo per le famiglie degli altri, fatelo per il futuro della vostra.

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EroticaMente. Mai nessuno, mai nessuno era riuscito a spogliarmi di qualsiasi pudore rimanendo così vestita, di vergogna e dignità.
In ogni donna esiste un nucleo segreto, un luogo intimo in cui il proibito e il trasgressivo si mescolano con una grazia quasi alchemica. Lì, ciò che appare osceno o audace non è mai semplice volgarità, ma un linguaggio silenzioso e raffinato, capace di insinuarsi nella mente altrui come una carezza inattesa. L’intelligenza del mio giovane amante meticcio, mio complice in questo blog clandestino, lungi dal soffocare questo fuoco, lo eleva: trasforma la provocazione in un’arte sottile, la sensualità in un labirinto di sfumature e di pensieri, dove ogni gesto e ogni sguardo diventano segnali di un desiderio sofisticato e profondamente umano...
Sofonisba riceve la coppa del veleno e sceglie la morte alla schiavitù.
Una villa affrescata.
Il sole pieno del pomeriggio sulle pareti.
Poi lei.
Ferma dentro i secoli,
con la brocca del veleno che sta per prendere in mano
e quella calma irreale che hanno solo le persone che hanno già scelto.
Ho sentito la storia attraversarmi
come uno stiletto freddo nella schiena.
E ho pensato che forse la vera sconfitta non è perdere tutto.
È restare senza appartenersi più.
questa notte è comparso un tuo messaggio sullo schermo del mio cellulare, all'interno di un sogno però eh. Però il nome era il tuo, esattamente il tuo, quel nome con cui ti ho salvato, con cui tu stesso ti sei salvato tempo fa. Non posso aiutarti, non voglio salvarti e non voglio salvare la situazione tra di noi. Adesso è giusto che sia il tuo coraggio a salvare le cose. Ti ho messo davanti per così tanto tempo eppure...a che è servito? Guarda adesso dove siamo arrivati. Se quel coraggio non dovesse arrivare mai, io resterò in piedi lo stesso, ferita ma con dignità, la dignità di aver capito che la mia priorità sono io.
*prenderefiato*