L'attentato di Via Rasella, a Roma, è tra i più importanti eventi del 1944. Il gruppo di Partigiani, composto da ventenni, di cui alcuni allora studenti, aveva organizzato un piano a tavolino studiando il percorso della colonna Bozen. Un ordigno, posizionato all'interno di un edificio abbandonato prossimo alla stretta via, avrebbe dovuto scoppiare nel momento giusto. Lo scenario era stato organizzato con precisione minuziosa: Bentivegna, travestito da spazzino, era incaricato di accendere la miccia al momento del passaggio dei soldati tedeschi. Ma la strada si riempì di bambini, che vennero mandati immediatamente via dai GAP camuffati. La bomba esplode, uccidendo 26 soldati tedeschi sul colpo, 6 durante la notte e un'altro in seguito.
Le SS vollero uccidere 330 individui per "vendicare" la morte di 33 soldati. Civili, membri della resistenza e alcuni ebrei furono trucidati a gruppi di cinque, per un totale di 335 morti.