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THE PROPER WIFE - CHAPTER 1
Andrea emise un altro grugnito in mezzo ai gemiti. Stava godendo come un pazzo.
"Ti piace eh? Dimmi che ti piace il mio cazzo!"
Eleonora sotto di lui muggiva, sudata fradicia, mentre il cazzo di suo marito la pompava con decisione. Le sue gambe gli cingevano i fianchi, allacciandosi in una specie di cintura.
"Amo il tuo cazzo! Lo amo! Amo quanto mi fa godere!"
Andrea si estasiava ogni volta che sua moglie gli diceva così. Le afferrò il piccolo seno, stringendolo con la mano. Eleonora si lasciò sfuggire un grido, che lo fece eccitare ancora di più. Aumentò la forza dei suoi colpi e il cazzo scivolò fuori da sua moglie.
"Vaffanculo", imprecò, per poi infilarglielo di nuovo. Eleonora gli sorrise in modo malizioso. Era un ghigno che lo mandava sempre su di giri. Eleonora sentì l'orgasmo montarle fino al petto, ma poi scese giù di nuovo nello stomaco.
"C'ero quasi" pensò lei sconsolata.
Andrea, invece, era completamente in trance. Osservava il corpo burroso di sua moglie ed era sempre più eccitato.
"Stai venendo? Io ci sono quasi", le disse con la voce rotta dal piacere.
"Aaah….si…." mentì Eleonora
Andrea esplose il suo orgasmo in un'ondata di sperma. Eleonora, mentendo di nuovo, urlò anche lei, simulando l'orgasmo.
"Dio si!! Si!" urlò lei.
Andrea concluse il suo grido in uno spasmo di piacere, afflosciandosi su Eleonora come un sacco vuoto.
"E' stato fantastico, Dio!" Totalmente incapace di comprendere le sue terribili mancanze come amante, Andrea si compiaceva sempre delle sue misere prestazioni.
"Meraviglioso", lo baciò lei.
Andrea si alzò e si diresse verso il bagno. "Faccio una doccia e andiamo. Ci aspettano"
"Ma certo tesoro".
Mentre Andrea si crogiolava sotto la doccia calda, Eleonora, silenziosamente, aprì il suo armadio, tirando fuori un grosso dildo. Aveva intenzione di finire quello che suo marito aveva cominciato. Si ficcò il dildo nella fica umida e iniziò a masturbarsi. Spalancò gli occhi, finalmente un pò di piacere.
"Aaaaaah…….aaaaaaaaaaaah". Avrebbe voluto gridare, ma doveva darsi un contegno. Andrea non avrebbe dovuto sapere la verità. La crudele verità.
"Dio, si…" Tutte le volte che facevano sesso, Eleonora era costretta a finire da sola. In 5 anni di matrimonio e 10 di fidanzamento, Andrea era stato in grado di darle piacere solamente 3 o 4 volte. Ma invece che rendersi conto della palese frustrazione sessuale della compagna, Andrea si era autoconvinto di essere un mago del sesso. Eleonora, da moglie per bene, premurosa e signorile, si era sempre ben guardata dall'esternare le sue mancanze. Diventando, ovviamente, una moglie frustrata.
"Allora sei pronta o no?"
Andrea era uscito dalla doccia, trovando la bella moglie già pronta e in ghingheri: i capelli ricci castani acconciati in una pettinatura raccolta a lato. Un bel rossetto rosso che risaltava l'azzurro dei suoi occhi. Un lungo vestito nero scollato, ben attillato sui fianchi prosperosi, con uno spacco moderato che rivelava le lunghe gambe. Ai piedi, un paio di chanel nere col tacco.
"Sono un pò ingrassata! Questo vestito mi stava meglio". Piagnucolò lei.
"Sei bellissima, e molto sexy." La rincuorò Andrea. I due presero la macchina e si diressero allo Yacht Club, dove si sarebbe svolta la festa aziendale della "Brand West", la compagnia di marketing per cui lavorava Andrea.
"E' stata davvero una scopata incredibile, vero?"
Lei si limitò a sorridere ed annuire, mentre lui mise una mano in mezzo alle coscie.
"Più tardi facciamo il secondo round". Grugnì Andrea.
"Non vedo l'ora". Disse lei. "Speriamo bene stavolta", pensò.
Arrivati al parcheggio, i due si presero per mano ed entrarono allo Yacht Club, già affollato di uomini con pance prominenti edonne di mezz'età con labbra e zigomi rifatti.
"Che noia, mi romperò le palle tutta la sera", pensò Eleonora.
In mezzo a quel turbinio di cummenda panciuti e baldracche attempate, Andrea ed Eleonora risaltavano per il loro aspetto. Lui, 34 anni, capelli neri molto corti, di corporatura media e dalla pelle abbronzata. Lei, 30, aveva il viso da bambola, con l'unica irregolarità riscontrabile in un naso piuttosto largo. Fisicamente dotata di un fisico a pera, con seno piccolo e fianchi larghi, Eleonora aveva, però, lunghe gambe snelle, con piedi piccoli ed eleganti. Anche se, lei detestava profondamente il suo sedere, piuttosto grosso e poco sodo. Ma tant'è, non si può essere perfetti.
"Ci sono tutte le facce di merda peggiori dell'azienda! Guarda Ele, il Dottor Silvestrini! Quel vecchio bavoso, l'anno scorso, non ha fatto altro che guardarti le gambe."
"Si, mi ricordo". La noia di lei era talmente palese che non si poteva nemmeno nascondere.
"Dobbiamo salutarlo".
"Uff, dobbiamo proprio? Mi fa schifo come mi guarda".
"Dai Ele, non rompere!"
I due si avvicinarono a Silverstrini, che, dopo averli salutati cordialmente, come da copione, fissò i suoi occhi sullo spacco di Eleonora. "Ogni anno mette un vestito sempre più bello", sbavò il vecchio.
"Io ci provo", rispose con un sorriso di circostanza.
Silvestrini fece un cenno ad un uomo dietro di lui.
"Scusate, vi presento il mio nuovo vicedirettore, l'ho assunto da poco al quarto piano, e devo dire che mi sta dando davvero delle soddisfazioni."
L'uomo che si avvicinò era bellissimo. Sembrava uscito da un film di Hollywood. Alto circa 1,90, capelli corti neri rasati, doveva essere mulatto dato il colore scuro della pelle. Una barba folta nera gli incorniciava il viso, mentre il vestito sembrava esplodere sotto la pressione dei suoi muscoli.
"Andrea, ti presento il dottor. Mor Dyane"
Mor prese la mano di Eleonora e, senza considerare nessuno, fece un elegante baciamano, fissandola intensamente negli occhi.
"E' un piacere, Signora?"
Eleonora sorrise in modo incredulo, con gli occhi spalancati. Un brivido di estasi le attraversò la schiena, lo stomaco, fino alla fica, che parve tremare. Rimase in silenzio per due interminabili secondi.
"Lei è Eleonora, mia moglie, io sono Andrea, responsabile per l'estero"
Mor non lo degnò di uno sguardo.
"Eleonora, piacere di conoscerla"
Andrea si irrigidì infastidito, aspettandosi una reazione sdegnata di sua moglie. Reazione sdegnata che non arrivò. Eleonora emise un leggero ridolino, sul suo volto si dipinse il ghigno che tanto faceva impazzire Andrea.
"Piacere mio, Mor…"
Andrea le cinse la vita e dopo un saluto formale, si allontanò portandosela dietro. Lei, invece, gettò un'occhiata indietro a Mor, il quale le sorrise.
"Che stai facendo? Ti eri incantata? Che figure mi fai fare?"
"Scusa tesoro, ci sono solo rimasta un attimo, mi ha colto alla sprovvista."
La serata trascorse tranquilla all'insegna della noia. Ma non per lei. Lei passò la serata a cercare Mor con lo sguardo. Voleva vederlo. Voleva che i suoi occhi si incrociassero con quelli di lui. Ma il gigante sembrava essersi dissolto nel nulla. Si preoccupò di sentirsi infastidita dal non vederlo.
"Ma che pensieri sto facendo? Sono felicemente sposata. Che mi frega di quel tipo."
Il viaggio di ritorno a casa fu uno sproloquio verbale di Andrea sul lavoro, sull'azienda, sui colleghi. Eleonora annuiva sorridendo. Nella sua testa c'era ancora Mor.
"Voglio scopare ancora" gli disse. Andrea sentì il cazzo indurirsi come un mattone.
Lei lo spinse sul letto, si tolse il vestito, rimanendo in reggiseno e perizoma. Senza parlare iniziò a cavalcarlo. Ma non stava cavalcando lui. Stava cavalcando Mor. Teneva gli occhi chiusi e si immaginava quel nero stallone. Quel gigante che con uno sfrontato baciamano aveva invaso il territorio di suo marito, rendendolo ai suoi occhi il maschio alfa.
Godeva, gemeva, si toccava. Andrea, sopraffatto da tanta eccitazione di lei, sentiva il suo cazzo sul punto di esplodere.
"Mor…Mor…Mor…" pensava lei. Lui deflagrò in un orgasmo micidiale. Lei no.
"Dio….Ele…mi hai distrutto…"
"Questa volta la doccia la faccio prima io…"
Eleonora si chiuse in bagno, afferrò il deodorante e se lo ficcò in mezzo alla fica, ricominciando il suo viaggio.
"Mor…Mor…"
Sotto l'acqua calda della doccia, le sembrava di vedere i pettorali scolpiti di Mor. Si tappò la bocca mentre l'orgasmo le usciva di getto come una cannonata. Sospirò e sorrise. Si sentiva sporca. Traditrice. Puttana. Non si era mai sentita così bene.
Qualcosa si era rotto per sempre in lei.
Ed è solo l'inizio.
In attesa del sequel un piccolo rewatch...cominciamo dal Capitolo 1
COMING SOON...
Il periodo di lavoro intenso mi ha impedito di concentrarmi a dovere per poter buttare giù qualche nuova storia. Ma finalmente posso dire di vedere la luce in fondo al tunnel. Il primo capitolo di una nuova storia è in cantiere e quasi terminato. Nei prossimi giorni credo che sarò in grado di postarlo, nella speranza di intrattenervi, regalarvi qualche sorriso e un'erezione LOL
Il titolo della mia nuova storia sarà THE PROPER EX WIFE, e sarà la seconda parte della storia THE PROPER WIFE.
Per rinfrescarvi la memoria vedrò di rebloggare la prima parte, qualora vogliate farvi venire l'acquolina in bocca e ricordarvi alcuni fatti e personaggi principali.
A breve!
L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 9
Ciao a tutti, motivi personali e lavorativi hanno rallentato molto la pubblicazione e la mia presenza qui. Vi consiglio di rileggere il capitolo 8 prima di passare alla lettura di questa nona parte, così da riprendere i collegamenti. Grazie e buona lettura.
P.s. Questo capitolo potrebbe essere disturbante, nonché un po atipico per una storia erotica. Se non siete interessati vi prego di non proseguire con la lettura, altrimenti non rompete le palle 😝
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 9
Erano le 21.00, e a casa di Federica si stava consumando una vera e propria maratona del sesso. Lei e Roberto, dopo aver gia avuto un rapporto sessuale al Raggio di Luna8, andarono di corsa a casa e si abbandonarono completamente a loro stessi. Dopo cena fecero l'amore in cucina: lui la sbattè sul tavolo, le strappò via le mutandine con la bocca e iniziò a farle il cunnilingus fino a farla venire.
Dopo il primo orgasmo, le spalancò le gambe e la penetrò, mentre la sua schiena era immersa nelle stoviglie ancora apparecchiate. Federica venne due volte in quella posizione.
Poi, decise di portarla in sala e si buttarono sul pavimento a rotolare. Federica gli montò sopra e iniziò a cavalcarlo come un'amazzone. Sotto di lei, Roberto godeva come un porco. Le toccava i seni perfetti, accarezzava la pancia e stringeva i fianchi. Il suo volto contorto dal piacere lo eccitava ancora di più. Le morse un capezzolo, facendole esplodere un altro orgasmo.
"Stasera vuoi farmi morire?" Federica rideva goduriosa, mentre Roberto si alzava e la portava sul terrazzo.
"Cosa fai?"
"Diamo spettacolo!"
Roberto la fece appoggiare con le mani sulla ringhiera, con il volto verso il panorama. Le aprì le chiappe e la penetrò da dietro.
"Ooooh…Dio…così ci possono vedere…"
Roberto l'afferrò per la coda di cavallo, tirandola a se e schiaffeggiandola sul culo.
"Che ci vedano! Tutto il mondo deve vedere quanto siamo perfetti insieme! Tu sei la creatura più sexy del pianeta, e quando scopiamo raggiungi il massimo della perfezione!"
Roberto la penetrava con forza e ritmo. Federica era talmente in preda all'estasi che venne altre due volte di fila senza nemmeno accorgersene.
"Ora come piace a me!"
Roberto la girò, poggiandole la schiena sulla ringhiera, le alzò la gamba fino a far toccare la caviglia sulla sua spalla, penetrandola. Le strinse un seno nella mano. La guardò intensamente negli occhi. Era perfetta, sexy, bellissima. Un connubio eccezionale di aggressività e dolcezza. Si chiedeva come aveva anche solo immaginato di poterne fare a meno.
"Sto venendo…"
Federica lo disse in un tono che sembrava un'implorazione. Roberto sentì il cazzo esplodergli. L'amplesso si detonò per entrambi contemporaneamente. Roberto le ficcò la lingua in bocca e si annodarono in un bacio vorace.
La notte passò velocemente per i due, addormentati abbracciati l'una stretta all'altro. Roberto era finalmente sereno, aveva eliminato ogni dubbio nella sua mente e aveva trovato il coraggio per lasciare Eleonora. Adesso, restava un'ultima cosa da fare: confessare a Federica il suo tradimento. Lo avrebbe fatto, perchè era giusto nei suoi confronti. Aveva capito che Federica meritava la sincerità, meritava di sapere la verità.
Lei si alzò per prima, andò a farsi una doccia e, sotto lo scrosciare dell'acqua bollente, la serenità si impossessò di lei. Aveva capito che Roberto l'aveva tradita. Era certa di questo. Ma si era anche resa conto che lo amava per davvero e che quindi era disposta a perdonare. Non avrebbe seguito l'orgoglio, questa volta, ma il suo cuore. Aveva deciso che avrebbe messo la coppia davanti a tutto. Aveva deciso che avrebbe provato ad essere diversa. Dopo la colazione e mentre si vestiva, Roberto veniva verso di lei e le diede un bacio.
"Sei di fretta, eh?"
"Oggi sono piena di lavoro, spero di liberarmi per l'ora di pranzo, così vengo a trovarti in ufficio"
"D'accordo, sarò li ad aspettarti e…"
Roberto cercò il coraggio dentro di lui, ma non lo trovò.
"Niente, mangeremo insieme…"
Federica sorrise e si diresse alla porta.
"Robby, dopo, ti devo parlare di una cosa, seriamente! "
"Che cosa?"
"Ne parliamo dopo! Ti amo"
"Anche io"
Roberto le mandò un bacio. Quando la porta si chiuse andò a prepararsi un caffè, e sentì il telefono avvisarlo di un messaggio. Lo prese e vide una mail da un indirizzo sconosciuto. Aprì l'allegato e il sangue gli si gelò nelle vene: era una sua foto legato, imbavagliato e con il frustino appoggiato sul pene.
"Dio mio…"
Era una foto di quel pomeriggio sadomaso a casa di Eleonora. Roberto cadde sul divano, le forze gli mancavano. D'un tratto, iniziò a respirare a fatica. Il mondo stava per crollargli addosso.
Nel frattempo, Federica prese la macchina e si diresse al Raggio di Luna. Nei suoi pensieri c'era finalmente chiarezza. Sapeva benissimo che avrebbe dovuto affrontare un momento duro, che la confessione di Roberto l'avrebbe senz'altro ferita. Ma aveva deciso di superare questo problema.
Parcheggiò ed entrò al Raggio di Luna. Percorse il corridoio che conduceva all'ingresso della spa. Aprì la porta e, seduta alla scrivania, trovò, come tutte le mattine, Eleonora. Indossava un vestitino a tema floreale lungo fino alle ginocchia, mentre ai piedi portava degli zoccoletti col tacco. Guardava il computer con aria distratta, la testa appoggiata alla mano. Federica fu la prima a salutare.
"Buongiorno, Tesoro", disse con un minimo di malignità. Eleonora rispose con la voce impastata e profonda, come mai l'aveva sentita.
"Buongiorno"
Federica stava per dirigersi nella cabina, quando, forse per un senso di rivincita, si rivolse di nuovo a lei.
"Giornata storta? Ti vedo nera, che succede?"
Eleonora si limitò ad alzare gli occhi e a fissarla seria. Federica comprese che Eleonora non riusciva più a mantenere il gioco. Aveva perso e non se ne capacitava. Così', decise di infliggerle il colpo di grazia. Si avvicinò e si sedette sul bordo della scrivania, guardando dall'alto la segretaria.
"So quello che provi! Ti capisco! Ma, voglio che tu sappia, che io non ce l'ho con te per quello che è successo!"
Eleonora spalancò gli occhi sorpresa. Non si immaginava questo tipo di discussione.
"Ho deciso di perdonare Roberto! Lui è tornato da me, mi ha detto che mi ama, abbiamo passato una notte di sesso incredibile, come mai nelle nostre vite. Non vale la pena portare rancore! Per questo, non voglio portarlo neanche a te."
Eleonora si sentì ribollire lo stomaco, le viscere contorcersi, ma non riuscì a dire una parola. Federica si avvicinò e le schioccò un bacio sulla guancia.
"E' tutto passato! Non ti preoccupare! Ti perdono per aver macchinato contro di me, per aver scopato il mio fidanzato alle mie spalle! Non guarderò più al passato, ma solo al futuro. E il futuro siamo io e Robby!"
Federica si alzò e fissò Eleonora un paio di secondi, la sua espressione di pietra, come congelata. Poi voltò le spalle e si recò nella cabina, dove, però, trovò Vicky, la responsabile della Spa ad attenderla.
"Buongiorno Vicky! Sei qui oggi?"
Vicky aveva l'aria seria, severa.
"Verrò velocemente al punto, Fede! Ho visto le registrazioni di ieri sera!"
"Ieri sera?"
"Si, tu e il tuo fidanzato avete avuto un rapporto sessuale qua dentro! Sono allibita, delusa e incazzata nera!"
Federica sentì il mondo crollarle addosso. Come poteva non aver pensato alla telecamera? Davvero era stata così stupida?
"Vicky, io…io…" Federica balbettò, ma non riuscì a trovare una scusa plausibile. Vicky riprese, seria e determinata.
"Mi dispiace Federica, ma a questo punto io non posso fare finta di niente! E' un atto gravissimo di mancanza di rispetto verso il lavoro. Sono seriamente delusa dal tuo comportamento."
Federica aveva le lacrime agli occhi.
"Vicky, davvero…"
Vicky alzò una mano per silenziarla.
"Mi spiace ma non puoi più lavorare qui! Sei fuori! Riceverai la lettera domattina!"
Federica scoppiò in lacrime. Come poteva essere stata così scema?
"Ti prego Vicky, non licenziarmi, io…"
"Mi spiace Federica, ma le regole parlano chiaro! Quello che è successo è inaccettabile!" Federica si pulì gli occhi e uscì dalla cabina, camminando davanti alla scrivania di Eleonora, che la guardò. Quando arrivò in fondo al corridoio, Federica aprì la porta ed uscì. Nel mentre la porta si chiudeva, Federica si voltò e i suoi occhi caddero su Eleonora. Un sorriso, anzi un ghigno, si disengò sulla bocca della segretaria. Un ghigno perfido. Alzò la mano sinistra e agitò le dita in un ironico cenno di saluto. La porta si chiuse e Federica rimase impassibile, sconvolta.
"E' stata lei! Ha visto le immagini e ha avvisato Vicky…"
Federica avrebbe voluto rientrare, afferrarla per i capelli e distruggerla. Ma così avrebbe peggiorato le cose: davanti a testimoni, con telecamere accese, sarebbe finita in galera. Soffocò un grido isterico, saltò in macchina e si diresse verso l'ufficio di Roberto.
Roberto, nel frattempo, era in una situazione di panico completo. Seduto in ufficio, col pc acceso, vedeva comparire, nella sua casella e-mail, decine e decine di foto, una dopo l'altra, che lo ritraevano legato e imbavagliato. Una di queste ritraeva il piede di Eleonora che gli "pinzava" il naso. Con le lacrime agli occhi, le gambe che tremavano, Roberto rispose al "misterioso mittente" col seguente messaggio: "Se non la finisci, ti ammazzo"
La risposta arrivò immediata e perentoria: "Le manderò alla casella e-mail della tua azienda. Le posterò su Internet. Le metterò sui social. Sei finito"
Roberto scoppiò a piangere disperato. "Sono morto, la mia vita è rovinata!" In quell'istante, la porta si spalancò ed entro Federica, furiosa e con gli occhi gonfi di lacrime. Roberto chiuse il pc di scatto, bianco cadaverico.
"F…Federica?" Balbettò con un filo di voce stridula. Lei si sedette davanti a lui e scoppiò a piangere. Roberto non sapeva che pesci prendere. Perchè stava piangendo?
"C…che succede?" riuscì a dire. Federica tirò su col naso, tra i singhiozzi. "Sono stata licenziata" Roberto sgranò gli occhi incredulo. "Perchè? Cos'è successo?" Federica si asciugò gli occhi con un fazzoletto, si soffiò il naso e riprese. "Vicky ha visto le registrazioni di ieri sera! Non mi ricordavo che c'era la telecamera, ha visto tutto! Ha visto che abbiamo fatto sesso nella cabina massaggi!"
Roberto inspirò. "Dio…"
Federica digrignò i denti. "E' stata lei, Robby! Ha visto i filmati e mi ha subito denunciata!" Roberto non voleva fare quella domanda, perchè sapeva che dopo sarebbe successo il finimondo. Ma non poteva esimersi: "L..lei chi?"
Federica lo guardò con aria stanca. "Eleonora, è stata Eleonora! Robby, si è voluta vendicare perchè tu hai scelto me anziche lei"
Roberto inspirò, mentre il terrore infestava il suo corpo come una metastasi. Federica notò lo sbiancamento del fidanzato. "So tutto, Robby! Ho sempre saputo tutto! Ma dopo ieri sera ho deciso di perdonarti e andare avanti! Perchè ti amo! Avevo deciso che qualsiasi cosa mi avessi fatto ti avrei perdonato…quindi…ora puoi dirmi la verità…"
Roberto rimase di sasso. Deglutì e vinse la paura. "Si…ti ho tradita con lei…" Federica era pronta a quelle parole, ma non immaginava che avrebbero fatto così male. "Quando…e quante volte?" Roberto si sentiva morire. Confessare tutto in quel modo…gli metteva il terrore nel cuore. "La prima volta in spiaggia…mentre dormivi…lei…ti aveva narcotizzata con dei sonniferi…" Federica sentì il cuore esplodere. Roberto continuò, come se volesse gettare tutto e liberarsi del peso. "La seconda volta alla spa…mentre tu lavoravi! Poi abbiamo avuto altri rapporti in seguito!"
Federica deglutì saliva, dolore e rabbia. Roberto sembrava intenzionato a dire tutto. "Abbiamo passato un giorno intero assieme in un hotel, dove abbiamo fatto sesso tutto il giorno! E li…io…le promisi che ti avrei lasciata per mettermi con lei!" Federica si morse il labbro dal dolore. Roberto continuò: "Ero un vigliacco confuso! Uno stupido che si è sentito desiderato da un'altra donna e ha ceduto! Non ho scusanti. Ma dopo aver fatto di nuovo l'amore con te a Castello Sforza, io…ho capito di amare solo te." Federica si mise la mano sugli occhi, con aria stanca. "L'hai fatto altre volte con lei, dopo Castello Sforza?" Roberto ricacciò indietro la paura: "Si, altre due. Ma durante la seconda l'ho lasciata. Sono andato via da casa sua, ed era talmente furiosa che mi ha inseguito nuda, urlandomi dietro di tutto"
Federica non pensava che sarebbe stato così difficile perdonarlo. Era davvero molto difficile. D'un tratto, la voglia le stava passando. Avrebbe voluto sputargli in faccia e sparire. Roberto, però, voleva parlare ancora. "E…purtroppo non è tutto…" Federica lo guardò con aria stranita. Roberto aprì il pc, lo voltò verso di lei. Federica spalancò gli occhi sconvolta alla vista della foto sadomaso. Roberto abbassò lo sguardo, umiliato dalla vergogna. Lei lo guardò in faccia, gli occhi carichi di odio.
Alle 19 precise, Eleonora uscì dalla spa, con passo leggero e sorridente. Aveva appena iniziato a visionare i curricula delle candidate al ruolo di massaggiatrice. Si stava godendo il suo trionfo: Federica licenziata e, presto, Roberto umiliato pubblicamente. Quanto era stata stupida Federica a non ricordarsi della telecamera? Eleonora pensò allegra ai singhiozzi di Federica mentre saliva in macchina e si dirigeva verso casa. Mentre guidava, il cellulare trillò. Un Whazzup da Roberto. Eleonora guardò col cuore in gola: "Avevi ragione te su Federica! Mi ha lasciato! Sono stato un coglione! Ti prego, perdonami! Posso passare da te stasera? Devo parlarti, ti prego!"
Il cuore di Eleonora battè di gioia. Forse Roberto aveva capito la lezione? Oppure era semplicemente impaurito dalle foto che gli aveva mandato? Poco importa, lei sapeva che le sarebbe bastato portarlo all'orgamso per farlo impazzire di nuovo per lei. Sapeva benissimo che poteva essere di nuovo la sua Sirena Incantatrice e legarlo a lei per sempre, come sognava da molto tempo. Gli rispose: "La mia porta è sempre aperta per te, Tesoro! Ti aspetto alle 21"
Scese dalla macchina e volò in casa. Era come un'adolescente nel pieno della tempesta ormonale. Si spogliò davanti allo specchio, nuda, e si esaminò. Guardò i suoi piccoli seni leggermente flosci, li prese con le mani e li rialzò leggermente verso l'alto. "Povere le mie belle tettine, quando avevo 20 anni eravate sode come il cemento! Ora che ne ho 30 la gravità vi sta lentamente abbassando…" Si guardò meglio e vide fianchi larghi, sedere adiposo. Sbuffò seccata: "Uff, devo cercare di rimettermi in forma. Ma per lui andrò più che bene così". Si fece una doccia, si sistemò i capelli con dei ricci voluminosi, si truccò, si lavò del suo profumo preferito, il Pure Poison, e indossò solamente un babydoll nero a rete. Si riammirò allo specchio. "Mmmm, si, così sei decisamente sexy. Nessuno potrà resisterti…" si disse dando sfogo alla vanità. Dopodichè, riempì la vasca di acqua calda; voleva farlo nell'acqua, come quella volta nella piscina. Fatti i preparativi, si avvicinò ad un mobile, tirò fuori il telefono e lo appoggiò con la fotocamera rivolta verso la sala. Voleva fare un video all'insaputa di Roberto, così che fosse il più spontaneo possibile. Lo avrebbero rivisto insieme altre volte per eccitarsi. Lo fece partire, si accomodò sulla poltrona che girò verso la porta d'ingresso e…cominciò a toccarsi.
"Dio…"
Eleonora ha sempre amato gli orgamsi. Era una donna benedetta dalla capacità di provare tantissimi orgasmi in pochi minuti. Poche donne avevano quel dono magico, il dono di venire sempre intensamente. E lei ne era diventata dipendente a tutti gli effetti. Si masturbava almeno due volte al giorno, e poteva venire quattro o cinque volte a "seduta".
Si ficcò le dita nella fica e cominciò a ravanare con forza. Voleva venire prima che arrivasse, così da essere già pronta, carica e caldissima per lui. Doveva dare il meglio, perchè quella sarebbe stata la sera in cui Roberto sarebbe stato suo per sempre. Il campanello suonò. Eleonora ansimò vogliosa. "La porta è aperta!"
La porta si aprì lentamente, Eleonora spalancò le gambe sorridente. Ma con suo grande terrore, sulla porta si stagliava Federica.
"Che cazzo ci fai tu qui!?" Urlò tra la rabbia e lo shock. Federica non disse una parola ed entrò in casa. Eleonora le si avvicinò minacciosa. "Esci, o chiamo la…" Nemmeno il tempo di finire la frase, che Federica le scagliò un violento pugno sul naso. Eleonora cadde indietro a terra, tenendosi il naso e agitandosi in preda al dolore. Federica, impassibile, chiuse la porta. "Era da tempo che volevo dare un pugno a quel tuo nasone da maiale! Non preoccuparti, peggio di così non potrà diventare"
Eleonora si contorceva a terra tenendosi il naso e piangendo. "Mi hai rotto il naso, puttana! Sei pazza!" Federica si sedette sulla poltrona e si accese una sigaretta. "No, qui la pazza sei tu! Chiariamoci, tu mi hai fatta licenziare! E va bene, fa parte del gioco, ti sei vendicata di me!"
Eleonora si mise in ginocchio, il sangue tra le mani, gli occhi gonfi dalle lacrime e dal dolore. Federica continuò impassibile. "Il problema è che tu stai minacciando di rovinare il mio uomo, e questo non lo posso accettare" Eleonora si sentì morire. "R…Roberto…dov'è Roberto?"
Federica sorrise: "Ho scritto io il messaggio dal tuo telefono, Robby non sa niente! Figurati, non vuole più vederti nemmeno in fotografia, dal ribrezzo che gli fai". Eleonora non riuscì a trattenersi e scoppiò a piangere. Federica tirò una nuova boccata di fumo. "Quindi, voglio che tu mi consegni tutte le foto che gli hai fatto! Tutte! Nessuna esclusa! Dopodichè, sparirai per sempre dalle nostre vite, senza farti vedere mai più!" Eleonora si alzò furiosa, prese un vaso e lo scagliò verso Federica. "Vaffanculo", urlò disperata. Federica evitò il vaso e caricò Eleonora, la quale fuggì verso il bagno.
"Vattene da casa mia!" Urlò mentre entrò nel bagno. Federica mise il piede tra la porta e lo stipite, prima che si chiudesse. Eleonora spinse terrorizzata: "Vattene! Aiuto! Aiuto! Qualcuno mi aiuti! Cè una pazza in casa mia!"
Federica riuscì con una spallata a spalancare la porta, facendo volare a terra Eleonora. Le fu subito addosso, sopra di lei. Eleonora le mise una mano in faccia per allontanarla, ma Federica la spostò e le morse il capezzolo con violenza. Eleonora emise un grido di dolore acutissimo, mentre Federica continuava a morderle il capezzolo. Subito dopo, Federica le mise la mano tra le cosce, stringendo con violenza.
"Ti piace farti fottere vero? Eh? Puttana!" Eleonora urlava e piangeva dal dolore, mentre Federica le torturava il più Sacro dei Suoi Buchi. Eleonora, presa dalla disperazione, afferrò la testa di Federica e le ficcò i pollici negli occhi. Il dolore fu sufficiente per far mollare la presa.
"Gli occhi…puttana!" Federica vide Eleonora rialzarsi e le si buttò addosso. La spinse contro lo specchio che si infranse in mille pezzi.
"Sette anni di guai, Troia!!!" Federica accompagnò la frase con un violento pugno nello stomaco di Eleonora, la quale ormai era completamente in balia della rivale, che la stava letteralmente massacrando. Provò a spingerla per allontanarla, ma Federica la teneva per i capelli e la tirò a se con forza.
"Ti sei divertita a giocare con lui eh? Come ti senti ora? Come ti senti?" Eleonora provò nuovamente a correre, per cercare di sbattere Federica contro un muro e liberarsi. Ma Federica la ribaltò, con un colpo di anca, la sollevò da terra e la sbattè direttamente nella vasca da bagno piena d'acqua. Nel cadere, Eleonora si portò dietro anche Federica. Entrambe erano sott'acqua nella vasca.
Eleonora uscì per prima, cercando immediatamente di fuggire, ma Federica riemerse alle sue spalle e l'afferrò il collo con le braccia, da dietro. Eleonora tossì, il trucco sciolto sul volto. Agitando le mani alla rinfusa, trovò la cornetta della doccia, l'afferrò e sbattendola indietro colpì la testa di Federica, che mollò la presa. Eleonora strisciò sul bordo della vasca e cadde fuori, cercando di striscare sul pavimento per allontanarsi, respirando a fatica. Era distrutta, e stava subendo la lezione più dura della sua vita. Era convinta che quella sera si sarebbe ripresa Roberto e, invece, stava ricevendo la più grande umiliazione mai avuta.
Federica, ripresasi dopo qualche secondo, la vide strisciare sul pavimento verso l'uscita. Immediatamente saltò fuori dalla vasca, in preda alla furia. Quella puttana doveva pagare tutto il male che aveva fatto. Avrebbe dovuto rimpiangere di essere nata. Le si fiondò addosso, colpendola con dei pugni sulla schiena. Eleonora piangeva disperata, prengandola di fermarsi. Federica la voltò sulla schiena, le prese il collo con una mano e alzò un pugno per colpirla di nuovo in volto.
"Ti prego non farlo! Ti prego!"
Federica esitò, Eleonora piangeva e tremava come una foglia. "Ti darò tutto! Ogni cosa! Giuro che non parlerò mai più con Roberto! Mi licenzierò e cambierò città, me ne andrò per sempre, non mi vedrete mai più! Lo giuro! Lo giuro! Ti prego!"
In quell'istante, Federica si rese conto di cosa stesse facendo. La stava picchiando selvaggiamente, le aveva rotto il naso e quasi annegata. Riprese il controllo di se, vergognandosi come una bestia per quello che aveva fatto. Lasciò la presa e si alzò in piedi, anch'ella sconvolta per quello che stava facendo. "Che cazzo ho fatto?"
Eleonora, ancora terrorizzata a terra, la guardava tremando. Federica sentì le lacrime sgorgarle dagli occhi. "Scusami! Perdonami…io…io non…so cosa mi è successo…"
Federica allungò una mano verso Eleonora, la quale, con paura, accettò. Federica tirò il braccio per aiutarla. Mentre si alzava, Eleonora sentì bruciarle lo stomaco dalla rabbia.
"Ti ripagherò tutto, te lo giuro! Pagherò le spese mediche e i danni che ho fatto in casa…"
Presa da uno scatto di rabbia, Eleonora diede una spinta a Federica. La ragazza trovò alle spalle il bordo della vasca piena e si inciampo' all'indietro. Nella caduta batte' violentemente la nuca sul bordo opposto della vasca, scivolando con la testa e il tronco nell'acqua e rimanendo con le gambe appese fuori. Immobile.
Eleonora si tenne la pancia e cadde in ginocchio vomitando a fiotti. Alzò lo sguardo e vide le gambe di Federica che pendevano. In quel momento, Eleonora realizzò che era successo l'irreparabile: Federica era morta e lei era diventata un'assassina. Quel pensiero la fece vomitare nuovamente. Si accasciò al suolo, stremata, in mezzo al vomito. Respirava affannosamente. Alzò un'ultima volta lo sguardo verso la vasca, dove vide i piedi di Federica penzolare senza vita. E, in quel momento, un ghigno le apparve sul volto.
TO BE CONTINUED…
L'accesa rivalità per l'amore di Roberto è finita in tragedia. Ora che ne sarà di Roberto ed Eleonora?
L'APPARENZA INGANNA -CHAPTER 8
Ciao ragazzi, chiedo scusa per il ritardo ma impegni lavorativi hanno imposto una pubblicazione più lenta. Buona lettura.
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 8
Al termine dell'avventura sadomaso, Roberto e Federica andarono a passare la notte a casa di lui. Stanchi morti e piuttosto ubriachi, dormirono profondamente un sonno senza sogni, come se fossero morti.
Quando si svegliò, Roberto si fece una doccia calda e si massaggiò le ferite ricevute da Eleonora con una pomata. Si rivestì pensando alla giornata precedente, a quanto quella situazione non avrebbe più potuto continuare a lungo. Era stanco di dover fuggire da una donna all'altra ogni giorno della sua vita. Il momento della sua scelta era sempre più vicino. Quando uscì dal bagno vide Federica in piedi, davanti alla finestra. Indossava solamente il perizoma e stava fumando una sigaretta, osservando la pioggia che aveva cominciato a cadere pochi minuti prima. Roberto le arrivò alle spalle e le cinse la vita.
"Stai già fumando? Non hai nemmeno fatto colazione…"
Federica aveva lo sguardo fisso nel vuoto. "Non ho fame…"
"Che succede? Non ti senti bene?"
"No, per niente!"
Roberto le baciò il collo. Lei prese una boccata di fumo.
"Mi dici cosa succede?"
Federica si voltò, guardandolo negli occhi.
"Mi hai mentito!"
"Quando?"
"Ieri sera"
"Rispetto a cosa?"
Federica si allontanò da Roberto e si avvicinò al suo vestito appoggiato sulla sedia.
"Mi hai detto che non mi hai mai tradita!"
Roberto ebbe un sussulto.
"Ed era la verità"
Federica si fece scivolare il vestito sul piccolo corpo tonico.
"Sei un bugiardo, Roberto! Lo so che mi hai tradita!"
Roberto era sul punto di scoppiare, ma non poteva dirle la verità, non ancora. Decise di negare con tutto se stesso.
"Fede, ti giuro, non ti ho mai tradita. Perchè dici questo? Hai delle prove?"
"Nessuna prova, ma lo so! Ho messo insieme diverse coincidenze e sono giunta alla conclusione che mi hai tradita!"
Roberto si sentiva all'angolo, ma doveva trovare un modo per negare. Infondo non aveva nessuna prova, bastava convincerla del contrario.
"Non so cosa ti stia passando per la testa, forse sei troppo stanca o forse troppo paranoica! Io non ti ho mai tradita! Se ti riferisci a quella notte in cui non ti ho risposto mi sembra di averti già detto che ero al lavoro!"
Federica aspirò ancora il fumo della sigaretta.
"Ti prego, Fede, credimi! Io non ti avrei mai potuta tradire! E poi con chi, sentiamo? Le mie amiche le conosci tutte, sono fidanzate. Colleghe donne non ne ho…"
"Eleonora", rispose gelida.
Roberto sentì il sangue gelarsi nelle vene. Allora aveva davvero capito tutto.
"Eleonora? La tua collega? Ma stai scherzando?" Simulò una risata farlocca che fece solamente diventare l'espressione di Federica ancora più di pietra.
"Seconto te potrei mai tradirti con quella? Non scherziamo! Solo perchè abbiamo chiacchierato un pò davanti alla scrivania l'altro giorno…sei davvero paranoica"
"E stranamente il giorno in cui tu avevi da lavorare tutta la sera, lei è uscita dal centro tutta in tiro, dicendo che avrebbe dovuto incontrare un amico!"
"Sei pazza, Fede! Tu non ragioni più!"
"Ho avuto diverse informazioni su di lei. Tempo fa si appostava dalla palestra per vederti mentre facevi gli esercizi. E' un pò che ti da la caccia."
Roberto ricordava che Eleonora gli avesse detto che erano mesi che gli sbavava dietro. Ma come fa Federica a sapere quelle cose?"
"Con chi hai parlato? Sicuramente qualcuno che ce l'ha con me…oppure che vuole mettere Eleonora nei guai!"
"Il suo ex. Mi ha raccontato diverse cose interessanti!"
Roberto rise nuovamente. "Il suo ex? Andiamo, Fede! Sei andata a chiedere informazioni ad una persona che sicuramente avrebbe parlato male di lei. E' stato mollato e avrà il dente avvelenato…"
"E' un bravo ragazzo! E mi ha parlato sinceramente! Lo aveva già tradito in passato, con Francois Urbain, il responsabile di un centro benessere di un'altra città, ad una convention. E lo ha lasciato per dare la caccia a te!"
Roberto ne aveva basta di quella discussione. Se avesse continuato sarebbe caduto in fallo, prima o poi.
"Senti, io devo andare a lavorare, non voglio arrivare in ritardo per via di questa stupida conversazione! Continueremo stasera! E ti farò capire quanto queste tue fantasie ti stiano ottenebrando il cervello! Tieni pure le chiavi di casa, ho il doppione dietro."
Detto questo, Roberto uscì di casa. Federica si sedette sul tavolo, ormai era sicura di essere stata tradita.Si preparò per andare al lavoro, pensando che quella sera, lo avrebbe definitivamente lasciato.
Intanto, Roberto era in macchina e sudava freddo. Continuava a pensare alla discussione avuta con Federica. Prese il telefono e chiamò Eleonora.
"E' spento!"
Roberto voleva avvisarla che Federica aveva capito tutto. Doveva avvisarla che aveva parlato con il suo ex, il quale le avrà detto chissa quali maldicenze su di lei. Parcheggiò la macchina davanti al palazzo della sua azienda e vi entrò a passo veloce. Provò di nuovo a chiamare la sua amante.
"Ma perchè lo tiene spento?" Imprecò nella sua testa. Quando l'ascensore giunse al dodicesimo piano, Roberto uscì ed incontrò un collega.
"Simone, buongiorno!"
Simone, il collega, era più vecchio di cinque anni di lui. Era single, uno di quelli che passa il suo tempo libero in locali e per puttane.
"Robby, cè una tipa che ti aspetta in ufficio."
"Una tipa? Chi è?"
"Mi ha detto che è una promoter, è carina!"
"Tu pensi solo alla fica, eh Simo?"
Roberto entrò nel suo ufficio e spalancò gli occhi. Eleonora era seduta sulla sua scrivania. Indossava un vestitino nero attillato , era gia scalza, con le scarpe a terra
"Buongiorno, Tesoro!"
Roberto chiuse la porta a chiave, allarmato.
"Ma che ci fai qui? Sei impazzita?"
"Oggi ho il giorno libero. Non ti piacciono le sorprese?"
"Certo che mi piacciono, ma ti ricordo che qui va di moda la monogamia e io sono fidanzato per tutti!"
Eleonora si alzò dalla sedia e si avvicinò a Roberto.
"Rilassati, ho detto che sono qui per lavoro!"
"Ho poco da rilassarmi!"
Roberto si allontanò da Eleonora, andando verso la finestra.
"Di che parli?"
"Federica ha capito tutto! Ha capito che l'ho tradita e che l'ho fatto con te!"
"Davvero?"
"Si, ha collegato varie coincidenze ed è arrivata alla vertità! Inoltre ha parlato con un tuo ex!"
"Cosa? Ha parlato con il mio ex?"
Eleonora fece una smorfia di disgusto. Chissà cosa avrà raccontato di lei quel deficiente. Probabilmente della scappatella con Francois.
"Che…stronza…"
"Semmai sospettosa, in fin dei conti non ha tutti i torti…"
"Tesoro, il mio ex, Alessandro, è un povero deficiente. L'ho lasciato tempo fa perchè mi ero resa conto della sua nullità, niente di più…"
"Le ha detto che lo hai lasciato perchè volevi farmi la corte! Le ha detto che venivi a spiarmi in palestra. Capisci? Sa tutto, ormai."
"Bene, allora puoi prendere la palla al balzo e lasciarla, finalmente!"
Roberto si ammutolì, quella situazione non gli piaceva.
"Hai cambiato idea? Tu mi hai detto che l'avresti lasciata!"
Roberto non voleva sentire un'altra rimostranza di gelosia. Voleva farla tacere. E soprattutto, non aveva il coraggio di confrontarsi con lei.
"Lo farò! La lascerò!"
"Davvero??? Ma è fantastico!"
Eleonora lo abbracciò e gli diede un lungo e appassionato bacio.
"Facciamo l'amore!"
Roberto senti lo stomaco muoversi. Non ne aveva voglia.
"Adesso? Non possiamo, siamo nel mio ufficio!"
"E che ti frega, facciamolo e basta!"
"No! Qui cè un via vai continuo! Non posso tenere la porta chiusa a chiave per molto!"
Eleonora gli leccò le labbra.
"Allora ti aspetto per la pausa pranzo. A casa mia…"
"Ele, non posso…"
"Niente no!"
Lei gli strizzò le palle con la mano, gli sorrise e si allontanò.
"Altrimenti tornerò qui nel pomeriggio e ti scoperò sulla scrivania!"
Durante la pausa pranzo, Federica aveva voglia di parlare con qualcuno. Qualcuno che non fossero le sue solite amiche o le colleghe. Voleva parlare con qualcuno che non la giudicasse. Così le venne in mente Alessandro, il proprietario del bar Alex Man, nonchè ex fidanzato di Eleonora.
Uscì dalla spa, prese un taxi e andò fino a casa sua, dove prima si cambiò. Indossava un semplice top rosa che lasciava scoperto il suo ventre piatto e un paio di short di jeans neri. Ai piedi mise un paio di Converse All Star. Prese la macchina e si diresse all'Alex Man. Alessandro se ne stava dietro il bancone con la sua solita aria cupa in volto. Si avvicinò senza che quasi lui se ne accorgesse.
"Buongiorno!" Chiosò Federica. Alessandro la vide e le sorrise.
"Buongiorno a te! Devi essere disperata per essere tornata in questo posto!"
Federica gli fece un gesto con la mano di disapprovazione.
"Sono venuta per parlare con un amico! Dammi un'Ichnusa!"
"L'amico sarei io?" Rispose stappando la bottiglia. Federica la prese e le diede una golata.
"Ti fa strano?"
"Ci siamo parlati solo una volta! Non pensavo che saresti tornata!"
Federica bevve un altro sorso di birra.
"Sono circondata da gente di merda nella mia vita! Se vuoi sentirti dire questo, allora te lo dico: sono così disperata da venire a parlare con uno sconosciuto! Così va meglio?"
Alessandro sorrise divertito e gentile. "Si, così va bene! Allora, da bravo barista sono abituato a raccogliere i problemi delle persone. Ma in genere sono vecchi ed ubriaconi. Una bella e giovane ragazza non mi era ancora capitata!"
Federica faceva roteare lentamente la bottiglia di birra, osservando la birra che girava.
"Il mio fidanzato mi ha tradita, forse continua a farlo, non lo so!"
"Bè sono cose che capitano! Te lo ha detto lui?"
"No, lui si rifiuta, vuole convincermi che sono paranoica!"
"Ne hai le prove?"
"No, ma sono sicura! Ho collegato diverse cose…"
"Lo perdonerai?"
"Sai, per un pò ho pensato di farlo! Se solo avesse trovato il coraggio di confessarlo…avrei potuto! Ma ora, non lo so! Stamattina gli ho detto che avevo capito tutto. Lui è sbiancato ma ha negato fino all'ultimo."
"Quindi non lo perdonerai?"
"Uff…sono confusa!"
"Magari sei veramente paranoica! Magari lui non ti tradisce affatto! Chi è la ragazza con cui ti avrebbe tradito? La conosci?"
"Eleonora".
Alessandro fece cadere una tazzina che stava asciugando.
"Roberto, il mio fidanzato, va alla palestra Strong", continuò Federica.
"Mi dispiace per te! Non voglio girare il dito nella piaga, ma se si tratta di Eleonora allora confermo tutti i tuoi dubbi."
Federica bevve un altro pò. "Non cè bisogno della tua conferma, l'avevo capito lo stesso!"
"Eleonora sa essere molto persuasiva quando vuole ottenere qualcosa. Soprattutto se si parla di uomini. Io non sono stato il suo primo, ne ha avuti altri prima di me. E' in grado di farti sentire al settimo cielo, importante, bellissimo. Il suo cervello e la sua cultura sono ammalianti."
Federica storse il naso. "Peccato non si possa dire lo stesso del suo culo!"
"Poco prima che mi tradisse le regalai una cavigliera e due anellini da piede, perchè lei ha sempre avuto un debole per la cura dei propri piedi. Erano d'argento. Il giorno in cui le spacchettò mi diede un bacio e mi giurò amore eterno." Alessandro scoppiò in una risata malinconica.
"Non ti sei perso niente, Ale, credimi!"
"Nove anni di storia, ho dedicato la mia vita a quella ragazza! Le ho dato tutto ciò che un uomo poteva dare alla donna che ama. Evidentemente non è bastato!" Il tono di Alessandro era tra il deluso e il sarcastico. Federica gli poggiò una mano sulla sua.
"Sei un ragazzo d'oro, Ale!"
Alessandro le sorrise. "Perdonalo"
"Cosa?" Disse lei
"Perdonalo! Quando si ama qualcuno, veramente intendo, si perdona! L'amore è perdono"
Federica rimase senza parole, confusa.
Nel frattempo, Roberto era arrivato a casa di Eleonora. Nello stomaco aveva ancora i morsi della coscienza. Suonò alla porta e lei gli aprì con un vestitino rosso.
"Eccoti, Tesoro!" Eleonora lo abbracciò e lo baciò.
"Ele…io…"
"Stai zitto! Non voglio sentirti parlare!"
Eleonora lo spinse nel salotto ben arredato e lo buttò sul divano.
"Sei mio!"
La ragazza si tolse il vestito, mostrandosi interamente nuda. Sul suo volto apparve il ghigno sensuale della Sirena. "Ora ho voglia di godere!"
Roberto non ne aveva per niente voglia. Era la prima volta che gli succedeva. Lei gli salì addosso e iniziò a baciarlo e masturbarlo con la mano. L'erezione avvene lentamente, molto lentamente.
"Che succede, Tesoro, mi sembri un pò scarico! Non riesci più a reggere i miei ritmi?"
Quando il cazzo di Roberto fu duro appena sufficientemente, Eleonora lo guidò dentro di lei, iniziando a muovere le anche. Lui era seduto schiena sul divano, lei a cavalcioni.
"Si…quanto mi piace il tuo bel cazzone"
Roberto palpò il sedere di Eleonora. Nel momento in cui le sue dita sprofondarono nell'adipe, il suo cazzo si ammosciò leggermente. Provò a succhiarle i capezzoli, ma quelle piccole tettine a pera non lo eccitavano più.
Cercò di guardarla nel suo insieme. In quella posizione, i fianchi larghi sembravano due rotoli di un salvagente. Le guardò il volto, cercando quel ghigno che tanto l'aveva fatto impazzire. Ma vide solo il naso porcino della ragazza e una smorfia che in quel momento gli sembrava da ebete.
A quel punto, cercò di immaginare che ci fosse Federica sopra di lui. Nella sua mente, quel grosso culo mollo prendeva la forma del piccolo sedere tonico di Federica. Le tettine a pera diventavano tonde e più grosse. I due fianchi adiposi sparivano. La pancetta venne sostituita dal ventre piatto e tonico della sua fidanzata. L'espressione ebete veniva sostituita dallo sguardo sensuale di Federica. Il suo cazzo tornò duro.
"Ora ti riconosco! Fai godere la tua maiala!" grugnì lei.
"Cambiamo posizione…." Disse lui speranzoso.
"Certo!"
Si alzò in piedi, la fece appoggiare al divano e provò a tirarle su la gamba: la posizione preferita di Federica. Ma Eleonora emise un verso di dolore: "Ahia…ahia…ahia…mi spacchi la gamba!"
Non riusciva ad alzarla.
"Ci avevi già provato, ma non riesco a farlo, Tesoro.!"
"Non cè problema", disse lui. Lei gli regalò il suo ghigno sensuale, ma l'incantesimo della Sirena si era spezzato quella notte ai piedi di Castello Sforza, e quella sua espressione non gli faceva più effetto.
"Facciamolo da dietro", disse lui.
La mise a gattoni, penetrandola da dietro. Non voleva vederla in faccia.
"Oh…si…quanto amo questo modo di farlo! Bravo, bravo!"
I muggiti di Eleonora lo infastidivano. Pensava che in quel modo avrebbe potuto almeno far diventare duro il suo cazzo, ma dopo aver gustato di nuovo la passione con Federica qualcosa era cambiato. Provò a darle degli schiaffetti, ma vedere quel sedere grasso tremare non lo attizzava per niente.
La verità era che dopo aver fatto l'amore con Federica, in quel modo meraviglioso come la prima volta, aveva perso completamente l'interesse per Eleonora. La volta che era legato e dominato non contava perchè era un'esperienza particolare. Si rese conto che amava Federica. Voleva solo lei. Non solo non amava Eleonora, ma non gli piaceva nemmeno più fisicamente.
Non c'era più niente in lei che lo eccitasse. La seducente e irresistibile Sirena era scomparsa, lasciando solo una ninfomane ossessionta dal sesso. Nulla di più. Mentre era afflitto da questi pensieri, Eleonora iniziava a venire.
"Dio…Dio…"
Ma proprio prima poter esplodere, l'orgasmo le venne soffocato in gola. Roberto le mise le mani sul sedere e la spinse via, tirando fuori il suo cazzo mezzo moscio.
"Che stai facendo?! Stavo per venire!" Riuscì a dire Eleonora con la voce rotta e ansimante.
Lui si tirò su i pantaloni. "Perdonami, Eleonora! Io, io devo andare…"
Eleonora si rialzò, incredula e rabbiosa.
"Come sarebbe a dire che devi andare? Dove vorresti andare?"
Roberto si avviò alla porta velocemente.
"Io ho preso la mia decisione"
"Cioè?"
Roberto aveva paura di parlare. Eleonora stava in piedi nuda, davanti a lui, con lo sguardo inquisitore e i flussi che ancora le scendevano sulle cosce.
"Ho fatto l'amore con Federica, altre due volte."
Le gambe di Eleonora tremavano.
"Ancora due volte…" disse con la voce stanca.
"Io non ti amo! So di essere stato uno stronzo, ma ero convinto di amarti! Sono ancora innamorato di lei, e questa storia me l'ha fatta amare ancora di più"
Eleonora cadde in ginocchio, con la bocca serrata e gli occhi spalancati.
"Spero che tu possa perdonarmi…"
Eleonora digrignò i denti, e sussurrò con un ringhio.
"Perdonarti?"
"Mi dispiace, io…"
Roberto si avvicinò per consolarla, ma lei scattò in piedi come una furia.
"Ti dispiace?" Gli occhi di Eleonora lanciavano fiamme.
"Io ti ho aperto il mio cuore e tu mi hai trattata come una puttana!"
"Avrei dovuto troncarla prima, lo so…"
Eleonora, furiosa, diede una spinta a Roberto. "Io non sono la tua puttana! Hai capito? Non sono una puttana! Non puoi scoparmi così ed andartene per la tua strada"
"Lo so…ci mancherebbe! La colpa è solo mia, tu sei vittima, come lo è Federica!" Disse Roberto sinceramente dispiaciuto.
"Credi di cavartela con delle scuse, eh? Vigliacco, infame…"
Roberto si avvicinò alla porta.
"Mi dispiace! Io ho sbagliato a cedere alle tue avances, ed ho sbagliato a dirti che volevo lasciare Federica! Non posso farlo…io la amo…"
Eleonora emetteva fulmini da tanto era furiosa. "Allora vattene! Vattene pure dalla tua puttanella, è quello che ti meriti! Una puttanella volgare e ignorante!"
Roberto aprì la porta ed uscì, ma lei era cosi rabbiosa che lo seguì, nuda, nel pianerottolo. Era in preda ad una furia cieca.
"Ti meriti questo! Ti meriti di non essere mai felice, di soffrire! Perchè tu in realtà non la ami! La tradirai ancora e ancora! E quando ti renderai conto che non vale nulla e di quanto la tua vita sia vuota, allora tornerai a piangere da me!"
Roberto scese dalle scale, Eleonora si affacciò gridando come un'ossessa.
"Credi davvero che sia finita così? Ricordati che sei solo un vigliacco traditore! Tu non sei il Principe Azzurro…e questa non è una storia dal lieto fine! Ricordatelo!"
Eleonora tornò in casa sbattendo violentemente la porta. Roberto uscì dal portone quasi di corsa. Sapeva che si sarebbe arrabbiata, ma gli occhi di quella ragazza emanavano tanto odio che l'aveva spaventato. Prese il telefono e provò a chiamare Federica. Telefono spento. Al diavolo, sarebbe andato alla spa.
Erano ormai le 19.30 e l'ultima cliente era uscita dal Raggio di Luna. Federica era sola e stava sistemando la sua cabina massaggi, quando sentì una porta aprirsi.
"Siamo chiusi" urlò Federica. Si affacciò e vide Roberto entrare di corsa.
"Per fortuna sei qui!"
Federica strabuzzò gli occhi. "Roberto? Che succede?"
Roberto si fiondò su di lei e la baciò con tale trasporto che Federica sentì le gambe sciogliersi.
"Ma che fai?"
Lui la prese in braccio, aprì la cabina e l'appoggiò seduta sul lettino.
"Ti amo! Ti amo più di ogni cosa al mondo!"
Federica sorrise, la rabbia le stava scivolando via.
"Mi vuoi spiegare?"
"Non ora! Non adesso…"
Roberto le slacciò la casacca e iniziò a baciarle i capezzoli.
"Ora voglio solo te…"
Le tirò via i pantaloni e il perizoma. Federica non oppose resistenza. Era talmente felice di vederlo così che dimenticò tutta la sua frustrazione.
"Robby…io…"
Roberto la baciò di nuovo, poi si tirò giù i pantaloni ed estrasse il suo membro, che guidò dentro di lei. Federica ebbe un sussulto, mentre Roberto la sdraiava e si metteva su di lei.
"Mai nella mia vita, ho avuto una donna tanto bella"
Federica rise, mentre Roberto iniziava a pompare. Colpi forti, eccitati, ma dolci allo stesso tempo. Lei ansimava, mentre lui sembrava dovesse sfogare il mondo dentro di lei.
"Oddio…Robbi…è così bello…"
Roberto la palpava ovunque. Era così perfetta. Il ricordo di Eleonora sbiadiva velocissimo. Ora ne era certo. Federica era la sua donna. E lo sarebbe stata per sempre.
"Robbi…sto per venire…"
Roberto le succhiava i capezzoli mentre colpiva incessantemente. Lei gemeva. Quei gemiti che lo facevano impazzire di piacere.
"Anche io…anche io…"
I gemiti di entrambi divennero urla. Urla di liberazione, di piacere infinito. Roberto esplose dentro di lei, la quale emise un urlo misto ad una risata.
"Ti amo, Fede…"
Lei gli diede un bacio sulle labbra. Ora lo aveva capito. Aveva capito che l'amava. E aveva deciso di fidarsi di lui, nonostante tutti i dubbi.
"Ti amo anch'io…"
TO BE CONTINUED…
Roberto ha preso la sua decisione. Federica ha scelto di credergli. Questa storia avrà, dunque, un lieto fine?
Aspetto vostri pareri e commenti

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PROSSIMO CAPITOLO
Ciao a tutti, per motivi organizzativi e di tempo non ho potuto postare l'ottavo capitolo di "Apparenza Inganna". Lo posterò domani o lunedì. Grazie per la pazienza 😄
L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 7
Cari amici lettori, questo capitolo sarà un pò più breve del precedente. Inoltre, vi chiedo come premessa, una piccola sospensione dell'incredulità da parte vostra. In fin dei conti è una storia di fantasia, non siate troppo severi :-) Prometto che mi rifarò, in lunghezza, con il prossimo! Buona lettura.
Erano da poco passate le 20 e Federica stava finendo di fumare la sua sigaretta. Roberto non si era ancora presentato nonostante tutte le promesse fatte la sera prima.
Aveva deciso di non chiamarlo, e di non scrivegli. Se non si fosse presentato l'avrebbe lasciato. Non avrebbe più corso dietro ad un traditore, non avrebbe più sprecato il suo tempo con un uomo del genere.
Ma mentre si trovava immersa in questi pensieri così negativi, il campanello della porta suonò. Federica corse ad aprire e trovò Roberto con in mano un mazzo di rose.
"Buonasera, amore!"
"Robby!"
Federica gli saltò tra le braccia, estasiata.
"Scusa il ritardo ma ho finito tardi di lavorare e dovevo prepararmi per bene!"
Dopo aver passato quel pomeriggio di sesso violento con Eleonora, Roberto non sapeva come liberarsi di lei per raggiungere Federica.
Eleonora era testarda e aveva provato di tutto per tenerselo con lei per tutta la sera. Lei era convinta che Roberto fosse ormai sul punto di lasciare Federica (e del resto lui le aveva fatto intendere quello), ma lui non aveva ancora preso una decisione, tutt'altro.
Decise, così, di passare del tempo con entrambe, in modo da schiarirsi le idee e capire di quale delle due fosse realmente innamorato.
Per potersi districare dalla presa di Eleonora e raggiungere Federica, Roberto inventò che avrebbe visto Federica per proporle una "pausa" nella loro relazione. Eleonora, che avrebbe desiderato sentire dall'amante di aver preso una decisione più drastica, si accontentò ugualmente.
Così, Roberto ebbe il tempo per comprare un mazzo di rose e presentarsi dalla fidanzata.
Ma un altro problema sopraggiunse nella testa di Roberto: il sesso pomeridiano con Eleonora aveva lasciato dei segni sul suo corpo: frustini e unghie avevano firmato la sua pelle e, per tanto, non avrebbe potuto denudarsi davanti a Federica.
Così, invece della cena a casa come programmato, Roberto propose di cenare fuori e poi andare ad un lounge bar. Federica accettò, anche se avrebbe preferito passare la serata in casa e sotto le coperte.
I due andarono prima ad un ristorante cinese e poi decisero di andare in un locale poco lontano dal centro. Parcheggiarono all'ingresso e videro che per quella sera, il locale avrebbe tenuto una serata fetish/bdsml.
Federica lesse la locandina all'esterno. "Serata bdsm! Porca eva! Non ci credo". Nella mente di Federica tornarono le immagini di Eleonora con il box comprato al sexy shop. Che strana coincidenza.
Roberto pensò si trattasse di uno strano scherzo del destino. Dopo aver passato un pomeriggio a farsi frustare i coglioni dalla sua amante, si ritrovava davanti ad un locale che faceva del bdsm il suo tema principale. Federica prese per mano Roberto.
"Che dici? Ti va di dare un'occhiata?"
Roberto, dapprima, sentì nuovamente la risata del destino su di lui. Dopo la sua amante, anche la sua fidanzata era desiderosa di mettere in pratica il sadomaso? "Certo, perchè no?" Rispose senza esitazione.
La coppia fece un pò di coda per poter entrare. Una volta varcato l'ingresso si ritrovarono in mezzo a decine di uomini e donne vestiti nei modi più disparati.
La pelle e gli stivali erano l'indumento più utilizzato dagli ospiti. Tante ragazze indossavano vere e proprie tute in pelle, talmente attillate che sembravan cucite addosso.
Molte di loro indossavano delle mascherine, alcuni uomini delle vere e proprie maschere che coprivano interamente il volto. Roberto rimase sorpreso di quanto quel mondo stesse affascinando Federica, totalmente incuriosita da quel turbinio di pelle e di borchie.
La musica techno era così forte da far scoppiare i timpani, mentre i profumi delle varie ragazze si mescolavano ad un forte odore di pelle e di sudore. C'era un caldo da far sciogliere. "Andiamo a ballare?"
Federica prese per mano Roberto e si lanciarono nella pista, iniziando a ballare con trasporto.
Lei si strusciava, mentre lui la teneva stretta per i fianchi, permettendo al suo sedere di strusciare su e giù massaggiando il suo pene, che stava già iniziando a indurirsi.
Le gambe di Federica erano magre e sode, i suoi quadricipiti sembravano scolpiti. I tacchi altissimi slanciavano la sua figura, che sembrava ancora più tonica e snella.
Dopo aver ballato un quarto d'ora circa, Roberto portò Federica al bancone del bar ed ordinò due negroni sbagliati. Il barista si avvicinò ai due urlando, in modo da farsi sentire sopra la musica assordante.
"Siete già stati nel privè?"
"Quale privè?" Urlò Federica in risposta.
"Uscite dalla pista e prendete la destra. Vi divertirete!"
Roberto non potè nemmeno rispondere che Federica lo prese per mano e iniziò a seguire le indicazioni del barista.
"Dove andiamo?"
"Voglio vedere questo privè!"
I due si ritrovarono davanti ad una porta sorvegliata da due membri della sicurezza.
"Possiamo entrare?"
L'uomo rispose: "Questo è privato per la coppia, possono accedere solo 3 coppie contemporaneamente e al momento è tutto occupato. Aspettate il vostro turno!"
La coppia si sedette su un divanetto, aspettando che la porta si aprisse e sputasse fuori due degli ospiti. Passarono una ventina di minuti e la prima coppia uscì dal privè. Federica si avvicinò agli uomini della sicurezza.
"Ora si può?"
L'uomo aprì la porta, Federica si rivolse a Roberto: "Andiamo!"
Oltre la porta, i due si ritrovarono in una grande stanza dalle pareti rosse. C'erano diversi divanetti e molti sex toys a disposizione sui tavoli.
"Guarda la…" Disse Roberto.
Su altri due divanetti, due coppie stavano facendo sesso. La prima coppia, era composta da una ragazza dai capelli rossi con tinte turchesi, vestita in pelle attillata e un uomo. Lui era totalmente rivestito di una tuta nera di pelle, così come sul volto portava una maschera che lo nascondeva totalmente.
Era disteso a 90 gradi e lei, che indossava uno strap on, gli penetrava il culo con violenza. Federica, colta di sorpresa da quella scena, stava per scoppiare a ridere, ma Roberto le diede una pacca per fermarla. La seconda coppia era più normale. Lui era seduto sul divano e lei, a cavalcioni su di lui, conduceva il gioco muovendosi sensualmente. Federica guardò Roberto.
"Te la sentiresti di farlo qui, in mezzo a questi quattro?"
Roberto era sorpreso dalla richiesta di Federica "Amore ma sei sicura?" Federica alzò le spalle. "Perchè no? Dai proviamo."
I due si avvicinarono al divano e la ragazza notò che sul tavolino del divanetto erano appoggiati un bavaglio, dei lacci, un frustino. Lei lo guardò negli occhi sorridendo. "Legami!"
"Cosa?!" Roberto era ancora più sorpreso.
"Legami e imbavagliami, voglio sentire cosa si prova!"
Federica si distese sul divano e Roberto le legò le braccia e le gambe con i lacci. Poi prese il bavaglio e glielo mise alla bocca. Federica si trovò in una situazione di impotenza totale. Roberto si sedette sul divano, prese Federica e la adagiò sulle sue ginocchia di pancia. Le tirò su il vestitino sopra il sedere e notò che indossava un perizoma molto striminzito. Prese il frustino.
"Sei una ragazzina molto, molto, cattiva lo sai?"
Roberto vibrò un paio di frustate non molto forti sul sedere di Federica, la quale gemette. Lo guardò con aria supplichevole, come per dire "ne voglio ancora". Roberto continuò con le frustate, colpi lenti, decisi, ma non forti. Federica si godeva quel momento, non avendo mai provato una simile esperienza. Il sedere sodo e tonico di Federica non tremava nemmeno quando veniva colpito dal frustino.
"Ecco cosa ha provato Eleonora mentre mi frustava. E' una sensazione di potere…"
Roberto prese Federica e la alzò in piedi, le slegò le mani e la mise a 90 gradi.
"Vediamo se ti piace questo?"
Le legò le mani alle caviglie, in modo da mantenerle sempre una posizione 90 gradi. Si inumidì le dita con la saliva e iniziò a masturbarla con le dita.
Federica gemeva e perdeva parecchia bava dal bavaglio intorno alla bocca. Lui le aprì dolcemente lo spazio con le dita e poi le infilò il pene nella vagina.
La colpiva talmente forte da farle sbattere la testa al muro. Godeva come un maiale. Federica, d'altro canto, era la prima volta che provava la sensazione di essere totalmente dominata dal suo uomo e…le piaceva molto.
Venne la prima volta dopo 3 minuti di penetrazione. Roberto, intanto, aveva ripreso ad usare il frustino mentre la penetrava, colpendole le natiche che ora erano rosse cianotiche.
"Ti piace? Eh?" Disse lui in preda all'estasi.
Lei fece un cenno col capo. Lui le slegò i polsi dalle caviglie e la adagiò su un tavolino di cristallo. Le legò polsi e caviglie alle 4 gambe del tavolo, si mise sopra di lei e iniziò a penetrarla. Federica, sempre imbavagliata, gemeva e godeva. Quella sensazione di dominio e umiliazione la stava facendo impazzire. Venne emettendo un urlo soffocato dalla pallina rossa del bavaglio. Roberto non si fermò, continuò a penetrarla con forza fintanto che non venne anche lui. Estrasse l'uccello e riversò la sborra sul suo addome piatto come un muro. Le tolse il bavaglio e sentì il suo ansimare estasiato. La slegò e la prese in braccio, baciandola con passione. Era riuscito a nascondere le sue "ferite" pomeridiane, visto che non si era tolto nemmeno la camicia.
Lei si rivestì e un attimo dopo uscirono dalla stanza e tornarono a ballare e a bere. Circa alle 2 di notte, uscirono dal locale ed entrarono in macchina.
"E' stato meraviglioso!" Disse lei.
"Mi hai davvero sospreso, Fede! Non credevo che avresti mai voluto provare una cosa simile!"
"Io sono piena di sorprese Robby!"
"Ho visto!" Disse accendendo la macchina.
"Con te sono disposta a provare tutto, lo sai?" Roberto sorrise. "Anche io". Mentì, dato che una cosa del genere l'aveva provata il pomeriggio precedente…e non con Federica.
"Ti amo, Robby!" La sua voce era stanca.
"Anche io! Non sai quanto!"
La macchina partì.
"Robby, devo chiederti una cosa!"
"Dimmi pure!"
"Tu non mi tradiresti mai, vero?"
Roberto soffocò un terrificante senso di colpa e di vergogna. Era tentato di liberarsi la coscienza e affrontare da uomo le conseguenze del suo essere verme. Ma la codardia prese il sopravvento su quell'uomo pavido e debole. E, da infame qual'era, mentì.
"Non potrei mai tradirti, Fede! Io ti amo! Sei l'unica donna che voglio!"
Federica sorrise e si addormentò sul sedile, stanca e ubriaca, mentre lo sguardo di Roberto divenne torvo. Non poteva più reggere quella situazione. Doveva finire.
TO BE CONTINUED…
Il destino ha voluto presentare a Roberto un'altra esperienza sessuale sadomaso, questa volta con lui nelle vesti di dominatore. Ma il terreno sotto di lui inzierà a franare presto…
L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 6
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Roberto e Federica si danno appuntamento per una serata, con il primo combattuto tra i sensi di colpa e il desiderio di lasciarla. La serata si svolge dapprima in un locale, dove Roberto sembra infatuarsi nuovamente della fidanzata, e poi nei pressi di un antico castello, dove i due consumano un rapporto sessuale. Durante il sesso, Roberto comincia a realizzare di volere solo Federica.
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 6
Dopo quella magnifica unione d'amore avvenuta ai piedi del Castello Sforza, Roberto e Federica dormirono insieme a casa di lui. E se durante il rapporto sessuale le loro anime sembravano aver ritrovato la sintonia perfetta, lo stesso non si poteva dire una volta che i due spensero le luci e si diedero la buonanotte. Federica non aveva assolutamente dipanato i suoi dubbi, anzi. Il modo in cui lui l'aveva venerata tutta la sera le faceva aumentare il sospetto che l'uomo avesse veramente qualcosa di cui farsi perdonare.
Roberto, invece non chiuse occhio tutta la notte. Questa situazione lo aveva veramente messo a nudo per quello che era: un uomo pavido, debole, incapace di imporre i suoi sentimenti e di scegliere pienamente. Mentre i loro corpi si fondevano, Roberto giurò a se stesso di amare Federica, ma nel turbinio di pensieri che l'oscurità porta in dono sotto le lenzuola, la sua sicurezza venne a scemare. Questa volta i sensi di colpa erano verso Eleonora, alla quale aveva spergiurato di volere soltanto lei e che avrebbe lasciato per sempre Federica. Tutta la debolezza di questo uomo pavido e debole stava venendo prepotentemente fuori.
La notte trascorse insonne e al mattino i due si prepararono per andare al lavoro, ostentando tenerezza ma tenendo in serbo per loro i rispettivi turbamenti. Quando si separarono, Federica strappò a Roberto la promessa di vedersi nuovamente per cena e lui, ovviamente, acconsentì. La ragazza si fece accompagnare a casa, dove prese la sua macchina per andare al lavoro.
Durante il viaggio ripensò alla serata, al ballo, il sesso con Roberto. Così passionale, così ricco di sentimento ed emozione. L'ombra del tradimento era sempre presente nella sua mente anzi, la sicurezza del tradimento.
Una parte di lei avrebbe voluto prendere Roberto ed evirarlo con un coltello da cucina, una voce nel suo profondo le consigliava di muoversi con cautela questa volta. Aveva sempre agito d'impulso nella sua vita, ma questa volta no.
Sapeva benissimo che dall'altra parte c'era un'avversaria temibile. Anzi, si potrebbe dire la più temibile delle avversarie: quelle che sorridono sempre. Eleonora era un serpente travestito da agnellino, ora l'aveva capito. Non le era mai stata particolarmente simpatica: quel suo atteggiamento sempre gentile, il modo forbito di parlare, il gusto nel vestire un pò retrò e, soprattutto, quel tic verbale di soprannominare tutte "Tesoro"!
Aveva capito che la sua avversaria non era una che si poteva battere con l'impulso, ma che avrebbe dovuto giocare a suo modo. Se Eleonora era un serpente a sonagli, Federica avrebbe dovuto trasformarsi nella donnola. E tra tutti questi pensieri raggiunse il parcheggio della spa "Raggio di Luna." Entrò lentamente nel corridoio che portava alla segreteria e sentì distintamente la voce di Eleonora al telefono. Si appoggiò bene al muro per non farsi notare e si avvicinò allo stipite della porta.
La segretaria stava parlando al telefono con qualcuno. "Forse con lui?" Pensò immediatamente Federica.
"Voglio che mi venga consegnato alle 15, è una questione della massima urgenza! Non mi interessa se ci sono dei ritardi, ho parlato chiaramente ieri sera."
Mentre parlava, Eleonora smanettava con il mouse. Federica tirò un sospiro di sollievo, era chiaro che non parlava con Roberto. Intanto la voce di Eleonora divenne più dura.
"Sarò da voi alle 15 e se non vedrò la roba, scordatevi i soldi" e nel dirlo riattaccò. Federica entrò in quel momento.
"Buongiorno!"
Eleonora fu presa di soprassalto, mosse il mouse e chiuse una finestra. Nonostante la velocità, la cosa non sfuggì a Federica.
"Buongiorno, Tesoro! Dormito, bene?"
Eleonora si ributtò a digitare sul computer. Federica la squadrò di sottecchi. Indossava un vestitino blu notte molto semplice, intorno alla vita un cinturone con una grossa fibbia. Ai piedi portava un paio di zoccoletti in legno con una parte in pelle nera e i tacchetti piuttosto bassi.
"Molto bene, ieri sera mi sono data da fare, sai?" Federica si sforzò di osservare attentamente ogni minima reazione di Eleonora. Voleva provocarla. Ma la segretaria non si scompose per niente.
"Sul serio?" Disse distrattamente. "Ti sei divertita?"
Federica aspettava quel momento da tutta la notte. "Ci siamo divertiti!" Disse calcando la voce sul CI. Eleonora non si scompose.
"Sai, Ele, avevi ragione tu l'altro pomeriggio, riguardo a Roberto, intendo! Era solo un qualcosa di passeggero la sua crisi. Ieri me lo ha dimostrato. Non mi vergogno a dire che lo abbiamo fatto come non lo facevamo da mesi. Era possente, vigoroso, sensuale. Guarda, indimenticabile."
Il volto di Eleonora rimase impassibile, come una maschera di bronzo. Dentro di lei, invece, ribolliva il sangue, lo stomaco si rivoltava e i denti sembravano sul punto di digrignare. Sarebbe scoppiata a piangere a dirotto se solo avesse potuto. Ma mantenne la freddezza, sorrise gentilmente, com'era solita fare e disse: "Te l'avevo detto, Tesoro, di stare tranquilla. Gli uomini tornano sempre dalla loro donna."
Questa volta sembrava che fosse Eleonora a lanciare un messaggio.
"Anche se a volte possono smarrire la strada, quando sono innamorati reclamano la loro vera donna!"
Calcò la voce sul "VERA". Federica capì benissimo quella frase. Il sottinteso era: TI FARO' LA GUERRA CON OGNI MEZZO." Avrebbe voluto sferrarle un pugno in quel naso largo da maiale che si ritrovava e prendere a calci quel culone mollo come un budino, ma si limitò a dire: "Vado a preparare la cabina, a dopo, Ele!"
"A dopo, Tesoro!" Era il secondo "Tesoro" nel giro di cinque minuti. Federica la mandò a fanculo nella sua mente.
Mentre ripuliva la cabina massaggio, Federica ripensò alla telefonata di Eleonora e al suo smanettamento sul computer. Cosa stava combinando? Era sicura non stesse parlando di Roberto, ma trattandosi di Eleonora avrebbe potuto aver sentito dei rumori dietro la porta e quindi aver detto quella frase per depistare. Magari era al telefono proprio con lui. Non c'era altra soluzione: alle 15 avrebbe dovuto seguirla.
Chiamò Vittoria, la responsabile della spa, e l'avvisò che avrebbe dovuto assentarsi nel pomeriggio per una visita medica importante. Vittoria non le diede il permesso per l'intero pomeriggio, in quanto l'agenda della ragazza era piena di appuntamenti, ma le concesse due ore.Si disse a se stessa che le sarebbero bastate.
Aspettò le 15 e uscì, seguendo Eleonora.
La segretaria salì sulla sua macchinanera; Federica iniziò il pedinamento mantenendosi a due macchine di distanza da lei.
"Adesso vediamo dove te ne vai, culona del cazzo". E' giusto ricordare al lettore che Eleonora non era una balena come la giudicava Federica, solo una ragazza normale un pò forte di sedere e di fianchi. Ma , ovviamente, dal punto di vista di Federica, allenata e senza un filo di grasso, il fisico di Eleonora era considerato "fuori forma" e, sicuramente, poco attraente.
La macchina di Eleonora si fermò in una zona abbastanza di periferia. Federica rimase indietro e parcheggiò con metà ruote sul marciapiede, scese e cominciò a seguire Eleonora. La vedeva che camminava di fretta, ma ancheggiando sinuosamente.
"Che cazzo ondeggi quello schifo di culo continuamente?" Pensò Federica disgustata.
D'un tratto, Eleonora si fermò davanti ad un portone e suonò il campanello. Si guardava intorno spazientita. Il portone si aprì e ne uscì un energumeno di colore, alto forse due metri, rasato e molto muscoloso. Federica guardava con attenzione, mentre Eleonora prendeva il portafogli dalla borsa.
"Allora?"
Alla domanda della donna, l'energumeno tirò fuori una grossa scatola di cartone.
"Cè tutto, come avevi chiesto"
Eleonora pagò tirando fuori 150 euro, prese lo scatolone e si allontanò velocemente. Federica aspettò che rientrasse in macchina per poi avvicinarsi al portone. Sul campanello c'era scritto "JOY GARDEN".
"Joy Garden? Cos'è?"
Federica tirò fuori il telefono e digitò su google il nome della città e la scritta Joy Garden. Il risultato della ricerca la fece sobbalzare. Era un negozio di sex toys e articoli vari per il sesso. Non poteva crederci. La docile, irreprensibile, Eleonora aveva appena comprato un cartone colmo di sex toy, in un negoziaccio di periferia, da un energumeno di colore. Si accese una sigaretta, mentre tornava alla macchina. Ma adesso, cosa ci farà con quella roba? E soprattutto…con chi? Avrebbe voluto seguirla ancora, ma il permesso di Vittoria stava scadendo: doveva tornare al lavoro.
Alle 18.00, Roberto era ancora in ufficio. Non aveva ancora risposto al messaggio di Eleonora e si sentiva una merda. Quella ragazza aveva messo tutto il suo cuore nelle sue mani e lui lo stava calpestando. Si sentiva in colpa per averla messa a paragone con Federica e averla così bistrattata nella sua mente. Si sentiva profondamente debole per non essere in grado di scegliere tra due donne. O meglio, per non sapere nemmeno ciò che voleva. Si, Roberto era un uomo debole.
Dai suoi pensieri, venne ridestato da un messaggio. Era Eleonora. Il messaggio diceva: "Mi sento male…vieni a casa mia…ti prego…"
Roberto scattò in piedi come una furia. Probabilmente era colpa sua, l'aveva trattata come una regina per un giorno e mezzo, per poi ignorarla completamente il giorno dopo. Eleonora era una ragazza dolce, fragile, sentimentale. Magari aveva un attacco di panico. Doveva raggiungerla. Saltò a bordo della sua Audi e sfrecciò verso casa di Eleonora, dove l'aveva riaccompagnata il giorno prima al termine di quel pomeriggio di sesso sfrenato.
"Povera Eleonora, sarà distrutta!" Pensò.
Quando arrivò parcheggiò la macchina alla buona, suonò il citofono e percorse tre rampe di scale a falcate. Arrivò davanti alla porta di casa, semi aperta e vi entrò.
"Ele! Ele! Stai bene?"
Le luci erano soffuse e Roberto vide diversi petali sparsi per casa.
"Ma cosa?"
Una musica sensuale si diffuse per tutta la casa ed Eleonora comparve da una stanza. I suoi capelli ricci e selvaggi avevano una nuova tinta ramata e una pettinatura diversa. Indossava un sensuale completo intimo nero con del piumaggio e molte trasparenze, sopra il quale portava una vestaglia nera molto elegante. Ai piedi indossava dei tacchi neri e le gambe erano inguainate in due autoreggenti con guepiere.
"Ora si, benissimo", la voce di Eleonora era sensuale più del solito.
Roberto recuperò fiato. "Ma sei impazzita a scrivermi che stai male?"
"Sembrava che fosse l'unico modo per farmi considerare da te." Rispose sorridente.
"Ma smettila, non è vero! E' che ho avuto molto da fare e…ti avrei chiamata dopo il lavoro."
Eleonora sapeva benissimo che il dubbio ancora attanagliava la mente di Roberto. Ma lei non era una stupida impulsiva. Non voleva forzare la mano con lui. Non gli avrebbe detto niente riguardo a Federica. Non gli avrebbe chiesto nulla della sua notte d'amore con lei.
"Comunque, Ele, stasera non posso stare con te…"
Eleonora si avvicinò e lo prese per mano. "Devi andare da lei?" "Si, si…", era poco convinto e un pò imbarazzato.
Eleonora guidò la sua mano sul suo sedere.
"Avevo capito che l'avresti lasciata. Perchè non glielo hai ancora detto?" Disse Eleonora con un tremito nella voce. Aveva giurato a se stessa che non doveva insistere troppo sull'argomento, ma i sentimenti avevano preso il controllo.
"Lo so, ma avevo detto che l'avrei fatto al momento giusto. Senza contare che adesso ti metterei anche in una brutta situazione: siete colleghe, dovete vedervi tutti i giorni."
Eleonora gli sorrise. "Non per molto…"
"Che intendi?"
Eleonora ghignò malignamente
"La spa potrebbe optare per dei tagli nel prossimo futuro, e siccome Federica è l'ultima arrivata, sarebbe ovviamente la prima della lista…"
Roberto non difese Federica. Non provò a protestare per una simile dichiarazione. Si limitò semplicemente a fissare il corpo della donna.
"Comunque, non voglio forzarti la mano, stai tranquillo! Ogni cosa a suo tempo…"
Il suo sorriso era raggiante, le sue parole sincere, senza ironia ne malizia. Roberto sentiva che l'incantesimo della Sirena era ancora vivo in lui. Lei iniziò a camminare tirandosi dietro l'uomo, che opponeva poca resistenza.
"Che vuoi fare?"
Eleonora sorrise nuovamente e lo condusse nella sua stanza, ove si trovava un letto matrimoniale. Alla testiera si trovavano, legati, dei lacci di pelle.
"Sdraiati", disse lei sorridendo.
Il suo cazzo impennò come uno shuttle. Incurante di tutte le promesse fatte a Federica, si sdraiò sul letto. Lei salì a cavalcioni.
"Questa volta dobbiamo farlo diversamente", gli disse mentre gli sfilava la camicia e i pantaloni.
"Non mi avevi mai detto che ti piaceva farlo così"
"Mi piacciono molte cose! Con me avrai sempre delle sorprese, Tesoro"
Eleonora gli legò i polsi alla testiera e subito dopo le caviglie ai pomi. Roberto era nudo ed immobilizzato.
"Mi sento un pò strano…"
Lei gli mostrò il suo ghigno sensuale da ninfa maledetta.
"E non è tutto", disse mostrando una benda e un bavaglio.
Roberto cominciava a sudare freddo. "Non è un pò esagerato?" Lei si portò un dito alla bocca e disse: "Sssst…"
Gli bendò gli occhi e lo imbavagliò. "Ora sei tutto mio…sei impotente…in mio potere…". Il cazzo di Roberto era già sul punto di venire senza nemmeno essere stato sfiorato. Eleonora gettò a terra la sua vestaglia, salì in piedi sul letto e schiacciò il petto di Roberto sotto il suo acuiminato tacco 12.
"Ora sono la tua padrona, Robby! E voglio essere adorata!" Nel dirlo, Eleonora sfilò il piede dalla scarpa, lo mise sulla faccia dell'uomo, stringendogli il naso tra l'alluce e l'illice. Roberto emise un gemito di soffocamento.
"Ti piace, eh?" Lasciò il naso e iniziò a sfregare il piede sul suo cazzo duro. Roberto gemeva e gemeva. Si sentiva totalmente impotente, alla mercè di quella Sirena spietata. Tanto dolce quanto perversa. Così gentile e così feroce. Lei si abbassò e glielo prese in bocca, succhiandolo con forza.
"Dimmi, Tesoro, se adesso usassi una frusta cosa faresti? Ti piacerebbe?"
Roberto bofonchiò qualcosa. Lei si mise a ridere: "Come? Non ti capisco." Roberto era in panico, non voleva essere frustato. Eleonora aprì il cassetto ed estrasse una piccola frusta. La usò per accarezzargli il petto e i testicoli. Roberto ebbe un tremito.
"Sei stato un monellaccio oggi, avresti dovuto chiamare la tua piccola!" Eleonora sferzò una piccola frustata sul pene di Roberto, che urlò dietro al bavaglio.
"Come hai detto? Ti piace? Allora continuo!"
Eleonora frustò ancora Roberto sul pene, sul petto, sulle cosce. Era il momento più umiliante della sua vita. Iniziò a piangere da dietro la benda, ma il suo cazzo era più duro che mai. Eleonora si accorse del dolore del compagno, gli salì in groppa, gli avvolse il collo con il frustino e iniziò a soffocarlo leggermente.
"Forza, amore mio, abbiamo appena cominciato!"
Guidò il pene di lui dentro di lei e iniziò a saltare. Roberto gemeva e gemeva. Questo sesso spinto lo faceva impazzire. Il dolore misto all'umiliazione lo aveva mandato fuori giri. Eleonora saltava su di lui, si accasciava sul suo petto e gli baciava il collo e i capezzoli. Si muoveva sinuosamente, il grosso cazzo di Roberto stava per scoppiare come l'atomica.
Lui non vedeva niente, non poteva parlare, non poteva toccarla. Era stato privato di vista, gusto e tatto. E la cosa lo faceva arrapare come non mai. Non aveva nemmeno modo di pensare a Federica, al fatto che l'avesse tradita di nuovo nemmeno 24 ore dopo la loro serata meravigliosa. In quel momento importava solo il suo oblio. Quell'oblio totalmente controllato dalla Sirena.
"Ti piace, eh? Ti piace?"
Eleonora gli ficcò le unghie nel petto, poi strinse ancora il frustino intorno al collo. Il soffocamento aumentò la sensazione di piacere di Roberto. Il suo corpo iniziò a a spingere verso l'alto e tremare. Eleonora si accorse che l'uomo stava per venire, così, fece correre la mano dietro di lei, fino a ficcargli il dito medio nel culo. Roberto urlò dietro al bavaglio, una sensazione mai provata prima. Eleonora lo stava cavalcando e, contemporaneamente, lo stava penetrando con il dito. Era una cosa totalmente umiliante…e la più goduriosa mai provata prima.
Eleonora sentì l'orgasmo montarle dalle viscere, come una scarica elettrica che si dipanava verso la sua gola: "Sto venendooooo!!!!" La ragazza si accasciò sul petto di Roberto. Gli tolse la benda e il bavaglio. Lui aveva gli occhi rossi gonfi di lacrime e sputò bava. Lei gli diede un bacio pieno di passione. Eleonora amava i baci, per lei era difficile fare l'amore senza baciarsi. E il loro fu lunghissimo e profondo. Quando si staccò da lui, Eleonora gli mostrò ancora il suo ghigno sensuale.
"Sei stato bravissimo…"
"E'…stato fantastico…"
Lei espirò con gioia e lo baciò di nuovo. Gli diede diversi baci. Baci sul collo, sulle guance, sulle labbra. Era così' felice che avrebbe pianto. Roberto, il SUO UOMO, era di nuovo con lei. Lo accarezzò con amore e tenerezza ancora un pò, prima di slegargli mani e piedi. Lui l'abbracciò e la strinse al suo petto. Le appoggiò la testa si suoi pettorali muscolosi.
"Sono stanca, voglio dormire." Disse Eleonora. Roberto si appoggiò al cuscino e chiuse gli occhi. Eleonora, abbracciata sopra di lui, fece altrettanto.
Quando arrivarono le 20, Federica era pronta per la cena con Roberto. Indossava un vestito molto corto leopardato e scarpe col tacco nere. Aveva già mandato 3 messaggi a Roberto che non aveva nemmeno visualizzato. Si accese la sigaretta e prese una decisione: quella volta non lo avrebbe perdonato.
TO BE CONTINUED…
Eleonora è passata all'artiglieria pesante e ha segnato un nuovo punto nella sua guerra contro Federica. Ora, per Roberto, sta per arrivare il punto di svolta. La decisione dev'essere presa!
L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 5
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Eleonora e Roberto, dopo una nottata passata insieme in hotel, decidono di prolungare la loro maratona di sesso per tutto il pomeriggio. Nel frattempo, Federica incontra Alessandro, ex fidanzato di Eleonora, e da lui scopre che la segretaria seguiva già da tempo le mosse di Roberto.
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 5
Erano le 20.30, Roberto era appena giunto sotto casa di Federica. Aveva salutato Eleonora appena un'ora e mezza prima e il suo senso di colpa stava aumentando rapidamente. Disse alla sua amante che avrebbe lasciato Federica alla prima occasione utile, ma sentiva che gli mancava il coraggio.
Ma non era solo quello. Roberto non era ancora sicuro dei sentimenti che provava per Eleonora, non era sicuro di non sentire più niente per Federica. Forse quella serata avrebbe potuto schiarirgli le idee, ma certamente sapeva che avrebbe dovuto affrontare la rabbia della fidanzata.
Alle 20.35 Federica uscì dal portone e si diresse verso l'Audi di Roberto. Guardandola camminare non poteva che ammirare quella piccola bellezza.
Indossava un vestito bianco talmente attillato che sembrava le fosse stato dipinto addosso, molto corto e con una scollatura generosa ma non volgare. Ai piedi portava dei tacchi a spillo bianchi vertiginosi che avrebbero reso la camminata impervia a qualsiasi altra ragazza, ma non a Federica. Lei si sentiva a suo agio con i tacchi come se fossero ciabatte. I suoi capelli corvini erano tirati e legati in una lunga coda di cavallo. Quando entrò in macchina venne inebriato dal suo profumo dolciastro.
"Ciao amore" disse lui cercando di simulare tranquillità.
Federica gli fece una smorfia di disapprovazione. "Hai molto da farti perdonare questa sera."
Roberto sorrise. "Certo, hai ragione." E dicendo questo diede gas alla macchina e partì.
Federica era decisa a non attaccare per prima. Anche se era piuttosto sicura dei suoi sospetti voleva perlomeno cercare di capire qualcos'altro. Non voleva scoprirsi subito. Decise di accendersi una sigaretta.
"Dove mi porti?"
Roberto le sorrise in modo complice. "Al messicano! Cena e subito dopo ballo latino! Che ne dici?"
Lei sbuffò un rivolo di fumo. "Sta bene. Dunque, hai lavorato molto in questi due giorni?"
Roberto sentì lo stomaco stringersi. Non le aveva mai mentito prima, era sempre stato sincero ed onesto con lei. Raccontarle delle bugie lo metteva a disagio, ma alternative non ne vedeva. "Moltissimo. Siamo sul punto di completare un progetto al quale lavoriamo da parecchio tempo. Purtroppo quando si arriva alla fine è il momento di darci più dentro."
Federica sorrise. "Ah, certo!"
Arrivarono davanti al locale e parcheggiarono proprio davanti all'entrata.
"Ti ricordi? Due anni fa?" Roberto le sorrideva mentre parlava.
Federica scoppiò a ridere. "La tua prima serata latinoamericana, mi hai ridotto i piedi come una poltiglia. Sembravi un dinosauro!"
"E' vero, però devi ammettere che ho fatto progressi!"
"Vedremo stasera se ti ricordi ancora come si fa!"
I due uscirono dalla macchina ed entrarono, vennero accompagnati ad un tavolo e ordinarono.
"Sei piuttosto sentimentale stasera se mi hai portata qui! O forse ti senti in colpa?"
Istintamente, Roberto iniziò a tossire e sputò il tacos che stava mangiando.
"Hey!", si allarmò Federica, "tutto bene?"
Roberto bevve un sorso d'acqua. "Scusami, mi è andato per traverso."
Il giovane si sentiva veramente in colpa. Scelse quel posto proprio per cercare di riprovare le stesse sensazioni di due anni prima, quando erano appena diventati una coppia. Quando erano davvero felici.
"Avevo solo voglia di passare una bella serata e di farmi perdonare per averti fatto preoccupare. Tutto qui."
Federica abozzò un sorriso. "Come inizio non cè male."
Roberto prese la mano di Federica e le diede un bacio. "Speriamo che anche la fine lo sia."
Federica colse la palla al balzo. "Ti ricordi come finì quella sera di due anni fa?"
Roberto sorrise maliziosamente. "Ero ubriaco fradicio, ma ricordo tutto. Eravamo così arrapati che lo abbiamo fatto nel bagno del locale."
"Nel bagno delle donne, per essere precisi."
"Si, esatto. Ricordo ogni particolare. Tu indossavi quel vestito rosso e gli stivali. E quando eravamo in bagno io te l'ho tirato sulla schiena e ho cominciato…"
Lei gli fece cenno con un dito sulle labbra: "Abbassa la voce!"
"Scusa! Dicevo che ho cominciato a leccartela e poi…"
Lei fece la faccia seria. "E poi me lo hai messo nel culo, brutto stronzo!"
Roberto scoppiò a ridere. "Mi sembrava che ti fosse piaciuto, comunque!"
Il ragazzo si rese conto che il suo uccello era duro. Quella situazione lo stava eccitando.
"Ero ubriaca anche io! Quella volta non conta!"
"Ma che bugiarda! Me lo hai chiesto una seconda volta non ricordi?"
"No, no, no! Non ci provare! Sei tu che hai capito fischi per fiaschi, io non ti ho mai chiesto di rifarlo."
Il telefono di Roberto vibrò mentre Federica parlava. Lo prese, guardandolo leggermente. Era un messaggio di Eleonora. Lui non lo lesse nemmeno e rimise il telefono in tasca.
"Sei confusa amore mio, io ricordo ogni singola parola."
Federica era soddisfatta della piega del discorso. Poteva giocare sull'effetto nostalgia per far sentire in colpa Roberto e sperare che le facesse una confessione spontanea.
"Sai Robbi, mi sto divertendo molto. Era da tanto che non chiacchieravamo così! Siamo sempre così impegnati, sempre così di corsa. Non ci ritagliamo mai un momento per noi due."
Roberto sentì nuovamente la piega allo stomaco.
"Si, hai ragione."
Federica lo prese per mano.
"A volte penso che sei cambiato o che io sono cambiata. Ma quando scherziamo in questo modo mi sembra di rivedere nuovamente quelli che eravamo due anni fa. Quando tu eri meno impegnato col lavoro e io meno ossessionata da altre cazzate."
In quello sguardo e in quel gesto dolce, Roberto riconobbe la sua Federica. Quella ragazza forte e spavalda in pubblico, ma dolce e vogliosa di tenerezza con lui.
La ragazza di cui si era innamorato due anni prima, quando la vide per la prima volta sul tapis roulant della palestra e alla quale chiese di uscire per due settimane prima che lei gli dicesse di si.
Quella ragazza che gli diede la sua verginità dopo tre mesi che stavano insieme, e che scelse di farlo in una notte stellata ai piedi delle rovine di un castello.
"Fede, io, so che a volte posso essere uno stronzo. E so benissimo di averti mancato di rispetto in questi due giorni ma…"
Federica lo guardò seria ma mantenendo la parte. Voleva capire fin dove si poteva spingere senza tradirsi.
"…ma ti prometto che cercherò di essere più presente, meno concentrato su altre cose. Non capiterà più che non ti risponderò al telefono."
Federica avvertì una doppia sensazione in lei: da una parte era innervosita perchè Roberto continuava a mentirle, dall'altra sperava ardentemente che tutta questa storia fosse una sua congettura mentale e che veramente Roberto fosse solo al lavoro quella notte. Cenarono continuando a scherzare e a ricordare il passato. Quando finirono, Federica si alzò in piedi.
"La salsa. E' la mia preferita."
Roberto allungò la mano. "Vuole concedermi l'onore?"
I due andarono sulla pista e iniziarono a ballare con trasporto. Roberto si muoveva piuttosto bene per essere un novizio, mentre Federica era molto più abile. Lei estrasse il cellulare, si avvicinò a lui e si fece un selfie.
"Scusami, ma te che balli il latino è un evento da immortalare…"
"Ma senti te…"
Federica agitava il suo corpo in modo sensuale. Quello splendido corpo temprato da ore di palestra e sacrifici di dieta. Quando la toccava poteva sentire quanto sodo fosse il suo sedere, quanto tondi e perfetti i suoi seni.
Nella sua testa, il paragone con Eleonora era automatico. E per quanto avesse passato il pomeriggio ad amoreggiare con lei, in quel momento, la sua Federica, così sensuale nel modo di ballare e di muoversi, valeva cento volte più di Eleonora.
Ma non era solo questione di fisico e di attrazione. In quell'istante tutti i ricordi che aveva in comune con Federica, tutti i momenti belli e brutti, tutte le promesse e le dichiarazioni d'amore fatte, tutti quegli attimi di tenerezza, riaffioravano dal suo cuore e lo inebriarono.
Quando il ballo finì i due si scambiarono un intenso bacio e Roberto sentì il suo membro che si alzava e si induriva.
"Andiamo via", le disse sottovoce.
Federica sembrò dimenticare tutti i dubbi e le incertezze. Aveva ritrovato Roberto, il suo Roberto. Anche solo per una serata avrebbe cancellato tutti i sospetti. Voleva solo rivivere quella sensazione meravigliosa che credeva di aver perso.
"Si, andiamo!"
I due salirono sulla macchina e sfrecciarono nella notte.
"Andiamo a casa tua?", disse Federica.
"No, andiamo a Castello Sforza!"
Federica arrossì di colpo. Non se lo aspettava. Ai piedi di Castello Sforza, due anni fa, concesse a Roberto di essere il primo uomo sulla Terra ad entrare in lei. Il primo e l'unico. Federica gli prese la mano che era sul cambio.
"Grazie".
In quel momento, Roberto capì quanto ingiusto fosse stato con lei. Ma non solo per averla tradita, ma anche per averla giudicata così male. Per averla giudicata superficiale, vuota, stupida. Aveva dato retta a quella parte di lui che voleva semplicemente soddisfare i suoi impulsi sessuali e che gli creava degli alibi per non farlo sentire in colpa. Era stato profondamente scorretto, infame. Quando giunsero a Castello Sforza scesero dalla macchina e incamminarono verso lo stesso luogo dove lo fecero due anni prima. Il terreno era irregolare e lei si chinò per togliersi le scarpe, ma lui la prese in braccio.
"Ti porto io"
"Sei un cavaliere"
"Uh…sei davvero leggera!"
"Come mai mi dici questo?"
Roberto si rese conto di aver fatto una piccola gaffe comparando in qualche modo il peso di Federica a quello di Eleonora, che aveva tenuto in braccio tutto il giorno e che pesava diversi chili più di lei.
"Niente…è solo che mi rendo conto che è passato troppo tempo da quando ti ho portata in braccio l'ultima volta!"
Quando giunsero sotto un torrione, Roberto adagiò Federica sull'erba. Era la serata perfetta: temperatura ideale e nessuno in vista.
Federica avvolse le braccia intorno a Roberto e lo baciò, mentre lui le mise la mano sotto il vestito, scostò il perizoma e iniziò a masturbarla.
Federica mugolò di piacere. Sentire i versi di Federica lo fece sentire come un naufrago che torna a casa dopo tanto tempo. C'era qualcosa in lei che fece riaccendere la sua passione, il suo amore. Federica si alzò di scatto e rapidamente lo ribaltò schiena a terra. Si sedette sopra di lui.
"Quando l'abbiamo fatto qui la mia prima volta eri tu che conducevi il gioco. Ora tocca a me."
Roberto si eccitò tantissimo per la presa di posizione di Federica. Si tolse il vestito sensualmente, rimanendo nuda sotto la luna.
Prese l'uccello di Roberto e lo condusse dentro di lei, che lo accettò con un gemito piacevole. Iniziò a saltare su di lui velocemente, godendosi ogni attimo in cui il robusto pene del suo uomo si faceva strada nella sua caverna. Gemeva, ansimava, godeva.
La sua lunga coda di cavallo ondulava a destra e sinistra. Lui non potè fare a meno di ammirare quanto fosse bella, quanto il suo corpo fosse perfetto.
"Fede…sei bellissima"
Federica rispose con un sorriso pieno di amore e di lussuria. Il ritmo del suo saltare aumentò di colpo, mentre il suo corpo iniziava a coprirsi di brividi e tremiti.
"Sto venendo…sto venendo…"
Roberto le prese il seno con le mani e lei esplose in un grido.
"Ora tocca a me!"
Roberto si alzò con Federica e la fece appoggiare al muro di lato. Le prese una gamba, la alzò e si appoggiò il piede di lei sulla spalla mentre la penetrava. Federica iniziava a gemere di nuovo, aveva sempre adorato quella posizione. Nel mentre la scopava, le baciava la caviglia, cosa che lei ha sempre amato.
Aveva provato, con Eleonora, a farlo in quella posizione, ma lei non riusciva ad alzare così tanto la gamba e ci rinunciò.
"Te lo ripeto, sei bellissima! Mi ecciti, mi ecciti da morire!"
"Anche tu…"
Roberto spingeva forte e toccava il corpo di Federica. Più la toccava più si eccitava. Ogni secondo che passava, l'immagine di Eleonora si allontanava dalla sua mente. Le paragonava sotto ogni aspetto e, ai suoi occhi, emergeva sempre vincitrice Federica.
Quel sedere sodo rotondo, quei fianchi così ben disegnati. Era estasiato nel leccare quelle tette così perfette da sembrare due mele.
Persino i gemiti di Federica erano più sensuali dei muggiti di Eleonora.
Forse aveva fugato ogni suo dubbio. Forse si era reso veramente conto di chi volesse. E nel pensare questo, venne travolto da fremiti e convulsioni.
"Dio…Dio…Dio…"
Roberto venne con una violenza inaudita. Un carico di sperma bianco e colloso si dipanò per la vagina di Federica, che venne anche lei subito dopo.
"Ti amo…" sussurrò Federica. Roberto la prese in braccio e la guardò negli occhi.
"Ti amo", rispose con voce profonda.
I due si unirono in un lungo bacio. In quel momento, ogni dubbio, per Roberto, sembrava fugato per sempre. L'incantesimo della Sirena si era forse spezzato?
"Dormi da me", le disse.
"Si", rispose senza esitazione.
Roberto tornò verso la macchina con Federica in braccio. Rimontarono e sfrecciarono di nuovo nella notte. Lei si accese una sigaretta. Gli occhi le si colmarono di lacrime perchè, nonostante quel momento così meraviglioso, qualcosa nella sua mente era ancora convinta del tradimento di Roberto. Per distrarsi prese il cellulare e iniziò a smanettare.
"Cosa fai?", chiese Roberto.
"Niente di che. Volevo solo aggiornare una cosa…"
In quel momento, Eleonora si trovava a casa, un grazioso appartamento in stile moderno, molto semplice e di buon gusto. Era seduta davanti ad una tela, intenta a dipingere un panorama marittimo. Indossava un elegante pigiama di seta nero e armeggiava nervosa il pennello. Ogni tanto guardava il telefono, ma Roberto non le aveva ancora risposto. Gli aveva scritto:
"Ho ancora voglia …"
Innervosita prese il telefono e iniziò a smanettare su Facebook, finchè i suoi occhi azzurri si spalancarono su una foto. L'aveva postata Federica.
"Ma cosa?!"
Un selfie di Federica sulla pista da ballo, abbracciata a Roberto, con tanto di hashtag: "salsatime", "cenaromantica", "semprenoidue", "tiamo", "lovetime"
Eleonora digrignò i denti.
Chiamò subito Roberto.
Segreteria telefonica.
Senza pensarci scaglio' rabbiosamente il telefono contro il divano. Si girò, presa dalla rabbia, afferrò la tela e la distrusse a terra con tutta la forza che aveva.
"Quella puttana!!!" Urlò.
Si gettò sul divano a piangere di rabbia e delusione.
No, non gliel'avrebbe fatta passare liscia.
Non avrebbe permesso a quella puttanella di vincere.
Roberto ora le apparteneva e avrebbe fatto qualsiasi cosa per tenerselo.
TO BE CONTINUED…
Roberto sembra aver fugato ogni dubbio, ma dall'altra parte, Eleonora è più determinata che mai a fare di lui il suo uomo. E niente potrà fermarla.
Ciao a tutti! Visto che nel week end le interazioni sono piuttosto ridotte qui, il quinto capitolo di "L'Apparenza Inganna" verrà postato tra domani e lunedi.

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L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 4
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Eleonora e Roberto tengono una cena fuori città, con il ragazzo pervaso dai dubbi e deciso a troncare questa storia clandestina prima che possa esplodere in qualcosa di irreversibile. Nonostante le sue intenzioni, Eleonora continua a sedurlo e provocarlo, fintanto che nel viaggio di ritorno i due si lasciano andare ad un nuovo rapporto sessuale in macchina, terminato il quale, i due decidono di passare la notte insieme in un hotel.
L'APPARENZA INGANNA 4 PARTE
Roberto aprì gli occhi, trovandosi in un grande letto soffice. Sdraiata vicino a lui, Eleonora dormiva tranquilla. Erano in una bellissima stanza, al quarto piano dell'Hotel Estate, un cinque stelle completo di tutti i comfort. Inspirò e si alzò in piedi, avvicinandosi quasi zoppicando alla porta finestra che dava direttamente sul mare. Riordinò le idee e si ricordò tutto: la cena della sera precedente, il sesso in macchina fino ad esplodere e, cosa che voi lettori non avete avuto occasione di leggere nel capitolo precedente, la decisione di passare la notte in hotel. Presero la stanza migliore, ordinarono due bottiglie di champagne, si ubriacarono e continuarono a scopare per diverse ore, fino a prosciugarsi. Erano ormai le 9.30 del mattino, Roberto si rese conto di essere in ritardo al lavoro. Prese il telefono per avvisare l'ufficio e trovò sei chiamate perse di Federica.
"Porca troia! Avrei dovuto almeno mandarle un messaggio…"
In quell'istante, silenziosa come un felino, Eleonora gli comparve alle spalle, cingendogli la vita con le braccia e baciandogli il collo.
"Buongiorno, Tesoro".
Roberto si girò sorridendo e la baciò. "Buongiorno a te. Hai dormito bene?"
Eleonora era completamente nuda e sorridente. "Si, ma avrei preferito dormire ancora un pò."
Roberto si staccò da lei e si avvicinò ai suoi vestiti. "Puoi farlo, se vuoi! La camera è presa fino alle 14, puoi riposarti ancora un pò, magari farti un giro in piscina."
Eleonora si avvicinò. "Non era proprio quello che speravo per oggi, Tesoro". Roberto capì l'allusione. "Non posso, devo andare al lavoro!" "Ma dai, al diavolo il lavoro, prenderò malattia anche io! Abbiamo l'occasione di passare del tempo in questo albergo meraviglioso!"
Roberto scosse la testa. Eleonora gli afferrò il pene, che divenne subito duro. "Dai, non fare così! Passiamo qua la giornata, avanti!" Nel dirlo, gli leccò le labbra. Roberto sospirò e cercò di vincere la brutta sensazione che cominciò a frullargli nello stomaco. "D'accordo, ma ora stai zitta perchè devo chiamare Federica. Mi ha lasciato sei chiamate, sarà preoccupata."
Eleonora si portò una mano alla bocca fingendo stupore. "Ma poverina…" Il telefono già squillava e Roberto lanciò ad Eleonora un'occhiata di rimprovero.
"Dove cazzo sei stato?" La reazione di Federica era prevedibile per Roberto.
"Amore, scusami sono imperdonabile."
"No, sei un coglione, è diverso! Ti ho chiamato sei volte, non ti sei degnato nemmeno di scrivermi. Sai quant'ero preoccupata?"
Roberto sentì una spada nello stomaco, il senso di colpa stava riemergendo. "Hai ragione, amore, scusami davvero. Ieri sera ho lavorato fino alle due, non ce la facevo più. Sono arrivato a casa come uno zombie e mi sono buttato a letto. Mi sono svegliato tardi, preparato in fretta e furia e sono uscito di casa."
Roberto sentì un nodo in gola quando sentì il proprio pene afferrato tra le mani. Eleonora gli sorrideva con malizia. Lui fece cenno di lasciarlo, ma lei, per tutta risposta, si inginocchiò e glielo prese in bocca. Federica, intanto, urlò:
"Mi stai ascoltando o no?"
Quell'urlo rabbioso lo riportò sulla Terra. "Si, si, scusami è che sto guidando, oggi ho un appuntamento fuori città."
Eleonora succhiava con forza e Roberto fece uno sforzo immane per non gemere. La voce di Federica era gracchiante dalla rabbia.
"Stammi a sentire, stasera ci vediamo e parliamo, perchè questa situazione mi sta snervando, è chiaro?"
Roberto fece il vago, facendo finta di dover ricordare qualcosa. "Stasera? Stasera…"
Federica lo interruppe bruscamente. "Stasera! E se provi a darmi il bidone vengo a prenderti e ti rompo la faccia. Non cè lavoro che tenga, ci fosse anche il presidente degli Stati Uniti. Chiaro?"
Roberto stava impazzendo per il lavoro di bocca della sua amante: "Si, si, d'accordo! Ora ti lascio che ci sono i vigili. Ciao".
Roberto riattaccò, lasciando di stucco Federica. Subito prese Eleonora e la rialzò tenendola con forza. "Ma sei impazzita?" Lei rispose ridendo e leccandogli le labbra.
"D'accordo, se è questo che vuoi." Roberto la girò di scatto, appoggiandola alla porta finestra del balcone. Il seno della ragazza era schiacciato sul vetro, le sorrise
"Vuoi castigarmi?"
Lui le infilò il pene eretto nella vagina e iniziò a penetrarla con forza, vibrandole degli schiaffi sul sedere.
"Vuoi fare sesso? Eccoti accontentata. E' tutto tuo." Eleonora gemeva e godeva.
"Così si, mi piace! Ah…più forte"
Roberto aumentò il ritmo dei colpi, baciandole il collo con foga. Lei parlava tra gli ansimi. "Finiamo in piscina…voglio farlo in piscina".
Roberto si era rassegnato all'idea che Eleonora riuscisse sempre ad averla vinta, in un modo o nell'altro. Chiamò il lavoro e avvertì che era malato e non poteva presentarsi. Lo stesso fece Eleonora. Subito dopo, i due amanti si rivestirono con gli abiti della sera precedente e scesero nella hall, dove Roberto informò il ricevimento che i due avrebbero passato la giornata nel centro benessere dell'albergo.
Si recarono nella zona piscina e Roberto la affittò per le due ore successive. Li, i due fecero colazione e poi si gettarono nudi nell'acqua, cercando la bocchetta dell'idromassaggio.
Nel frattempo, intorno alle 10, Federica stava cercando l'agenda degli appuntamenti, visto che Eleonora non si era ancora presentata. Provò a chiamarla, ma il telefono risultava spento.
"Ma dov'è? Strano che non sia ancora qui…"
In quello stesso istante, entrò Vittoria dall'ingresso. "Ciao, Fede." Vittoria, una donna di circa quarant'anni, era la responsabile della spa.
"Ciao, Vicky, scusami, sto cercando l'agenda ma non la trovo."
Vittoria si avvicinò al cassetto e lo aprì con una chiave.
"Ecco, Ele la lascia sempre chiusa dentro, meno male che ho la chiave di riserva."
Federica prese l'agenda e controllò i suoi appuntamenti. Vittoria le indicò l'agenda
"Fede, riesci a prendere un paio di mie clienti? Oggi Ele non cè e la sostituisco io."
Federica ebbe un sussulto involontario.
"Perchè non cè?"
Vittoria alzò le spalle. "Ha la febbre".
Quel sesto senso che ogni tanto si presenta, specie nelle donne, attivò nuovamente un'allarme dentro di lei. Il fatto che la sera precedente, così bella e raggiante, fosse uscita con un amico e il giorno dopo non si presentasse al lavoro significava solo una cosa: i due devono averci dato molto dentro e, probabilmente, erano ancora insieme. Federica, seppur involontariamente, collegò questi due fatti con gli altri due pezzi del puzzle: Roberto aveva annullato l'appuntamento con lei e passato la notte al lavoro senza rispondere a nessuna chiamata. Il sospetto le penetrò il cuore e la mente, cercò di ripetersi che non era possibile una cosa del genere, che Roberto non avrebbe mai potuto tradirla. Ma era tutto inutile.
Chi se la passava molto meglio erano Roberto ed Eleonora. I due erano nella vasca dell'idromassaggio, avvinghiati l'uno all'altra come due polpi. Erano abbracciati, petto contro petto, il pene di lui che si muoveva serratamente nell'ingordo buco di lei. Eleonora gemeva e gemeva. Era venuta già tre volte da quando erano entrati in piscina. Lui era sul punto di venire. Quando Eleonora sentì che il respiro di Roberto divenne più frenetico, improvvisamente, si staccò da lui.
"Che…che fai? Stavo per venire!"
Eleonora scoppiò a ridere e inizò a nuotare in piscina
"Allora vieni a prendermi…"
Roberto sorrise e la inseguì a nuoto. Le afferrò un piede, tirandola verso di lui.
"Non provarci nemmeno", e nel dire questo le baciò il piede.
Eleonora finse di baciarlo e poi lo spinse sott'acqua per la testa, scoppiando a ridere. Roberto, immerso, nuotò fin sottò Eleonora, dandole un leggero morso sulla natica. La ragazza emise un grido acuto, lui le apparve alle spalle ridendo.
"Sei uno scemo", gli disse schizzandogli negli occhi.
Eleonora nuotò veloce fino al bordo, sempre ridendo. Roberto le fu addosso e le infilò il pene dietro. Lei ebbe un gemito di piacere. Lui le leccò l'orecchio
"Non provare a scapparmi!"
Tenendosi al bordo, Roberto muoveva il bacino in profondità e con energia, mentre Eleonora si godeva tutta la potenza sessuale dell'amante emettendo gridolini e risatine.
Intanto, Federica, passò le prime tre ore di lavoro con la testa completamente immersa nei suoi dubbi. "Davvero Roberto mi tradisce con Eleonora? Ma com'è possibile?" Federica con riuscia a capacitarsi nemmeno che Eleonora potesse commettere un simile colpo basso. Se solo avesse potuto sapere chi era il misterioso "amico" che aveva incontrato la sera precedente. Ma non era semplice. Eleonora era riservatissima e sulla sua pagina Facebook non pubblicava mai cose troppo personali. Si arrovellò il cervello fino alle 15, poi trovò la soluzione. Si precepitiò fuori dalla spa, salì in macchina e partì sgommando.
Il centro benessere dell'Hotel Estate comprendeva anche una sauna, della quale i due amanti aprofittarono subito dopo la piscina, affittandola per mezz'ora. Era un bell'ambiente, dalle pareti in legno e con diverse panche. Su una delle quali, Eleonora era a quattro zampe, mentre Roberto inginocchio dietro di lei la penetrava dandole forti schiaffi sul sedere. Il caldo li faceva sudare come maiali…e come tali si sentivano veramente. Roberto la teneva per i capelli con una mano, mentre con l'altra menva ceffoni piuttosto dolenti. Ma ad Eleonora il dolore di quel tipo serviva solamente per renderla ancora più eccitata. Lei godeva e intanto lo prendeva in giro
"E' tutto qui quello che sai fare? Non sarai già scarico, vero? La tua amichetta si accontenta di poco, eh?"
Roberto lasciò i capelli di Eleonora e con entrambe le mani la afferrò per i fianchi abbondanti.
"Ora ti faccio vedere io, maiala che non sei altro."
Roberto aumentò la forza dei suoi colpi, mentre Eleonora rideva di gusto
"Forse dovresti provare con la lingua…è sicuramente più lunga".
Quella battuta così sadica e inaspettata fece eccitare ancora di più Roberto, che decise di accontentare la sua insaziabile amante. Uscì da lei, la girò aprendole le gambe e iniziò a leccarla con avidità. Eleonora, che amava essere leccata in quel modo, gemette intensamente.
"Si, bravo, è questo che voglio…"
Il sudore di Eleonora si fondeva con l'umidiccio dei loro umori mescolati. Il sapore era disgustoso e prelibato allo stesso tempo. Così come deliziosi erano i mugugni sodddisfatti della sua Sirena. Eleonora muggiva come una mucca e in pochi secondi il muggito si trasformò in un grido di piacere. Roberto si rialzò e lei gli regalò uno dei suoi sorrisi maliziosi. Lui la prese in braccio mentre lei gli cingeva il tronco con le gambe e si baciarono profondamente.
Intanto, Federica era giunta a destinazione: un piccolo bar di quartiere chiamato "Alex Man". Scese dalla macchina ed entrò. Molti sguardi si posarono su di lei, del resto la sua bellezza e sensualità era più che evidente. Dietro il bancone del bar si trovava un ragazzo intento a fare dei caffè. Non un ragazzo bellissimo, piuttosto appesantito e dai lineamenti irregolari. Ma in lui vi era un qualcosa di affascinante, forse il modo in cui parlava e gesticolava con i clienti. Ebbene, il nome di questo barista era Alessandro e, per la cronaca, era l'ex fidanzato storico di Eleonora.
"Buongiorno". Disse Federica accomodandosi su uno sgabello vicino al bancone. "Buongiorno". Alessandro aveva l'espressione gentile e cordiale. "In cosa posso servirti?"
"Una Ichnusa."
Alessandro prese la bottiglia di birra e la stappò davanti a lei, servendole insieme un bicchiere e delle arachidi. Lei fece finta di guardarlo incuriosita, poi, dando fondo a qualche abilità recitativa, finse di non ricordarsi chi fosse.
"Scusami ma, io e te ci siamo già visti da qualche parte, vero?"
Alessandro la fissò un momento. "Si, forse si. Aspetta…tu lavori alla spa "Raggio di Luna", vero?"
Federica simulò benissimo il suo cascare dalle nuvole.
"Ma certo ora ricordo! Tu stavi insieme a Eleonora, giusto?"
Alessandro sembrò incupirsi un tantino. "Si, ecco dove ci siamo visti."
Federica era convinta che quella conversazione stesse per procedere, ma Alessandro tornò ad occuparsi della lavastoviglie da svuotare, lasciando cadere nel nulla il discorso. La ragazza fece una smorfia di disappunto, ora doveva trovare un modo per riallacciare un discorso che, era piuttosto chiaro, il suo interlocutore non desiderava proseguire. Ma ci provò lo stesso.
"Non sapevo che lavorassi qui. Bel bar."
"Fa schifo", rispose lui gelidamente. "Li vedi i miei clienti? Vecchi e ubriaconi."
Federica realizzò che Alessandro era un tipo piuttosto ruvido e che riportare i binari del discorso su Eleonora fosse più difficile del previsto.
"Secondo me dovresti dare una rimodernata al locale, non lo so, cambiare qualcosa! Fare qualcosa che possa attrarre i giovani"
"Grazie mille del consiglio". Il suo tono diceva "non rompemi il cazzo".
Federica non sapeva più che pesci pescare e allora si giocò la carta della compassione.
"Scusami se ti rompo, hai ragione, tu stai lavorando e io sono inopportuna. E' solo che sono in crisi profonda con il mio fidanzato. Le mie amiche mi danno quegli stupidi consigli da amiche del tipo, "mollalo" e cazzate varie. Così mi ritrovo a disturbare chicchessia con i miei racconti di depressione."
Alessandro si sentì imbarazzato da quella confessione. "Scusami, non volevo essere maleducato."
Federica sorrise, obbiettivo centrato. Allungò la mano e disse: "Comunque, io sono Federica."
"Alessandro, piacere"
Federica diede una golata alla birra.
"Gli affari di cuore sono davvero uno strazio, vero? Bisognerebbe non innamorarsi mai!"
"Non dirlo a me", sospirò Alessandro.
"Pensa che quell'idiota del mio fidanzato sono due giorni che si comporta in modo strano. Stanotte è stato al lavoro senza rispondermi al telefono e stamattina mi ha dato risposte evasive. Ho paura che mi stia tradendo."
Alessandro stappò due bottiglie di birra per due clienti seduti vicino a Federica.
"Ne so qualcosa di tradimenti?"
Federica aguzzò le orecchie.
"Davvero?"
Lui fece una faccia come per dire "dovevo stare zitto". Poi scrollò la testa. "Non dovrei parlarti di queste cose, tu sei una sua collega, quindi…"
Gli occhi di Federica divennero sottili come quelli di un cinese e la sua curiosità salì a mille.
"Stai tranquillo, io sono rinomata al lavoro per essere una tomba."
Alessandro sospirò.
"Dopo nove anni di storia Eleonora mi ha tradito. Con un tizio che ha conosciuto ad una convention per lavoro, un tale Francois.
Federica si morse il labbro e pensò "Convention? Intende forse il festival del benessere di due mesi fa? Francois…questo nome non mi è nuovo per niente…"
Alessandro continuò il suo racconto. "Trovai dei suoi messaggi inequivocabili sul telefono di lei, e così iniziai a seguirla. Ma niente di strano venne fuori dai miei pedinamenti, se non per…"
Federica era curiosa come una scimmia: "Se non per?"
Alessandro fece una strana faccia: "Se non che più di una volta passò diverso tempo dentro una palestra, senza mai iscriversi o fare ginnastica. Stava li a osservare delle persone e chiacchierare con un'amica."
Federica sentì il gelo nel sangue. "Quale palestra?"
"La Strong", rispose lui.
Federica avrebbe voluto gettare a terra la bottiglia dalla rabbia. La Strong era proprio la palestra di Roberto. Non aveva più dubbi. Alessandro andò avanti.
"Un giorno, quando uscì' dalla palestra, entrai io e chiesi di Francois, ma mi dissero che nessun Francois era iscritto da loro."
Per Federica si trattava di un'ulteriore conferma. Eleonora andava alla Strong per Roberto.
"Continua…"
Alessandro si fece forza. "La affrontai e le dissi tutto. Le dissi che avevo letto i messaggi, che avevo capito che lei mi tradiva. Lei mi rispose dicendomi che le dispiaceva, ma che non lo amava più. Che si era innamorata di un altro uomo."
Federica strinse i pugni. "Mi dispiace…"
"Le chiesi se era questo Francois, ma lei mi rispose di no. Capisci? Prima mi ha tradito con questo Francois e poi si è innamorata di un altro."
L'altro era Roberto. Federica ne era certa. Il suo fidanzato la stava tradendo con la sua collega.
"Mi dispiace molto, Alessandro. Tu meriti di meglio."
Alessandro sbuffò e tornò ad occuparsi delle stoviglie.
"Anche tu" rispose il barsita. Federica fu sorpresa dalla frase di Alessandro.
"Come?", disse lei.
"Ho detto che anche tu meriti di meglio. Non conosco il tuo fidanzato, ma se decide di tradire consapevolmente una ragazza bella e buona come te…significa che non ha capito niente della vita."
Non c'erano ne adulazione ne secondi fini nelle parole di Alessandro. Esprimeva una sincera empatia.
"Grazie, forse hai ragione."
Federica pagò la birra e fece per uscire.
"Voglio rivederti. Ho molte cose da raccontarti."
Erano le 18.30 e la luce del sole stava prendendo connotati arancioni e rosa. Sulla terrazza dell'Hotel Estate, Roberto e Eleonora erano in accappatoio, adagiati su una sdraio, lei in braccio a lui.
"E' stata una giornata meravigliosa" chiosò lei.
"Anche per me"
"Peccato che la serata non potrà continuare."
"Non questa sera."
Eleonora baciò il naso di Roberto.
"Quando la lascerai?"
Roberto, la cui coscienza aveva iniziato a rimordere, rispose poco convinto.
"Appena ne avrò l'occasione, te lo prometto."
Lei gli mostrò ancora il suo ghigno seducente, poi gli afferrò il pacco, stringendolo con la mano. Roberto ebbe un sussulto.
"Ricordati, Tesoro, che questo è mio…solo mio…"
Eleonora lo baciò, aggrovigliando la lingua a lla sua. Subito dopo si staccò ed espirò con eccitazione, leccandosi le labbra con malizia.
"Mi mancherai moltissimo"
"Anche tu"
TO BE CONTINUED….
Il Quarto Capitolo è terminato. Mentre Roberto è ormai sempre più impigliato nella tela della sua determinatissima amante, Federica è praticamente certa del suo tradimento. Le acque diventano sempre più torbide e le conseguenze delle loro azioni saranno senza ritorno.
L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 3
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Ossessionato da Eleonora, Roberto si presenta alla spa per rivederla, approfittando di un momento in cui la fidanzata, Federica, è impegnata in un massaggio. La seducente segretaria, avendo capito che Roberto è ormai in trappola, gli monta addosso e i due iniziano un rapporto sessuale, che si interrompe bruscamente per l'arrivo di Federica. Scampati per un istante dal disastro, i due fingono di parlare, e Roberto racconta a Federica di essere venuto lì per farle una sorpresa. Prima di andare, Roberto lascia un biglietto ad Eleonora, con scritto il suo numero di telefono. In tutto questo, un'ombra di sospetto sfiora la mente di Federica.
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 3
Quel pomeriggio, verso le 18.30, Federica ricevette una telefonata da Roberto, la quale diceva pressapoco così: "Amore, stasera devo fare le ore piccole al lavoro perchè ho una consegna importante per domattina. Ti chiamerò io, tu divertiti pure." La ragazza, che aveva idee bellicose per la serata (a base di sesso, sesso e ancora sesso), sentì ribollire il sangue nelle vene, ma pensò che un'uscita con le amiche l'avrebbe fatta rilassare un pò. Visto che ultimamente il sesso non andava molto bene, almeno qualche cazzata con le sue compagne l'avrebbero rallegrata.
Stava per tornare in cabina massaggi per l'ultimo appuntamento, quando Eleonora le passò vicino. Ma solo dopo qualche attimo si rese conto che era davvero lei. Capelli tagliati più corti e gonfi dalla permanente, trucco ben fatto, rossetto fuoco. Indossava un vestito di classe, tipo da cocktail, color corallo molto chiaro e molto corto. Ai piedi portava due bellissime scarpe chanel dello stesso colore del vestito. Alle orecchie risaltavano due grandi orecchini rotondi. Senza occhiali, il suo volto sembrava quasi diverso. Federica riuscì solo a pensare quanto fosse bella ed elegante. "Ele, ma sei bellissima. Stai da Dio." Eleonora sorrise modestamente, "Grazie, tesoro, ti piace il mio vestito?" Federica la guardò da testa a piedi, odiava ammetterlo ma era davvero bella. "Certo, è davvero di classe, ti sta benissimo. Ma dove vai così in tiro?" Eleonora sorrise "Ho un appuntamento con un amico che non vedo da un pò di tempo e quindi…" Federica sorrise e le diede una leggera pacca sul sedere: "E brava la Ele, beata te che ti diverti!" Eleonora la guardò con aria incuriosita. "Perchè tu no?" Federica si morse un labbro dal nervoso: "Roberto ha da lavorare tutta la sera, e sinceramente è stressato da un pò. Lo vedo così assente." Eleonora le fece una carezza sul braccio "Tesoro, non ci badare, il lavoro stressa, vedrai che tutto passerà."
Detto questo, la ragazza volse i tacchi e si allontantanò ancheggiando. Federica fece per tornare nella cabina massaggi, poi d'un tratto, un pensiero le sfiorò il cervello. Qualcosa di strano, un pensiero fuggente e indecifrabile. Lo stesso brivido che le corse lungo la schiena il giorno prima, quando Roberto se ne andò dalla spa e lei rimase da sola con la segretaria. Qualcosa nel suo cervello, maliziosamente, le fece combaciare due pezzi del puzzle: Roberto le tira un bidone inaspettato, Eleonora più bella che mai esce con un amico. Scacciò immediatamente quel pensiero dalla sua testa. Il suo Roberto che la tradisce? Con Eleonora per giunta? Una ragazza troppo pudica e noiosa per poter anche solo attirare il suo sguardo? Sciocchezze.
Eppure, in quello stesso istante, Eleonora stava sfrecciando sul sedile del passeggero dell'Audi di Roberto verso un ristorante di lusso fuori città. Quando l'ha vista salire sulla sua auto così imbellettata, Roberto ebbe un sussulto e potè dirle solo: "Sei bellissima." Il suo cazzo era già di marmo, ma qualcosa nella sua mente aveva messo in moto la sua coscienza. Aveva tradito due volte la donna che amava, le aveva mentito per uscire con la sua stessa collega. Nella sua testa, Roberto aveva capito che stava sbagliando tutto. Che in fin dei conti, per quanto Eleonora fosse bella e tremendamente affascinante, non poteva gettare alle ortiche due anni di storia con Federica, la storia più importante della sua vita. Federica sapeva essere scorbutica, vanitosa, insopportabile e insolente, ma restava comunque la sua donna e lui, sentiva di amarla ancora. Del resto, anche lui non era esente da difetti e Federica li sopportava tutti, più o meno.
Quando arrivarono al ristorante, i due si accomodarono ad un tavolo lontano dalla vetrina e ordinarono del pesce e del vino bianco. Eleonora era bellissima così truccata e i suoi occhi azzurri come il mare sembravano dovessero emettere raggi di cielo. Lui era affascinato dal suo modo di parlare, dalla sua cultura, la sua eleganza. Tutte cose che mancavano a Federica. Eleonora, d'altro canto, era tremendamente attizzata da lui, il suo corpo, la sua potenza sessuale. Mentre parlavano, si sfilò la scapra e iniziò a strusciargli il piede sulla gamba e sulla coscia. Roberto prese un respiro.
"Eleonora, ascoltami un attimo." La ragazza divenne seria. Lui bevve un sorso di vino per darsi coraggio e continuò. "Senti, tu mi piaci tantissimo. Sei bella, intelligente, piena di sorprese. Devo confessarti che sei la donna che più di tutte mi ha eccitato in vita mia." Eleonora interruppe il discorso di Roberto dicendo solamente: "Ma?". Il ragazzo bevve un altro bicchiere. "Ma non possiamo vederci più." Un'ombra di delusione attraversò gli occhi della ragazza. "Credimi, altro non vorrei che prenderti qui, adesso, anche davanti a tutti, e fare l'amore con te. Se mi chiedessero di esprimere un desiderio io esprimerei questo: fare l'amore subito con te." Eleonora distolse lo sguardo indispettita. "Ma non posso fare questo a Federica."
"Lo hai già fatto! L'hai già tradita. Due volte."
"Appunto, non posso farlo una terza. Sono stato già abbastanza verme e me ne vergogno con tutto me stesso. Le ho anche raccontato una bugia per uscire con te stasera."
"Credi che un rapporto che nasconde tradimenti e bugie sia destinato ad essere duraturo?" Disse Eleonora, incalzandolo.
"Non lo so, può darsi di no, ma non credo che lei si meriti questo."
Eleonora si morse un labbro, si sentiva ferita, così contrattaccò.
"Credi forse che lei possa renderti felice? Sai benissimo di no. Sai benissimo che non lo farà. Quelle come lei…a loro non interessa la coppia, ne vedono solo l'aspetto superficiale. Quante ragazze hai avuto prima di lei?"
"Parecchie", rispose di getto.
"Quanto tempo sono durate le tue storie?"
"Federica è la più lunga. Al secondo posto cè una ragazza con cui sono stato otto mesi."
Eleonora sorrise gentilmente. "Lo vedi? Tu scegli sempre quel tipo di ragazze. Superficiali, immature, vuote. Cosa credi di poter costruire con persone del genere? Tu ti senti così attratto da me per un motivo, perchè sono diversa da loro."
Roberto bevve altro vino, mentre Eleonora arricciò il labbro indispettita. "Comunque, sei libero di fare ciò che vuoi, Roberto. Finiamo la cena e riportami pure a casa."
Roberto si sentì mortificato. "Io, voglio passare del tempo con te. Non voglio portarti a casa. Solo, non credo di essere pronto per lasciare Federica. O per tradirla di nuovo. Voglio capire se è ciò che voglio veramente."
Eleonora sorrise gentilmente e bevve un goccio di vino. "Pensaci tutto il tempo che vuoi, non voglio metterti fretta. Volevo solo dirti cosa pensavo."
La serata trascorse tranquillamente e i due non toccarono più l'argomento. Dopo cena fecero una passeggiata sul lungomare e lui raccontava degli aneddoti del lavoro e della palestra. Lei si avvicinò a lui e gli cinse il braccio intorno ai fianchi. Lui, quasi naturalmente, le poggiò il braccio intorno al collo. Roberto si sentì inebriato dal profumo di Eleonora, il Pure Poison di Dior. La sua pelle morbida color alabastro era così invitante, sembrava una pesca pronta per essere morsa. Verso mezzanotte si avviarono alla macchina. "Meglio tornare a casa", disse lui, "Domani ho parecchio lavoro da fare". I due entrarono e partirono, prendendo la strada extraurbana che costeggiava il mare.
"Perdonami ma devo togliermi le scarpe, non sono abituata a portare i tacchi e mi fanno male."
Eleonora si sfilò le scarpe e appoggiò i piedi sul cruscotto. Gli occhi di Roberto caddero ineluttabilmente sui quei bei piedi piccoli e torniti, imbellettati dallo smalto color rosso, dalla cavigliera e gli anellini d'argento. "Guarda la strada", disse lei sorridendo. Roberto scoppiò a ridere. "Scusami, hai ragione." Roberto affrontò una curva con delicatezza. "Con tutto quello che abbiamo mangiato sarebbe un peccato se ci venisse il mal d'auto e…".
Non riuscì a finire la frase, il piede di Eleonora gli stava accarezzando l'orecchio. "Eleonora, ti prego, ne abbiamo parlato prima." Lei era appoggiata alla portiera della macchina. Il piede sinistro gli accarezzava l'orecchio, il destro gli massaggiava l'uccello, duro come non mai.
"Scusami, devo essere un pò brilla…" Roberto la guardò e sul suo volto era comparso quel sorriso malizioso, lo stesso che l'ha fatto impazzire in spiaggia e in ufficio. La ninfa del sesso si era di nuovo impossessata di quella gentile ragazza che fino a poco prima sembrava avere il cuore spezzato.
"Ele, ti imploro." Eleonora si era messa in ginocchio e stava sbottonando i pantaloni di Roberto. "Questo sarebbe implorare? Coraggio, sai fare di meglio, lo so." Gli prese l'uccello e iniziò a succhiarlo con forza. Roberto ansimò con forza. "No, ferma, ferma. Per favore, sto guidando. Ferma."
Eleonora succhiava e masturbava Roberto con forza. "Scommetto che la tua adorata Federica non te lo ha mai succhiato, non è vero?" Come faceva a saperlo? E' vero, lei diceva sempre che "cazzi in bocca non ne prendo". Invece Eleonora lo stava facendo, e molto bene. Roberto godeva come un pazzo, ma la sua coscienza urlava. "Ele, ti prego basta! Non possiamo, fermati!" Lei lo guardò sorridendo. "Fermarmi io? Fermati tu, piuttosto, in qualche spiazzo."
"C…cosa?"
"Lo vuoi quanto lo voglio io! E' tutta la sera che lo vuoi! Tu mi vuoi, vuoi prendermi, vuoi possedermi, vuoi fare l'amore con me! Smettila di pensare a quella deficiente e pensa a me. Scopami! Ti farò vedere quanto sono migliore di lei."
Roberto girò il volante di scatto e si accostò in un piccolo sentiero, percorrendolo per una decina di minuti finchè non raggiunsero uno spazio isolato e buio. Appena spenta la macchina, Eleonora gli fu sopra. Lui le tirò via il vestito, divorandola con la bocca, con gli occhi, con il naso, afferrando ogni parte del suo corpo che poteva afferrare. Le mordeva la bocca, le guance, il naso, le orecchie.
Le afferrava il seno, i fianchi morbidi, il sedere, le gambe. Lei univa la sua lingua alla sua, in uno scambio di fluidi e di anime. Eleonora era nuda, sotto il vestito da cocktail non aveva biancheria intima. Guidò il pene di lui dentro di lei e iniziò a saltare come una gazzella. Lui non gemeva, urlava. Lei, dopo i primi gemiti, si unì a lui nelle urla. Urla ritmate e costanti, sempre più piene di affanno e lussuria. Si baciavano ininterrottamente, ogni tanto lui si staccava per succhiarle i capezzoli turgidi. Lei lo guardava con il suo ghigno illuminato dalla luna, alla luce della quale la sua pelle d'alabastro sembrava quasi luminosa.
"Avanti, dillo! Dillo!" La domanda era incalzante, lui era frastornato. "Dire cosa?" Lei ghignò ancora: "Ripetimi ancora quello che mi hai detto a cena! Ripetimi ancora che vuoi stare con lei e non con me! Avanti fallo! Fallo!" Lui stava godendo ancora di più delle altre volte. Ansimava, grugniva, gemeva. "No…non voglio…non voglio!" Lei sorrise e lo baciò sul collo. "Non vuoi cosa?"
Lui vinse ogni rimorso, ormai preda del sesso e della sirena: "Non voglio stare con lei! Io voglio te! Voglio solo te!" Lei inarcò la schiena all'indietro. "Oh si…sto per venire!" Lui anche. Il suo ritmo divenne più forte, entrambi si strinsero e si fusero in un unico corpo nel momento in cui vennero contemporaneamente. Eleonora cascò all'indietro appoggiandosi con la schiena al volante, mentre lui abbandonò la testa sul sedile. Ansimavano ancora, come se avessero corso cento chilometri. Si guardarono. Lei gli regalò nuovamente il suo ghigno pieno di sensualità, lui cadde completamente nell'incantesimo. Con un ultimo sforzo dalla sua bocca ansimarono solo tre parole: "Voglio solo te!" La Sirena, soddisfatta, siglò questa confessione d'amore con un lungo e profondo bacio.
TO BE CONTINUED….
Il Terzo Capitolo si è concluso. Nonostante i suoi buoni propositi, Roberto è finito di nuovo nella trappola della Sirena, la quale è determinata più che mai a prenderselo per sempre. Per i tre protagonisti è iniziata una lunga discesa che li porterà, inesorabilmente, verso un abisso oscuro.
L'APPARENZA INGANNA-CHAPTER 2
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Federica e Roberto sono una giovane coppia fidanzati da due anni, entrambi di bell'aspetto e appariscenti. Un sabato pomeriggio vanno al mare insieme ad Eleonora, collega di Federica, meno appariscente e molto riservata. Inaspettatamente, Eleonora droga la collega con un sonnifero e attira Roberto in mare, dietro ad una roccia, lo seduce e consuma con lui un rapporto sessuale.
L'APPARENZA INGANNA CHAPTER 2
Dopo quel sabato pomeriggio la testa di Roberto iniziò a riempirsi di nebbia, confusione, eccitazione, sensi di colpa e tutto ciò che può passare nella testa di un uomo colpevole di aver appena tradito la propria fidanzata.
Roberto, questo non ve l'ho ancora detto, lavorava in un'azienda come addetto al marketing e nell'ambiente era piuttosto conosciuto e rispettato. Così come era rispettato nell'altro ambiente in cui passava più tempo: la palestra. Roberto aveva un fisico asciutto, definito, slanciato, scolpito da una montagna di ore di esercizi e di fatica. Non quei fisici imponenti e gonfi, ma di quelli che piacciono molto alle donne: snelli e che ci potevi contare interamente ogni singolo nervo.
E' proprio in palestra che conobbe Federica, circa due anni prima. Da allora fu attrazione a prima vista. I due iniziarono a frequentarsi, a fare sesso, e infine divennero una coppia a tutti gli effetti. Quella con Federica era la storia più lunga della vita di Roberto. Tutte le altre non avevano mai superato gli otto mesi. Di lei si sentiva profondamente attratto e innamorato. Tutto fino a quel sabato pomeriggio.
Roberto iniziò a pensare ad Eleonora sempre più spesso. Il suo corpo, i suoi occhi, il suo sorriso malizioso, quasi un ghigno. Era ossessionato da lei. Federica si accorse che Roberto aveva la testa altrove. Se ne accorse pienamente nel sesso. Roberto sembrava farlo quasi controvoglia, distrattamente, come mai era successo in due anni. Il giovane diede la colpa al grande stress che il suo lavoro di responsabilità comportava, e Federica sembrò essersi bevuta la scusa. Ma per quanto avrebbe potuto andare avanti? Per quanto Roberto avrebbe potuto far finta che nulla fosse successo? Per quanto Roberto avrebbe potuto evitare di presentarsi al cospetto di Eleonora a implorarla per un bis? A queste domande vi fornisco immediatamente la risposta.
Lunedi 27 maggio, Roberto aveva in mano l'agenda della fidanzata. Sapeva benissimo che dalle 16 alle 17 sarebbe stata impegnata in un massaggio con trattamento estetico, per di più con una di quelle vecchie megere insistenti che credono che un paio di maschere di bellezza possano in qualche modo porre rimedio ai colpi di sciabola impietosi che il tempo le riserva anno dopo anno. Una di quelle clienti che bisogna seguire con molta cura, senza distrazioni. Era il momento ideale per presentarsi alla spa.
Roberto aspettò che fossero le 16.10, così da essere sicuro che Federica fosse rinchiusa nella sala massaggi, poi, con la stessa prudenza di un ninja che si infila nella camera da letto di un damiyo da assassinare, entrò nella spa. Si avviò lungo il corridoio che sbuca nella segreteria. E li, seduta alla sua scrivania, la vide. Indossava una camicietta nera elegante, sotto la quale portava di pantaloni bianchi e un paio di scapre nere col tacco. Gli occhialini abbassati sul naso nell'intento di leggere le lettere del computer e i capelli legati con una matita. Roberto bussò con prudenza allo stipite della porta.
"Permesso?"
Eleonora alzò lo sguardo e sorrise. I suoi occhi e il suo sorriso si aprirono meravigliosamente.
"Roberto! Che sorpresa, vieni, accomodati!"
Roberto si avvicinò e si sedette davanti a lei, con fare guardingo, come se si trovasse nel terreno di caccia di un felino mimetizzato nell'erba alta. "Federica è nella sala massaggi con la signora Tirelli, ne avrà ancora per una cinquantina di minuti. Se vuoi ti posso…"
"Non sono qui per lei!"
A quella frase, Eleonora sorrise ancora più vistosamente di prima, ma ad un occhio attento i suoi denti bianchissimi sarebbero sembrati di più delle fauci di un serpente. "Ah no? E perchè allora? Vuoi forse fare un massaggio?"
"Smettila, lo sai perchè sono qui!" Il tono di Roberto si fece più grave e la voce si abbassò di colpo. "Quello che è successo sabato, credi me lo sia dimenticato?" Roberto la guardò intensamente, Eleonora si sistemò gli occhialini. "Certo che no, nemmeno io l'ho dimenticato. Non faccio che pensarti da allora, ma tu sei fidanzato…"
"Ma questo non ti ha impedito di sedurmi, o sbaglio? Eleonora emise un risolino. "Ho solo ammiccato un pò, quello che è successo dopo è stata una conseguenza. E' innegabile che ci sia un feeling speciale tra di noi."
La sua voce era così cortese, così gentile. Il suo modo di parlare così diverso da quello di Federica, la quale parlava a slogan tanto che sembrava una meme di facebook vivente. Roberto era colpito soprattutto dalla mente di quella giovane donna, all'apparenza così calma e gentile.
Non ebbe nemmeno il tempo di contemplare ancora quella gentilezza che si sentì qualcosa sull'inguine. Abbassò lo sguardo e vide il piede di Eleonora appoggiato sui suoi testicoli. "Non qui, se uscisse…"
Eleonora si alzò dalla sedia e aggirò la scrivania. Sempre ancheggiando in quel modo sinuoso che ai suoi occhi l'aveva trasformata in una sirena. Si sedette appena sul bordo della scrivania. "Robbi, te l'ho detto, sono mesi che penso a te. Tutte le volte che ti presentavi qui davanti per prenderla dopo il lavoro, io mi immaginavo che tu la superassi, venissi da me, mi prendessi in braccio e mi portassi fuori di qui. Ma non mi notavi e nemmeno mi guardavi. Non ho mai avuto l'occasione di potermi mostrare ne di dichiararti quanto mi piacessi. Fino a sabato. Quell'invito è stato il mio carpe diem, il mio momento della verità. Avevo solo una chance e non potevo fallirla."
Nel dire "fallirla", Eleonora scivolò a cavalcioni di Roberto, il quale ebbe un sussulto. "Non possiamo farlo qui. Se entrasse qualcuno…"
"Non entrerà nessuno"
Eleonora si slacciò la camicetta, mostrando i suoi seni liberi da qualsiasi reggiseno. Roberto stava per dire qualcosa, ma lei gli mise in bocca il suo capezzolo. "So che lo vuoi. So che vuoi tutto questo. Vuoi rischiare, vero?" Roberto succhiò avidamente il capezzolo di Eleonora, la quale iniziò a gemere.
"Prendimi ora…prendimi ora…"
Roberto era sul punto di esplodere, l'uccello gonfio come una mongolfiera.
Si alzò di scatto, afferrò Eleonora per il sedere mettendola sulla scrivania e si tirò fuori il pene duro come il marmo. "Certo che lo voglio! Ti voglio!" Eleonora sorrise, ma non il sorriso di prima, ma il ghigno malizioso di quel pomeriggio in spiaggia. Roberto la penetrò lentamente, mentre lei espirava di piacere. "Mancano poco più di quaranta minuti", disse lei, "abbiamo il tempo che vogliamo".
Roberto iniziò a penetrare con forza e ritmo crescenti. Eleonora gioiva di piacere, mentre lui emetteva grugniti di eccitazione. "Sei così forte, così grosso, così bello…". Roberto digrignava i denti mentre il suo cazzo entrava e usciva con sempre maggior velocità.
Eleonora si avvicinò con la bocca e i due si baciarono con tanta passione che sembravano divorarsi a vicenda. Mai e poi mai il sesso era stato così passionale con Federica. Eleonora si staccò dal bacio ansimando, la faccia deformata dal piacere e dalla lussuria. "Dimmi che mi vuoi…" Roberto ansimava. "Ti voglio".
Eleonora gli leccò le labbra. "Dimmi che vuoi solo me…me e nessun altra al mondo". Roberto rispose alla leccata, ansimava, gli occhi che si ribaltavano all'indietro. "Voglio solo te…sei…sei l'unica che voglio…".
La ragazza sorrise di nuovo, e allontanò il membro di Roberto da lei. Si voltò appoggiandosi alla scivania. "Voglio che mi prendi così!" Roberto impazzì. Le penetrò la vagina da dietro e ricominciò con sempre maggior forza e impeto, cingendole il seno con le mani. "Tu mi fai impazzire…", le sussurrò in un orecchio facendola sorridere. "Non ho mai avuto una ragazza come te". Eleonora sorrise ancora di più e agitò le abbondanti natiche per sollazzarlo ancora di più. "Sei quasi sul punto di farmi venire, ci sei quasi".
Roberto, a quelle parole, si emozionò ancora di più. Continuò a spingerlo mentre lei si godeva tutta la potenza che quel giovane imprimeva dentro di lei. "Avanti…avanti…vieni….". Roberto iniziò a baciarla sulle orecchie e sul collo, lei ansimava. In quell'istante, il rumore di una chiave li riportò alla realtà. I due spalancarono gli occhi mentre sentirono la porta scorrevole aprirsi. Federica uscì dalla sala massaggi, seguita dalla signora Tirelli.
"Mi spiace davvero tanto che non riusciamo a finire il massaggio." Disse Federica.
"Lo so, ma quell'idiota di mio marito ha perso le chiavi di casa e devo rientrare di corsa". Federica si avvicinò alla segreteria e spalancò gli occhi. Roberto era seduto sulla sedia davanti alla scrivania. Eleonora, al computer, digitava velocemente.
"Fede? Avete già finito?"
"Si, la signora deve andare ma…che ci fai qui Robbi?"
Roberto era sudato, ma aveva riacquistato la lucidità. Quando sentirono la chiave, con la velocità di due leopardi, si ricomposero e si allontanarono.
"Oggi ho finito prima al lavoro e pensavo di venire a salutarti e fare una pausa caffè. Che ne dici?"
Federica storse un pò il naso. Pausa caffè? Quando mai era successo? Ma comunque era felice che lui fosse venuto a trovarla e gli diede un bacio.
"Ma certo amore! Aspettami fuori, controllo i prossimi appuntamenti, mi lavo le mani e arrivo."
"D'accordo", fece lui con tranquillità. Si alzò e si rivolse ad Eleonora. "Allora, ciao, Ele! Buon lavoro."
Eleonora rispose al sorriso. "Ciao, buon caffè!"
Federica si lavò le mani e si avvicinò alla scrivania.
"Ele, qual'è il prossimo appuntamento?"
La segretaria guardò l'agenda e rispose sorridendo.
"Alle 17.15 hai un'epilazione con la Martelli." Federica sbuffò. "Che palle, quella passa il tempo a rompermi il cazzo con tutti i suoi problemi. Vabbè, vado a prendermi il caffè. Vuoi che ti porti qualcosa?".
Eleonora sorrise con tutta la sua gentilezza. "No, grazie tesoro, sono apposto così". Federica notò una cosa insolita. Eleonora aveva tre bottoni della camicetta aperti e notò che non indossava il reggiseno. Non ci aveva mai fatto caso, perchè Eleonora abbottonava sempre le camicie fino al penultimo bottone.
Non prestò molta attenzione a quel particolare, ma qualcosa dentro di lei sembrò attivarle un'allarme inconsapevole. Ma senza rifletterci troppo su prese la via dell'uscita. In quell'istante, Eleonora alzò un quaderno e prese un foglietto che Roberto le aveva lasciato. Il foglietto recitava: "Questo è il mio numero 3386, domani sera, fuori città, cena." Eleonora sorrise passandosi la lingua sulle labbra. Quella sarebbe stata una serata fantastica.
TO BE CONTINUED…
Anche questo secondo capitolo si è concluso! Fatemi sapere VOI cosa ne pensate, lasciandomi un bel commento. Ditemi se vi piacciono i personaggi e per chi tifate. Prestissimo la terza parte.
Aspetto i vostri commenti :-)
L' APPARENZA INGANNA - CHAPTER 1
Federica era una giovane di ventiquattro anni impiegata in una spa come estetista. Sempre all'ultima moda, passava molto tempo a dedicarsi alla cura della sua immagine: un metro e sessanta d'altezza, 52 chili di peso scarsi, capelli lisci neri corvini lunghi oltre la schiena. Aveva una terza abbondante di seno e un sedere rotondo come una mela e duro come un pallone di cuoio.
Tra un selfie ed una storia su Instagram, Federica cercava sempre di mostrarsi come una ragazza appariscente, forte e spavalda. Ed in effetti lo era. Il suo lato dolce e amorevole lo mostrava solo con Roberto, fidanzato con lei da due anni, un bel ragazzo di un metro e ottanta dal fisico asciutto e tatuato. Federica era pazza di lui, e gelosissima. Nessuna delle sue amiche poteva avvicinarcisi, tant'è che spesso organizzava uscite separate per evitare che potessero in qualche modo anche solo pensare di poter allungare i loro artigli smaltati su di lui.
Era giovedi 23 maggio 2019 e Federica aveva appena ricevuto un messaggio di Roberto che le chiedeva di passare il sabato insieme al mare. La ragazza aveva appena confermato a Veronica, sua amica di vecchia data e nota "scippatrice" di fidanzati, che avrebbe passato del tempo con lei e altre amiche del gruppo, ma quel messaggio di Roberto le aveva cambiato i piani. Non avrebbe permesso a quella troia platinata, con la quarta di seno sempre in vista e il tacco 12 che rendeva la sua già considerevole statura di un metro e settanta completamente torreggiante su di lei, di potersi avvicinare a lui. Aveva bisogno di trovare una scusa, perchè dire "Scusa cara, ma voglio passare del tempo con il mio ragazzo" suonava tanto da sfigata.
D'un tratto, la soluzione le comparve davanti, nella persona della segretaria della spa, Eleonora. Graziosa, di classe, così di classe che Federica la reputava "vecchia" nonostante fosse appena trentenne, Eleonora era la classica "brava ragazza della porta accanto": mai esagerata nel vestire e negli atteggiamenti. Capelli ricci castani, grandi occhi azzurri sempre celati dagli immancabili occhialini da vista, camicietta bianca con merletti e gonna fasciante nera, Eleonora era considerata da tutti una ragazza irreprensibile. Fidanzata per nove lunghi anni, si era appena lasciata con il suo fidanzato storico, per motivi ancora ignoti.
Federica ebbe, in quel momento il lampo di genio che le avrebbe permesso di uscire da quella situazione di stallo: amiche o fidanzato?
Non ci pensò un secondo e disse di getto: "Ele, sabato pomeriggio che fai?"
Eleonora non era solita ricevere inviti da Federica, le due avevano interessi e modi di vivere diametralmente opposti: laddove una prediligeva passare le serate a bere con le amiche o ballare, l'altra preferiva dedicarsi alla pittura, sua grande passione. Così rispose: "Al momento non ho impegni".
"Ti andrebbe di venire al mare con me e Roberto? Così, per passare un pomeriggio."
Senza pensarci su, la segretaria sorrise: "Volentieri, così me lo presenti!"
Federica annuì col capo e dopo che Eleonora le consegnò gli appuntamenti della giornata, prese il telefono e mandò un vocale a Veronica: "Scusa, tesoro, ma dobbiamo rimandare per sabato. La mia collega si è appena lasciata col fidanzato e mi ha chiesto di passare il pomeriggio con lei per farle compagnia. Non è che ne abbia molta voglia, ma mi dispiace un pò per lei. Ci sentiamo alla prossima!"
Venne il sabato, Federica e Roberto giunsero ad una spiaggia che poteva sembrare Ibiza da tanto era bella e grande. Lei indossava un top cortissimo nero e un paio di short di jeans che le coprivano solo metà sedere.
Lui era già a torso nudo, gli addominali scolpiti e il petto tatuato. "Non doveva esserci anche una tua amica?"
Federica rispose di si e in quell'istante comparve Eleonora. "Ciao ragazzi". Federica squadrò la collega, che indossava un vestitino leggero di lino bianco con un tema floreale e un paio di sandali bassi alla schiava.
Eleonora diede la mano a Roberto. "Molto piacere, Eleonora".
Roberto ricambiò il gesto e si presentò. Federica indicò un punto nella spiaggia.
"Mettiamoci la, siamo dalla parte del sole. I tre arrivarono al punto designato e si spogliarono. Eleonora sorrise: "Sono un pò in imbarazzo, non vorrei fare la candela!"
Roberto le sorrise, mentre Federica la rassicurò: "Figurati Ele, non devi imbarazzarti. Saremo di compagnia anche se siamo una coppia." Federica si tolse il top e gli short, mostrando un bikini striminzito rosa che metteva in risalto il suo sedere rotondo come una mela.
Federica fissò Eleonora mentre si toglieva il vestito, squadrandola. Non l'aveva mai vista in costume: seno piccolo, fianchi larghi, sedere abbondante. Eleonora era una ragazza normale, ne più ne meno, dal viso molto carino e grazioso, ma dai modi timidi e pudici e dal fisico non eccezionale. Indossava un bikini nero che faceva contrasto con la pelle bianca alabastro. Insomma, non rappresentava una minaccia come le sue amiche, tutte toniche e perfette.
Si misero sugli asciugamani e iniziarono a chiaccherare del più e del meno. Passò un ora ed Eleonora si alzò dall'asciugamano: "Vado a prendere delle birre, belle gelate, è quello che ci vuole. Tornò dopo cinque minuti con le birre già aperte. Federica se la scolò in meno di dieci minuti, mentre Eleonora e Roberto ne bevvero alcuni sorsi. Sarà stato il tepore del sole, l'aria piacevole o la birra, Federica si sdraiò a pancia in giù sull'asciugamano e iniziò a russare pesantemente.
Fu in quell'istante che Eleonora si slacciò il reggiseno del costume, restando in topless. "Non mi piace il segno del costume sul seno, che ne pensi, Robbi?" Roberto, incredulo, guardò quelle due piccole pere sode, dai capezzoli grandi, rosei e turgidi. La ragazza si passò una mano tra i capelli e si tolse gli occhiali. "Che ne dici di farci un bagno? Questo caldo sta diventando un pò troppo pesante per me!" Detto questo, Eleonora si alzò in piedi e Roberto non potè fare a meno di notare che il suo costume aveva preso la forma di un perizoma, mettendo in risalto l'abbondanza del suo sedere generoso.
La ragazza si incamminò ancheggiando vistosamente, si voltò verso di lui e disse: "Vieni?" Roberto si sincerò che la sua gelosissima fidanzata fosse veramente nel mondo dei sogni e poi si incamminò di lei. C'era qualcosa di magnetico nel modo in cui ancheggiava e soprattutto nel modo in cui quella timida e compita "signora" si era trasformata in un'ammaliante e seducente sirena. Il suo sguardo ammiccante e il suo sorriso malizioso rivelavano una personalità totalmente differente dalla precedente. Come se qualche ninfetta si fosse improvvisamente impossessatà di lei.
Eleonora condusse Roberto abbastanza distante, in un luogo più appartato della spiaggia, dietro ad una grossa roccia situata nel bagnasciuga. Ella entrò nell'acqua fino alla vita, i suoi seni piccoli divennero ancora più turgidi. Roberto si avvicinò a lei come ipnotizzato.
"Non immaginavo che tu fossi..." Eleonora sorrise e gli mise, con sua sorpresa, le braccia intorno al collo. "Come? Cosa non immaginavi?" Roberto deglutì mentre il suo uccello diventava duro come la roccia dietro la quale erano nascosti. "Non immaginavo che fossi così...così..." Eleonora sorrise nuovamente, lo stesso sorriso malizioso che lo aveva colpito. "E' questo il problema dei ragazzi come te. Credete che solo le troiette mezze nude ed esibizioniste possano sedurre un uomo".
Roberto, senza nemmeno rendersene conto, aveva le mani uncinate nei glutei di Eleonora. "Dio..."
disse lui. Eleonora lo baciò con passione, talmente tanta passione che Roberto se ne sentì subito conquistato. Mai provò una simile sensazione con Federica. Eleonora gli cinse il tronco con le gambe e si scostò il costume, permettendo al suo membro eretto di penetrarla. La ragazza emise un gemito di piacere mentre Robero iniziava a penetrarla con forza. "Si, così, continua..." Roberto penetrava Eleonora con ancora più vigore, mentre gli succhiava i capezzoli avidamente e le mani stringevano l'una la sua schiena, l'altra la sua natica. Eleonora gli mordeva le labbra.
"Ti piace? Ti piace scoparmi così, mentre la tua fidanzata troia dorme sulla spiaggia?" Roberto sussultò di piacere. "Si...si...mi piace da morire!" Eleonora sorrise di nuovo. "Se ti dicessi che sono mesi che voglio farmi scopare da te, ci crederesti? Che la prima volta che ti ho visto mentre la venivi a prendere, mi sono masturbata pensando a te?"
Roberto era fuori di se dall'estasi e continuava a penetrarla. Eleonora continuò a parlare tra i gemiti. "E se ti dicessi che ho messo del sonnifero nella birra di quella troia...così da poterti avere tutto per me?" Roberto esplose letteralmente. Venne dentro di lei con un urlo. Eleonora scoppiò a ridere e riversò la testa all'indietro, immergendola nell'acqua. Roberto si staccò da lei e si appoggiò alla roccia. Era stato l'orgasmo più forte della sua vita. Eleonora riemerse dall'acqua sorridendo, i capelli all'indietro, sembrava davvero una ninfa del sesso. "Devo dirlo, Roberto, non sei affatto male. Ma per farmi venire, devi fare ancora della pratica." Roberto era esausto e sconvolto. Davvero aveva cloroformizzato la sua fidanzata? Davvero non era riuscito a farla venire? "Si, è tutto vero, Robbi caro! Niente di personale contro Fede, anche se il suo modo di vivere non mi fa impazzire! E per quanto riguarda il farmi venire...avremo altre occasioni. O sbaglio?" Roberto era come sotto un incantesimo. Eleonora lo aveva stregato. "Si, ti prego, ho bisogno vederti ancora". Eleonora emise un risolino divertito. "Torniamo adesso, non vorrei che la tua fidanzatina si svegliasse e si accorgesse di noi." Così, Roberto si incammimò nuovamente dietro quella sirena, pensando quasi che il suo ancheggiare lo stesse ipnotizzando.
Tornarono alla loro postazione, dove Federica stava ancora russando, mettendosi uno da una parte e una dall'altra. Roberto fissava Eleonora, la quale alzò una gamba verso di lui, puntandogli il piede. Lui, attratto, si avvicinò e diede un piccolo bacio sulla punta del piede proprio sopra a Federica. Non potè fare a meno di notare la graziosa e sensuale cavigliera che portava, ne i due anellini alle dita.
Eleonora gli rispose con un occhiolino, per poi coricarsi a prendere il sole.
TO BE CONTINUED....
Questa storia l'ho scritta alcuni anni fa, forse la scrittura è più acerba del mio precedente racconto, ma proseguendo migliora 😜
I piedini più sexy ed ipnotici stanno per tornare.
Tra poco il primo capitolo di "L'apparenza inganna"

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Cari amici e lettori, la mia storia The Proper Wife si è conclusa dopo 11 capitoli. Ma...non intendo sparire, perché nei prossimi giorni posterò qui la mia prossima storia dal titolo
L'APPARENZA INGANNA:
Una bellissima coppia felice, Federica e Roberto, hanno tagliato il traguardo dei 2 anni di fidanzamento. Ma la loro felicità sta per essere messa a repentaglio da Eleonora, collega di Federica e segretamente infatuata di Roberto, la quale è disposta a usare ogni mezzo, lecito o meno, per raggiungere il suo scopo ed appropriarsi di quello che considera suo di diritto.
Se da una parte Federica è una ragazza molto bella ma un pò ingenua e superficiale, dall'altra Eleonora è molto carismatica ed astuta. Nel mezzo, Roberto è un uomo indeciso e facilmente manipolabile.
La situazione non può che diventare esplosiva...e pericolosa.
State connessi
THE PROPER WIFE - CHAPTER 11 EPILOGO
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Nell'appartamento di Andrea, Sabrina seduce sia lui che Mor, lasciandosi andare ad un rapporto sessuale a tre, lasciando il vivavoce sul telefono e rendendo spettatrice anche Eleonora, ancora prigionera di Aisha nel centro estetico Moonlight.
Sia Andrea che Mor godono entrambi della vivacità sessuale di Sabrina, la quale non risparmia niente ai due amanti.
Soddisfatta dell'intesa sessuale con i due, Sabrina propone di diventare la donna di entrambi, in modo da poter continuare a divertirsi in futuro. Costretta dalle torture di Aisha, Eleonora accetta a malincuore e cede i suoi uomini a Sabrina.
THE PROPER WIFE – EPILOGO
Erano passati due mesi dalla turbolenta notte iniziata al centro estetico Moonlight e proseguita all'appartamento di Andrea.
Il Modà era un localaccio in periferia, frequentato prevalentemente da brutta gente, molto spesso visitato dalle forze dell'ordine. Quella sera di giugno era piuttosto pieno e la musica faceva scoppiare i timpani. Avevano improvvisato una specie di rave party all'esterno del locale, e folti gruppi di persone dal precario equilibrio alcoolico ballavano scompostamente.
L'anticamera dei servizi era quasi piena, perchè il bagno delle signore era occupato da fin troppo tempo. Alcuni urlavano e tiravano pugni nel muro. Eppure, tutto quel protestare non disturbava per niente i due fruitori del servizio: Amerigo ed Aisha. Lei era piegata a 90 gradi sul water, con la sigaretta in bocca, il vestitino striminzito rimboccato fin sopra al seno. Lui, con i pantaloni calati e la maglietta arrotolata, la stava penetrando. Era sudato marcio.
"Quanto rompono i coglioni la fuori! Aspettate il vostro turno, cazzo!!!" urlò lui. Lei si limitava a godere dei colpi di cazzo che Amerigo le somministrava.
"Fottitene e continua! Sto per venire!" disse lei in risposta.
Dalla notte del Moonlight, Aisha acquisì la "proprietà esclusiva" di Amerigo. Lui non era molto soddisfatto di aver perso la sua "troiona da combattimento", come lui chiamava Eleonora, soprattutto perchè sperava di potersi far mantenere da lei. Ma ormai era andata così.
"Oh cazzo, si!!! Continua così" diceva lei. Lui le mise la mano sulla testa e con forza la spinse verso l'interno del water.
"Ame che cazzo fai!?" urlò Aisha impaurita.
"Sta zitta, troia! Godi e stai zitta!"
Aisha mollò un urlò mentre Amerigo le spinse la faccia dentro il water, alzandola tenendola per la vita e continuando a pompare.
"Oh si!!! Sto venendo!!! Prenditela tutta, puttana!"
Aisha venne soffocata dall'acqua del wc, mentre sentiva l'orgasmo che le esplodeva dentro.
Amerigo la tirò fuori per i capelli. Aisha tirò un respiro profondo con la bocca spalancata, ma un secondo dopo, Amerigo le cacciò il cazzo in bocca, sborrandole pesantemente fin dentro la gola.
Aisha ricadde in ginocchio, sputando e vomitando sperma e acqua.
"Brava la mia puttana", disse Amerigo ridendo mentre si riallacciava i pantaloni. Lei sputò con violenza. "Sei un bastardo", gli disse, arrabbiata.
Lui si limitò ad aprire la porta, trovandosi davanti due energumeni.
"Allora, Amerigo, ci prendi per il culo? E' un'ora che aspettiamo!"
"Ce li avete i soldi?" rispose Amerigo.
Il secondo enrgumeno tirò fuori 300 euro, che Amerigo prese velocemente. Aisha si rialzò di scatto.
"Che stai facendo?" disse Aisha sorpresa. Amerigo non la degnò di uno sguardo e si rivolse ai due.
"E' tutta vostra", asserì Amerigo uscendo dal bagno. Aisha provò a seguirlo, ma i due le sbarrarono la strada.
"Amerigo!!! Che cazzo stai facendo?"
I due la spinsero dentro il bagno, ridendo.
"Amerigo! Amerigoooooooooooooooooooo!!!" urlò Aisha, mentre uno dei due richiudeva la porta.
Nonostante il richiamo, Amerigo era già seduto al bancone del bar. Aveva messo una banconota sul tavolo.
"Una bella vodka", disse al barista, tutto soddisfatto. In quell'istante, un altro uomo, grosso come un gorilla, si sedette accanto a lui, mettendogli il braccio sulle spalle.
"Finalmente ci si rivede, Ame!"
Amerigo si ghiacciò dal terrore. Quello era Salvo, un tipo molto pericoloso a cui doveva dei soldi.
"Ora io e te andiamo a farci una bella passeggiata, con i miei amici laggiù!" disse Salvo, indicando un tavolo dove altri 6 personaggi stavano bevendo.
"Perchè non parliamo qui? Posso pagarti, lo giuro" pregò Amerigo.
"Ma certo, è solo che io sono stanco di essere pagato quando vuoi tu! E ora, è il momento che impari come comportarti! Forza, andiamo!" disse sottovoce Salvo.
Con le lacrime agli occhi, Amerigo si alzò dal bancone e seguì Salvo fuori dal locale. I sei "amici" di Salvo li imitarono.
Mentre Amerigo andava incontro al suo destino, Aisha, nel bagno, stava affrontando il suo. Completamente denudata, penetrata nel culo e nella bocca da due delinquenti sconosciuti, venduta come una puttana da quattro soldi, Aisha maledì il giorno in cui decise di stare con Amerigo.
Dopo quella notte, entrambi sparirono per sempre dalla città, senza mai più fare ritorno.
Ben diverso era il clima che si respirava dall'altra parte della città.
La macchina di Mor era parcheggiata sotto l'appartamento di Andrea, e l'uomo era in piedi col telefono in mano.
"Ragazzi è un quarto d'ora che vi sto aspettando! Ma possibile che siete sempre in ritardo?" disse Mor, spazientito.
Stava parlando con Andrea, il quale era in bagno e si stava sistemando il gel nei capelli. Era vestito molto elegante.
"Abbi un pò di pazienza, lo sai che le donne ci mettono sempre un casino a prepararsi!" rispose Andrea, più attento alla piega dei capelli che alla telefonata.
"Vi do 10 minuti, poi giuro che me ne vado!"
"D'accordo, stai calmo! Ci saremo!" rispose Andrea chiudendo la telefonata. Si diede ancora una passata ai capelli.
"Allora!!! Sei pronta o no? Mor sta rompendo i coglioni!"
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!!!!!!!!!!!!" un urlo di donna risuonò nella casa.
Andrea sbuffò spazientito.
"Che cazzo, non potevi farlo dopo quando rientravamo a casa?"
Nella stanza a fianco, sul letto, Sabrina era radiosa. Indossava un attillato vestito nero che risaltava le sue forme. Era seduta sulle ginocchia...o meglio...era seduta sulla faccia di Eleonora. Le aveva tirato giù la parte del vestitino floreale che indossava, scoprendole il seno.
"Ormai sto per venire, amore!"
Sabrina torse i capezzoli di Eleonora, che lanciò un altro grido.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!"
"Datti da fare con quella lingua, Panna Cotta!"
Eleonora leccava affannosamente. Il sapore della fica di Sabrina le dava il voltastomaco.
"N...non riesco a fare più veloce..." disse Eleonora.
Sabrina tirò nuovamente i capezzoli, provocando un altro grido.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!"
Eleonora aumentò la velocità della lingua, leccando e leccando.
"Mmmmm...bene così! Devi massaggiare bene il clitoride!"
Ormai Eleonora era diventata quasi una professionista. Non si contavano più le volte che Sabrina l'aveva obbligata a leccarle la fica fino a farla venire.
"Mmmmm...si così!"
Andrea entrò nella stanza e portò le mani ai fianchi.
"Amore! Quante volte ti ho detto che queste cose le devi fare quando abbiamo tempo?"
Sabrina si morse il labbro, invitando col dito Andrea a raggiungerla.
"Faremo aspettare troppo Mor!" disse Andrea avvicinandosi. Sabrina li cinse le braccia intorno al collo.
"Non preoccuparti amore, lo sai che quando aspetta, poi, è sempre più scatenato dopo" rispose Sabrina. I due si baciarono appassionatamente, mentre Eleonora, schiacciata dal peso di Sabrina, tentò di spostare la testa lateralmente.
"Ti ho detto di fermarti?" disse Sabrina tirandole di nuovo il capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaargh!" urlò Eleonora, mentre i due ricominciarono a baciarsi.
Sabrina sorrise ad Andrea, slacciandogli i pantaloni.
"Facciamolo aspettare ancora un pò..."
"Perchè no?" sorrise Andrea.
Andrea prese in braccio Sabrina, Eleonora insipirò più aria che poteva, ma Andrea le mise sopra Sabrina di schiena.
"Scopami qua..."
Lui sorrise e guiò il cazzo nella fica già bagnata di fluidi e saliva. Eleonora, schiacciata dal peso di entrambi, poteva solo mordersi le labbra dalla rabbia. Sentiva i colpi che Andrea impartiva a Sabrina. Cosa avrebbe dato per essere di nuovo lei in quella posizione.
Ma tutto era cambiato.
Aveva dovuto accettare che Sabrina andasse a letto con Andrea e Mor, ma non aveva immaginato cosa sarebbe successo dopo. Suo marito perse completamente il desiderio verso di lei. Annebbiato, affascinato e sedotto, Andrea voleva solo Sabrina. Mor, manco a dirlo, già ce l'aveva a morte con lei per la storia della cocaina.
Loro erano diventati quasi due estranei. Freddi e distaccati tra loro. Sabrina sempre più presente nella loro casa. Nella sua vita. Rimpensò a tutto il potere che aveva, all'amore di tre uomini contemporaneamente. Al sesso meraviglioso che si era regalata in quei 4 mesi.
"Hey, panna cotta!" la richiamò all'ordine Sabrina, la quale era sdraiata di pancia su di lei, penetrata da dietro da Andrea. La fissava negli occhi.
"Prolunghiamo la tua punizione per altre due settiamane!" sorrise Sabrina.
"Avevi detto che oggi era l'ultimo giorno!!!" urlò Eleonora furiosa. Per tutta risposta, Sabrina le morse un capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!" gridò di dolore Eleonora.
"Non sei riuscita a farmi venire, quindi non ti sei meritata il premio" disse Sabrina, per poi morderla di nuovo al capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaaaargh!!!" Torturarle i capezzoli era diventato lo sport preferito di Sabrina.
Andrea le diede due schiaffi sul culo, e Sabrina sentì l'orgasmo nascerle nelle viscere.
"Aaaaaah....ahhhhh!!!" urlò Sabrina, mentre Andre la seguì a ruota.
"Aaaaaaaaaah!!! Vengo!!!" gridò Andrea inondando Sabrina di sperma colloso e lucente.
Sabrina si alzò, mentre Andrea estrasse il cazzo sgocciolante.
"Diamoci una pulita e andiamo!"
Sabrina sorrise. "Ma certo...adesso mi faccio pulire come si deve!"
In un secondo, Sabrina montò di nuovo sul viso di Eleonora, terrorizzata e schifata.
"No...no..." implorò lei, ma Sabrina l'afferrò per i capelli e le schiacciò la fica in faccia.
"Usa bene la lingua..."
Eleonora si ricordò di quando fece lo stesso ad Andrea, nutrendolo con i fluidi disgustosi di Amerigo. Ora era lei a leccare una fica gocciolante di sperma.
Sabrina muoveva le anche avanti e indietro, mentre Eleonora era costretta a leccare.
"E ora, cerca di ricordare bene tutto, Panna Cotta! Ti ho risparmiato l'umiliazione della pubblicazione del video, dove ti facevi scopare e sniffavi come un aspirapolvere!"
Eleonora continuava a leccare, mentre Sabrina si muoveva avanti e indietro.
"Hai pregato Andrea di non lasciarti nonostante quello che è successo, e nonostante lui non sia più attratto da te, e io l'ho convinto a darti ancora una possibilità, ma lui ha chiesto un segnale chiaro della tua buona fede!"
Sabrina continuava a muoversi
"E il più chiaro segnale della tua buona fede..."
Sabrina le tirò su il vestito, rivelando una cintura di castità metallica intorno alla vita.
"...è la tua totale astinenza dal sesso! Quindi smettila di annoiarmi tutte le sere chiedendomi la chiave!"
Eleonora scalcio' sul letto di rabbia come farebbe una bambina.
"Hey, in questo pasticcio ci sei finita perché non sei stata in grado di darti una regolata! Se fossi stata meno ingorda e meno stronza ora non saresti in questa condizione" la rimproverò Sabrina.
Eleonora deglutì fluidi e rabbia.
"Per questo Andrea ha chiesto la tua castità. Forse disintossicandoti dal sesso tornerai a ragionare e la smetterai di essere una stronza egoista!"
Sabrina si alzò, ben ripulita, mentre Eleonora la guardava implorante, con la bocca sporca di sperma.
"Hai capito?"
Eleonora si limitò ad annuire come farebbe una bambina appena sgridata dalla madre.
"Brava, adesso rilassati, tanto noi non torneremo per tutto il week end!"
Detto ciò, Sabrina aprì la cabina armadio di Eleonora, prendendo un paio di chanel nere.
"Quelle sono le mie preferite!!!" Piagnucolò lei.
Sabrina indossò le scarpe e si rimirò allo specchio, sorridente. Poi, si legò al collo una catenella con appesa una piccola chiave. Si girò verso Eleonora e disse:
"La tua chiave è sempre qui con me!"
Eleonora, seduta sul letto, si mordeva le labbra con gli occhi gonfi di lacrime.
"Non preoccuparti per Andrea e Mor, ci penserò io a coccolarli come si deve. Buon week end!"
Sabrina ed Andrea si diedero un bacio e lasciarono la casa.
Toccandosi la cintura metallica, ormai in astinenza sessuale da due mesi, Eleonora venne presa da un violento scatto d'ira.
Suo marito. Mor. Sabrina. Aisha. Tutti e quattro l'avevano rovinata e privata della sua vita meravigliosa. Dei suoi orgasmi.
Aveva voluto rimanere in casa, rimanere con Andrea per ricominciare. Ma lui e la sua sgualdrina non avevano fatto altro che umiliarla.
Urlando come una forsennata, Eleonora ribaltò il comodino, lanciò oggetti contro il muro, spacco' lo specchio. Si lanciò contro il vetro della finestra, guardando con rabbia Andrea e Sabrina entrare nella macchina di Mor.
Rinchiusa nella sua prigione metallica di castità, Eleonora digrignava i denti e sprizzava odio dagli occhi.
Non doveva finire così! Non sarebbe finita così!
Le sue unghie scendevano lungo il muro, lasciando i segni di graffi profondi.
"Vi rovinero' bastardi! Bastardi! Pagherete tutto! Tutto!!!
THE END...?