THE PROPER WIFE - CHAPTER 11 EPILOGO
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Nell'appartamento di Andrea, Sabrina seduce sia lui che Mor, lasciandosi andare ad un rapporto sessuale a tre, lasciando il vivavoce sul telefono e rendendo spettatrice anche Eleonora, ancora prigionera di Aisha nel centro estetico Moonlight.
Sia Andrea che Mor godono entrambi della vivacità sessuale di Sabrina, la quale non risparmia niente ai due amanti.
Soddisfatta dell'intesa sessuale con i due, Sabrina propone di diventare la donna di entrambi, in modo da poter continuare a divertirsi in futuro. Costretta dalle torture di Aisha, Eleonora accetta a malincuore e cede i suoi uomini a Sabrina.
THE PROPER WIFE – EPILOGO
Erano passati due mesi dalla turbolenta notte iniziata al centro estetico Moonlight e proseguita all'appartamento di Andrea.
Il Modà era un localaccio in periferia, frequentato prevalentemente da brutta gente, molto spesso visitato dalle forze dell'ordine. Quella sera di giugno era piuttosto pieno e la musica faceva scoppiare i timpani. Avevano improvvisato una specie di rave party all'esterno del locale, e folti gruppi di persone dal precario equilibrio alcoolico ballavano scompostamente.
L'anticamera dei servizi era quasi piena, perchè il bagno delle signore era occupato da fin troppo tempo. Alcuni urlavano e tiravano pugni nel muro. Eppure, tutto quel protestare non disturbava per niente i due fruitori del servizio: Amerigo ed Aisha. Lei era piegata a 90 gradi sul water, con la sigaretta in bocca, il vestitino striminzito rimboccato fin sopra al seno. Lui, con i pantaloni calati e la maglietta arrotolata, la stava penetrando. Era sudato marcio.
"Quanto rompono i coglioni la fuori! Aspettate il vostro turno, cazzo!!!" urlò lui. Lei si limitava a godere dei colpi di cazzo che Amerigo le somministrava.
"Fottitene e continua! Sto per venire!" disse lei in risposta.
Dalla notte del Moonlight, Aisha acquisì la "proprietà esclusiva" di Amerigo. Lui non era molto soddisfatto di aver perso la sua "troiona da combattimento", come lui chiamava Eleonora, soprattutto perchè sperava di potersi far mantenere da lei. Ma ormai era andata così.
"Oh cazzo, si!!! Continua così" diceva lei. Lui le mise la mano sulla testa e con forza la spinse verso l'interno del water.
"Ame che cazzo fai!?" urlò Aisha impaurita.
"Sta zitta, troia! Godi e stai zitta!"
Aisha mollò un urlò mentre Amerigo le spinse la faccia dentro il water, alzandola tenendola per la vita e continuando a pompare.
"Oh si!!! Sto venendo!!! Prenditela tutta, puttana!"
Aisha venne soffocata dall'acqua del wc, mentre sentiva l'orgasmo che le esplodeva dentro.
Amerigo la tirò fuori per i capelli. Aisha tirò un respiro profondo con la bocca spalancata, ma un secondo dopo, Amerigo le cacciò il cazzo in bocca, sborrandole pesantemente fin dentro la gola.
Aisha ricadde in ginocchio, sputando e vomitando sperma e acqua.
"Brava la mia puttana", disse Amerigo ridendo mentre si riallacciava i pantaloni. Lei sputò con violenza. "Sei un bastardo", gli disse, arrabbiata.
Lui si limitò ad aprire la porta, trovandosi davanti due energumeni.
"Allora, Amerigo, ci prendi per il culo? E' un'ora che aspettiamo!"
"Ce li avete i soldi?" rispose Amerigo.
Il secondo enrgumeno tirò fuori 300 euro, che Amerigo prese velocemente. Aisha si rialzò di scatto.
"Che stai facendo?" disse Aisha sorpresa. Amerigo non la degnò di uno sguardo e si rivolse ai due.
"E' tutta vostra", asserì Amerigo uscendo dal bagno. Aisha provò a seguirlo, ma i due le sbarrarono la strada.
"Amerigo!!! Che cazzo stai facendo?"
I due la spinsero dentro il bagno, ridendo.
"Amerigo! Amerigoooooooooooooooooooo!!!" urlò Aisha, mentre uno dei due richiudeva la porta.
Nonostante il richiamo, Amerigo era già seduto al bancone del bar. Aveva messo una banconota sul tavolo.
"Una bella vodka", disse al barista, tutto soddisfatto. In quell'istante, un altro uomo, grosso come un gorilla, si sedette accanto a lui, mettendogli il braccio sulle spalle.
"Finalmente ci si rivede, Ame!"
Amerigo si ghiacciò dal terrore. Quello era Salvo, un tipo molto pericoloso a cui doveva dei soldi.
"Ora io e te andiamo a farci una bella passeggiata, con i miei amici laggiù!" disse Salvo, indicando un tavolo dove altri 6 personaggi stavano bevendo.
"Perchè non parliamo qui? Posso pagarti, lo giuro" pregò Amerigo.
"Ma certo, è solo che io sono stanco di essere pagato quando vuoi tu! E ora, è il momento che impari come comportarti! Forza, andiamo!" disse sottovoce Salvo.
Con le lacrime agli occhi, Amerigo si alzò dal bancone e seguì Salvo fuori dal locale. I sei "amici" di Salvo li imitarono.
Mentre Amerigo andava incontro al suo destino, Aisha, nel bagno, stava affrontando il suo. Completamente denudata, penetrata nel culo e nella bocca da due delinquenti sconosciuti, venduta come una puttana da quattro soldi, Aisha maledì il giorno in cui decise di stare con Amerigo.
Dopo quella notte, entrambi sparirono per sempre dalla città, senza mai più fare ritorno.
Ben diverso era il clima che si respirava dall'altra parte della città.
La macchina di Mor era parcheggiata sotto l'appartamento di Andrea, e l'uomo era in piedi col telefono in mano.
"Ragazzi è un quarto d'ora che vi sto aspettando! Ma possibile che siete sempre in ritardo?" disse Mor, spazientito.
Stava parlando con Andrea, il quale era in bagno e si stava sistemando il gel nei capelli. Era vestito molto elegante.
"Abbi un pò di pazienza, lo sai che le donne ci mettono sempre un casino a prepararsi!" rispose Andrea, più attento alla piega dei capelli che alla telefonata.
"Vi do 10 minuti, poi giuro che me ne vado!"
"D'accordo, stai calmo! Ci saremo!" rispose Andrea chiudendo la telefonata. Si diede ancora una passata ai capelli.
"Allora!!! Sei pronta o no? Mor sta rompendo i coglioni!"
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!!!!!!!!!!!!" un urlo di donna risuonò nella casa.
Andrea sbuffò spazientito.
"Che cazzo, non potevi farlo dopo quando rientravamo a casa?"
Nella stanza a fianco, sul letto, Sabrina era radiosa. Indossava un attillato vestito nero che risaltava le sue forme. Era seduta sulle ginocchia...o meglio...era seduta sulla faccia di Eleonora. Le aveva tirato giù la parte del vestitino floreale che indossava, scoprendole il seno.
"Ormai sto per venire, amore!"
Sabrina torse i capezzoli di Eleonora, che lanciò un altro grido.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!"
"Datti da fare con quella lingua, Panna Cotta!"
Eleonora leccava affannosamente. Il sapore della fica di Sabrina le dava il voltastomaco.
"N...non riesco a fare più veloce..." disse Eleonora.
Sabrina tirò nuovamente i capezzoli, provocando un altro grido.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!"
Eleonora aumentò la velocità della lingua, leccando e leccando.
"Mmmmm...bene così! Devi massaggiare bene il clitoride!"
Ormai Eleonora era diventata quasi una professionista. Non si contavano più le volte che Sabrina l'aveva obbligata a leccarle la fica fino a farla venire.
"Mmmmm...si così!"
Andrea entrò nella stanza e portò le mani ai fianchi.
"Amore! Quante volte ti ho detto che queste cose le devi fare quando abbiamo tempo?"
Sabrina si morse il labbro, invitando col dito Andrea a raggiungerla.
"Faremo aspettare troppo Mor!" disse Andrea avvicinandosi. Sabrina li cinse le braccia intorno al collo.
"Non preoccuparti amore, lo sai che quando aspetta, poi, è sempre più scatenato dopo" rispose Sabrina. I due si baciarono appassionatamente, mentre Eleonora, schiacciata dal peso di Sabrina, tentò di spostare la testa lateralmente.
"Ti ho detto di fermarti?" disse Sabrina tirandole di nuovo il capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaargh!" urlò Eleonora, mentre i due ricominciarono a baciarsi.
Sabrina sorrise ad Andrea, slacciandogli i pantaloni.
"Facciamolo aspettare ancora un pò..."
"Perchè no?" sorrise Andrea.
Andrea prese in braccio Sabrina, Eleonora insipirò più aria che poteva, ma Andrea le mise sopra Sabrina di schiena.
"Scopami qua..."
Lui sorrise e guiò il cazzo nella fica già bagnata di fluidi e saliva. Eleonora, schiacciata dal peso di entrambi, poteva solo mordersi le labbra dalla rabbia. Sentiva i colpi che Andrea impartiva a Sabrina. Cosa avrebbe dato per essere di nuovo lei in quella posizione.
Ma tutto era cambiato.
Aveva dovuto accettare che Sabrina andasse a letto con Andrea e Mor, ma non aveva immaginato cosa sarebbe successo dopo. Suo marito perse completamente il desiderio verso di lei. Annebbiato, affascinato e sedotto, Andrea voleva solo Sabrina. Mor, manco a dirlo, già ce l'aveva a morte con lei per la storia della cocaina.
Loro erano diventati quasi due estranei. Freddi e distaccati tra loro. Sabrina sempre più presente nella loro casa. Nella sua vita. Rimpensò a tutto il potere che aveva, all'amore di tre uomini contemporaneamente. Al sesso meraviglioso che si era regalata in quei 4 mesi.
"Hey, panna cotta!" la richiamò all'ordine Sabrina, la quale era sdraiata di pancia su di lei, penetrata da dietro da Andrea. La fissava negli occhi.
"Prolunghiamo la tua punizione per altre due settiamane!" sorrise Sabrina.
"Avevi detto che oggi era l'ultimo giorno!!!" urlò Eleonora furiosa. Per tutta risposta, Sabrina le morse un capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!" gridò di dolore Eleonora.
"Non sei riuscita a farmi venire, quindi non ti sei meritata il premio" disse Sabrina, per poi morderla di nuovo al capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaaaargh!!!" Torturarle i capezzoli era diventato lo sport preferito di Sabrina.
Andrea le diede due schiaffi sul culo, e Sabrina sentì l'orgasmo nascerle nelle viscere.
"Aaaaaah....ahhhhh!!!" urlò Sabrina, mentre Andre la seguì a ruota.
"Aaaaaaaaaah!!! Vengo!!!" gridò Andrea inondando Sabrina di sperma colloso e lucente.
Sabrina si alzò, mentre Andrea estrasse il cazzo sgocciolante.
"Diamoci una pulita e andiamo!"
Sabrina sorrise. "Ma certo...adesso mi faccio pulire come si deve!"
In un secondo, Sabrina montò di nuovo sul viso di Eleonora, terrorizzata e schifata.
"No...no..." implorò lei, ma Sabrina l'afferrò per i capelli e le schiacciò la fica in faccia.
"Usa bene la lingua..."
Eleonora si ricordò di quando fece lo stesso ad Andrea, nutrendolo con i fluidi disgustosi di Amerigo. Ora era lei a leccare una fica gocciolante di sperma.
Sabrina muoveva le anche avanti e indietro, mentre Eleonora era costretta a leccare.
"E ora, cerca di ricordare bene tutto, Panna Cotta! Ti ho risparmiato l'umiliazione della pubblicazione del video, dove ti facevi scopare e sniffavi come un aspirapolvere!"
Eleonora continuava a leccare, mentre Sabrina si muoveva avanti e indietro.
"Hai pregato Andrea di non lasciarti nonostante quello che è successo, e nonostante lui non sia più attratto da te, e io l'ho convinto a darti ancora una possibilità, ma lui ha chiesto un segnale chiaro della tua buona fede!"
Sabrina continuava a muoversi
"E il più chiaro segnale della tua buona fede..."
Sabrina le tirò su il vestito, rivelando una cintura di castità metallica intorno alla vita.
"...è la tua totale astinenza dal sesso! Quindi smettila di annoiarmi tutte le sere chiedendomi la chiave!"
Eleonora scalcio' sul letto di rabbia come farebbe una bambina.
"Hey, in questo pasticcio ci sei finita perché non sei stata in grado di darti una regolata! Se fossi stata meno ingorda e meno stronza ora non saresti in questa condizione" la rimproverò Sabrina.
Eleonora deglutì fluidi e rabbia.
"Per questo Andrea ha chiesto la tua castità. Forse disintossicandoti dal sesso tornerai a ragionare e la smetterai di essere una stronza egoista!"
Sabrina si alzò, ben ripulita, mentre Eleonora la guardava implorante, con la bocca sporca di sperma.
"Hai capito?"
Eleonora si limitò ad annuire come farebbe una bambina appena sgridata dalla madre.
"Brava, adesso rilassati, tanto noi non torneremo per tutto il week end!"
Detto ciò, Sabrina aprì la cabina armadio di Eleonora, prendendo un paio di chanel nere.
"Quelle sono le mie preferite!!!" Piagnucolò lei.
Sabrina indossò le scarpe e si rimirò allo specchio, sorridente. Poi, si legò al collo una catenella con appesa una piccola chiave. Si girò verso Eleonora e disse:
"La tua chiave è sempre qui con me!"
Eleonora, seduta sul letto, si mordeva le labbra con gli occhi gonfi di lacrime.
"Non preoccuparti per Andrea e Mor, ci penserò io a coccolarli come si deve. Buon week end!"
Sabrina ed Andrea si diedero un bacio e lasciarono la casa.
Toccandosi la cintura metallica, ormai in astinenza sessuale da due mesi, Eleonora venne presa da un violento scatto d'ira.
Suo marito. Mor. Sabrina. Aisha. Tutti e quattro l'avevano rovinata e privata della sua vita meravigliosa. Dei suoi orgasmi.
Aveva voluto rimanere in casa, rimanere con Andrea per ricominciare. Ma lui e la sua sgualdrina non avevano fatto altro che umiliarla.
Urlando come una forsennata, Eleonora ribaltò il comodino, lanciò oggetti contro il muro, spacco' lo specchio. Si lanciò contro il vetro della finestra, guardando con rabbia Andrea e Sabrina entrare nella macchina di Mor.
Rinchiusa nella sua prigione metallica di castità, Eleonora digrignava i denti e sprizzava odio dagli occhi.
Non doveva finire così! Non sarebbe finita così!
Le sue unghie scendevano lungo il muro, lasciando i segni di graffi profondi.
"Vi rovinero' bastardi! Bastardi! Pagherete tutto! Tutto!!!
THE END...?













