Riccardo, 11 anni, ha camminato 6 chilometri nella neve perché non poteva permettersi il biglietto del bus.
No, non è una metafora. È successo martedì.
Per le Olimpiadi Milano-Cortina il biglietto della linea 30 è passato da 2,50€ a 10€. Quadruplicato. Da un giorno all'altro. Per tutti: turisti, atleti, e pure i bambini che vanno a scuola.
Riccardo aveva il suo carnet di biglietti. Quelli che sua madre aveva comprato a settembre. "Valgono tutto l'anno", le avevano detto.
Non valgono più niente.
L'autista l'ha fatto scendere. Un bambino di 11 anni. Con due zaini. Alle 16 di pomeriggio. Con la neve che cadeva.
"Non hai i 10 euro? Torni a casa a piedi."
E Riccardo è tornato a casa a piedi.
6 chilometri lungo la statale. Gambe bagnate fino alle cosce. Temperatura sotto zero. Senza telefono, perché a scuola non si può portare.
È arrivato alle 18:10. Piangeva. Tremava. Ipotermia.
Ora l'autista è stato sospeso. Caso chiuso, giustizia fatta, avanti il prossimo.
Ma io non riesco a smettere di pensare a una cosa.
Tra pochi giorni il mondo guarderà Cortina. Telecamere, bandiere, inni nazionali. Atleti che parlano di sacrificio, dedizione, eccellenza.
E nessuno racconterà di Riccardo.
Nessuno dirà che per preparare quella festa hanno quadruplicato il prezzo del bus ai residenti. Che i bambini del posto ora pagano 10€ per andare a scuola. Che la Provincia ha dovuto creare un "fondo di rimborso" da 10.000€ perché si è accorta che era assurdo.
Lo schema è sempre lo stesso.
Mondiali, Expo, Olimpiadi. Le grandi feste del mondo. E ogni volta qualcuno cammina nella neve perché a casa sua non è più il benvenuto.
Riccardo non è un incidente.
È il prezzo.
Il prezzo che i locali pagano per le feste degli altri. Il prezzo invisibile, quello che non entra mai nelle cerimonie di apertura. Quello che non vince medaglie.
Tra qualche giorno accenderanno il braciere olimpico e parleranno di fratellanza universale.
E da qualche parte, un bambino di 11 anni si ricorderà di quei 6 chilometri.
Perché l'eccellenza ha sempre un costo.
E lo paga sempre qualcun altro.












