L'APPARENZA INGANNA -CHAPTER 8
Ciao ragazzi, chiedo scusa per il ritardo ma impegni lavorativi hanno imposto una pubblicazione più lenta. Buona lettura.
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 8
Al termine dell'avventura sadomaso, Roberto e Federica andarono a passare la notte a casa di lui. Stanchi morti e piuttosto ubriachi, dormirono profondamente un sonno senza sogni, come se fossero morti.
Quando si svegliò, Roberto si fece una doccia calda e si massaggiò le ferite ricevute da Eleonora con una pomata. Si rivestì pensando alla giornata precedente, a quanto quella situazione non avrebbe più potuto continuare a lungo. Era stanco di dover fuggire da una donna all'altra ogni giorno della sua vita. Il momento della sua scelta era sempre più vicino. Quando uscì dal bagno vide Federica in piedi, davanti alla finestra. Indossava solamente il perizoma e stava fumando una sigaretta, osservando la pioggia che aveva cominciato a cadere pochi minuti prima. Roberto le arrivò alle spalle e le cinse la vita.
"Stai già fumando? Non hai nemmeno fatto colazione…"
Federica aveva lo sguardo fisso nel vuoto. "Non ho fame…"
"Che succede? Non ti senti bene?"
Roberto le baciò il collo. Lei prese una boccata di fumo.
Federica si voltò, guardandolo negli occhi.
Federica si allontanò da Roberto e si avvicinò al suo vestito appoggiato sulla sedia.
"Mi hai detto che non mi hai mai tradita!"
Roberto ebbe un sussulto.
Federica si fece scivolare il vestito sul piccolo corpo tonico.
"Sei un bugiardo, Roberto! Lo so che mi hai tradita!"
Roberto era sul punto di scoppiare, ma non poteva dirle la verità, non ancora. Decise di negare con tutto se stesso.
"Fede, ti giuro, non ti ho mai tradita. Perchè dici questo? Hai delle prove?"
"Nessuna prova, ma lo so! Ho messo insieme diverse coincidenze e sono giunta alla conclusione che mi hai tradita!"
Roberto si sentiva all'angolo, ma doveva trovare un modo per negare. Infondo non aveva nessuna prova, bastava convincerla del contrario.
"Non so cosa ti stia passando per la testa, forse sei troppo stanca o forse troppo paranoica! Io non ti ho mai tradita! Se ti riferisci a quella notte in cui non ti ho risposto mi sembra di averti già detto che ero al lavoro!"
Federica aspirò ancora il fumo della sigaretta.
"Ti prego, Fede, credimi! Io non ti avrei mai potuta tradire! E poi con chi, sentiamo? Le mie amiche le conosci tutte, sono fidanzate. Colleghe donne non ne ho…"
"Eleonora", rispose gelida.
Roberto sentì il sangue gelarsi nelle vene. Allora aveva davvero capito tutto.
"Eleonora? La tua collega? Ma stai scherzando?" Simulò una risata farlocca che fece solamente diventare l'espressione di Federica ancora più di pietra.
"Seconto te potrei mai tradirti con quella? Non scherziamo! Solo perchè abbiamo chiacchierato un pò davanti alla scrivania l'altro giorno…sei davvero paranoica"
"E stranamente il giorno in cui tu avevi da lavorare tutta la sera, lei è uscita dal centro tutta in tiro, dicendo che avrebbe dovuto incontrare un amico!"
"Sei pazza, Fede! Tu non ragioni più!"
"Ho avuto diverse informazioni su di lei. Tempo fa si appostava dalla palestra per vederti mentre facevi gli esercizi. E' un pò che ti da la caccia."
Roberto ricordava che Eleonora gli avesse detto che erano mesi che gli sbavava dietro. Ma come fa Federica a sapere quelle cose?"
"Con chi hai parlato? Sicuramente qualcuno che ce l'ha con me…oppure che vuole mettere Eleonora nei guai!"
"Il suo ex. Mi ha raccontato diverse cose interessanti!"
Roberto rise nuovamente. "Il suo ex? Andiamo, Fede! Sei andata a chiedere informazioni ad una persona che sicuramente avrebbe parlato male di lei. E' stato mollato e avrà il dente avvelenato…"
"E' un bravo ragazzo! E mi ha parlato sinceramente! Lo aveva già tradito in passato, con Francois Urbain, il responsabile di un centro benessere di un'altra città, ad una convention. E lo ha lasciato per dare la caccia a te!"
Roberto ne aveva basta di quella discussione. Se avesse continuato sarebbe caduto in fallo, prima o poi.
"Senti, io devo andare a lavorare, non voglio arrivare in ritardo per via di questa stupida conversazione! Continueremo stasera! E ti farò capire quanto queste tue fantasie ti stiano ottenebrando il cervello! Tieni pure le chiavi di casa, ho il doppione dietro."
Detto questo, Roberto uscì di casa. Federica si sedette sul tavolo, ormai era sicura di essere stata tradita.Si preparò per andare al lavoro, pensando che quella sera, lo avrebbe definitivamente lasciato.
Intanto, Roberto era in macchina e sudava freddo. Continuava a pensare alla discussione avuta con Federica. Prese il telefono e chiamò Eleonora.
Roberto voleva avvisarla che Federica aveva capito tutto. Doveva avvisarla che aveva parlato con il suo ex, il quale le avrà detto chissa quali maldicenze su di lei. Parcheggiò la macchina davanti al palazzo della sua azienda e vi entrò a passo veloce. Provò di nuovo a chiamare la sua amante.
"Ma perchè lo tiene spento?" Imprecò nella sua testa. Quando l'ascensore giunse al dodicesimo piano, Roberto uscì ed incontrò un collega.
Simone, il collega, era più vecchio di cinque anni di lui. Era single, uno di quelli che passa il suo tempo libero in locali e per puttane.
"Robby, cè una tipa che ti aspetta in ufficio."
"Mi ha detto che è una promoter, è carina!"
"Tu pensi solo alla fica, eh Simo?"
Roberto entrò nel suo ufficio e spalancò gli occhi. Eleonora era seduta sulla sua scrivania. Indossava un vestitino nero attillato , era gia scalza, con le scarpe a terra
Roberto chiuse la porta a chiave, allarmato.
"Ma che ci fai qui? Sei impazzita?"
"Oggi ho il giorno libero. Non ti piacciono le sorprese?"
"Certo che mi piacciono, ma ti ricordo che qui va di moda la monogamia e io sono fidanzato per tutti!"
Eleonora si alzò dalla sedia e si avvicinò a Roberto.
"Rilassati, ho detto che sono qui per lavoro!"
Roberto si allontanò da Eleonora, andando verso la finestra.
"Federica ha capito tutto! Ha capito che l'ho tradita e che l'ho fatto con te!"
"Si, ha collegato varie coincidenze ed è arrivata alla vertità! Inoltre ha parlato con un tuo ex!"
"Cosa? Ha parlato con il mio ex?"
Eleonora fece una smorfia di disgusto. Chissà cosa avrà raccontato di lei quel deficiente. Probabilmente della scappatella con Francois.
"Semmai sospettosa, in fin dei conti non ha tutti i torti…"
"Tesoro, il mio ex, Alessandro, è un povero deficiente. L'ho lasciato tempo fa perchè mi ero resa conto della sua nullità, niente di più…"
"Le ha detto che lo hai lasciato perchè volevi farmi la corte! Le ha detto che venivi a spiarmi in palestra. Capisci? Sa tutto, ormai."
"Bene, allora puoi prendere la palla al balzo e lasciarla, finalmente!"
Roberto si ammutolì, quella situazione non gli piaceva.
"Hai cambiato idea? Tu mi hai detto che l'avresti lasciata!"
Roberto non voleva sentire un'altra rimostranza di gelosia. Voleva farla tacere. E soprattutto, non aveva il coraggio di confrontarsi con lei.
"Davvero??? Ma è fantastico!"
Eleonora lo abbracciò e gli diede un lungo e appassionato bacio.
Roberto senti lo stomaco muoversi. Non ne aveva voglia.
"Adesso? Non possiamo, siamo nel mio ufficio!"
"E che ti frega, facciamolo e basta!"
"No! Qui cè un via vai continuo! Non posso tenere la porta chiusa a chiave per molto!"
Eleonora gli leccò le labbra.
"Allora ti aspetto per la pausa pranzo. A casa mia…"
Lei gli strizzò le palle con la mano, gli sorrise e si allontanò.
"Altrimenti tornerò qui nel pomeriggio e ti scoperò sulla scrivania!"
Durante la pausa pranzo, Federica aveva voglia di parlare con qualcuno. Qualcuno che non fossero le sue solite amiche o le colleghe. Voleva parlare con qualcuno che non la giudicasse. Così le venne in mente Alessandro, il proprietario del bar Alex Man, nonchè ex fidanzato di Eleonora.
Uscì dalla spa, prese un taxi e andò fino a casa sua, dove prima si cambiò. Indossava un semplice top rosa che lasciava scoperto il suo ventre piatto e un paio di short di jeans neri. Ai piedi mise un paio di Converse All Star. Prese la macchina e si diresse all'Alex Man. Alessandro se ne stava dietro il bancone con la sua solita aria cupa in volto. Si avvicinò senza che quasi lui se ne accorgesse.
"Buongiorno!" Chiosò Federica. Alessandro la vide e le sorrise.
"Buongiorno a te! Devi essere disperata per essere tornata in questo posto!"
Federica gli fece un gesto con la mano di disapprovazione.
"Sono venuta per parlare con un amico! Dammi un'Ichnusa!"
"L'amico sarei io?" Rispose stappando la bottiglia. Federica la prese e le diede una golata.
"Ci siamo parlati solo una volta! Non pensavo che saresti tornata!"
Federica bevve un altro sorso di birra.
"Sono circondata da gente di merda nella mia vita! Se vuoi sentirti dire questo, allora te lo dico: sono così disperata da venire a parlare con uno sconosciuto! Così va meglio?"
Alessandro sorrise divertito e gentile. "Si, così va bene! Allora, da bravo barista sono abituato a raccogliere i problemi delle persone. Ma in genere sono vecchi ed ubriaconi. Una bella e giovane ragazza non mi era ancora capitata!"
Federica faceva roteare lentamente la bottiglia di birra, osservando la birra che girava.
"Il mio fidanzato mi ha tradita, forse continua a farlo, non lo so!"
"Bè sono cose che capitano! Te lo ha detto lui?"
"No, lui si rifiuta, vuole convincermi che sono paranoica!"
"No, ma sono sicura! Ho collegato diverse cose…"
"Sai, per un pò ho pensato di farlo! Se solo avesse trovato il coraggio di confessarlo…avrei potuto! Ma ora, non lo so! Stamattina gli ho detto che avevo capito tutto. Lui è sbiancato ma ha negato fino all'ultimo."
"Quindi non lo perdonerai?"
"Magari sei veramente paranoica! Magari lui non ti tradisce affatto! Chi è la ragazza con cui ti avrebbe tradito? La conosci?"
Alessandro fece cadere una tazzina che stava asciugando.
"Roberto, il mio fidanzato, va alla palestra Strong", continuò Federica.
"Mi dispiace per te! Non voglio girare il dito nella piaga, ma se si tratta di Eleonora allora confermo tutti i tuoi dubbi."
Federica bevve un altro pò. "Non cè bisogno della tua conferma, l'avevo capito lo stesso!"
"Eleonora sa essere molto persuasiva quando vuole ottenere qualcosa. Soprattutto se si parla di uomini. Io non sono stato il suo primo, ne ha avuti altri prima di me. E' in grado di farti sentire al settimo cielo, importante, bellissimo. Il suo cervello e la sua cultura sono ammalianti."
Federica storse il naso. "Peccato non si possa dire lo stesso del suo culo!"
"Poco prima che mi tradisse le regalai una cavigliera e due anellini da piede, perchè lei ha sempre avuto un debole per la cura dei propri piedi. Erano d'argento. Il giorno in cui le spacchettò mi diede un bacio e mi giurò amore eterno." Alessandro scoppiò in una risata malinconica.
"Non ti sei perso niente, Ale, credimi!"
"Nove anni di storia, ho dedicato la mia vita a quella ragazza! Le ho dato tutto ciò che un uomo poteva dare alla donna che ama. Evidentemente non è bastato!" Il tono di Alessandro era tra il deluso e il sarcastico. Federica gli poggiò una mano sulla sua.
"Sei un ragazzo d'oro, Ale!"
Alessandro le sorrise. "Perdonalo"
"Perdonalo! Quando si ama qualcuno, veramente intendo, si perdona! L'amore è perdono"
Federica rimase senza parole, confusa.
Nel frattempo, Roberto era arrivato a casa di Eleonora. Nello stomaco aveva ancora i morsi della coscienza. Suonò alla porta e lei gli aprì con un vestitino rosso.
"Eccoti, Tesoro!" Eleonora lo abbracciò e lo baciò.
"Stai zitto! Non voglio sentirti parlare!"
Eleonora lo spinse nel salotto ben arredato e lo buttò sul divano.
La ragazza si tolse il vestito, mostrandosi interamente nuda. Sul suo volto apparve il ghigno sensuale della Sirena. "Ora ho voglia di godere!"
Roberto non ne aveva per niente voglia. Era la prima volta che gli succedeva. Lei gli salì addosso e iniziò a baciarlo e masturbarlo con la mano. L'erezione avvene lentamente, molto lentamente.
"Che succede, Tesoro, mi sembri un pò scarico! Non riesci più a reggere i miei ritmi?"
Quando il cazzo di Roberto fu duro appena sufficientemente, Eleonora lo guidò dentro di lei, iniziando a muovere le anche. Lui era seduto schiena sul divano, lei a cavalcioni.
"Si…quanto mi piace il tuo bel cazzone"
Roberto palpò il sedere di Eleonora. Nel momento in cui le sue dita sprofondarono nell'adipe, il suo cazzo si ammosciò leggermente. Provò a succhiarle i capezzoli, ma quelle piccole tettine a pera non lo eccitavano più.
Cercò di guardarla nel suo insieme. In quella posizione, i fianchi larghi sembravano due rotoli di un salvagente. Le guardò il volto, cercando quel ghigno che tanto l'aveva fatto impazzire. Ma vide solo il naso porcino della ragazza e una smorfia che in quel momento gli sembrava da ebete.
A quel punto, cercò di immaginare che ci fosse Federica sopra di lui. Nella sua mente, quel grosso culo mollo prendeva la forma del piccolo sedere tonico di Federica. Le tettine a pera diventavano tonde e più grosse. I due fianchi adiposi sparivano. La pancetta venne sostituita dal ventre piatto e tonico della sua fidanzata. L'espressione ebete veniva sostituita dallo sguardo sensuale di Federica. Il suo cazzo tornò duro.
"Ora ti riconosco! Fai godere la tua maiala!" grugnì lei.
"Cambiamo posizione…." Disse lui speranzoso.
Si alzò in piedi, la fece appoggiare al divano e provò a tirarle su la gamba: la posizione preferita di Federica. Ma Eleonora emise un verso di dolore: "Ahia…ahia…ahia…mi spacchi la gamba!"
"Ci avevi già provato, ma non riesco a farlo, Tesoro.!"
"Non cè problema", disse lui. Lei gli regalò il suo ghigno sensuale, ma l'incantesimo della Sirena si era spezzato quella notte ai piedi di Castello Sforza, e quella sua espressione non gli faceva più effetto.
"Facciamolo da dietro", disse lui.
La mise a gattoni, penetrandola da dietro. Non voleva vederla in faccia.
"Oh…si…quanto amo questo modo di farlo! Bravo, bravo!"
I muggiti di Eleonora lo infastidivano. Pensava che in quel modo avrebbe potuto almeno far diventare duro il suo cazzo, ma dopo aver gustato di nuovo la passione con Federica qualcosa era cambiato. Provò a darle degli schiaffetti, ma vedere quel sedere grasso tremare non lo attizzava per niente.
La verità era che dopo aver fatto l'amore con Federica, in quel modo meraviglioso come la prima volta, aveva perso completamente l'interesse per Eleonora. La volta che era legato e dominato non contava perchè era un'esperienza particolare. Si rese conto che amava Federica. Voleva solo lei. Non solo non amava Eleonora, ma non gli piaceva nemmeno più fisicamente.
Non c'era più niente in lei che lo eccitasse. La seducente e irresistibile Sirena era scomparsa, lasciando solo una ninfomane ossessionta dal sesso. Nulla di più.
Mentre era afflitto da questi pensieri, Eleonora iniziava a venire.
Ma proprio prima poter esplodere, l'orgasmo le venne soffocato in gola. Roberto le mise le mani sul sedere e la spinse via, tirando fuori il suo cazzo mezzo moscio.
"Che stai facendo?! Stavo per venire!" Riuscì a dire Eleonora con la voce rotta e ansimante.
Lui si tirò su i pantaloni. "Perdonami, Eleonora! Io, io devo andare…"
Eleonora si rialzò, incredula e rabbiosa.
"Come sarebbe a dire che devi andare? Dove vorresti andare?"
Roberto si avviò alla porta velocemente.
"Io ho preso la mia decisione"
Roberto aveva paura di parlare. Eleonora stava in piedi nuda, davanti a lui, con lo sguardo inquisitore e i flussi che ancora le scendevano sulle cosce.
"Ho fatto l'amore con Federica, altre due volte."
Le gambe di Eleonora tremavano.
"Ancora due volte…" disse con la voce stanca.
"Io non ti amo! So di essere stato uno stronzo, ma ero convinto di amarti! Sono ancora innamorato di lei, e questa storia me l'ha fatta amare ancora di più"
Eleonora cadde in ginocchio, con la bocca serrata e gli occhi spalancati.
"Spero che tu possa perdonarmi…"
Eleonora digrignò i denti, e sussurrò con un ringhio.
Roberto si avvicinò per consolarla, ma lei scattò in piedi come una furia.
"Ti dispiace?" Gli occhi di Eleonora lanciavano fiamme.
"Io ti ho aperto il mio cuore e tu mi hai trattata come una puttana!"
"Avrei dovuto troncarla prima, lo so…"
Eleonora, furiosa, diede una spinta a Roberto. "Io non sono la tua puttana! Hai capito? Non sono una puttana! Non puoi scoparmi così ed andartene per la tua strada"
"Lo so…ci mancherebbe! La colpa è solo mia, tu sei vittima, come lo è Federica!" Disse Roberto sinceramente dispiaciuto.
"Credi di cavartela con delle scuse, eh? Vigliacco, infame…"
Roberto si avvicinò alla porta.
"Mi dispiace! Io ho sbagliato a cedere alle tue avances, ed ho sbagliato a dirti che volevo lasciare Federica! Non posso farlo…io la amo…"
Eleonora emetteva fulmini da tanto era furiosa. "Allora vattene! Vattene pure dalla tua puttanella, è quello che ti meriti! Una puttanella volgare e ignorante!"
Roberto aprì la porta ed uscì, ma lei era cosi rabbiosa che lo seguì, nuda, nel pianerottolo. Era in preda ad una furia cieca.
"Ti meriti questo! Ti meriti di non essere mai felice, di soffrire! Perchè tu in realtà non la ami! La tradirai ancora e ancora! E quando ti renderai conto che non vale nulla e di quanto la tua vita sia vuota, allora tornerai a piangere da me!"
Roberto scese dalle scale, Eleonora si affacciò gridando come un'ossessa.
"Credi davvero che sia finita così? Ricordati che sei solo un vigliacco traditore! Tu non sei il Principe Azzurro…e questa non è una storia dal lieto fine! Ricordatelo!"
Eleonora tornò in casa sbattendo violentemente la porta. Roberto uscì dal portone quasi di corsa. Sapeva che si sarebbe arrabbiata, ma gli occhi di quella ragazza emanavano tanto odio che l'aveva spaventato. Prese il telefono e provò a chiamare Federica. Telefono spento. Al diavolo, sarebbe andato alla spa.
Erano ormai le 19.30 e l'ultima cliente era uscita dal Raggio di Luna. Federica era sola e stava sistemando la sua cabina massaggi, quando sentì una porta aprirsi.
"Siamo chiusi" urlò Federica. Si affacciò e vide Roberto entrare di corsa.
Federica strabuzzò gli occhi. "Roberto? Che succede?"
Roberto si fiondò su di lei e la baciò con tale trasporto che Federica sentì le gambe sciogliersi.
Lui la prese in braccio, aprì la cabina e l'appoggiò seduta sul lettino.
"Ti amo! Ti amo più di ogni cosa al mondo!"
Federica sorrise, la rabbia le stava scivolando via.
Roberto le slacciò la casacca e iniziò a baciarle i capezzoli.
Le tirò via i pantaloni e il perizoma. Federica non oppose resistenza. Era talmente felice di vederlo così che dimenticò tutta la sua frustrazione.
Roberto la baciò di nuovo, poi si tirò giù i pantaloni ed estrasse il suo membro, che guidò dentro di lei. Federica ebbe un sussulto, mentre Roberto la sdraiava e si metteva su di lei.
"Mai nella mia vita, ho avuto una donna tanto bella"
Federica rise, mentre Roberto iniziava a pompare. Colpi forti, eccitati, ma dolci allo stesso tempo. Lei ansimava, mentre lui sembrava dovesse sfogare il mondo dentro di lei.
"Oddio…Robbi…è così bello…"
Roberto la palpava ovunque. Era così perfetta. Il ricordo di Eleonora sbiadiva velocissimo. Ora ne era certo. Federica era la sua donna. E lo sarebbe stata per sempre.
Roberto le succhiava i capezzoli mentre colpiva incessantemente. Lei gemeva. Quei gemiti che lo facevano impazzire di piacere.
I gemiti di entrambi divennero urla. Urla di liberazione, di piacere infinito. Roberto esplose dentro di lei, la quale emise un urlo misto ad una risata.
Lei gli diede un bacio sulle labbra. Ora lo aveva capito. Aveva capito che l'amava. E aveva deciso di fidarsi di lui, nonostante tutti i dubbi.
Roberto ha preso la sua decisione. Federica ha scelto di credergli. Questa storia avrà, dunque, un lieto fine?
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