Vittoria e sconfitta. Tutto nasce da una sfida. Ma oggi non parliamo di uno scontro fra due poli opposti, ma delle sfide continue che la vita ci presenta. Il mondo e soprattutto la nostra società ci insegnato sin da piccolissimi che o si vince o si perde, o riusciamo o falliamo. Ma come parte una sfida? Riflettendo su questa domanda mi sono risposto "beh prima ci si prefigge un obbiettivo." E poi ho pensato al suo proseguo. Si fatica, ci si impegna, ci si ingegna e arrivato alla fine, quando il tempo sta per scadere, o comunque quando la sfida sta volgendo al termine, diamo tutto noi stessi e poi all fine tiriamo le somme e ci viene fuori un risultato: vittoria o sconfitta. Facciamo un esempio pratico. Sto lavorando per raggiungere 1000 unità in una giornata lavorativa. Non ci interessa se sono 8,9 o 10 ore, non è importante ai fini del nostro discorso. Il punto è, perché mai fare 999 pezzi dovrebbe risultarci come una sconfitta e raggiungere i 1000 una vittoria? Cioè se ci pensiamo bene è una singola unità che decreta ciò. Questo è ovviamente un esempio ma lo stesso si può applicare a tutto il resto. Se l'obiettivo è laurearsi in cinque anni importa davvero se ce ne mettiamo sei? Se a trent'anni non abbiamo ancora trovato l'amore delle nostra vita, o non abbiamo messo su famiglia, e magari lo faremo a trentatré o trentacinque o perché no anche a quaranta, siamo dei perdenti? Dei falliti? E stesso discorso applichiamolo ai cosiddetti "vincenti". Se abbiamo una vita che in apparenza sembra perfetta, dobbiamo veramente vantarci di ciò? Che ne sappiamo se in un futuro non perderemo tutto e magari dovremmo ricominciare daccapo? Sono arrivato alla conclusione che se vivessimo senza tutta questa pressione, senza la differenziazione tra vincitori e vinti, tra persone di successo e non, tra falliti e non, ma pensassimo solo che ognuno ha le sue battaglie e che anche solo affrontandole è un vincente, vivremmo tutti veramente meglio...