Il problema non è il corpo.
Se metti in mostra il corpo attirerai chi è interessato al corpo.
Ed è altrettanto semplice capire che in mezzo alla folla di chi guarda un corpo, ci sono risposte diverse.
Quello che invece pare impossibile da CAPIRE è quanto sia distorto credere che, poiché qualcuno espone il corpo, allora deve accettare qualsiasi insulto, offesa, denigrazione, come se fosse l'esternazione di una lecita opinione.
In realtà SE NON SAI DISTINGUERE TRA LIBERO PENSIERO E VOLONTÀ DI OFFENDERE, IL PROBLEMA NON STA NEL CORPO ESPOSTO, MA NEL TUO STATO DI COSCIENZA.
È assurdo considerare che i porci abbiano ragione perché un corpo esposto "costringe" a certe reazioni. È inquietante giustificare i porci e accusare chi espone. È inaccettabile credere che gli insulti siano la prassi dovuta a chi mette in mostra una parte di sé. È inconcepibile attribuire a un corpo la responsabilità delle proprie parole, pur di portare avanti una sconcertante inversione di responsabilità.
LA LIBERTÀ DI GUARDARE NON ELIMINA IL DOVERE DI RISPETTARE.
Un corpo può attirare uno sguardo, ma non genera offesa, che è invece una scelta deliberata di chi vuole fare male. Ed è proprio in questa scelta che si manifesta il mostro o l'essere umano che ciascuno VUOLE essere.