“Chi vive conflitti perenni si ammala più spesso, imparare a gestirli protegge la salute. Il corpo è il quaderno delle emozioni irrisolte”
A. Pellai

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“Chi vive conflitti perenni si ammala più spesso, imparare a gestirli protegge la salute. Il corpo è il quaderno delle emozioni irrisolte”
A. Pellai

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Problemi di percezione?
Le persone altamente percettive, trascorrono la metà della vita a far finta di non capire situazioni e comportamenti.
Chi lo è sa il motivo.
Vorrei solo dirti che se sei nato con questa qualità non è perché tu dovessi vivere una vita di merda, semmai esattamente il contrario.
Il fatto è che nessuno ti ha spiegato cosa farne di questo talento e come ogni forza mal riposta, o viene usata male o viene censurata.
Qualsiasi sia la prospettiva, realizza subito che il 70% della realtà che vivi è un video gioco.
Impara a divertirti con quello che provi, crea risposte, anziché reazioni. Perché la repressione genera solo mostri... E problemi al fegato.
♠️_Ho imparato a perdonare con il tempo, anche perché nessuno e perfetto... tutti noi abbiamo molti difetti e si sbaglia spesso.
Mio nonno diceva che ci sono due parole che ti apriranno molte porte: “tira e spingi”.
Io credo che c'è ne sono invece tre che sembrano evitare litigi, conflitti e barbarie:
“Ti chiedo scusa”.
🖤🌹
" Mu'in 'Abbas è un giovane palestinese che studia all'università del Cairo, alla facoltà di medicina. La sua gente e i membri della sua famiglia vivono a Gaza, città che l'esercito israeliano occupa fin dalla guerra del giugno 1967. Sono molto poveri e Mu'in 'Abbàs si fa bastare la piccola somma di denaro che riceve dal governo egiziano a titolo di borsa di studio per studenti meritevoli. Al Cairo, Mu'in 'Abbàs vive una vita normale e piana, e studia tanto. Perché per studiare medicina bisogna sforzarsi molto e lui spera di finire in fretta l'università per poter tornare a Gaza, mettersi a lavorare e sposarsi. Non si occupa di politica se non in quanto palestinese. Perché non si può essere palestinese e non occuparsi, in un modo o nell'altro, di politica. Sarebbe a dire che partecipa alle feste studentesche che si tengono all'università, attacca manifesti, distribuisce libri e pubblicazioni che contengono informazioni sulla causa. Mu'in 'Abbas, al Cairo, ha l'impressione di trovarsi in un bel pasticcio: per la prima volta, dopo anni e anni, vorrebbe dimenticarsi di Sana', la sua cuginetta cui ha promesso che si sposeranno, quella che tutte le famiglie del campo sanno diventerà sua moglie. È sempre stato orgoglioso di lei e della sua invitante bellezza, e adesso, invece, cosa gli va a capitare? Muna, la sua compagna di corso. "
Elias Khuri, Facce bianche, traduzione dall'arabo di Elisabetta Bartuli, Einaudi (collana L'Arcipelago n° 126), 2007¹, pp. 253-254.
[1ª Edizione originale: الوجوه البيضاء, (Wujuh al-bayda), editore Dar Al Adab, Beirut, 1981]
Blog su social networking, politica, personaggi, notizie, contenuti, approfondimenti, opinione, attualità, community,

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Leggetela se vi va, è bellissima ❤
È quell’uomo che a volte non ha un posto dove stare a casa, perché torna sempre per ultimo, e solo da vecchio lo trovi sempre sulla poltrona con un giornale e ti farà finalmente tenerezza: perché tuo padre è quell’uomo che ti ha insegnato ad andare in bicicletta tenendoti il sellino da dietro per non farti cadere.
È quell’uomo del quale ti ricordi solo all’ultimo momento di farti una foto con lui ai tuoi compleanni e se invece al suo ti scordi di fargli gli auguri non ci rimarrà male perché lui lo sa che non l’hai fatto apposta.
Sappi che quell’uomo, quando uscirai per la prima volta con un ragazzo, non dormirà tutta la notte aspettando il tuo ritorno, e il giorno dopo non ti chiederà come è andata non perché non gli interessa ma perché ha paura che tu ti sia trovata bene con un ragazzo che con te non c’entra niente.
È quell’uomo che quando trovi una sua foto da giovane, ti sembra sempre fichissimo e ti dispiace di non averlo conosciuto allora quando faceva lo scemo con tua madre.
È un uomo che ogni volta che esce con la macchina spera che piova per incontrarti e darti un passaggio.
Tuo padre è quell’uomo che quando tornavi troppo tardi ti sgridava ma dentro ti voleva solo abbracciare.
È quell’uomo che può litigare con chiunque per tutta la vita ma con te vorrà sempre fare pace in un attimo perché è quell’uomo che ti amerà come non ha mai amato niente nella sua vita.
Tuo padre è quell’uomo che quando ti sposerai compierà l’ultimo sacrificio che la vita gli chiede: portarti all’altare e guardarti da dietro mentre ti lascia la mano…
“E ricordati, cara figlia mia, che se una volta, quando sarai una donna, dovessi attraversare un momento difficile in cui ti sentirai sola come mai ti è successo e non troverai nessuno accanto, dovrai girare la testa per guardare dietro di te. E troverai un uomo solo. Tuo padre.”
[Dal Web]
Odio chiama odio.
Vendetta risponde a vendetta.
Sangue cerca sangue.
Le risposte violente alimentano un ciclo di crudeltà e di rappresaglie che perpetuano il terrorismo anziché risolverlo.
Occhio per occhio.
Dente perdente.
Vittima per vittima.
Massacro per massacro.
Genocidio per genocidio.
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Da aitanblog.wordpress.com/2024/03/01/le-risposte-violente/
io i genitori tossici non me li meritavo
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