Dal giorno in cui la guerra ha distrutto o danneggiato il sessanta per cento delle case di Milano, oltraggiando anche i monumenti più cari al nostro cuore; dal giorno in cui le bombe hanno demolito quartieri caratteristici di Milano, riducendo a mucchi di macerie ricchi palazzi pieni di storia e umili case del popolo piene di vita, da quel giorno la nostalgia della nostra Milano si è fatta più acuta e dolorosa.Per le memorie di casa nostra viventi nelle strade e nelle chiese, nei nostri monumenti e nelle case di Milano, abbiamo conservato una specie di gelosia.Ci sentiamo ormai, di fronte alla patria, non più Milanesi, ma solo Italiani; però il Duomo, Sant'Ambrogio, il Castello, le Grazie, la Ca' Granda erano nostri, tutti nostri, solo nostri. Nostra la Piazza Mercanti con la sua Loggia; nostro il bell'Ospedale Militare; nostro il quartiere di Porta Genova, dove la fiera di Carnevale ci richiamava fedeli tutti gli anni ad assistere all'intervento di Meneghino e della sua Cecca; nostra la vecchia piazza del Duomo, dove gli omnibus giravano sino a pochi anni fa, in pittoresco carosello intorno al cavallo impennato del Re Galantuomo; nostri i Bastioni; nostre le caratteristiche osterie fuori porta, col famoso vinello sincero e frizzante, meta delle primaverili scorpacciate d'asparagi........ Ah, passione accorata e nostalgica del nostro Milanin Milanon!Noi, o vecchia, o cara Milano, non ti rivedremo più quale fosti per noi. Poiché tutto finisce, finirà anche la guerra e si ricostruirà la Milano distrutta o danneggiata dalle bombe, ma noi la riconosceremo sempre meno nelle ampie strade rettificate e nella uniformità delle sue case.La Milano di domani sarà più grande, più moderna, più metropoli, ma non sarà più quella che noi amiamo.Ah, Milanin, Milanon!.......