21 anni x 21 libri
Il giovane Holden
Salinger
Recensione:

Discoholic 🪩

oozey mess
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
🪼
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

shark vs the universe
RMH
d e v o n

@theartofmadeline

Andulka

祝日 / Permanent Vacation

❣ Chile in a Photography ❣
taylor price
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

Origami Around
occasionally subtle

Monterey Bay Aquarium
Alisa U Zemlji Chuda
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@wwweirdworld
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Il giovane Holden
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il mio progetto estivo:
21 anni x 21 libri
Ho 21 anni, e quest'estate voglio leggere 21 libri!
📚❤️
Ecco la lista di libri
il mio progetto estivo:
21 anni x 21 libri
Ho 21 anni, e quest'estate voglio leggere 21 libri!
📚❤️
Cara L.,
ti amo ancora.
Come prima, più di prima
sei l'unica persona che mi ispira arte e poesie, e non dolore
sei l'unica che mi ha donato un paio d'ali quando il mondo mi teneva in catene
sei l'unica che mi ha dato ossigeno, l'unica che non ha smesso di sorprendermi
certo, a volte la vita ci ha messo in fasi diverse per verificare se l'amore avrebbe resistito
l'ha fatto
sei l'unica che mi inebria senza bisogno d'alcool, che mi fa ridere e sentire vulnerabile
nella mia costante e disperata ricerca di infinito, sei il binocolo che mi fa guardare avanti
sei la musa che ispira la mia arte,
sei parte del mio cuore e della mia anima,
sapere quanto hai sofferto mi fa desiderare di strapparmi il cuore pur di non vederti più star male
e vorrei che non patissi così tanto
Un giorno ci sposeremo a Lesbo,
vivremo una vita dipingendo quadri, leggendo e bevendo vino rosso
entrambe con i capelli color rame, collane di perline e gonne lunghe
una casa piena di cani, gatti e acchiappasogni
anche se un acchiappasogni non mi servirà: l'unico sogno è averti per sempre nella mia vita
con amore
Adesso dove vado?
Senza ma, senza se, senza te
Amore disperato
Lo sai meglio di me, che sei meglio
Che non sono in grado
Che frase stupida
Ti chiedo scusa ma, lo sai
A volte è complicato
È inutile che ti difenda da me
Achille Lauro un po' in mood depressione,
Milano
il Duomo
il sole
25 gradi
la pasta fredda con avocado e stracchino
amici nuovi con cui si vivono avventure
dormire in due
Milano la notte
la metro
Porta Venezia
la puzza di piedi in stanza
un weekend perfetto

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l'ultima "cotta" che ho provato
l'ultima cotta che ho provato mi ha strappato il cuore e stravolto la mente, rigirandomi come un calzino in lavatrice
tutto è cominciato quando ho incrociato il suo sguardo per la prima volta
si sa, io ho la passione per i ✨colpi di fulmine✨
anche se un colpo in testa sarebbe stato meglio
in ogni caso mi sono ritrovata a idealizzare e a vedere come una dea irraggiungibile questa ragazza bellissima e meravigliosa
qualche mese dopo, per una dinamica particolare abbiamo iniziato a vederci ogni settimana
dormiva da me ogni weekend
e ha iniziato ad approfittarsi
il culmine l'ho raggiunto quando le ho preparato il risotto e gliel'ho portato a letto, siccome si era presa il raffreddore
per me è un gran gesto
è un gran gesto, perché sono talmente delusa dalle persone che non mi fido più di nessuno
mi faccio piacere solo persone irraggiungibili perché è come se una parte di me godesse nel soffrire
lei invece è egocentrica e ha tanta autostima, quindi i miei gesti le sono apparsi piccoli
mi sono lasciata logorare dalla frustrazione come uno stoppino è bruciato dalla fiamma.
però alcune cose positive me le ha lasciate
ho iniziato a essere più ordinata
e meno people pleaser
è vero, quando l'ho vista in giro con il suo fidanzato mi si è spezzato il cuore
ma la mia rivincita ce l'ho, perché ora non la sopporto più
la trovo viziata, inutilmente egocentrica e inaffidabile
mi spiace finire per non sopportare più chi ho amato
però è così
Ho scritto il tuo nome
sul finestrino di un treno
perchè avresti voluto viaggiar con me per sempre
E invece ora
Ci scusiamo per il disagio.
Movimento per l'Emancipazione della poesia
Comunque tutto è cominciato ad andare allo scatafascio quando il logo della Rai è diventato quello al posto della farfalla
proprio non mi capacito del perché sono single, sul serio
#acida
Adesso dove vado?
Senza ma, senza se, senza te
Amore disperato
Lo sai meglio di me, che sei meglio
Che non sono in grado
Che frase stupida
Ti chiedo scusa ma, lo sai
A volte è complicato
È inutile che ti difenda da me
Achille Lauro un po' in mood depressione,
Milano
il Duomo
il sole
25 gradi
la pasta fredda con avocado e stracchino
amici nuovi con cui si vivono avventure
dormire in due
Milano la notte
la metro
Porta Venezia
la puzza di piedi in stanza
un weekend perfetto

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“E quando il sole sorge abbiamo paura
Che forse non resterà
Quando il sole tramonta abbiamo paura
Che forse non si alzerà domattina
Quando abbiamo la pancia piena abbiamo paura
Dell’indigestione
Quando abbiamo la pancia vuota abbiamo paura
Di non poter mai più mangiare
Quando siamo amate abbiamo paura
Che l’amore svanirà
Quando siamo sole abbiamo paura
Che l’amore non tornerà
E quando parliamo abbiamo paura
Che le nostre parole non verranno udite
O ben accolte
Ma quando stiamo zitte
Anche allora abbiamo paura
Perciò è meglio parlare
Ricordando
Che non era previsto che noi sopravvivessimo.”
Audre Lorde (1934-1992)
Dove siete?
Dove siete quando durante tutto l'anno organizziamo cortei, manifestazioni, presidi, gruppi di lettura, cerchi femministi in cui parliamo di femminicidio, di violenza di genere, di cultura patriarcale—una cultura che vi riguarda tanto quanto riguarda noi? Dove siete quando chiediamo di essere ascoltate, non tollerate?
Dove siete quando ci dite che non dobbiamo farci la guerra, ma poi ci lasciate a parlare da sole a trovare soluzioni sistemiche al fenomeno?
Dove siete?
Siete prontissimi a dire che voi non siete come gli altri, che voi non tocchereste mai nessuna, che voi rispettate le donne. Voi, voi, voi.
Ma perché è così importante per voi discolparvi invece di mettervi in discussione? Perché vi sentite chiamati in causa solo per difendervi e non per agire?
Siamo tuttə responsabili. Lo siamo quando facciamo la nostra parte per arginare gli effetti della crisi climatica, perché tutto è connesso, e lo siamo anche quando una di noi viene uccisa.
Siete presenti solo quando si tratta di spiegare il femminismo alle femministe, di correggerci su ciò che viviamo sulla nostra pelle, di insegnarci cose di cui siamo esperte, quando dovete dirci cosa fare del nostro utero e del nostro corpo, quando non perdete occasione di chiamarci esagerate, p**tane, nazifemministe, sinistronze, quando cercate dati statistici per dimostrare che anche gli uomini muoiono (dimostrando di non aver per niente chiara l'urgenza della questione), ma poi fate un passo indietro quando vi chiediamo di assumervi la responsabilità di parlarne tra voi, nei vostri gruppi, con i vostri amici, nei vostri spazi. Di alzarvi da quella poltrona e fare la vostra parte in casa, con i vostri figli, senza aspettarvi che tutto vi sia dovuto. Di guardarvi dentro per chiedervi se anche voi avete riso a quella battuta sessista, per fare branco.
Il femminicidio non è un crimine qualunque. È l’uccisione di una donna in quanto donna, il punto più estremo di una violenza sistemica che passa dal controllo, dalla svalutazione, dalla mercificazione, dallo stupro, dalle botte, dalle minacce.
Non è una semplice questione di “persone cattive”, è il risultato di una società che insegna agli uomini a possedere e comandare, e alle donne a essere oggetti di possesso e obbedienza.
Come dico sempre: esiste la violenza, ed esiste la violenza di genere, e purtroppo una cosa non esclude l'altra.
E prima che qualcuno tiri fuori la solita domanda: no, il “maschicidio” non è un fatto. Non esiste una cultura che insegni a odiare e uccidere gli uomini per il solo fatto di essere uomini. Non esiste un sistema che storicamente, socialmente, economicamente li abbia schiacciati, oppressi, privati della libertà, costretti a temere per la propria vita semplicemente per il loro genere, semplicemente per il fatto di esistere o aver difeso la propria autodeterminazione, il proprio diritto ad essere nel mondo. A meno che non si tratti di uomini gay: ma anche lì, sorpresa, il pregiudizio sessuale nasce dal fatto che considerate gli uomini omosessuali come "femminili", meno virili, al pari di una donna (mostrando, anche in questo caso, profonda ignoranza sulla questione).
Gli uomini muoiono per altre cause, e nella maggior parte dei casi, per mano di altri uomini—per conflitti, per crimini generici, per violenza tra pari—ma non per il solo fatto di essere uomini.
Le donne sì.
E non è solo una questione di omicidio, quella è la punta dell'iceberg, il tragico epilogo che siamo costrette a piangere quando tutto ciò che sta prima viene ignorato. È il divario salariale. È il modo in cui veniamo interrotte più spesso nelle conversazioni. È la paura di tornare a casa da sole la sera. È la colpevolizzazione della vittima quando denuncia una violenza. È il chiedere com'era vestita, se aveva bevuto, se aveva risposto ai suoi messaggi. È la totale assenza di educazione sessuale e affettiva che insegni il consenso e il rispetto. È il privilegio che voi avete e che fate fatica a riconoscere, perché il privilegio è proprio questo: poter ignorare un problema perché non vi riguarda direttamente.
E allora ve lo chiedo di nuovo: dove siete?
Dove siete quando c’è da prendere posizione? Quando c’è da parlare tra voi, nei vostri gruppi di amici, nei vostri spazi di lavoro? Quando c’è da smettere di ridere a battute sessiste, da correggere il linguaggio, da smascherare atteggiamenti tossici? Quando c’è da mettere in discussione voi stessi e il vostro modo di stare al mondo?
Smettetela di deresponsabilizzarvi. Smettetela di dirci che siete “diversi dagli altri”, che "not all man" e dimostratelo. Perché fino a quando starete in silenzio, sarete complici.
E fino a quando starete in silenzio, non ci sarete amici.
La follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.
Le mie perle di Tinder

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Pure mia madre mi sfotte
Riscaldamento globale
Poi mi chiedo perché sono single