Nella prima settimana del quarto mese del 2019, dopo un trimestre privo di soddisfazioni e una sola esultanza, sono arrivato alla triste conclusione di cedere la mia anima al Maligno, non a titolo definitivo, bensì consegnandogli le chiavi della mia vita per i prossimi anni, sperando, al termine del suddetto periodo, di avere la forza per tornare indietro e riprendermi ciò che negli ultimi tempi ho provato a gestire in totale autonomia, senza ottenere, purtroppo, apprezzabili risultati . I miei voti d’obbedienza, castità e povertà non sono stati per nulla prodighi di benessere, tutt’altro, più spesse volte mi hanno fatto bestemmiare per la loro inconsistenza ed inutilità. M’affido allo Satanasso affinché, come Caronte, suo adepto, mi traghetti verso rive più sicure e (è qui che l’azione demoniaca risiede) per farlo si servirà d’una donna, una sfortunata donna che ha come unico e straordinario difetto quello d’amarmi. Ebbene sì, miei cari lettori, quello a cui sto per andare incontro è la crocifissione di una donna, l’elusione del suo sentimento, una lenta e inesorabile morte del suo spirito affinché il mio possa ergersi sopra le infamie e le abiezioni che lo hanno dilaniato negli ultimi 9 anni. E’ un atto vergognoso, lo riconosco, e ne pagherò lo scotto, ne sono consapevole. Non chiederò perdono, commettere un peccato con cotanta lucidità porta con sé l’assoluta inconciliabilità con la redenzione e le sofferenze che ho provato non giustificano minimamente quello che sto per fare.
Mancano 8 giorni e in questi 8 giorni dovrò solo aspettare che Lucifero scelga la vittima sacrificale, il mio vascello nella vacanza verso l’Ade. Non mi aspetto miracoli, non mi aspetto niente, la mia anima è già partita e la rivedrò tra qualche anno.