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caldo in cittÃ
capisco che arriva davvero quando comincio a ustionarmi con la cintura dell'auto

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sogni
sogno lui ma è te che trovo accanto al mio risveglio
deliri sportivi
meridionali (sopratutto calabresi) che parlano male del nord e poi tengono per milan, inter, juventus.Â
care ragazze, non siate gelose se i vostri uomini mettono il like su facebook sotto le foto delle altre
(e lo stesso discorso vale per l'altro sesso, cioè se la vostra donna mette il like sotto le foto di uomini che non siete voi)... e vi spiego perché. è un po' di tempo che da quando metto le mie foto sul mio profilo facebook ricevo meno "like" rispetto a prima. evvabe', un colpetto al mio narcisismo hehe. però poi succede che una volta finite le notifiche del globetto, cominciano le notifiche dei messaggi e sono tutte nella forma "ah ti fai sempre più bella/figa/bona, non ti posso likare perché la donna è gelosa ma sappi che mi ti farei/mi ecciti/ti vorrei vedere blabla". ma che pena. quindi care le mie ragazze, non vi arrabbiate quando il vs uomo piazza like sotto le foto e poi si giustifica pure con "è una figa, perché non dovrei metterglielo", anzi apprezzatene la sincerità . se non lo sta facendo per via pubblica, state certe che lo sta facendo via messaggi. in ogni caso certa gente mi fa proprio vomitare, e anche un po' pena, la stessa che si prova per quei cagnolini che vorrebbero correre liberi nei prati e le padroncine se li tengono al guinzaglio. mi fanno pena come tutte le persone che si lasciano privare della propria libertà , ma tant'è, se ci sono i decisi (tipo me) è anche perché ci sono i deboli. ma non voglio divagare.
ps: non sono così figa così come potrebbe sembrare da questo post, sono gli uomini che "basta che respira". infatti se fanno questo con me, che sono uno stuzzicadenti privo di forme e significato, non oso immaginare cosa possano fare con le ragazze davvero ma davvero belle.
deliri alimentali
dunque oggi ho sperimentato la stessa sensazione di quando si va dal parrucchiere (o in qualsiasi altro contesto in cui uno sia costretto a sentire i discorsi della gente perché deve restare lì e non si può allontanare) e c'è sempre la provinciale di turno che attacca a parlare di tumori e altre malattie e di gente che muore e di gente che sta male. roba che ti gratti per una settimana. ma perché le persone di ceto medio-basso amano tanto discorrere di tumori e patologie che neanche sapevi esistessero? allora ero giù al bar a prendere il caffè, con la cameriera e altre al bancone si parla del fatto che è quasi ora di pranzo e avevamo fame e la pausa pranzo ma quando arriva eccetera, e siccome la cameriera è un po' in carne mentre io sono una foglia secca e informe se ne esce con "be' certo che tu potresti anche mangiare una mucca" al che io un po' in imbarazzo o in colpa di fronte a lei preciso "guarda, se sono così secca è anche perché ho un regime alimentare disciplinato, non sono a dieta ma i miei genitori mi hanno insegnato a mangiare sano blabla" e lei "ah tipo?" "be' non mangiare la pasta a pranzo ogni giorno perché non ti servono tutti questi carboidrati, oppure sostituire più volte la carne rossa con la carne bianca, non soffriggere ogni cosa, ma sono accorgimenti che adopero da quando ho 18 anni..." e già la vedo in difficoltà . al che attaccano due vecchiette vicine a me "ah ma la carne contiene il ferro se poi una ha problemi non lo può fare" e così via dicendo fino a che dopo nemmeno due minuti (perché a me il caffè piace sorseggiarlo) stanno lì a parlare di tutte quelle che muoiono per anoressia e di quelle che muoiono per tumori allo stomaco la cui causa è probabilmente il non mangiare bene, con la barista che annuisce e per poco non applaude. siamo alle solite. quando ci si trova davanti qualcuno che è migliore di noi (in questo caso il mio corpo longilineo contro il loro non propriamente in forma) anziché trarne degli insegnamenti si cercano luoghi comuni e giustificazioni per far apparire il migliore un alieno sbagliato e i mediocri quelli che stanno nel giusto. la moltitudine mi uccide. e mi fanno pena le persone che nella vita non hanno forza di volontà , in qualsiasi campo. e poi magari, sempre in tema alimentare, fanno come certe mie amiche che mangiano come scrofe (perché oramai accasate) e poi si vanno a comprare quei libri best-seller scritti da nutrizionisti di comprovata fama ma dubbia autorevolezza, dove sperano di trovare il modo per togliere la ciccia con il minor sforzo possibile (ad esempio ho visto una mia amica mangiare un panino pieno di merda e poi non bere perché bere dopo aver mangiato fa male –ma dove le sentite ste robe???– nel senso, io ero rimasta ferma al cliché di quella che mangia come una porca e poi prende il caffè amaro perché sennò con lo zucchero si ingrassa, ma ora, con questa moda ahimè diffusa del non bere durante i pasti –ripeto: ma dove l'avete sentita?– ci sarà un nuovo cliché di queste che si abbottano di carboidrati in libertà e poi non bevono pensando che chissà che magia avvenga nel loro corpo –forse avere sete?–). mi piace immaginarle che sfogliano le pagine di quei libri mentre divorano sacchetti di patatine (ma senza bere).Â

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scarti
dicono tutti che con l'età si diventa più selettivi e si raffinano le amicizie. be', è una una frase fatta che si sente ripetere troppe volte. la verità è che con l'età aumenta il divario, il dislivello culturale con le persone che abbiamo accanto. ad esempio fino a una decina d'anni fa non avevo problemi a vedere un paio di amici che avevano come massimo titolo di studio la terza media. loro si erano fermati lì e io ero entrata al liceo. certo si doveva avere l'accortezza di chiudere un occhio in diverse occasioni su certe loro uscite tristi, e di evitare certi discorsi, però restava la convenienza di fondo, il fatto di avere più persone intorno con cui poter interagire, uscire, divertirsi (perché le persone più cretine sono anche le più divertenti, essendo tanto spensierate, di una spensieratezza innata, dovuta al fatto di avere una testa vuota, non di quella spensieratezza acquisita –tipo la mia– dovuta alla consapevolezza che ogni tanto il cervello sarebbe bene spegnerlo). oggi che sono una persona laureata, lavorata, impegnata, il dislivello con queste persone è troppo marcato perché io possa considerarle ancora vivibili. quando due strade sono ancora vicine al punto in cui queste si biforcano, le differenze sono trascurabili, ma col passare degli anni diventa impossibile sostenerle. non si tratta di andare chi da una parte chi dall'altra, si tratta di andare chi verso l'alto chi verso il basso. ed è per questo che non dovremmo parlare di selettività , semmai di persone che peggiorano negli anni fino al punto di congedo. ecco io mi domando qual è questo limite (in termini di età , studi, interessi...) tale per cui la comodità della convenienza di avere qualcuno viene sovrastata dalla voglia di farne piuttosto a meno (con gli aspetti negativi che ne derivano).Â
modello medusa
mentre uscivo dal supermercato dopo aver fatto la spesa (giornata libera) mi è piovuta una tenda in testa. sì, una tenda. era anche carina: rossa in organza. succede che c'era vento e da non si sa quale piano di questo palazzo al cui pianterreno c'è il mio supermercato, si stacca una tenda da una finestra lasciata aperta. così mi ritrovo in mezzo al marciapiede, con la gente che mi sorride mentre io provo a lasciare le buste da qualche parte che non sia l'asfalto e potermi svelare, manco il tempo di sfilarla e realizzare la cosa che da un portone accorre lei, questa signora che mi chiede scusa e si riprende la sua tenda. 1 come avrà fatto ad accorgersi che le è caduta una tenda dalla finestra in così poco breve tempo? come se uno passasse la giornata a contemplare le tende di casa 2 cosa sei, superman? avevi pronto il dito sull'ascensore? mah. misteri.Â
frecciatine
ieri sera la riccetta si è unita al nostro aperitivo. a forza di girovagare tra il nostro piano e le macchinette del caffè (sempre del nostro piano, dice che viene più buono) si è fatta le sue conoscenze. chissà che cosa vuole. sicuro non demorde: mi si è seduta accanto mentre gli altri lanciavano occhiatine di sbieco prima a lei poi a me poi di nuovo a lei... insomma, cosa vuole? in questi giorni non ho voglia di prendere iniziative io. dovrebbe farlo lei. io sono spenta, stanca, persa nell'inventare scuse e fare la spola tra lui e l'altro. figurarsi se ho risorse mentali da dedicare a un'ulteriore new entry.
sei un lavoro
insomma, ora sei tu quello che mi chiama e mi cerca e io sono quella che non ti si fila. devo ammettere che la cosa mi da una certa soddisfazione. è come un lavoro, dove ci si impegna (nel mio caso ci si contiene) e alla fine si raccolgono i meritati frutti.Â
ancora però devo decidere cosa è peggio, tra il privilegio di essere se stessi ma sapere che ogni tanto tocca spalare la merda altrui, oppure sostenere lo sforzo di atteggiarsi e raccogliere ciò che si vuole, ma col retrogusto della consapevolezza di aver barato.
cani come cani
mi cerchi, mi chiami, mi messaggi, mi chatti. addirittura mi avverti e ti scusi per questa o quell'altra cosa. o mi rendi partecipe della tua dieta.Â
era quello che volevo? sì. l'ho raggiunto nel modo in cui volevo? no.
avrei preferito che tu ti comportassi in questo modo per me, e cioè come un cane, perché sono importante. non perché ora ho cominciato a recitare il ruolo dell'indifferente.

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serenità e cecitÃ
questa ragazza incrociata per caso su un treno regionale. mi ha colpito il suo sguardo, non era particolarmente bella, anzi direi tendente al bruttina/cessa che comunque una botta non gliela negheresti dopo un paio di invisibili. insomma aveva uno sguardo che emanava serenità , una che sta in pace con il mondo e sorride al prossimo. poi l'ho rivista, sempre casualmente, in una zona della mia città , con una mano teneva un cane al guinzaglio e con l'altra un ragazzo. mi avvicino per sentire i loro discorsi ed entrare nella loro vita. lui aveva un accento meridionale marcatissimo e si atteggiava anche a super-uomo sotuttoiolasciafareame. mi sono chiesta chissà che cosa ci fa una come lei con uno come lui.Â
sex on the beach
mentre la riccia non mi si è filata per il resto della giornata lavorativa (forse ha capito il mio senso di fastidio generato dal suo esporsi sfacciatamente dinanzi ai miei colleghi), ho inventato, a te, una passeggiata in centro con amici che nella realtà era un appuntamento con lui, a casa sua. a volte ho paura che sappia quello che faccio realmente ma mi tenga buona pur di avermi con lui. altre volte invece penso che sono molto brava a inventare fatti e serate inesistenti.
il limbo degli ipercontrollati
pensano tutti che viviamo un'esistenza infelice
la verità è che non sentiamo niente
non sentiamo il bello e non sentiamo neanche il brutto
viviamo come le macchine
oggi sono una macchina spenta
HOLY SHIT
tutti zitti che è entrata la riccia in ufficio a portarsi via i miei pensieracci. è successa una cosa pazzesca, si è avvicinata al mio space e m'ha detto buongiorno come va. sotto lo sguardo incredulo dei colleghi e delle colleghe. non capisco se vuole dare spettacolo per richiamare l'attenzione su di sé, se per lei è un gioco, o se ci sta provando (in maniera molto spudorata e sputtanata direi, il che non mi piace, quasi mi fa passare la voglia).Â
cerchio
non mi piace come ti comporti, ma non pretendo di cambiarti. no, non pretendo di cambiare la gente, io. tu però, non devi a tua volta pretendere che io sia felice di stare insieme a una persona che non mi piace.

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nonsense
aperitivo sul lungofiume con gli amici
-ma come fai ad essere così distaccata, io ci ho provato a volte ma non ci riesco...
-infatti né ci provo né mi sforzo, sono proprio fatta così. mi mancheranno dei pezzi, che so...
-o forse ne hai troppi
-sì, troppi da dare e anche troppi da chiedere in cambio
-morirai sola, divorata dai tuoi gatti
cc
pausa pranzo al centro commerciale. avvisti un tavolino del bar libero e cammini rapido con l'ansia che qualcuno sia già in cammino per rubartelo. come quando avvisti un parcheggio in una strada trafficata di città . non ti sembra vero. dev'esserci la fregatura da qualche parte, sarà riservato ai disabili? sarà per i motorini? (sarà a pagamento?)
dai due tavolini vicino al mio non è stato possibile non udire gli schiamazzi dei due differenti gruppi di colleghi accampati lì per un tramezzino freddo a partire da due euro e cinquanta.
dunque due ragazze ai due tavoli, entrambe con l'accento d'origine e non si facevano problemi a camuffarlo (come fanno tanti). mi chiedo allora, qual è quel limite per cui una ragazza è definita una persona verace, e dunque simpatica e di piacevole compagnia, e quello per cui una ragazza sembra una tamarra venuta da chissà quale realtà provinciale, la cui presenza crea imbarazzo, ed è comunque percepita come poco gradevole.Â