Sogno d'amore - Khatia Buniatshvili
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Sogno d'amore - Khatia Buniatshvili

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Quando ti crolla il mondo intorno al cuore
e il freddo della notte ti fa male,
quando non c'è ragione al tuo dolore
e anche un respiro sembra quasi un male,
io sarò qui, a tenerti stretta la mano,
a raccogliere i cocci a uno a uno.
Non c’è ferita che sia mai lontana
se a curarla c’è chi ti ama davvero.
Attraverso ogni buio, ogni tempesta,
diventerò la luce che ti porta a casa,
quella fiammella viva che ti resta
quando la speranza sembra ormai rimasta illesa.
Non aver paura di mostrare la fragilità :
il mio amore è il rifugio in cui restare.
Ti rialzerò con tutta la mia dolcezza
e insieme torneremo a risplendere e a sognare.
Dallo Spritz alla Scrivania un estate vola via…
Il badge sulla tasca pesa come un mattone, la mente è già in fuga verso il grande calone. Chiudiamo i computer, fermiamo la corsa: c’è un finto infradito che spinge in una borsa!
Addio alle riunioni, ai grafici, agli invii, ai finti "cordialmente" e ai formali addii. Ci aspetta la spiaggia, la birra ben ghiacciata, la siesta sotto l'ombra con la pelle già bruciata.
Si pranza alle quattro, si balla fino all'alba, l'amore dell'estate ha la testa un po' balorda: un bacio sul bagnasciuga, le lucciole, il profumo, «Sei l'unico al mondo!»… e poi svanisce come il fumo
davanti a un altro drink all'ombrellone accanto, tanto a settembre finisce già l'incanto. Ma i giorni di vacanza son ladri e assassini: volano via veloci come i soliti panini.
La sabbia si stacca, la tintarella spella, e ti ritrovi in coda dentro una padella. La sveglia lunedì riprende il suo tormento, il traffico cittadino ti toglie ogni talento.
Il capo ti saluta con un ghigno un po' maligno: «Ti vedo riposato! Ho un lavoro proprio degno!». Riapri la posta con mano tremolante: quattromila e-mail, una cosa spaventosa e imponente. Sospiri malinconico pensando a quel mojito, mentre il caffè del distributore ti brucia il dito.
Pazienza, collega! Risollevati il morale: il ciclo della vita alla fine non è male. Resisti sulla sedia, fai finta di ascoltare… mancano solo 350 giorni per ritornare al mare!
I diamanti invisibili Camminano nel fango senza fretta, con l'anima che splende nel silenzio, la loro mente è un’opera perfetta, ma il mondo ne consuma la pazienza. Hanno mani disposte a dare tutto, un cuore grande che non chiede scusa, raccolgono dell'odio solo il frutto e la speranza resta lì, rinchiusa. Tutte le donne cercano quel porto, quell'oro puro che non sa di inganno, ma guardano distratte il lato torto e oltre quel silenzio mai non vanno. E se qualcuna infine si accorge di loro, offrendo un cuore e lo sguardo sincero, purtroppo non è lei quel dolce tesoro che accende la scintilla ed il desiderio. Così l'anima gemella resta un sogno, mentre il diamante passa inosservato; nel mondo del rumore e del bisogno, chi vale tanto resta non amato.
Ancora di luce
Nel buio freddo siderale, dove il silenzio è padrone, non cerco galassie lontane né un'altra costellazione.
Se il firmamento si spegnesse e rimanesse solo il vuoto, se ogni luce si dividesse e il tempo perdesse il suo moto…
Tu resti l'ultimo faro, un'isola calda e sicura, un porto prezioso e raro che vince ogni mia paura.
Sei tu la mia sola certezza, quando tutto intorno scompare; la forza della tua purezza mi insegna ancora a viaggiare.

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Il Passo Lento del Tempo
Un battito alla volta la fiamma si placa, come la brace che impara la sera. La corsa impetuosa si fa meno vaga, mentre sbiadisce la vecchia chimera.
La febbre dei giorni si muta in sussurro, il mare in tempesta si stende d'argento. E quello che un tempo era un cielo d'azzurro diventa la scia custodita dal vento.
Goccia su goccia si smussano i fianchi di quella montagna che insieme scaliamo. Si scoprono i gesti più dolci e più stanchi, senza il bisogno di dirci "ti amo".
Le nostre parole, un tempo correnti, ora son laghi di calma profonda; non siamo più i fiumi di acque sorgenti, ma l'onda che lenta accarezza la sponda.
Eppure, nel fondo del legno vissuto, rimane l'incastro perfetto di allora. Anche se il tempo ci ha quasi cambiato, quell'ombra sul muro ci illumina ancora.
L'Infinito in un Angolo
Le pareti sbiadite dal tempo si sciolgono come neve al sole, non c’è più legno, non c’è cemento, ci siamo soltanto noi due e le parole.
Il soffitto rigido si fa di fumo, diventa una volta di stelle e di vento, mentre nell'aria resta il profumo di un giorno qualunque che si fa momento.
Non serve fuggire per trovare il mare, non serve un biglietto per il paradiso, ci basta restare, ci basta guardare l'immensità che ti accende sul viso.
Qui dentro la terra ha fermato il suo giro, gli orologi hanno perso le ore, e l'intero universo ci sta in un respiro, se il cielo s'accende dentro una stanza, se il mondo scompare per fare posto all'amore.
Amore Offline
Non ti amo come un filtro perfetto su Instagram, un gioiello di marca o come un trend passeggero che infiamma il web per qualche ora: ti amo come si amano le cose che restano offline, in segreto, nello spazio intimo tra l'ombra e l'anima.
Ti amo come un'applicazione che resta attiva in background: non si mostra, non fa rumore, ma custodisce intatta la sua luce. È grazie al tuo amore se si muove nel mio petto quell'energia pulita, radicata e profonda, che mi tiene in piedi.
Ti amo senza algoritmi, senza calcoli, senza sapere quando sia iniziato. Ti amo in linea diretta, senza paranoie e senza orgoglio.
Ti amo così perché non saprei connettermi in altro modo, se non in questa dimensione dove i confini si annullano, così vicini che la tua mano sul mio petto sembra la mia, così sincronizzati che quando tu chiudi gli occhi, il mio mondo va in standby.
La libertà dell'essere
Un soffio di vento tra le dita,
un passo che non lascia impronta,
questa parvenza di vita
che al giorno dopo non fa la conta.
Siamo piume lanciate nel vuoto,
privi di un peso che ci ancori a terra,
in un eterno, immobile moto
dove ogni scelta non fa mai guerra.
Se tutto svanisce nel nulla che viene,
se il tempo consuma la traccia e la storia,
perché questo vuoto ci stringe le vene?
Perché la mancanza diventa memoria?
Non c'è un destino tracciato nel marmo,
non c'è una colpa da stringere al petto.
Eppure tremiamo, perdendo la calma,
davanti a un azzurro così perfetto.
Volare è un sollievo, volare è un tormento,
un giorno di sole che muore stasera.
Ci dondoliamo, leggeri nel vento,
sfiorando l'esistere... come una chimera.
Il castello del silenzio
Le stanze hanno il passo pesante di chi decide,
le pareti il colore di un patto sbiadito.
Lui parla di amore, ma è un re che divide
la sua proprietà dal resto del nido.
Lei muove le mani come un’ombra cortese,
sposta specchi e silenzi, dondola i passi,
un oggetto tra gli altri, comprato a sue spese,
un fiore di cera intrappolato tra i sassi.
C’era una volta una promessa di seta,
diventata catena nell’oro di un anello.
C’è una donna che vive come un’eremita,
prigioniera d’autunno dentro al castello.
Ma sotto la cenere, dove lui non s’addentra,
dove l’occhio padrone non può mai guardare,
un battito vivo e segreto rientra
e ricomincia, pian piano, a sognare.
Sogna una mano che non chiede il possesso,
ma sfiori la pelle come un soffio di vento;
un uomo che salvi quel bacio concesso,
che porti la luce dentro al cemento.
Un amore pulito, che non esiga il riscatto,
che sappia guardarla senza darle una fine.
E mentre la casa consuma il suo atto,
lei vola già oltre le sue tapparelle vicine.

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Amore di classe... Energetica A+++
O bianco split appeso sulla testa,
che in estate trasformi il dramma in festa!
Quando fuori ci son quaranta gradi
e l'asfalto si squaglia lungo i vadi,
tu arrivi come un angelo custode,
cantando un ronzio che merita la lode.
Mi spari in faccia quel brivido polare...
ma il giorno dopo son dolori da urlare!
Ti guardo col collo bloccato a novanta,
mentre la mia cervicale già canta.
Quella brezza divina, quel fresco miraggio,
mi ha trasformato la schiena in un sasso di maggio.
Saranno i tuoi filtri, o quel getto assassino,
ma stamattina mi sveglio gatto mammone e cretino:
un occhio sbarrato, la spalla patita,
e un blocco lombare che accorcia la vita.
Arriva d'inverno il secondo calvario,
quando ti accendo e consulto il datario.
Sputi aria tiepida, secca e sbiadita,
che mi asciuga la gola e pure la vita.
Fai rumori molesti, tossisci e singhiozzi,
lasciando i miei piedi freddi nei gozzi.
E infine la mazzata, il colpo finale:
la bolletta della luce, un salasso fatale!
Un mutuo, una tassa, un dolore profondo,
che mi fa rimpiangere il freddo del mondo.
Diciamoci la verità , mio caro apparecchio:
a guardarti bene, mi sembri uno specchio.
Tu e il matrimonio siete la stessa cosa,
un’avventura prima dolce, e poi... dolorosa.
L'estate delle maree interne L’aria si scalda, un fremito nell’ora, l’estate bussa e la città scolora. È un moto cieco, un esodo festoso, verso quel blu che pare riposo. La gente corre, si tuffa nel riverbero, cerca nel sale un tempo meno acerbo, tra grida di bimbi e sabbia rovente, l’estate è un gioco, è il folle presente. Ma guardo la riva, mentre il sole declina, e sento che il tempo, quell’onda vicina, ha sciolto i contorni, ha levigato il sentiero, lasciando del fumo, cercato nel vero. Gli anni passati son granelli tra le mani, non più promesse di giorni lontani, ma il peso leggero di un bacio sincero, di un volto caro, di un animo vero. Non è nel rumore, nel mare affollato, che trovo il tesoro che ho tanto cercato, ma in quel silenzio che il cuore rassicura: le cose importanti non han frenesia, né paura. Son pochi sguardi, una mano nel buio, la verità detta, senza alcun sussulto, l’estate che scorre, ed io che imparo infine: la vita è nel resto, oltre le marine.
Tra il fruscio del tempo e l’ombra del domani, ci siamo cercati con gli occhi e con le mani. Il romanticismo non è un castello di parole, ma il modo in cui mi guardi quando muore il sole, un brivido antico che accende la stanza, un passo sospeso in un’eterna danza. Poi esplode la passione, fuoco senza freni, tempesta di carne e di pensieri pieni. È il sangue che pulsa, il respiro rubato, il sacro disordine di un bacio affamato. Bruciamo stasera, consumando le ore, come se il mondo vivesse solo del nostro ardore. E mentre la terra si consuma e sbiadisce, il nostro legame non muore, fiorisce. Perché l'amore vero, se è fatto di fuoco, della morte stessa si prende gioco. Saremo memoria, saremo la scia di una stella che il cielo non porta via. Oltre la carne, oltre la polvere e l'infinito, in un bacio eterno il nostro tempo è scolpito.
Il Labirinto dei Silenzi
Sguardi riflessi e parole a metà , un velo sottile che cela il desio. La donna nasconde la sua verità : ti vuole davvero o è solo un fruscio? Tra mosse invisibili e intenti segreti, i veri motivi rimangono quieti.
Si resta sul ciglio, lasciando che il tempo consumi l'attesa di un cenno o un sussurro. Si aspetta che l'uomo, sfidando quel tempo, disegni la rotta in un cielo non azzurro.
Il codice antico richiede l'avvio: che sia la sua mano a dire "ci sono anch'io". La mossa iniziale spetta al suo ardire, mentre lei guarda e lascia capire.
Ma in questo silenzio di tattica e attesa, il passo compiuto diviene un azzardo. Chi prende la guida e l'altrui difesa, talvolta ne abusa con fare bugiardo.
L'audacia si sposta, diventa pretesa, e l'uomo che avanza ne fa la sua presa, approfitta del gioco, di quell'apertura, trasformando il coraggio in una sventura.
Così nel mistero che mai si rivela, tra chi si nasconde e chi troppo approfitta, l'incontro sbiadisce come una candela, in una partita che non esce mai dritta.

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L'Equilibrio del Cuore
Non è un bilancio di dare ed avere, né un conto aperto da saldare un giorno, l'amicizia è un flusso, un lento piacere, un gesto teso che fa poi ritorno. Si dona un pezzo di strada e di cuore, senza contare i passi o i minuti, e si riceve, nel momento del dolore, la forza immensa di sentirsi accolti. E quando il mondo fuori fa rumore, o il silenzio diventa troppo pesante, un vero amico non calcola l'ora, ma è lì, presente, nello stesso istante. Non serve chiedere, non serve un grido, basta voltarsi e ritrovare il porto: una certezza in cui trovare nido, una parola che ridà conforto. Questo è il legame, la spalla, il cammino: esserci sempre, vicini o distanti, scoprire che, se il destino è mancino, si è forti insieme, si va avanti.
Cammini a piedi scalzi sopra il vetro di ogni sua parola misurata, un passo avanti e cento passi indietro, per non sembrare mai la donna sbagliata. Lui ti disegna i bordi della mente, decide il tono che deve avere il riso, ti vuole accesa, ma spegni la tua luce, ti vuole muta, ma col sorriso. Ti chiama «mia», ma in quel possesso c’è il peso freddo di una gabbia d’oro, dove ogni giorno perdi un po’ di te, svendendo la tua anima al suo coro. E dentro senti un vuoto che divora, come una stanza in cui manca l’ossigeno, il cuore che rimpicciolisce ancora, sotto un giudizio che ti rende fragile. C'è un brivido di freddo nella schiena quando la chiave gira nel portone, la sensazione di una corda tena che stringe il collo senza una ragione. Ti guardi allo specchio e non ti trovi più, sei solo il riflesso del suo volere, un'ombra stanca che guarda verso il giù, mentre lui beve dal tuo stesso calice. Ma ascolta il battito che ancora resta, nascosto sotto il fango del disprezzo: c’è una scintilla antica nella testa, che non ha un nome e non ha alcun prezzo. Un giorno, l'aria tornerà sul viso, la tua mano aprirà quella prigione. Rinascerai, riprendendoti il sorriso, perché la vita non ha mai padrone.